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Confutazioni al Protestantesimo
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La vera Chiesa di Cristo Gesù
successione apostolica e Tradizione
Inizio col dire che questo è uno dei capitoli più lunghi che troverete in questo sito, probabilmente stancherà molti di voi, alcuni dopo le prime pagine si annoieranno, ma sono sicuro che coloro che sono veramente interessati all'argomento lo finiranno di leggere. Vi consiglio di leggerne poche pagine per volta, così non fiaccherete la vostra resistenza alla lettura.quale sia oggi la vera Chiesa di Gesù Cristo non è difficile, tuttavia ci si imbatte in concetti diversi di intendere la Chiesa, che tendono a confondere il cristiano. protestanti infatti sono molto interessati ad annullare l'importanza e la validità della successione apostolica che da sempre contraddistingue la Chiesa cattolica romana dalle altre chiese cristiane.
“La Chiesa cattolica si ritiene il centro gravitazionale del movimento cristiano nei secoli. Ciò può sembrare indecente vanagloria, ma è necessario dirlo se, in effetti, c'è solo un Cristo e quindi solo una Chiesa. Di conseguenza, in Gentium, si asserisce che tutta la grazia cristiana che è possibile trovare al di fuori dei confini istituzionali della Chiesa cattolica gravita verso l'unità con essa. Nel Vangelo di Giovanni (17,11), Gesù prega che i suoi discepoli <<siano uno>>, e che lo siano <<affinché il mondo creda che tu mi hai mandato>> (17,21). Il punto non è convincere tutti i cristiani a diventare cattolici, ma spiegare, in breve, ciò che pensa la Chiesa cattolica sull'argomento e analizzare alcune delle interessanti questioni sollevate da questa visione. Se si crede che Cristo intendesse una comunità di discepoli in qualche modo permanente, e una lettura imparziale del Nuovo Testamento non lascia dubbi in proposito, sembra assai improbabile che non avesse in mente la forma che avrebbe dovuto avere quella comunità. La Parola di Gesù Cristo non è solo un messaggio piovuto all'interno del maelstrom della storia, lasciando tutti liberi d'interpretarlo e organizzare associazioni religiose fra coloro che concordavano con una data interpretazione. I racconti dei quattro Vangeli sono ricchi d'istruzioni date da Gesù su ciò che i discepoli dovevano fare e su che tipo di comunità dovevano essere dopo la sua ascesa al Padre. Lui scelse gli apostoli e, fra gli apostoli, scelse Pietro come centro di questa unità. Nei Vangeli Pietro viene sempre presentato per primo. A Pietro Gesù raccomandò si fortificare i suoi fratelli nella fede (Lc 22,32) ma, ovviamente, non tutti i cristiani concordano su ciò che s'intenda, sia in teoria che in pratica, con comunità apostolica unica intorno a Pietro. Molto prima che ci fosse un libro come il Nuovo Testamento sul quale non essere d'accordo, la Chiesa degli albori decise che il marchio di continuità nell'insegnamento e nella vita dei cristiani era <<apostolicità>>. La Chiesa è identificata dalla dottrina detta apostolica e da persone chiamate apostoli. Ovviamente quella che oggi riconosciamo come Chiesa cattolica non è apparsa improvvisamente dal nulla. La sua è una storia lunga e complicata, ricca di eroica fedeltà così come d'infamia e intrigo, che ha portato il gruppo di discepoli che per primi ricevettero lo Spirito Santo a Gerusalemme, nel giorno di Pentecoste, a diventare la Chiesa di oggi della Roma papale. Nei primi secoli ci furono tumulti e conflitti sulle eresie e sui contro movimenti. Questi conflitti vennero risolti gradualmente e con grande fatica da parte dei vescovi, successori degli apostoli, riuniti in concili. Ci furono molte questioni da risolvere: quali fra le scritture che si proclamavano apostoliche erano vere e andavano incluse nella raccolta (chiamata <<canone>>) che oggi riconosciamo come Nuovo Testamento? Questa questione era ancora dibattuta nel III secolo e lo fu anche successivamente. Gesù era vero Dio e vero uomo, la Seconda Persona della Santa Trinità coeguale al Padre e allo Spirito Santo? Oppure era solo un uomo simile a Dio, o forse Dio fintosi uomo? Difficilmente le questioni potevano essere più fondamentali: andavano al cuore del credo cristiano su Dio, sulla storia umana e sulla speranza di salvezza. Per quanto riguarda questioni davvero grandi, come la natura trinitaria di Dio e la divinità di Gesù Cristo, la maggioranza dei cristiani concorda con quella che viene chiamata la Grande Tradizione, a volte descritta come l'opinione della Chiesa delle origini, vale a dire che la maggioranza dei cristiani accetta come autorevoli i primi sette concili ecumenici, o assemblee universali, che presero il nome dalle città in cui si riunirono i vescovi. Cioè dal concilio di Nicea del 325 al concilio II concilio di Nicea del 787” (cfr, lo Splendore della Verità, ed. Lindau).
' nell'umana natura tentare di scalzare il potere altrui, di qualunque natura esso sia.ben ricordare anche gli apostoli dibattevano al seguito di Gesù su chi tra loro fosse il più grande, e chi dovesse sedere accanto a Lui nel regno dei cieli. eretici di tutti i tempi mal sopportavano l'autorità legittima dei vescovi, tentando in tutti i modi di scalzarli dal loro potere di governo ecclesiale.leva sui difetti di alcuni vescovi, gli eretici riuscivano talvolta a convincere larghe fasce di popolazione, predicando con livore la loro dottrina che differiva da quella insegnata da Cristo e gli apostoli. Ogni gruppo eretico presentava delle varianti dottrinali, che inficiavano la genuinità della Buona Novella, trasformando talvolta la stessa figura di Cristo. , gli eretici antichi, sono gli antenati degli odierni protestanti? Direi di no, perché a ben guardare non presentavano la stessa dottrina, anche se ogni serio studioso sa che non si può parlare di un'unica dottrina eretica, in opposizione a quella degli apostoli. Esistevano molteplici dottrine, ognuna della quali presentava delle particolarità, differendo dal Vangelo a volte in maniera sfumata, sottile, ma non per questo meno pericolosa per la genuinità della fede. Oggi ci sono gruppi protestanti che ed adottano antiche questioni dottrinali, come gli avventisti del settimo giorno, che prendono a prestito alcune nozioni dai catari e dagli ariani, i testimoni di Geova fanno man bassa proprio nelle dottrine ariane, i seguaci del reverendo Moon prendono a prestito alcune parti del Talmud ebraico per annullare la figura del Messia, sostituendola con quella dello stesso reverendo, il quale si crede il vero Messia. Insomma a ben vedere la situazione è complessa, ed è frutto dell'orgoglio dell'uomo, che pur di non stare sottomesso all'autorità costituita, cerca di delegittimarne l'autorevolezza con elucubrazioni e rielaborazioni dottrinali di ogni tipo.dottrine protestanti infatti pur contenendo frammenti di verità presentano pesanti alterazioni che non sempre sono visibili ad un primo esame.a questo aggiungiamo il fatto che anche loro sbagliano sul piano umano, beh, non resta ombra di dubbio, “il mio fustino non lo cambio con altri due…”, come recitava una famosa pubblicità.questione della successione apostolica e quindi della Sacra Tradizione cristiana, da secoli dibattuta da protestanti e cattolici, trova terreno avverso nei diversi siti di matrice protestante, che spesso tentano di demolirne la storicità e la purezza cristiana, inquinandola con tradizioni umane che diventano difficili da distinguere e separare dalla sana dottrina per coloro che non conoscono la storia del cristianesimo. Molti cristiani ad esempio non riescono a focalizzare bene la Sacra Tradizione, mischiando spesso il sacro con il profano. E' utile conoscere le accuse mosse dai fratelli protestanti, per meglio poter rispondere e indirizzare l'analisi biblica su ciò che viene detto e scritto nei molti siti e libri protestanti confrontandolo con gli insegnamenti cattolici.fratelli pentecostali ad esempio sono convinti di essere i soli veri cristiani, spinti dai loro pastori, che avrebbero ricevuto il mandato ministeriale direttamente da Dio. Non metto in dubbio la buona fede di molti pastori che dedicano la loro vita alla comunità, predicando Cristo, ma sbagliando in diversi punti fondamentali come l'Eucaristia ad esempio. Essi sono davvero convinti di aver ricevuto il mandato da Dio, ma in realtà è solo la loro personale buona volontà a fargli abbracciare il ministero pastorale. In Atti 15,24-25 leggiamo: “Poiché abbiamo sentito che di noisono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi, che noi avessimo dato loro alcun incarico, abbiamo ritenuto concordemente di scegliere alcuni uomini e di mandarli a voi con i nostri carissimi Bàrnaba e Paolo…”
Evidentemente la comunità di Gerusalemme, con gli apostoli e gli anziani disapprovava che alcuni cristiani “…alcuni di noi…”erano andati a predicare senza la loro autorizzazione, e per giunta in maniera non ortodossa, infatti i loro ascoltatori rimasero turbati.leggiamo “…senza che noi avessimo dato loro alcun incarico…”qui si capisce chiaramente che il ministero di pastore, o di predicatore, non era frutto di sogni, visioni o buona volontà personale, ma doveva essere affidato dagli apostoli o dai vescovi. Nei versetti sopra indicati leggiamo un chiaro rimprovero a coloro che predicavano senza aver ricevuto nessun mandato dagli apostoli o dagli anziani. Poi vediamo che sono solo gli apostoli a scegliere alcuni uomini e a mandarli ad evangelizzare.deduciamo che le modalità di incarico dei pastori presso le comunità pentecostali o protestanti in genere, non rispecchiano quelle bibliche. protestanti definiscono, Chiesa, la comunità universale dei cristiani, ovunque essi si trovino geograficamente o comunitariamente. Non distinguono bene però tra chiesa organizzata, quindi con gerarchie atte a far rispettare la disciplina ecclesiastica e la dottrina biblica, e chiesa composta da tutti i credenti. O magari ad alcuni conviene non distinguere. Bisognerebbe pure vedere a quali credenti si riferiscono quando parlano di Chiesa di Cristo Gesù, visto che tra di loro esistono enormi divisioni, anche sul piano dottrinale. Ad esempio la dottrina pentecostale è molto diversa da quella luterana, ed anche tra i pentecostali esistono diverse dottrine, come quella degli antitrinitari. In questa “chiesa universale” composta dai credenti, non c'è posto per i cattolici, che vengono considerati “quelli del mondo” cioè pagani e, in ultima analisi persone da evangelizzare.a tutti i costi ignorare le gerarchie ecclesiastiche della Santa Romana Chiesa asserendo che nella vera Chiesa cristiana non c'erano e non ci sono gerarchie. Ma è un assunto vero e corretto? Bibbia stessa ci indica diverse gerarchie sia quando si riferisce alla Chiesa terrena, parlando di diaconi, presbiteri ed episcopi, quando parla della Chiesa celeste, menzionando Serafini, Cherubini, Angeli, Arcangeli, Potenze, Principati, Potestà Dominazioni, ognuno con compiti ben precisi e diversi l'uno dall'altro. Pertanto i pastori pentecostali che sono contro le gerarchie predicano un altro vangelo. Le chiese appartenenti al primo protestantesimo, come le valdesi, le luterane e le anglicane, le gerarchie invece le hanno, ma ovviamente non vogliono sottomettersi alla Chiesa di Roma, per non perdere quello che hanno, cioè il potere decisionale.' evidente che questo capitolo è strettamente collegato a del primato petrino, invito i lettori pertanto a leggere anche quest'ultimo.
PIETRA D'INCIAMPO
“Ed essi gli domandarono: Chi sei dunque? Elia?(Gv 1, 21)Sapevano, infatti, che Elia avrebbe preceduto il Cristo. D'altronde nessuno, presso i Giudei, ignorava il nome di Cristo. Non immaginavano che Gesù fosse il Cristo, ma non avevano mai dubitato della sua venuta. E mentre erano nell'attesa della venuta di Cristo, inciamparono in lui presente, come si inciampa in un'umile pietra. quella pietra era ancora piccola, allora, ma già staccata dalla montagna senza intervento d'uomo, secondo la testimonianza del profeta Daniele: il quale appunto vide la pietra staccarsi dal monte da sola. Ma che cosa dice, dopo, Daniele? crebbe quella pietra, e diventò un monte grande, e riempì l'intera faccia della terra(cf. Dn 2, 34-45). La vostra Carità rifletta su ciò che dico: alla vista dei Giudei, Cristo si era già staccato dal monte. Il monte significa il regno dei Giudei. Ma il regno dei Giudei non aveva riempito tutta la faccia della terra. lì si staccò questa pietra, perché lì avvenne la nascita temporale del SignoreE perché dice il profeta, senza l'azione di mani? Perché la Vergine partorì il Cristo senza intervento d'uomo (cf. Lc 1, 34). Questa pietra, dunque, staccata dalla montagna senza intervento di mani, era già davanti agli occhi dei Giudei, ma non era appariscente. E non poteva essere altrimenti, perché non era ancora cresciuta questa pietra, né aveva ancora riempito il mondo come ha manifestato poi nel suo regno, Chiesa, per mezzo della quale ha riempito tutta la terra.Poiché dunque Cristo non era ancora cresciuto, essi inciamparono in lui come in una pietra, e accadde ad essi ciò che era stato scritto: cade su questa pietra si sfracellerà, e colui sul quale essa cadrà lo stritolerà(Lc 20, 18). Prima sono caduti sull'umile pietra, che poi cadrà sopra di loro dall'alto; e li stritolerà dall'alto dopo averli prima sfracellati con la sua umiltà. Hanno inciampato in lui, e sono rimasti sfracellati; non stritolati, ma sfracellati, perché li stritolerà quando sopraggiungerà nella sua gloria. I Giudei però sono in qualche modo scusabili, perché inciamparono nella pietra che ancora non era cresciuta. Ma che dire di coloro che hanno urtato contro la montagna stessa? Sapete bene di chi intendo parlare. che negano la Chiesa diffusa in tutto il mondo, non inciampano in un'umile pietra, ma nella montagna stessa: perché la pietra è cresciuta fino a diventare una montagna. I Giudei, ciechi, non videro l'umile pietra: ma quale cecità non vedere la montagna!” (cfr, S.Agostino)
I protestanti dovrebbero chiedersi se Cristo Gesù aveva questa idea così confusa e frammentata nel suo concetto di Chiesa.Bibbia vediamo che Gesù non si limita a raccogliere attorno a sé le folle, ma recluta dei discepoli, un “piccolo gregge” (Lc 12,32) con il quale instaura un tipo di vita così intimo e familiare da considerare ogni suo membro come “fratello”, “sorella” e “madre” (Mc 3,33-35; Lc 8,21; Mt 12,50). Di questa cerchia si prende cura in modo particolare, rivelando loro <<i misteri del regno>> (Mt 13,11; Mc 4,11; Lc8,10), avvertendoli dei pericoli molto concreti a cui andranno incontro (Mt 10,16-42), insegnando loro una preghiera caratteristica e quindi un culto loro proprio (Mt 6,9-13). Non c'è dunque soltanto un vasto uditorio, una eco lontana della sua predicazione, con qualche persona che gli sta accanto per aiutarlo - come la segreteria di un telepredicatore-, perché si costruisce una convivenza così stretta con coloro che credono in Lui da essere descritta con i termini della parentela di sangue. La tentazione facile e, a portata di mano, è di lasciar scivolare tutto nell'ambito del “puramente spirituale”, del “simbolico”. Oppure, la tentazione di pensare che questo sia successo per il tempo limitato della sua vita terrena. Certamente ciò non risulterebbe in sintonia con un piano divino che trova il suo fulcro nel Dio fatto uomo. Ci sarebbe come una interruzione: Dio si fa Emmanuele (Dio-con-noi) fino al punto di assumere in tutto e per tutto la nostra natura e quindi la nostra carne, per poi lasciare che il rapporto con lui ritorni al piano in cui era prima. Vediamo invece che Gesù si preoccupa che la cerchia dei suoi discepoli abbia una struttura, sia organizzata e possa quindi avere una continuità nella storia: per questo sceglie i dodici, e per questo promette che le porte degli inferi non prevarranno mai sulla Sua Chiesa. A quanto pare questa promessa secondo i fratelli protestanti non fu mantenuta, che, secondo loro, la vera Chiesa ricomparve con il protestantesimo, se fosse vero significherebbe che ci fu un tempo in cui scomparve, e quindi la promessa di Gesù Cristo fu vana, le porte degli inferi, in qualche data non meglio precisata avrebbero prevalso contro la Chiesa di Cristo. Qualcuno tenta di identificare questa data con l'epoca di Costantino; questi a detta di molti protestanti inquinò il cristianesimo con culti pagani, trasformandolo in un grande culto sincretico. accadde davvero questo?
“Flavio Valerio Costantino nacque in una data imprecisata tra il 273 e il 280, in Serbia. Sebbene sua madre, santa Elena, fosse cristiana, fu allevato nella religione del padre, Costanzo Cloro, che era un adoratore del sole. Il culto del Sol Invictus era una religione sincretica e monoteista. Cioè anche se pagano Costantino non fu mai politeista. La storia narra che nel 312 Costantino si trovò nel pieno di un confronto con Massenzio. L'esercito di Costantino era molto più esiguo di quello del suo nemico, ma marciò comunque vero Roma, scontrandosi in varie occasioni con l'avversario e cercando di minarne la forza. Li sgominò tutti. Quando fu vicino alla città eterna per affrontare Massenzio gli capitò una cosa strana. Si tratta della famosa visione che gli ordinò di incidere sugli scudi dei suoi soldati il simbolo della croce prima di dare inizio alla battaglia. Costantino disse alle truppe di scrivere sulle protezioni le lettere X e P, le iniziali della parola Cristo in greco. Il giorno seguente si scontrò con l'esercito di Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio e lo sconfisse, diventando il padrone assoluto dell'impero romano d'Occidente. L'anno seguente proclamò, insieme con l'imperatore d'Oriente, l'editto di Milano, in cui si riconosceva pubblicamente la legalità della religione cristiana. Costantino però nonostante le sue simpatie per il cristianesimo rimandava continuamente il battesimo. Siccome sapeva che il battesimo aveva anche l'effetto di cancellare tutti i peccati, molta probabilità aveva calcolato battezzarsi in punto di morte.quell'epoca esistevano diverse sette cristiane, ma tranne quella dei donatisti a Cartagine e poco dopo quella degli ariani, erano tutte minoritarie. Costantino le conosceva perché intendeva difendere il cattolicesimo dai suoi nemici. Nel 313 l'imperatore promosse a Roma la celebrazione di un sinodo di vescovi, e fu lo stesso anno in cui condannò anche la setta donatista. Quando nel 323 Costantino sconfisse l'imperatore d'Oriente Licinio, divenne il padrone assoluto di tutto l'impero. In quel momento la setta ariana faceva furore a Oriente. L'imperatore promosse la celebrazione di un concilio che risolvesse la questione e proclamasse l'ortodossia cattolica. Il concilio si celebrò nel palazzo imperiale di Nicea, riassunto della dottrina cristiana, in cui si dichiara la natura del Figlio di Dio: <<Generato non creato dalla stessa sostanza del Padre>>.Formula cui aderì con entusiasmo anche Costantino, benché più avanti si sarebbe avvicinato agli ariani, per le macchinazioni di sua sorella e di alcuni vescovi ariani, per la sua poca chiarezza d'idee.cristiani in quel periodo uscivano dalle catacombe, abituati alle persecuzioni e disposti a morire per Cristo, nello slancio di lottare per la purezza della fede. non innovò né modificò la dottrina di una Chiesa allora temprata dalla persecuzione e con una chiara consapevolezza della propria identitàInoltre, i cristiani come avrebbero potuto accettare in un simile contesto una religione che mescolasse Cristo con il paganesimo? martiri avevano forse dato la propria vita perché si versasse l'acqua del paganesimo nel vino del vangelo?Chiunque dice che Costantino tentò di modificare la dottrina cattolica è falso. Fu invece Costanzo, il figlio di Costantino, a tentare di alterare la dottrina cristiana quando divenne padrone dell'impero. Per fare questo perseguì i cattolici ortodossi, che si opposero tenacemente e, guidati da sant'Atanasio, inalterata la fede.Costanzo riuscì a portare in auge l'eresia ariana, ma non riuscì né a eliminare né a modificare la dottrina cristiana. porte degli inferi non hanno mai prevalso contro la Chiesa!(cfr, Jose Antonio Ullate Fabo, Contro il codice da vinci Sperling e Kupher editori)come Dan Brown, ma anche tra i pastori protestanti, asserisce che la simbologia pagana è presente in quella cristiana, “nel cristianesimo cattolico non c'è nulla di originale”.che cristianesimo non si presenta come una religione “originale” ma come la vera religioneSi tratta di un particolare importante, perché è un'incongruenza giudicare la religione cristiana secondo criteri che valgono soltanto per la società consumistica attuale. La nostra società apprezza più di ogni altra cosa ciò che è “assolutamente nuovo”. La religione cristiana non si vergogna di adottare e inglobare elementi iconografici propri di tradizioni religiose diverse, dal momento che, come di san Paolo, “tutto quello che è buono vi appartiene”.cristianesimo appare totalmente diverso rispetto all'ebraismo per l'incarnazione di Dio, e rispetto alle altre religioni perché è 'unica che non ricorre al mitoNelle altre tradizioni ci sono storie mitiche che presentano un dio che muore e rinasce, ma Cristo è Dio e uomo, viene ucciso realmente e resuscita di fronte a testimoni. altre parole, il cristianesimo è l'unica religione che reclama la storicità di ciò che predica.I protestanti invece tendono sempre a sradicarlo dalla storia, per poterne manipolare meglio i contenuti, e indirizzare i loro fedeli verso dottrine parzialmente cristiane. La Chiesa è sopravvissuta grazie allo Spirito Santo, e alla promessa di Gesù, le porte degli inferi non hanno mai prevalso contro di Essa, ma senza una struttura gerarchica organizzata i fedeli non avrebbero mai avuto nessun punto di riferimento.Bibbia vediamo che anche i dodici (poi undici) si preoccupano di tramandare questa struttura organizzata. Che bisogno c'era di scegliere Mattia come sostituto di Giuda iscariota, se la struttura gerarchica era destinata a scomparire?gli apostoli erano consapevoli di dover morire, di conseguenza il loro numero era destinato a diminuire progressivamente fino a scomparire, perché quindi preoccuparsi di scegliere un sostituto di Giuda?é preoccuparsi di scegliere uomini di fede provatacome Timoteo, Tito, Filemone, Clemente, Lino ecc.., la struttura gerarchica era destinata a lasciare il posto alla chiesa dei credenti senza più gerarchie?risposta è semplice, intuitiva, logica, semplicemente perché la Chiesa aveva, e avrebbe sempre avuto bisogno di una struttura organizzativa che tenesse le redini, e potesse decidere in caso di controversie o dispute tra credenti, potesse insomma rappresentare un organo autorevole che fungesse da guida sicura per tutti i credenti.siamo poi così sicuri che nelle comunità protestanti non esistono gerarchie?
IL PUNTO DI VISTA CATTOLICO
“Stabilito che Gesù ha fondato una Chiesa e che essa per istituzione divina durare sino alla fine del mondo, bisogna ora capire come poterla individuare tra le tante confessioni cristiane oggi esistenti; appartenere ad essa, infatti, è necessario alla salvezza, per tutti coloro che si trovano nella condizione di potervi aderire. Quella che a noi interessa è la Chiesa di Gesù. Noi vogliamo appartenere alla Comunità da lui voluta e fondata, e perché una di quelle esistenti sia riconosciuta come tale è sufficiente che essa dica di esserlo, che si richiami a Lui, che affermi una continuità ideale con i suoi insegnamenti: è necessario che storicamente risalga alla sua istituzione. Non ci resta, dunque che prendere in esame le varie aggregazioni che si definiscono cristiane e percorrerne la storia, per verificare se essa ci riporta fino agli apostoli e quindi a Gesù. col vasto mondo della Riforma protestante e dei suoi derivati, che arriva oggi a contare molte migliaia di denominazioni. Tra queste vi può essere la vera erede della Chiesa di Gesù? Paradossalmente, tutte queste comunità che rivendicano come propria la peculiarità di essere cristiane, possono tutt'al più sostenere di ispirarsi a Gesù, ma non certo di essere da lui fondate. Infatti, loro “nascita” è storicamente databile ed attribuibile ad un artefice chiaramente umano: con Valdo nel 1215 nascono i valdesi, con Lutero nel 1520 nascono i luterani, con Calvino nel 1533 nascono i calvinisti, con Enrico VIII nel 1533 nascono gli anglicani, con J.Wesley nel 1720 nascono i metodisti, con J.Smith nel 1830 nascono i mormoni, con W. Miller nel 1844 nascono gli avventisti, con C.Russel nel 1879 nascono i Testimoni di Geova, ad arrivare al pastore Pahram nel 1901 anno in cui nascono i pentecostali, poiché come è noto, in quella galassia che per comodità definiamo “protestante” ogni giorno nascono (e muoiono) nuovi gruppi.fatto sostenere che uno di questi gruppi sia la vera Chiesa di Gesù significa sostenere che tra l'epoca di Gesù e la data di fondazione del gruppo in questione c'è un vuoto: per 1200 o 1500, o 1800 anni, la vera fede cristiana sarebbe sparita dalla faccia della terra, fino al momento in cui un tizio, un Lutero o un Calvino o un altro di questi, finalmente reinventa il cristianesimo!questa tesi sia razionalmente assurda e biblicamente insostenibile, ognuno lo può vedere. Bisognerebbe pensare che Gesù scherzasse (o sbagliava!) quando ha promesso: “Io sono con voi ogni giorno, sino alla fine del mondo” (Mt 28,20).'è poi un secondo gruppo di comunità cristiane da esaminare: le antiche Chiese orientali (Assira, Copta, Giacobita, Armena, Etiopica) e le Chiese ortodosse. Le prime sono Comunità situate nell'allora periferia orientale dell'impero romano e separatesi dal resto della cristianità tra il V e il VI secolo; le altre sono invece le 19 Comunità nazionali frutto della rottura bizantina con quella latina verificatasi nel 1054.Chiese pur essendosi rese autonome in un dato momento, non in quel momento, e a giusto titolo possono essere riconosciute come apostoliche, poiché partendo dai loro vescovi si può risalire camminando a ritroso nel tempo, di vescovo in vescovo sino al tempo degli apostoli di Gesù. Troviamo dunque nella storia di queste Chiese il primo elemento essenziale, la “successione apostolica”, garanzia di continuità storica e quindi di fedeltà all'istituzione divina della Chiesa.fedeltà parziale, però, poiché questo elemento, da solo, non basta. Esse infatti vivono il loro essere Chiese in modo autonomo l'una contro l'altra, tanto da definirsi “autocefale”, come dire che ognuna fa capo a sé. Ma è evidente dal Vangelo che Gesù parla sempre e solo di “Chiesa” al singolare, non di “Chiese”: la comunità dei suoi discepoli non è una federazione di enti locali, ma UNA unità, chiamata addirittura ad essere specchio di quell'unità che è il vincolo delle Tre divine Persone (Gv17,21).' necessario dunque che la vera Chiesa di Gesù si distingua tanto per l'apostolicità che per 'unitàE' Gesù stesso ha stabilito il fondamento visibile di questa unità quando ha posto a capo del collegio degli apostoli Simone di Betsaida: Egli lo ha fatto capostipite del nuovo popolo di Dio cambiandogli il nome in Pietro (Mt 16,18), come Giacobbe capostipite dell'antico popolo era stato chiamato Israele (Gn 35,9-11); lo ha investito di una nuova suprema autorità consegnandogli le chiavi del Regno dei cieli (Mt 16,19); lo ha incaricato di guidare e confermare i fratelli nella fede (Lc 22,31), e di pascere l'intero gregge di Gesù, agnelli (vescovi) e pecorelle (fedeli) (Gv 21,15).certi che il ruolo affidato da Gesù all'apostolo Pietro continui nei suoi successori, i vescovi di Roma? Anche in questo la storia ci risponde con garanzia di oggettività. In particolare, dobbiamo analizzare ciò che accadeva nei primi cinque secoli dell'era cristiana: infatti, se a partire dal VI secolo l'autorità del Pontefice romano è divenuta oggetto di discussione prima per le antiche Chiese orientali, poi per le Chiese Ortodosse e infine, tanto più, per le Comunità della Riforma, è importante stabilire ciò che pensava e viveva la Chiesa indivisa dei primi secoli, alla quale anche i fratelli separati guardano come ad esemplare e matrice della propria fede.le testimonianze di quell'epoca (I-V secoli) sono numerose ed esplicite:
- teoriche e pratiche del primato romano: i vescovi di Roma dimostrano piena consapevolezza del loro ruolo di successori di Pietro e quindi di vicari in terra di Gesù Cristo, e ne esercitano le prerogative, intervenendo in questioni dottrinali e disciplinari di altre comunità anche nelle regioni più remote.questo dato è verificabile fin dal I secolo, come dimostra la vicenda di Papa Clemente I (92-99), il quale scrive una lettera ai cristiani di Corinto per dirimere con sua autorità una faccenda disciplinare. La lettera fu tenuta in così alta stima da essere letta al pari dei Libri biblici nelle liturgie pubbliche per tutto il II secolo, come ci testimonia il vescovo Dionigi scrivendo a papa Sotero (II metà del II secolo): <<Possediamo una lettera di Clemente…Abbiamo appreso che in un grandissimo numero di chiese questa lettera era un tempo letta pubblicamente nelle assemblee, e che lo è ancora ai nostri giorni>>.
- del primato romano: i vescovi, anche delle sedi più prestigiose, d'Oriente e d'Occidente, accettano e spesso invocano l'intervento del vescovo di Roma, mostrando così di riconoscere il primato romano; tra di essi vi sono i predecessori di coloro che in seguito purtroppo sono divenuti vescovi scismatici, dimostrando in tal modo di rinnegare l'insegnamento e la prassi di così illustri antenati nella fede. Celebre quel testo del vescovo Ignazio di Antiochia (inizio II secolo) che scrive una lettera alla Chiesa di Roma nella quale, unica tra il suo epistolario, non imparte ammaestramenti poiché <<la Chiesa di Roma ammaestra gli altri senza essere da nessuno ammaestrata >>; la ricolma di elogi e la definisce <<guida nella fede e nella carità>>, Chiesa che <<la presidenza nella carità>>- E ancor più celebre il riferimento al primato di Roma che troviamo nel vescovo Ireneo di Lione, il quale, nel suo volume contro le eresie (fine II secolo) sostiene che si prova l'apostolicità della dottrina di una comunità cristiana dalla possibilità di dimostrare l'origine apostolica del suo vescovo attraverso una successione ininterrotta, andando a ritroso dal presente all'età apostolica; non potendo materialmente fare questo per ogni singola Chiesa, lo fa per la Chiesa di Roma che è <<la più grande e la più antica, a tutti nota>>: con questa Chiesa a << ragione della sua più efficace preminenza, devono accordarsi tutte le altre Chiese esistenti nel mondo, poiché in essa i cristiani di ogni paese hanno ricevuta intatta la tradizione degli apostoli>>, (tutto quello che scrive Ireneo sulla Chiesa di Roma lo vedremo più avanti dettagliatamente,ndr)
- e teologia del primato: i Padri della Chiesa, i grandi teologi dell'antichità, nei loro scritti interpretano nel senso del primato i passi evangelici riguardanti san Pietro e li pongono in relazione all'ufficio del vescovo di Roma, rinascendo così la continuità tra l'Apostolo e i suoi successori;
sovra regionale dei sinodi romani: il sinodo è per definizione un organo di legislazione e governo locale o regionale; al contrario molti sinodi romani, proprio perché organi della Sede del successore di Pietro, hanno acquistato una valenza ben più ampia intervenendo nei problemi di altre regioni. E' dunque ampiamente che la Chiesa indivisa dei primi secoli ha riconosciuto nel vescovo di Roma il successore di Pietro e il vicario di Cristo. Pertanto né i figli della Riforma, né i fratelli separati dell'Oriente, ma solo la Chiesa cattolica, governata dai successori degli apostoli e raccolta intorno al Seggio del Vicario di Cristo, possiede quelle doti di “unità” ed “apostolicità” che ne garantiscono la santità, cioè il permanere in essa del carisma originario di fondazione, impresso nel sua DNA dal nostro Salvatore. Solo così ritroviamo quella Chiesa che nel Simbolo della fede professiamo <<una, santa, cattolica, apostolica>>”. questo significa forse che fuori dalla Chiesa di Roma non c'è salvezza?
<<Extra ecclesia nulla salus>>: va interpretato questo antico principio?Si può davvero sostenere che chi è fuori dalla Chiesa non può salvarsi? E in che senso?
<<Il senso è questo: colui che -avendo visto chiaramente nel suo spirito che cos'è la Chiesa, corpo mistico e sposa di Cristo, voluta da Lui e scaturita dalla sua costola- rifiuta la Chiesa sapendo che cosa rifiuta è fuori dalla salvezza eterna, perché si colloca fuori dal mistero. Ma questo non è il caso della massa immensa di quanti non conoscono la Chiesa perché sono ignoranti oppure per dei malintesi; costoro non possono essere condannati per il peccato del rifiuto della luce, che non hanno commesso. piuttosto giudicati a partire dalla luce a cui sono stati fedeli nella loro coscienza.In questo caso è più fondamentale l'affermazione che Dio vuole la salvezza di tutti gli uomini: e la salvezza deriva sempre dalla Grazia di Cristo. La quale -dice il Concilio- segue cammini che non conosciamo. Tutti coloro che in buona fede seguono tali vie, nel rispetto della coscienza, saranno salvi. Anche senza il battesimo con acqua. (crf il Timone n.40 feb-2005)
Ma continuiamo ad approfondire cosa significa successione apostolica e Tradizione ecclesiastica.
Cito ora alcuni interessanti brani tratti dal sito cattolico MSN “Difendere la Vera fede”, scritti dal fratello Massimo e dalla sorella Tea che ci aiuteranno a comprendere meglio l'importanza della Tradizione cristiana.
“Credo che tutte le tradizioni, fintanto che mantengono la loro matrice antropologica, cioè di fattura umana, siano su quel tenue filo che separa il bene dal male. La Bibbia ne è piena...guardiamo, però, al momento della Rivelazione, ci accorgiamo che Dio vuole dichiararsi per quello che è, e per quello che intende fare dell'uomo uscito dalle Sue mani.a dire che, lentamente, Egli da un senso e un fondamento a gran parte delle tradizioni, ad usanze già inserite nel tessuto connettivo del popolo eletto.es., il sacrificio umano, forse la più barbara delle tradizioni cultuali, diffusa nel Canaan e nel vicino Oriente, cessa di essere "tradizione negativa" nel momento che l'angelo ferma la mano di Abramo. E' come se Dio avesse voluto dire: "OK, fino adesso avete fatto così, è stato il vostro modo di rendere culto all'idea che avevate di dio. Ma io, Dio, vi dico che da adesso in poi, il sacrificio dovrà escludere la vittima umana...”. , anche il profetismo, ad un certo punto, supererà l'idea di sacrificio animale come alternativo e legittimo, per parlare di un culto "interiore", un sacrificio che riguarda la sfera più intima e per questo, più simile al Dio cui lo si offre.à Cristo a riprendere la tematica del sacrificio abramitico e a realizzare su quel modello, l'opera salvifica totale., ovviamente, è solo un esempio per dire che le tradizioni, solamente umane, potrebbero portare allo sfascio totale, proprio perché sconnesse dal fine ultimo che le riveste di senso umano e divino insieme, di storia e di metastoria, di tempo e di eternità.usassimo la teoria matematica degli insiemi, potremmo far congiungere l'insieme A (l'uomo e la storia) con l'insieme B (Dio e l'eternità).loro punto di contatto, la dove si toccano, AB, è la relazione tra quello di cui siamo capaci come uomini con quello di cui potremmo essere capaci come creature "divinizzate" dallo Spirito.stesso vale per le tradizioni: se rimangono manufatti umani, sono poco più di una brocca o di un tavolo, per quanto belli e preziosi.se corrette dal piano che Dio ha sulla creazione, ecco che acquistano senso e valore perché comunicano una particella di verità quale anticipo di quella verità totale che la tradizione (quella buona) intende presentare e conservare, assumere e prefigurare.”
LA SACRA TRADIZIONE
merito alla Sacra Tradizione, ci sono teoricamente due fronti (in pratica molti di più) uno è sempre stato quello della Chiesa cattolica, l'altro quello protestante, nato da un certo punto in poi della storia. Chiesa cattolica ha sempre insegnato che le tre grandi autorità cristiane sono la Tradizione, la Bibbia e la Chiesa.Bibbia fu formata dalla Tradizione, in pratica prima esistette la Tradizione e poi la Bibbia.
ù insegnava, infatti, oralmente, non per iscritto, apostoli inizialmente fecero altrettanto, e solo dopo alcuni anni gli insegnamenti cristiani furono messi per iscritto.né la Tradizione né la Chiesa sono superiori alla Bibbia, ma la servono e ne esplicitano gli insegnamenti.
E' importante conoscere la Parola di Dio, e non c'è bisogno di essere grandi luminari per comprenderla. Certo, molti versetti sono facili da capire, ma la Bibbia ci dice che senza un'adeguata istruzione si può capire bene lo stesso?
Scritture ci dicono una cosa diversa:
Pt 3,16esse [parla delle lettere di Paolo]sono alcune cose difficili da comprenderee gli ignoranti e gli instabili le travisano, al pari delle altre Scritture, per la loro propria rovina.
è importante conoscere la Scrittura occorre saperla comprendereMa poiché io non posso sapere se faccio parte o no della categoria degli "ignoranti e degli instabili" ho bisogno di avere un'autorità che mi dica come leggerla. ' biblico questo?Sì, se leggiamo:
Pt 1,20 “Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica soggetta a privata interpretazioneperché non da volontà umana fu recata mai una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio.”
'ignoranza delle scritture è ignoranza stessa di Cristo.d'accordo!
protestanti dicono: “Tutti gli insegnamenti di Gesù sono contenuti nella Bibbia.”
è vero che tutti gli insegnamenti di Gesù sono contenuti nella Bibbia:20,30 “Molti altri segni Gesù in presenza dei suoi discepoli ma non sono stati scritti in questo libro.”
Non mi risulta che il “fece” ci indica che Gesù facesse gesta mute, cioè non accompagnandole con spiegazioni e insegnamenti orali. Ogni gesto di Gesù era accompagnato da un insegnamento, quindi coloro i quali vorrebbero snaturare il significato della parola “fece” farebbero bene a riflettere un tantino di più sulle interpretazioni protestanti, che spesso tolgono il vero significato biblico, e ne forniscono uno arbitrario ed errato.
21,25 “Vi sono ancora molte altre cose da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.”
Gv 1,12 “Molte cose avrei da scrivervi ma non ho voluto farlo per mezzo di carta e inchiostro”;
Gv 1,13 “Molte cose avrei da scrivervi ma non voglio farlo con inchiostro e penna.”
quando dice “…molte altre cose compiuteGesù…” si riferisce forse a bazzecole prive di significato? Ma non credo che Gesù compisse cose banali, non meritevoli di considerazione, o prive di alto significato dottrinale. Ma gli agiografi non potevano scrivere un'enciclopedia, dovevano sintetizzare il nocciolo dell'insegnamento cristiano. L'hanno fatto in maniera mirabile, sotto ispirazione divina, scrivendo il Nuovo Testamento. Ciò non toglie affatto validità alle altre cose compiute da Gesù, che di sicuro non furono buttate nel dimenticatoio, ma tramandate da cristiano a cristiano, da padre in figlio.Bibbia non esclude affatto la Tradizione orale, era quella degli ebrei ad essere criticata da Cristo, non quella cristiana, che ancora doveva nascere. Teniamo presente che i primi cristiani non avevano il Nuovo Testamento scritto, ma lo apprendevano oralmente. Sulle Scritture controllavano la messianicità delle profezie vetero testamentarie, ma per loro le Scritture all'epoca erano composte solo del Vecchio Testamento.
altri esempi:
“Questo libro della legge non si diparta mai tua bocca, ma meditalo giorno e notte, avendo cura di mettere in pratica tutto quello che v'è scritto”(Giosuè 1:8)
non si dice affatto che tutto quello che bisogna sapere è contenuto nella Bibbia.
é gli agiografi hanno scritto il Nuovo Testamento?
“cosesono scritte, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliol di Dio, e affinché, credendo abbiate vita nel suo nome”(Giovanni 20:31)
attentamente vedrete che Giovanni sta solo dicendo motivoper il quale ha scritto il suo Vangelo: convincere i lettori che Gesù è il Cristo. Solo questo. Se gli diamo il significato che gli vogliono dare i protestanti, allora questo significherebbe escludere automaticamente gli altri tre Vangeli e renderebbe inutili le lettere scritte dagli apostoli (e da Giovanni stesso). Si arriverebbe all'assurdità del passaggio dalla Sola Scriptura alla Sola Joannem!
l'Apostolo Paolo Evangelizzò i Giudei di Berea, è detto che ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando tutti i giorni le Scritture per vedere se le cose stavano così (Atti 17:11).
capire tutto il testo bisogna tornare indietro di qualche versetto e leggere cosa hanno fatto gli abitanti di Tessalonica. E allora ecco qui il versetto: “ Secondo il suo solito, Paolo si recò presso di loro [i tessalonicesi] e per tre sabati discusse con loro a partire dalle Scritture, mostrando e sostenendo che il Cristo doveva patire e risorgere da morte e che “quel Gesù che io vi annuncio, questo è il Cristo”.Ci sono due momenti fondamentali:il primo è l'elogio nei confronti degli abitanti di Berea, definiti più "aperti"dei tessalonicesi, secondo è il comportamento che essi tenevano(ogni giorno interrogavano le Scritture). Perché i bereani sono elogiati? certamente non perché interrogavano le Scritture, in quanto i tessalonicesi facevano la stessa cosa. Infatti nel versetto precedentemente citato dice: " Secondo il suo solito Paolo si recò presso di loro, e per tre sabati discusse con loro a partire dalle Scritture” In realtà itessalonicesi ascoltarono la predicazione di San Paolo, in quanto non lo rifiutarono né dopo il primo né dopo il secondo sabato, ma solo alla fine del terzo respinsero il suo insegnamento, dopo aver ascoltato e discusso, poiché, Scritturacon ciò che San Paolo andava predicando, convinsero che si sbagliavabisogna dedurre che i bereani sono stati definiti "aperti" proprio perché hanno accettato la oraledi Paolo in aggiunta a quanto trovavano scritto in quello che per noi oggi è l'Antico Testamento. Una possibile obiezione potrebbe dire che gli abitanti di Berea cercavano nelle Scritture la conferma a ciò chediceva, subordinando così ilinsegnamento orale a ciò che invece si trovava scritto nella Bibbia. In realtà questa obiezione è priva di fondamento perché, i bereani solo l' A.T., confrontando gli insegnamenti di Paolo con le Scritture avrebbero trovato molte : una ad esempio, potrebbe essere "occhio per occhio, dente per dente" contro "Ama il tuo nemico"; un'altra potrebbe essere la citazione da Dt 21,23, riportata anche in Gal 3,13, “maledetto colui che pende dal legno” riferito a Gesù. pratica i bereani hanno accettato un oralein aggiunta alla Scrittura, si sono resi conto che svelava ciò che prima era velato.stesso Apostolo afferma che tutto quello che fu scritto per l'addietro, fu scritto per nostro ammaestramento (Romani 15:4)qui nulla che faccia pensare al fatto che tutti gli insegnamenti di Gesù sono contenuti nella Bibbia.Paolo ancora, mandando la sua lettera alla chiesa di Colosse, raccomanda a quei Cristiani di farla leggere ad altre Chiese:
“questa Epistola sarà stata letta fra voi, fate che sia letta anche nella Chiesa dei Laodicesi, e che anche Voi leggiate quella che vi saràda Laodicea"(colossesi 4:16). Egualmente, scrivendo ai Tessalonicesi: "Io vi scongiuro per il Signore a far sì che questa epistola sia letta a tutti i fratelli"(1 Tessalonicesi 5:27)
qui si può fare la stessa affermazione fatta in precedenza: non c'è nulla che faccia pensare al fatto che tutti gli insegnamenti di Gesù sono contenuti nella Bibbia. E' vero, invece ed è giusto che la lettera di Paolo sia conosciuta da tutti, quindi anche da noi.San Paolo, scrivendo al suo collaboratore Timoteo dice:
“Sin da fanciullo hai avuto conoscenza degli Scritti Sacri, i quali possono renderti savio a salute”(II Timoteo 3:15)
aveva avuto accesso (sin da fanciullo, si legge) solo a quello che per noi è l'A.T. Ovviamente l'A.T. è fondamentale per la nostra conoscenza del progetto divino ma anche questo branoprova che la Bibbia contiene tutto (sto diventando ripetitivo ma non è colpa mia, nd Massimo).
'Apostolo Pietro aggiunge: "Abbiamo pure la Parola profetica, più ferma. Alla quale fate bene di prestare attenzione, come una lampada splendente in luogo oscuro” (II Pietro 1:19)
, comunque la Parola profetica non si riferisce solo a quella scritta (altrimenti Pietro avrebbe detto "la Scrittura" come facevano tutti gli ebrei dell'epoca) ma alla Parola che può essere scritta che verbalel'Apocalisse dichiara: “Beato Chi legge e beati coloro che ascoltanoparole di questa profezia e serbano le cose che sono scritte in essa"(Apocalisse 1:3)! (Per non continuare ad essere ripetitivo...nd Massimo)
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