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Sola Scrittura catechesi Parola di Dio commento

Confutazioni al Protestantesimo

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SOLA SCRIPTURA

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Il concetto di Sola Scrittura è stato inventato da Lutero e compagni al fine di scalzare la Chiesa cattolica che vantava Autorità ecclesiastica e il diritto esclusivo di intepretare le Sacre Scritture.
Davvero una abile mossa l’invenzione della Sola Scrittura, dando quindi falsamente autorità solo alla Bibbia, e non più anche alla Chiesa e alla Tradizione, come se non fosse vero che la Bibbia sia nata proprio dalla Tradizione.
In ordine cronologico prima nacque la Chiesa, poi la Tradizione predicata oralmente dagli apostoli e dai più fedeli discepoli come Stefano martire ad esempio, e quindi la Bibbia, in particolare il Nuovo Testamento, ma anche il Canone biblico, cioè la lista dei libri ritenuti sicuramente ispirati.
Lutero ben sapendo che le sue teorie non potevano vantare radici storiche, risalenti ai primi cristiani, scalzò di colpo la discendenza apostolica dando autorità solo alla Bibbia. In questo modo ovviamente ognuno poteva far dire alla Bibbia quello che più gli piaceva, bastava un po’ di cultura anche eretica, per apparire credibili verso il popolo di quei tempi, solitamente ignorante e analfabeta. Qualcuno starà pensando che oggi l’analfabetismo nel mondo occidentale non esiste quasi più, e che possiamo leggere moltissime opere di scrittori molto colti, ed anche i nostri figli sono colti, di conseguenza le bugie di Lutero avrebbero le gambe corte.

Invece non è così, le bugie di Lutero hanno le gambe lunghe perché hanno fatto e fanno comodo a molti altri, a partire da Calvino e Zwingli. Tuttavia proprio questi padri del protestantesimo, sostenitori della Sola Scrittura erano in disaccordo tra loro, su alcuni punti fondamentali, come l’Eucaristia e la presenza reale nelle due specie (pane e vino consacrati), la predestinazione, il battesimo dei bambini ecc..
Se tre contemporanei, come Lutero Calvino e Zwingli, avendo tagliato i ponti con la Chiesa cattolica e con la Tradizione cristiana, si trovano da subito in disaccordo, è facile comprendere come in seguito il protestantesimo si sia frammentato in una miriade di dottrine reciprocamente contrastanti, alcune delle quali davvero bizzarre.
Se la Bibbia fosse così facile da capire, rappresentando la sola autorità credibile per il cristiano, perché tutte queste dottrine diverse?
La verità invece ci insegna che non si può sradicare il cristianesimo né dalla storia né dalla Tradizione, senza le quali risulta difficile capire bene certi fatti narrati nei Libri Sacri.
Ad esempio abbiamo sempre letto della strage dei bambini ordinata da Erode, la leggiamo e rileggiamo, ne prendiamo atto e tiriamo avanti nella pagina. Ma perché Erode ordina la strage? Solo perché era geloso di un bambino aspirante al trono?
Un Re unto legittimamente perché temeva un aspirante al trono? Chi era in realtà Erode? In Israele ci furono sempre i re successori di Davide, designati da Dio e addirittura unti, nessuno di loro veniva scalzato, se non per volere di Dio. Erode era un unto dal Signore?

La storia ci aiuta a capire meglio chi era Erode, egli in realtà rappresenta la rottura dell’Antica Alleanza tra Dio e il popolo di Israele, in quanto essendo egli il primo re straniero, venivano a cessare con lui quei capi del popolo giudaico che prima diventavano tali solo per discendenza atavica. Furono i romano ad affidargli il trono e non il popolo di Israele, lui non era israelita, ma idumeo da parte di padre e arabo da parte di madre. Suo nonno, un certo Erode di Ascalona, era uno degli schiavi che stava nel tempio di Apollo, ed ebbe un figlio di nome Antipatro, che fu rapito ancora bambino da briganti idumei. Da Antipatro nacque Erode molto astuto nella politica, seppe sfruttare a proprio vantaggio l’occupazione romana della Palestina, ottenendo dal senato romano la nomina a Re di di Israele. Erode fece bruciare i registri delle generazioni, custoditi negli archivi, che comprendevano l’elenco delle stirpi ebraiche…pensava così di apparire di nobile stirpe perché nessuno poteva attingere al registro pubblico. Erode dopo aver ricevuto il regno dai romano, designò sommi sacerdoti non più i discendenti da antica famiglia sacerdotale, ma conferì tale onore a sconosciuti. Ecco perché temeva il bambino Gesù, perché a differenza di lui, discendeva dalle antiche famiglie ebree, e quindi poteva legittimamente aspirare al trono. Gli archivi delle discendenze ebraiche non erano in copia unica, e qualcuno le potè leggere prima di scrivere il suo Vangelo. Anche per la resurrezione di Gesù Cristo, la storia ci è d’aiuto, per farci conoscere usanze ebraiche, che altrimenti resterebbero sconosciute. Alcune di queste usanze sono ad esempio utili per ricostruire la storicità delle resurrezione, a tal proposito vi consiglio di leggere il libro di Vittorio Messori, “Dicono che è risorto”.

Nella Bibbia troviamo alcuni passi che, se presi alla lettera, possono fuorviare i meno preparati, non si capisce, infatti, in che modo e con quale criterio i fratelli protestanti interpretino o leggano alcuni versetti facilmente fraintendibili, e tuttora fraintesi da alcune frange protestanti come ad esempio gli Avventisti del settimo giorno, pentecostali modalisti, pentecostali trinitari, Testimoni di Geova ecc.. Per farla breve tutti i protestanti -chi più chi meno- sbagliano interpretazione in diversi punti, più avanti dimostrerò perché.

Non vogliono capire che la Bibbia nasce per essere interpretata, da uomini santi e designati da Dio!
Ad esempio versetti come quelli qui di seguito non sono facili da intepretare, bisogna conoscere bene il linguaggio di Dio, il Suo modo di educarci e condurci per mano sulla Via della salvezza, se dovremmo intendere alla lettera, senza alcuna intepretazione resteremmo spesso imbarazzati e sconcertati.incontrano versetti come quelli di Matteo 11,12
“Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono” difficili da comprendere ci si chiede come possano i violenti impadronirsi del regno dei cieli, non si dovrebbero sorvolare facilmente, ma dedicargli un adeguato approfondimento, lo meritano, sono Parola di Dio, ma non mi vengano a dire che chiunque può capire facilmente e, da solo, questi versetti.

Oppure:

2 Sam 6,6
“Ma quando furono giunti all’aia di Nacon, Uzzà stese la mano verso l’arca di Dio e vi si appoggiò perché i buoi la facevano piegare. L’ira del Signore si accese contro Uzzà; Dio lo percosse per la sua colpa ed egli morì sul posto, presso l’arca di Dio.”

Che bisogno c’era di far morire Uzzà? Magari lo poteva punire per aver toccato l’Arca di Dio, invece il nostro Dio misericordioso l’ha fatto morire. Perché? Uzzà non aveva intenzione di profanare l’Arca, ma semplicemente di raddrizzarla vista che i buoi la facevano piegare.
Se dovremmo fermarci alle crude lettere, il nostro sembrerebbe un Dio capriccioso.

Lc 19,26 “
Vi dico: A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me».”

E’ la misericordia di Dio dove è finita? Perché il re non ha porto l’altra guancia ai suoi nemici?

Lc 22,36-38 “Ed egli soggiunse: «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una.Perché vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra i malfattori. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo termine». Ed essi dissero: «Signore, ecco qui due spade». Ma egli rispose «Basta!».

Se dovevano porgere l’altra guancia a chi li percuoteva, a che cosa gli servivano le spade, come quella che Pietro portava abitualmente con se?

Tantissimi altri versetti troviamo nella Bibbia, che non spiegati e intepretati correttamente sviano chi li legge e vi si sofferma. Ecco a cosa serve la Colonna e sostegno della Verità, cioè la Chiesa.
E’ bene conoscere un po’ di storia, come sono nate le tesi protestanti, diventate poi dottrina, è meglio usare il plurale, perché come vedremo, nel protestantesimo non si può mai parlare di una sola dottrina. Per mia esperienza personale, nei dialoghi con fratelli protestanti, la storia e le vicende che riguardano fatti e misfatti dei loro antenati protestanti, sono e rimangono misconosciute, e spesso ignorate totalmente dalla maggioranza dei nuovi “maestri biblici”. La storia che mette in risalto alcuni misfatti ed errori fatti dai cattolici invece viene spiegata e ripetuta, malamente, spesso ignorantemente e faziosamente dai molti nuovi predicatori della domenica che vengo a bussare alle nostre porte, per “aprirci gli occhi”.
Senza la storia chiunque può ergersi a maestro, dichiarandosi discendente degli apostoli, e usurpando ingiustamente la legittimità della discendenza apostolica. Ecco perché è giusto che un buon cristiano conosca la storia dei suoi padri, la storia del cristianesimo, utile a saper discernere e individuare i falsi maestri.

Il problema dell’interpretazione della Bibbia non è un’invenzione moderna, come talvolta si vorrebbe far credere. La Bibbia stessa attesta che la sua interpretazione presenta varie difficoltà. Accanto a testi limpidi contiene passi oscuri. Leggendo certi passi di Geremia,
Daniele s’interrogava a lungo sul loro significato (Dn 9, 2). Secondo gli Atti degli Apostoli, un etiope del I secolo si trovava nella stessa situazione a proposito di un passo del libro di Isaia (Is 53 7-8), riconoscendo di aver bisogno di un interprete (At 8, 30-35). La seconda lettera di Pietro dichiara che «nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione» (2Pt 1, 20) e osserva, d’altra parte, che le lettere dell’apostolo Paolo contengono «alcune cose difficili da comprendere e gli ignoranti e gli instabili le travisano al pari delle altre Scritture, per loro propria rovina» (2Pt 3, 16).
La Bibbia si deve interpretare per forza, non c’è alternativa, essendo piena di apparenti contraddizioni e messaggi criptici.
Un esempio può aiutare a capire meglio: tutti noi sappiamo che la schiavitù non è ammessa dalle leggi umane odierne, dalla morale, e nemmeno da Dio. Rendere schiavo un altro uomo non significa certo amarlo, ma bensì sfruttarlo, gratis o quasi, per i propri comodi.pure che nel Vecchio Testamento c’erano molti schiavi, Abramo, Isacco, Giacobbe, Davide, Salomone, ecc., avevano degli schiavi. Se non dobbiamo interpretare, ma limitarci a leggere alla lettera, dobbiamo pensare che Dio ammette la schiavitù. Qualcuno poi dirà, sì, ma si tratta del Vecchio Testamento, nel Nuovo con l’avvento di Gesù tutto è cambiato, molte cose sono state spiegate e completate. Non perdiamo di vista il fatto che Dio non sbaglia come noi umani, per cui non ha alcun bisogno di riparare agli errori commessi nel Vecchio Testamento, perché appunto non sono affatto errori.
Se poi però ci imbattiamo in qualche versetto del N.T. tipo quello di Tito 2,9 rimaniamo perplessi.

“Esorta gli
schiavi a esser sottomessi in tutto ai loro padroni; li accontentino e non li contraddicano, non rubino, ma dimostrino fedeltà assoluta, per fare onore in tutto alla dottrina di Dio, nostro salvatore.”

Uno schiavo quindi per fare onore alla dottrina di Dio, nostro salvatore, non deve chiedere l’abolizione della schiavitù, ma deve restare sottomesso in tutto al proprio padrone.
San Paolo, in pratica ci sta insegnando che la schiavitù è cosa buona e giusta.
Ecco cosa accade seguendo le teorie protestanti, prima o poi ci si imbatte in qualche versetto, che ci dimostra come in realtà la Bibbia non sia stata dettata da Dio, ma ispirata, che significa ben altra cosa. Per i pentecostali la Bibbia ci parla sempre e comunque perché nonostante scritta oltre 2000 anni fa si rivolge anche a noi. In parte ciò è vero, ma solo in parte, bisogna imparare a distinguere. La Bibbia indubbiamente ci parla, ci insegna la Via della salvezza, ma bisogna stare attenti a districarsi bene incontrando versetti ostici come quello sopra indicato.
L’insegnamento di Dio è contenuto nella Bibbia, ma non in ogni sua parola. Il nocciolo della Bibbia ci insegna che Cristo è il nostro personale salvatore, ci indica la Via per seguirlo, ma appena ci si imbatte in frasi come quella di cui sopra nella lettera a Tito, si rimane perplessi limitandosi alle crude lettere.
Bisogna capire la mentalità di quelle epoche, per loro era normale avere schiavi, tuttavia non si può pensare che Dio ammetta la schiavitù. Ne consegue che se non inquadriamo l’insegnamento di Dio in un determinato contesto, non ne usciamo più, e quindi dobbiamo interpretare per forza ciò che trovamo scritto nella Bibbia. La frase tanto amata dai protestanti, “La Bibbia non si interpreta, perché chiunque con l’aiuto dello Spirito Santo la può capire” porta fuori strada se non si apportano alcune distinzioni. Cristo si rivela agli umili, lo Spirito Santo li guida meglio dei sapienti, è vero, ma siamo proprio sicuri che ciscuno di noi sia talmente umile da essere guidato direttamente dallo Spirito di Dio? Non sopravvalutiamo spesso le nostre reali condizioni spirituali? Nella storia del cristianesimo i casi di vera umiltà dimostrata dai santi, sono rari, in effetti sono pochi coloro i quali vengono guidati dallo Spirito Santo e basta. Nel mondo protestante invece si assiste a intere comunità di presunti umili, che vengono guidati da Dio nel capire correttamente la Bibbia, poi però ci accorgiamo che in realtà ci sono parecchie divisioni dottrinali tra le varie comunità protestanti.
E allora, si tratta di umiltà o di presunzione?

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