Il riposo nello Spirito cosa è? E' biblico? Catechesi - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

Vai ai contenuti

Il riposo nello Spirito cosa è? E' biblico? Catechesi

Catechesi
Cosa è il riposo nello Spirito?

Alcuni dicono che è un fenomeno di origine diabolica o paranormale, è vero?

Nozione
È la perdita apparente di coscienza durante la quale la persona cade  improvvisamente all’indietro a terra, rimanendovi per vari minuti, come  se dormisse. Non si tratta di sonno ed è uno stato che può durare anche  più di un’ora, seppure in rari casi. Il risveglio avviene dolcemente, in  modo naturale, e la persona si trova in uno stato di grande pace e  benessere. Il fenomeno si manifesta nei gruppi di preghiera e di solito  avviene dopo che l’assembla ha pregato su quella determinata persona. Si  tratta di preghiere semplici, non sacramentali, che si richiamano a  un’antica tradizione della Chiesa. Il fenomeno ha luogo in modo  particolare nei raduni di preghiera del Rinnovamento carismatico, sia  protestante che cattolico, e anche in determinati luoghi quali  Medjugorje. Durante questa esperienza la volontà è bloccata e non è  possibile muovere nessuna parte del corpo.
 
Esempi
Nella Bibbia sono presenti delle analogie relative al riposo nello  Spirito. Nell’Antico Testamento la potenza di Dio improvvisamente stende  gli uomini a cui si rivolge: «Il cui aspetto era simile a quello  dell’arcobaleno nelle nubi in un giorno di pioggia. Tale mi apparve  l’aspetto della gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a  terra e udii la voce di uno che parlava» (Ez 1,28); «Soltanto io,  Daniele, vidi la visione, mentre gli uomini che erano con me non la  videro, ma un gran terrore si impadronì di loro e fuggirono a  nascondersi. Io rimasi solo a contemplare quella grande visione, mentre  mi sentivo senza forze; il mio colorito si fece smorto e mi vennero meno  le forze» (Dn 10,7- 9); «Rispose: “No, io sono il capo dell’esercito  del Signore. Giungo proprio ora”. Allora Giosuè cadde con la faccia per  terra, si prostrò e gli disse: “Che dice il mio Signore al suo servo?”»  (Gs 5,14); «Mentre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su  Abram, ed ecco un oscuro terrore lo assalì» (Gn 15,12). Così nel Nuovo  Testamento: «All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e  furono presi da grande timore» (Mt 17,6); «Passato il sabato, all’alba  del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria  andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un  angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si  pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo  vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le  guardie tremarono tramortite» (Mt 28,1-4); «Appena disse: “Sono io”,  indietreggiarono e caddero a terra» (Gv 18,6); «E cadendo a terra udì  una voce che gli diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”» (At  9,4); «Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando  su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo e  il Vivente» (Ap 1,17). In questi passi biblici si descrive quasi sempre  un cadere adorante. In santa Teresa d’Avila il riposo nello Spirito  viene accomunato al «sonno delle potenze».

Interpretazione del fenomeno
Durante il riposo nello Spirito le persone coinvolte riferiscono di  perdere la nozione del tempo. Anche il corpo subisce alcune alterazioni:  freddo alle estremità, rallentamento del battito del polso. Quando  riprendono conoscenza non sono capaci di indicare la durata della loro  assenza, addirittura alcune di esse si riappropriano delle proprie  facoltà soltanto ore dopo. Il riposo nello Spirito può essere causato  dal contatto fisico con un membro del gruppo di preghiera, ad esempio  attraverso l’imposizione delle mani, il tocco della spalla o la parola.  Il fenomeno può coinvolgere anche più credenti o più file di credenti. I  primi a praticare il riposo nello Spirito sono stati i Pentecostalisti  americani, successivamente le comunità cattoliche del Rinnovamento  carismatico. Nei suoi confronti ci sono posizioni divergenti. Per  alcuni, infatti, il riposo nello Spirito è una grazia soprannaturale che  prepara il corpo all’azione divina. È simile a un rapimento o a una  sorta di estasi. Secondo altri, invece, si tratterebbe di un fenomeno di  origine diabolica o paranormale.

Come nel caso dell’ipnosi, il riposo nello Spirito comporterebbe uno  stato di coscienza modificato. Spesso con esso avviene una vera e  propria guarigione da disturbi psicologici, morali e spirituali e anche  fisica. Inoltre è possibile una conversione. Il riposo nello Spirito è  stato paragonato al «rapimento» che, secondo san Tommaso d’Aquino, è  «l’elevazione di un uomo, prodotta dallo spirito di Dio, a cose  soprannaturali con astrazione dai sensi» [1]. Questa elevazione è  caratterizzata da una certa «violenza» e produce anche degli effetti  nelle potenze appetitive, ossia «il piacere che si prova, in ciò che  rapisce» [2]. Coloro che hanno sperimentato il riposo nello Spirito  dicono di essersi sentiti leggeri come una piuma nel momento in cui  cadevano al suolo e avvertivano non solo pace, ma la potenza di Dio che  agiva in essi mentre erano a terra. Coloro, invece, che assistono al  fenomeno si accorgono soltanto della persona che cade a terra come  svenuta. Colui che viene preso dal riposo non avverte dolore e non  sbatte contro gli ostacoli presenti. Dal riposo nello Spirito derivano  diversi effetti: si sperimenta la presenza del Signore, oltre che pace e  tranquillità; viene facilitata la guarigione, poiché il Signore  interviene rapidamente e opera con una potenza particolare.

Chiaramente si possono presentare problemi, in primo luogo perché il  riposo nello Spirito appare come qualcosa di sensazionale e la gente ne  comprende assai poco il significato. Le persone ne rimangono talmente  impressionate, che la ricerca del sensazionale può prendere il  sopravvento. Si spera che ne venga sempre evidenziato lo scopo  principale – quello spirituale – e non causi più stupore. La risposta  alla maggior parte di questi problemi non è pertanto la soppressione del  dono – n tal modo il suo valore e il suo fine andrebbero perduti per la  comunità – quanto piuttosto un suo uso prudente e saggio affinché venga  compreso e non ne vengano esaltati gli aspetti sensazionali.
La gente solitamente ha la tendenza a ricercare il nuovo e lo  spettacolare; invece di cercare Gesù, desidera delle manifestazioni  visibili. Spesso, quando le persone cominciano a cadere a destra e a  sinistra, l’esito che ne deriva è quello di un’atmosfera circense, che  disturba qualunque cristiano equilibrato.

E’ inoltre importante ricordare che sono sempre possibili contraffazioni  psichiche e naturali di questo fenomeno ed è un errore esprimere un  giudizio semplicistico sostenendo che un incontro nel quale si verifica  il riposo nello Spirito è più “ricolmo di Spirito” oppure un Sacerdote  (o laico) è più spirituale quando, attraverso la sua imposizione delle  mani, la gente “cade nel riposo dello Spirito” oppure che una persona  che cade nel riposo “è più spirituale di chi non si abbandona”. Ci sono  persone che non cadono mai nel riposo quando si prega per loro, ma che  sembrano molto vicine al Signore. Forse la ragione per cui non è  accaduto è che sono così abituate a sperimentare la potenza dello  Spirito che avvertono, per così dire, solo un piccolissimo  “differenziale”. Santa Teresa d’Avila spiega che quanto più si abituava  alla potenza di Dio tanto minori erano le manifestazioni fisiche, mentre  la sua vita di preghiera s’intensificava.

Sembra quindi che le persone abituate alle esperienze spirituali siano  meno portate ad andare nel riposo nello Spirito. Inoltre, alcuni critici  del fenomeno sostengono che coloro che cadono più facilmente  appartengono ad un genere di persone più suggestionabili, gli  adolescenti ad esempio, tuttavia non è così automatico. In genere, una  persona aperta allo Spirito Santo ed alla sua libera azione – sia essa  matura o immatura – è più portata di un’ altra al riposo nello Spirito.
Essere più sensibili all’azione dello Spirito è quasi avere una marcia  in più; non si tratta solo di essere suggestionabili, sebbene per alcune  persone entri in gioco anche questo fattore. D’altro canto molta gente  fa di tutto per non cadere nel riposo; tuttavia, quando la potenza è  molto forte, cade lo stesso.

Per concludere è necessario dire che non tutti vengono guariti  cadendo nel riposo nello Spirito. A volte i malati possono aver avuto  un’esperienza di pace o persino una sorta di profonda unione spirituale  con Dio (sperimentando amore, protezione, potenza), ma ciò non implica  necessariamente la loro guarigione fisica o interiore. Purtroppo sono  tante le persone che rimangono deluse quando le loro aspettative non si  realizzano immediatamente. Quindi è importante ricordarsi, da un lato di  accettare la benedizione interiore ottenuta tramite il riposo nello  Spirito, e dall’altro di non perderla a causa dell’ansia o di un falso  senso di colpa per non aver ricevuto la guarigione attesa.
II riposo nello Spirito, tuttavia, è uno stato in cui c’è molta  probabilità che la persona riceva una guarigione interiore o fisica. In  alcuni casi sembra che esso intervenga per “anestetizzare” la persona,  prima di subire un “intervento chirurgico” da parte del Signore; in  certi casi l’intervento è breve, in altri può durare anche molte ore.

Fonte: “Il Riposo nello Spirito”, Padre Robert De Grandis, Edizioni San Michele
F. Armenti
fonte: Diosalva.net
——
1 Tommaso d’Aquino, Summa Theolo- giae, II-II, q. 175, a. 1.
2 Ibid., a. 2.
[Tratto da Luigi Borriello e Raffaele Di Muro, “Dizionario dei fenomeni mistici cristiani”, Ancora Editrice]

fonte:Aleteia.org

Poi ci sono alcuni pastori protestanti che SPETTACOLARIZZANO e sviliscono questo dono, trasformado in show quello che era o dovrebbe essere un dono di Dio. Gesù non spettacolarizzava mai la sua potenza, e nemmeno gli apostoli i loro doni, ricordiamocelo, per non cadere in certi inganni.
Torna ai contenuti