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Il termine “superstizione” deriva dal latino superstitio e indica una cosa che si sovrappone abusivamente a un’altra. Si riferisce a tutte quelle formule verbali e pratiche somiglianti a riti sacri e a quegli atteggiamenti che si sovrappongono all’autentica pratica religiosa e quasi la fanno scomparire.
Conosciamo in genere due tipi di superstizione:

● La superstizione in senso stretto, quando le cose che si compiono hanno un certo addentellato con le vere pratiche religiose come preghiere, gesti rituali, benedizioni;

● Superstizione “di vana osservanza”, quando le stesse cose o simili vengono compiute senza connessione con le preghiere o le pratiche religiose.


ESEMPI DI SUPERSTIZIONE IN SENSO STRETTO


È possibile fare un breve elenco, basato su una personale raccolta di dati, delle forme più comuni di superstizione in ambito cristiano e non:

● Ripetere per un certo numero di volte determinate preghiere, altrimenti capiterà qualche disgrazia;
● Recitare preghiere con auguri di male da coloro i quali si è ricevuto torto;
● Fare delle preghiere agli incroci delle strade, a certe ore del giorno e della notte con maniacale ossessione come fossero rituali;
● Eseguire o fare eseguire in casa preghiere o benedizioni strane con filastrocche di parole, con uso di candele o di crocifissi di colore diverso, con l’aggiunta di sostanze e fettucce colorate.

Esiste poi un altro tipo di superstizione definita di “vana osservanza”, come detto in precedenza.
Chi la pratica pensa che il semplice contatto con determinate cose comporti felicità o infelicità. La sua attività si limita al cercare d’entrare in contatto con ciò che porta fortuna (per esempio, un amuleto) ed a evitare d’incontrare o fare ciò che porta sfortuna (per esempio: non mettersi in viaggio in certi giorni, non entrare in camere d’albergo che portano il numero 17, evitare d’incontrare certi animali e così via).

Di questo tipo posso citare:

Il gatto nero che ci attraversa la strada;
● Incontrare una civetta;
● Passare sotto una scala;
● Rompere una bottiglia d’olio;
● Spaccare uno specchio;
● Incrociare le braccia quando si da la mano a una persona;
● Aprire l’ ombrello in casa;
● Se si è in gravidanza, tenere le gambe incrociate oppure attaccare un bottone a un indumento avendolo addosso;
● Iniziare un’attività o un viaggio o prendere decisioni solamente in certi giorni della settimana o del mese (per esempio, il martedì o il venerdì; è famosa quella sciocca frase: “Né di Venere né di Marte, né si sposa né si parte”);
● Avere a che fare con il 13 o il 17. A tal proposito è da segnalare l’incredibile prassi superstiziosa molto diffusa negli Stati Uniti, ma anche in altre nazioni, di non segnare nei palazzi come tredicesimo o il diciassettesimo piano quello che è effettivamente il tredicesimo o il diciassettesimo piano, ma di chiamarlo dodicesimo bis, o sedicesimo bis e similmente di non dare alla diciassettesima poltrona degli aerei il numero 13 o 17, trasformabile in 12 bis o 16 bis.


Vanno poi ultimamente molto di moda quelle pericolose catene di superstizione via posta in cui si chiede di fare un totale di preghiere e in cambio si avrà questo o quello.
In alcune zone poi, sono molto diffuse ad esempio le superstizioni alimentari. Pensiamo alla “torta di Padre Pio” definita anche la torta della felicità: viene consegnata una pallina di pasta chiamata “madre”, che va tenuta sette giorni a riposare nella farina. Dopo i sette giorni, prima di mettere il tutto nel forno, ne va tagliato un pezzo da cui ricavare tre palline di pasta, da distribuire a tre persone che a loro volta dovranno fare la stessa cosa trovando altre tre persone.
Chiaramente si potrebbe continuare continuare all’infinito listando la quantità immensa di comportamenti superstiziosi che la fantasia umana ha creato (ed in cui, ahinoi, anche molti cristiani si perdono), ma quello che importa è capire che il male molte volte è praticato sì per ignoranza, ma con un tipo d’ignoranza colpevole che lascia cadere chi è superstizioso in grave peccato, pur se incosciente.

Ignorantia superstitionis non excusat.


Maschere etniche, corni rossi, portafortuna Talismani

E' molto frequente vedere persone (spesso anche cristiani praticanti), che hanno contratto malsane abitudini riguardo all'uso di oggetti apparentemente innocui ma in realtà capaci di condurre verso una mentalità profondamente superstiziosa, che in molti casi diventa addirittura limitante e contagiosa.

Ecco una breve rassegna di alcune abitudini piuttosto ricorrenti:
- Possedere maschere e oggetti rituali etnici o raffiguranti divinità. Spesso vengono acquistati al termine di un viaggio all'estero, anche se non è difficile reperirli nei marcatini etnici locali.

E' necessario essere molto prudenti poiché invece di un innocuo souvenir rischiamo di portarci a casa un oggetto carico di significati magici e poteri malefici. E' il caso delle maschere rituali o delle statuette da divinazione che spesso affollano i banchi delle nostre città.
In molte tradizioni sciamaniche si fabbricano e si indossano maschere sacre durante rituali, danze ed altro. Ad esse vengono attribuiti grandi poteri, sia in fase di realizzazione che durante l'uso. Vengono consacrate e dedicate a determinati spiriti che, secondo la credenza, continuerebbero ad inabitare nella maschera stessa. Queste stesse maschere vengono poi vendute agli ignari turisti.

Gli stessi cultori della stregoneria non esitano a dichiarare che le maschere possono essere molto pericolose e sortire spiacevoli conseguenze di tipo fisico, psichico e spirituale.

- Altri oggetti potenzialmente dannosi sono le raffigurazioni di divinità asiatiche (immagini o statuette) e oggetti apparentemente comuni ed innocui consegnati da presunti santoni (biscotti, polveri, erbe, indumenti, foto, santini, ecc.) come ad esempio gli oggetti gravitanti attorno al fenomeno Sai Baba.
Questi oggetti vanno immediatamente distrutti e bruciati per evitare spiacevoli e dannosi effetti nella nostra vita quotidiana.


- Indossare o appendere nell'auto il ben noto "corno rosso" (colorato o di metalli preziosi non fa differenza) magari insieme alla corona del Rosario o insieme al crocifisso. Ciò costituisce un vero e proprio mix di superstizione in quanto le due cose sono totalmente inconciliabili tra loro.

Non si può credere in Dio ed allo stesso tempo affidarsi alla buona sorte che il cornetto dovrebbe garantire.

Esso rischia di diventare un vero idolo e di infrangere il primo comandamento, in quanto si mette sullo stesso piano la legge di Dio e le stolte credenze pagane. Anche se fatto in buona fede, costituisce comunque un peccato e denota la totale superficialità religiosa della persona, di fatto ancorata alla mentalità superstiziosa.

Lo stesso discorso vale per la varie medaglie, ciondoli e bracciali riportanti il proprio segno zodiacale. Chi infatti crede nell'
Astrologia e negli oroscopi, imposta spesso la propria vita in funzione di essi e non pratica l'abbandono nelle mani di Dio che è l'unico Padre premuroso per ognuno di noi.

- Appendere nell'auto i cosiddetti "scacciaspiriti indiani o acchiappasogni" (dreamcatcher) costituiti da una rete che secondo una leggenda pellirossa farebbe passare solo i sogni buoni mentre catturerebbe nelle maglie gli spiriti cattivi. Siamo di nuovo nell'ambito della superstizione che rifiuta l'amorosa protezione di Dio.
Lo stesso vale per i diffusi ciondoli cinesi o indiani che molto frequentemente vengono appesi nell'auto poiché creduti dotati di particolari virtù protettive.

- Credere nelle occulte virtù curative del "bracciale di rame" pubblicizzato da molti come soluzione ideale contro artriti, dolori ecc.
Esso costituisce un elemento popolare molto conosciuto e venduto anche in molti siti internet che si raccomandano di indossarlo costantemente per non disperderne il potenziale di guarigione. Alcuni affermano di aver trovato la soluzione ai problemi di salute utilizzando il bracciale di rame e di vedere ricomparire i sintomi appena lo tolgono anche per poche ore. Si instaura così un rapporto di dipendenza molto simile a quello di un idolo o di un oggetto magico.
Sebbene siano scientificamente verificate alcune proprietà benefiche del rame, questo bracciale viene spesso considerato come un vero e proprio oggetto magico che veniva ampiamente utilizzato anche dagli antichi egizi (che erano esperti maghi). Nella sua pubblicizzazione incorriamo in termini che ci ricordano molto da vicino quelli della
New Age: energia, vibrazioni, magnetismo, ecc.

A conferma di ciò si ricorda che alcuni promotori di questo bracciale richiedono che esso sia ricavato da un pezzo di rame che è stato attraversato da una scarica elettrica ad alto voltaggio (20.000 Volt !?). Ciò sarebbe necessario per acquisire i suoi "poteri" curativi.

- Discorso analogo può essere fatto per il più recente braccialetto "Power Balance" che promette di riequilibrare e bilanciare il campo magnetico ed energetico del corpo umano migliorando, a detta dei produttori, "forza, equilibrio, flessibilità e resistenza fisica". E' una moda che si sta diffondendo a macchia d'olio, tanto che molti finiscono per mettere più bracciali in varie parti del corpo e addirittura nel letto, al fine di ottenere i tanto auspicati benefici.
Taluni affermano l'efficacia di questo tipo di bracciale anche se non si fonda su alcun base scientifica in quanto il braccialetto è composto da semplice gomma e da due comuni oleogrammi. Sono in commercio anche delle varianti a ciondolo in perfetto stile "talismano". Questo oggetto sembra aver condotto molta gente verso una deriva magico-supertiziosa mediante un ben strutturato plagio psicologico.

- Sempre rimanendo nell'ambito, possiamo ricordare i cosiddetti "anelli dell'immortalità" di Alex Chiu che promettono di apportare grandi benefici per la salute e l'equilibrio psicofisico. Consistono semplicemente in quattro magneti discoidali, bipolari, di diametro circa 1 cm ognuno. Montati in una struttura in plastica, vengono indossati ai mignoli, con polarità opposte.

La cosa veramente umoristica è rappresentata dal fatto che gli utilizzatori di questi anelli sostengono che, se indossati correttamente ogni notte durante il sonno, essi siano in grado di fermare l'invecchiamento e addirittura invertirne il processo. L'inventore degli anelli, illustrando i principi di funzionamento, tira in ballo i già citati concetti che stanno alla base delle dottrine orientali e della New Age quali "Energia Vitale" ( "Qi" o "Ki" o "Prana" ), "chakra", ecc.

Insieme ai suddetti anelli, il famigerato inventore, suggerisce di utilizzare la "Gorgeous Pill", pillola miracolosa per diventare più belli, prestanti dal punto di vista fisico e mentale e tanti altri benefici. Possiamo proprio dire che alla superstizione, qui si aggiunge veramente una grande dose di ridicolezza.

- Possedere quadri e incisioni della cosiddetta "Mano di Fatima" (Hamsa) o indossare il relativo ciondolo.
Nonostante il nome ingannevole di questo simbolo, costituito da una mano aperta con al centro un occhio, non ha niente in comune con il celebre santuario mariano portoghese, ma trae la sua origine da una leggenda musulmana alla cui base c'è la figlia di Maometto che si chiamava proprio Fatima.
Esso è considerato un amuleto contro il malocchio e gli influssi negativi in genere. La credenza in questo oggetto superstizioso si è allargata nel tempo fino ad essere utilizzata anche dalle filosofie orientali, dalla New Age ed dai movimenti esoterici ed occultistici.

- Una variante della Mano di Fatima è il "Nazar Boncuk", famoso talismano conosciuto in Italia anche con il nome di "Occhio di Allah". E' diffuso anche in Grecia, Cipro ed altri paese limitrofi.
Se ne realizzano ciondoli da appendere al muro o nell'auto, collane, braccialetti, orecchini, anelli, e in questi paesi rappresenta un'importante fonte di reddito per molti commercianti locali.
Il talismano è legato ad una credenza superstiziosa che gli attribuisce la capacità di assorbire le energie negative trasmesse da coloro che comunicano il malocchio.

In molti paesi rappresenta un vero e proprio fenomeno superstizioso di massa, ma anche in Italia sono numerosi i turisti che al rientro da questi paesi che ne fanno uso.
- Indossare portafortuna,
talismani e amuleti (pietre, denti, radici, polveri, pentacoli ecc.), specialmente se consegnati e raccomandati da maghi o similari.

- Oggetti religiosi indossati con mentalità superstiziosa e scarsa devozione. Portare ad esempio un Rosario, una croce o una medaglietta al collo confidando nella protezione derivante dall'oggetto stesso, rischia di far scivolare nel campo della superstizione alla pari di un amuleto. Lo stesso vale per l'acqua santa qualora venga utilizzata come se l'elemento stesso fosse dotato di particolari proprietà e poteri.
Gli oggetti religiosi (meglio se benedetti) assumono un reale valore di protezione ed aiuto divino solo se indossati con fede e con spirito di preghiera, confidando nel fatto che la protezione ci è assicurata da ciò che essi rappresentano e non dall'oggetto in se stesso.

- Un accenno a parte alla cosiddetta "pianta magica" che deve essere annaffiata con il thé mentre si esprimono dei desideri. Tale operazione sarebbe inoltre integrata con la pronuncia di parole misteriose che ricordano molto da vicino le formule magiche e le espressioni per evocare gli spiriti.

E' opportuno sradicare anche ogni attaccamento a credenze e forme di superstizione più leggere legate a determinate circostanze: specchio rotto, gatti neri, passare sotto le scale, numero 13 e 17, martedì e venerdì, rovesciare il sale, ferro di cavallo, posate incrociate sul piatto, pestare escrementi, aprire l'ombrello in casa, toccare ferro, buttare il sale, fare i corni scaramantici, ecc.

alcune considerazione e grafiche sono tratte dal sito veniteadme.org

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