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IL BATTESIMO

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Il battesimo è per il cristiano ciò che la sorgente è per il fiume: è l’atto da cui sgorga la sua vita in Cristo. È l’inizio di una realtà che non avrà fine. È il più bello e il più magnifico dei doni di Dio
(s. Gregorio Nazianzeno). Un dono così ricco che tutto quello che ci è donato dopo, non fa che perfezionare ciò che ci è stato dato allora: è quello che fa la
cresima in ordine al dono dello Spirito Santo, e l’eucaristia in ordine alla vita divina e all’incorporazione a Cristo. È quello che avviene per la vita dell’uomo al momento della nascita: c’è già in germe tutto l’uomo di domani: energie vitali, facoltà, attitudini, propensioni sono tutte raccolte in quel fragile essere che si affaccia alla vita, e non avranno che da svilupparsi e da maturare attraverso quel gioco complesso di esperienze che è la vita. Raramente una analogia umana si rivela così pertinente ad illustrare un dato di fede. Se ne è servito lo stesso Gesù che ha detto a Nicodemo: Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto (Gv 3,7). In quell’atto è riassunta tutta la vita cristiana: il seguito non è che sviluppo, esplicitazione, compimento.

Tutto l’arco del nostro destino soprannaturale, dalla prima iniziativa con cui Cristo afferra la nostra vita, fino alla conclusione gloriosa, ha nel battesimo il suo fondamento e il suo fulcro. Là sono già presenti tutte le tappe del cammino, tutte le virtualità da sviluppare, e sono già fissate le leggi fondamentali di questo stesso progresso che deve portare a perfezione nel cristiano la pasqua di Cristo.

I pentecostali invece considerano il battesimo come un
optional, non necessario alla salvezza, infatti, dicono, che basti la sola fede, se un uomo crede in Gesù, e non è battezzato viene salvato lo stesso!
Più
optional di così!
Conosco diversi ragazzi
pentecostali tra i 15 e i 20 anni, che non sono ancora battezzati, siamo sicuri che se (Dio non voglia) qualcuno di questi muore vada in Paradiso?

Se si va in Paradiso anche senza battesimo, allora quest’ultimo a che serve?

Solo a testimoniare la propria fede davanti all’assemblea dei fedeli, cioè alla Chiesa, come dicono i pentecostali?


Il battesimo è fondamentale per il cristiano, e non è affatto una semplice testimonianza, esso rappresenta la nuova nascita in Cristo, cancella tutti i nostri peccati precedenti compreso quello di origione!

La questione da affrontare con molti fratelli protestanti è la solita,
è giusto battezzare i bambini neonati? Molti protestanti dicono che non sia giusto, i luterani però battezzano regolarmente i loro neonati. Queste divergenze scaturiscono dall’errata interpretazione di alcuni versetti biblici, che tenterò di spiegare bene lungo questo capitolo. Innanzitutto sé è giusto che i bambini ereditino il peccato originale, senza che se ne rendano conto, allo stesso modo è giusto che ricevano il battesimo.

La Chiesa ha sempre ritenuto valida la ammissione di un triplice battesimo, ossia quello di:
-
acqua: "Chiunque non rinasce da acqua e da Spirito Santo non può entrare nel Regno dei Cieli" (Gv 3,5)
-
sangue: "Chi avrà trovato la sua vita la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà" (Mt 10.39; Mt 16,24-25; Mc 8,34-35; Lc 9,23-24; 17,33; Gv 12,25)
-
desiderio: "Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato del Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui" (Gv 14,21; 10,30; 16,27; 17,21-22.26).
I fratelli non cattolici dicono che il battesimo è un semplice rito, e che serva a dare testimonianza agli altri fratelli, cioè chiunque si fa battezzare dà testimonianza della sua fede cristiana agli altri fratelli, quindi implicitamente dicono che il battesimo non lava i peccati, ma è solo un atto esteriore della fede interiore.

Nella Bibbia notiamo però che anche Giovanni Battista fa una distinzione tra Battesimo in acqua (quello che amministrava lui) e battesimo in Spirito Santo che doveva essere amministrato dal Messia infatti leggiamo:
Giovanni rispose loro: "
Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio dei sandalo" (...). Giovanni rese testimonianza dicendo: "Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua, mi aveva detto: " L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio" (Giovanni 1,19-20, 25-27, 32-34).

Se il battesimo, come dicono molti protestanti, non purifica dai peccati, nè da quello originale, sarebbe stato sufficiente continuare con il battesimo di Giovanni il Battista.


Da questo peccato, da questo morbo, da quest'ira di Dio, della quale sono figli per natura anche quelli che, sebbene per la loro età non abbiano alcun peccato proprio, hanno però quello originale, libera solo l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, solo il Medico che non è venuto per i sani, ma per i malati, solo il Salvatore di cui è stato detto al genere umano: Oggi vi è nato il Salvatore, solo il Redentore, il cui sangue cancella il nostro debito. Chi infatti oserebbe dire che il Cristo non è il Salvatore né il Redentore dei bambini? Ma da che cosa li salva, se non esiste in loro nessuna traccia della malattia del peccato originale? Da che cosa li redime, se non sono stati venduti come schiavi del peccato del primo uomo a causa dell'origine? Di nostro arbitrio dunque senza il battesimo del Cristo non si prometta ai bambini nessuna salvezza eterna che non promette la divina Scrittura, da preferirsi a tutti gli ingegni umani. Non dubitiamo dunque che anche per i bambini da battezzare è stato versato il sangue, che prima d'essere versato fu dato e comandato nel sacramento con queste parole: Questo è il mio sangue che sarà versato per molti in remissione dei peccati . Coloro infatti che non vogliono riconoscere la soggezione dei bambini al peccato, negano la loro liberazione. Da che cosa infatti vengono liberati, se non sono sotto la schiavitù di nessun peccato?

E Gesù dice di se stesso:
Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute. Poiché dunque i bambini non cominciano ad essere tra le pecore di Gesù se non mediante il battesimo, certamente, se non lo ricevono, andranno perduti, perché non avranno la vita eterna che egli darà alle sue pecore. Similmente in un altro passo dice: Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me  "  (Cfr, sant’Agostino)


Molti protestanti vanno così contro la Parola di Dio che parla chiaramente del peccato originale, dicendo in maniera precisa che tutti l’abbiamo ereditato. Ecco perché affermo che i pentecostali considerano il battesimo che fanno da adulti, o da ragazzi, un semplice rito, usato come testimonianza della loro fede. In pratica per loro il battesimo non purifica da nessun peccato, ma è la fede in Gesù Cristo a purificare, ne consegue che il battesimo è solo una formalità, da fare tassitavamente, ma solo di atto esteriore si tratta. Cioè serve per l’assemblea, i fratelli apprendono pubblicamente e solennemente che il battezzando ha accettato ufficialmente Gesù come personale salvatore, punto e basta. La Parola di Dio non dice questo, lega invece il battesimo alla rinascita, alla purificazione dei peccati precedenti, compreso quello originale. Il pentecostale invece rinasce non dopo il battesimo, ma quando in precedenza ha accetto Gesù nel proprio cuore. La Bibbia non dice questo! Si rinasce con il battesimo e non con la sola fede, lo vedremo meglio più avanti.

At 2,41
"Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone"

At 10,45-47
"E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare lingue e glorificare Dio Allora Pietro disse: «Forse che si può proibire che siano battezzati con l’acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo."

Qui vediamo che il battesimo non era una semplice formalità, o testimonianza della propria fede davanti all’assemblea dei fedeli, perché costoro che furono battezzati per ordine di Pietro, già predicavano e parlavano in lingue, quindi davano testimonianza della loro fede, ancor prima di ricevere il battesimo. E allora? Perché furono battezzati? Semplicemente per rinascere, per essere purificati dai peccati commessi. Non si rinasce solo per aver creduto, ma dopo essere stati battezzati. Con la fede inizia un percorso di rinascita che viene sugellato dal battesimo.

Rm 6,3-4
"O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova."

Leggiamo che Paolo scrive…per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte…. non sta dicendo "per mezzo della fede…" è cosa diversa.

At 2,38
"E Pietro disse: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo"

Anche qui Pietro poteva dire benissimo "Credete nel nome di Gesù Cristo, e nella sua salvezza…basta, il battesimo servirà solo per testimoniare pubblicamente la vostra fede…
Invece lo vediamo accostare esplicitamente il battesimo al perdono dei peccati, …dopo riceverete il dono dello Spirito Santo.

At 8,12 "
Ma quando cominciarono a credere a Filippo, che recava la buona novella del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare"

At 16,30-33
"«Signori, cosa devo fare per esser salvato Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». E annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa. Egli li prese allora in disparte a quella medesima ora della notte, ne lavò le piaghe e subito si fece battezzare con tutti i suoi"

Anche qui vediamo che nonostante Paolo dica al carceriere "Credi nel Signore Gesù e sarai salvato… versetti che usano i protestanti per avvalorare la loro testi sul battesimo, e sulla rinascita, però nello stesso medesimo episodio il carceriere fu battezzato assieme a tutta la sua famiglia.

At 18,18
"Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a tutta la sua famiglia; e anche molti dei Corinzi, udendo Paolo, credevano e si facevano battezzare."

Non vediamo un solo versetto in cui si parla di conversione e di rinascita, che non siano associate al battesimo.

At 19,3-6
"Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero. Disse allora Paolo: «Giovanni ha amministrato un battesimo di penitenza, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù». Dopo aver udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, scese su di loro lo Spirito Santo e parlavano in lingue e profetavano."

Qui vediamo chiaramente che cosa intendevano per battesimo i primi cristiani. Non era una testimonianza solenne della propria fede, ma una necessità per rinascere veramente, per essere purificati dai peccati precedenti. Serviva la fede in Cristo ovviamente, altrimenti non aveva senso, ma il significato del battesimo non era ridotto a testimonianza. Nell’episodio che leggiamo qualche riga sopra,
se il battesimo era solo testimonianza, sarebbe bastato quello di Giovanni il battista, invece furono battezzati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, cosa assai diversa dal battesimo di testimonianza o di penitenza.

At 22,12-16
"Reputazione presso tutti i Giudei colà residenti, venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell’istante io guardai verso di lui e riebbi la vista. Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca, perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito. E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.

At 8,34-40
«Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c’era acqua e l’eunuco disse: «Ecco qui c’è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?». Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco, ed egli lo battezzò. Quando furono usciti dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino. Quanto a Filippo, si trovò ad Azoto e, proseguendo

In questo caso non era presenta l’assemblea dei fedeli, era solo in due l’eunuco e Filippo, ancora una volta vediamo che il battesimo sugella la fede dell’eunuco purificando i suoi peccati precedenti.
Può rinascere solo chi è nato, così come può risorgere solo chi è morto, e tutto questo avviene con il battesimo che significa essere sepolti con Cristo e rinascere a vita nuova. L’acqua è solo il segno esteriore del battesimo, la sua potenza è tutta spirituale, è questa che ci purifica dai peccati.
Cristo non aveva bisogno dei segni materiale per guarire, eppure usò il fango per aprire gli occhi di un cieco, usò la sua saliva. Evidentemente i segni materiali servono per noi, a scopo pedagogico, così come l’acqua del battesimo è solo il segno esteriore della realtà interiore e spirituale che trasforma la persona battezzata.


Ai meno informati sembra che la questione sul battesimo dei bambini sia scaturita da una attenta analisi biblica fatta dai protestanti, quando invece è bastato rispolverare l’antica questione nata intorno al 350 d.C. ad opera di Pelagio. Fu quest’ultimo a inventarsi e sollevare la questione del battesimo dei bambini.
Prima di lui, era prassi abituale della Chiesa battezzare i bambini, e se ne trova traccia negli scritti di Origene, S. Girolamo, S.Cipriano, S. Agostino, ecc., dai quali si capisce come negli anni precedenti nessuno si sognava di non battezzare i bambini.

È Origene a dichiarare in tre testi superstiti la prassi uniforme del battesimo dei bambini.
Nell'
Omelia 14 su Luca (Lc 2,21-24) egli scrive in riferimento alla purificazione di Gesù:
"
I bambini (paidia) sono battezzati per il perdono dei peccati. Quali? Quando essi hanno peccato? Difatti, mai. Ed allora "nessuno è puro di qualcosa di sordido", anche se non ha che un giorno (Gb 14,4ss.). Ecco la  sordidezza che è levata per il mistero del battesimo. Ecco la ragione per la quale battezziamo anche i bambini".
Nell'
Omelia 8 sul Levitico (Lv 12,2-8), in riferimento ai riti di purificazione del sacerdote, afferma:

"A queste ragioni si potrebbe ancora aggiungere questa: ci si domanda
perché il battesimo della Chiesa che è donato per la remissione dei peccati, è amministrato, secondo il costume della Chiesa, anche ai bambini; ora, se non ci fosse niente a reclamare la remissione ed il perdono, la grazia battesimale apparirebbe superflua".
Nel
Commentario alla Lettera ai Romani V,9 (Rm 6,5-7) scrive ancora:

"
Il parvulus che è appena nato ha già commesso dei peccati? C'è lo stesso un peccato per il quale è prescritto di compiere un sacrificio […] È per questo che la chiesa ha ricevuto dagli apostoli la tradizione di amministrare il battesimo anche ai parvuli. Perché gli uomini a cui furono trasmessi i segreti dei misteri divini, sapevano che c'era in tutti (in omnibus) delle reali sozzure dovute al peccato, che dovevano essere lavate per mezzo dell'acqua e dello Spirito".
Di questi tre testi è importante sottolineare innanzitutto che presentano il battesimo dei bambini come un dato incontestato, che viene fatto risalire alla tradizione degli apostoli. Se ne deve dedurre che per Origene ed i suoi ascoltatori era prassi abituale e senza eccezione che i genitori cristiani battezzassero i figli, altrimenti i tre testi non avrebbero avuto significato. Inoltre il loro orizzonte geografico supera l'Egitto, perché alcuni di essi furono scritti quando Origene era già a Cesarea Marittima in Palestina.

Si deve ancora sottolineare che, perché Origene possa fare tranquillamente affermazioni di quel tipo, tale prassi non doveva essere recente, ma
rimontare almeno ad alcune generazioni precedenti: lo stesso Origene doveva essere stato battezzato da bambino.

Un dato ancora merita di essere sottolineato.
In Origene non si deduce la necessità del battesimo dalla fede nel peccato originale, bensì piuttosto l'inverso: dalla prassi assolutamente uniforme di battezzare i bambini si deduce che esiste un peccato differente da quelli volontariamente commessi. È uno dei casi in cui si dimostra vero il famoso assioma "legem credendi statuit lex orandi": se la chiesa prega in una certa maniera, cioè battezza i bambini, ne consegue che essa crede che esista un peccato di origine che deve essere perdonato.
Lo studioso Jeremias ricorda anche che
solo nelle chiese marcionite il battesimo veniva riservato a coloro che si votavano al celibato o comunque solo ad adulti.

Per quel che riguarda l'occidente si segnala innanzitutto l'
Apologia di Giustino 1,15,6. In quel testo il filosofo cristiano scrive che anche fra "coloro che fin dall'infanzia divennero discepoli di Cristo" molti di loro sono restati casti.
Da parte sua Ireneo di Lione, in
Adversus haereses II,22,4, scrive: "Gesù è venuto, in effetti a salvare tutti gli uomini: tutti quelli che per mezzo di lui sono rinati in Dio (qui per eum renascuntur in Deum), infantes, bambini, giovani e persone anziane".
A questi testi letterari, Jeremias aggiunge la menzione delle iscrizione funerarie per le quali appare evidente il pedobattesimo. Ad esempio, una di esse recita: "Zosimo, fedele nato da fedeli, ha vissuto 2 anni 1 mese 25 giorni".
Una prassi uniforme si manifesta anche nell'Africa latina del tempo.
Tertulliano, in Trattato sul battesimo, 18 (scritto fra il 200 ed il 206) è l'unico ad esprimere riserve sul pedobattesimo, affermando che sarebbe meglio evitarlo perché esso è un peso troppo grave per il battezzato e per i suoi padrini – è la prima volta che appare nei testi il ruolo dei padrini, detti sponsores.
Ma egli sconsiglia di battezzare i bambini proprio contro la prassi abituale che vedeva intorno a sé. L'intervento di Tertulliano è teso ad invertire una prassi consolidata:
egli consiglia – non ordina – di aspettare a battezzare finché il candidato non si sia sposato o abbia deciso di vivere in continenza.

Per Tertulliano il rinvio del battesimo è consigliabile -
cunctatio baptismi utilior est – perché se si battezzano i bambini non si ha la certezza che essi sapranno poi vivere senza peccati. Meglio allora prima vederli sposati e poi battezzarli.
Che la proposta di Tertulliano non abbia fatto scuola appare evidente alla metà del III secolo, come attesta la Lettera 64 di Cipriano di Cartagine.
Il testo in questione racconta della
decisione presa dal Concilio di Cartagine del 251 (o 253) che si schiera unanimemente contro il vescovo Fidus che aveva proposto di battezzare l'ottavo giorno come per la circoncisione. Il concilio, d'accordo con Cipriano, respinge la prassi proposta da Fidus affermando che a causa del peccato originale non bisogna attendere l'ottavo giorno, ma battezzare il bambino appena possibile dopo la nascita (tra il secondo e il terzo giorno).
Sempre Cipriano, in
Sugli apostati, 9, racconta che era d'uso dare la comunione ai bambini – il che implica che essi fossero già battezzati.

S. Agostino per rispondere a Pelagio, scrisse l’opera "Il Castigo e il perdono dei peccati – battesimo dei bambini", indirizzandola a Marcellino che gli aveva chiesto un parere sull’argomento. Perché ricorrere ai padri della Chiesa quando la Bibbia è cosi semplice da capire? Certo, è più semplice rivolgersi al pastore protestante di turno, che tra un’ispirazione e l’altra ci spiega la Bibbia a modo suo, ma facendoci intendere che siamo noi stessi, da soli, a capirla bene, basta pregare e lo Spirito Santo ci guida e ci fa intendere. Peccato che il mondo protestante sia diviso da mille dottrine diverse, scaturite da altrettante interpretazioni "corrette", che ognuno si auto-costruisce, all’insegna del fai da te, ma tutte contro la Chiesa Cattolica romana. Ai protestanti sfugge che per capire bene e da soli la Bibbia bisogna essere in particolarissime condizioni spirituali, che scaturiscono dall’umiltà, e da una santità di grado elevatissimo. Pochissimi lungo la storia cristiana sono stati direttamente istruiti da Gesù,
s.Paolo fu uno di questi, ma nella Bibbia quanti altri casi troviamo di istruzione diretta?

Inoltre, i fratelli protestanti peccano di presunzione nel sentirsi talmente santi da essere guidati direttamente da Dio, nel capire la Bibbia. Se questo fosse vero, non esisterebbero migliaia di denominazioni protestanti con dottrine diverse, perché
la Verità è una sola. Preferisco quindi fidarmi delle spiegazioni dei padri, piuttosto che di quelle degli odierni pastori.
Non vero che la Bibbia la può capire chiunque, perché ci sono tantissimi versetti difficili, misteriosi, che senza una adeguata preparazione non si capiscono, i fratelli pentecostali perché seguono corsi biblici? Perché hanno in casa il commentario biblico? Dovrebbero riflettere di più prima si asserire certe tesi, che non sono fondate sulla verità.

Mt 10,23
Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo.

Leggendo questi versetti viene spontaneo chiedersi come mai Gesù non sia venuto al tempo delle persecuzioni romane, perché in questa frase lo lascia intendere. Quando i cristiani furono perseguitati sulla terra di Israele? Al tempo dei romani, cosa ci vuole dire in realtà Gesù con questa frase? E’ facile da capire? Non direi proprio!
Quando si incontrano versetti come quelli di Matteo 11,12
"Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono" difficili da comprendere ci si chiede come possano i violenti impadronirsi del regno dei cieli, non si dovrebbero sorvolare facilmente, ma dedicargli un adeguato approfondimento, lo meritano, sono Parola di Dio, ma non mi vengano a dire che chiunque può capire facilmente e, da solo, questi versetti.
L’elenco dei versetti difficili sarebbe lungo, ma non è questo il capitolo adatto, altrimenti dimentichiamo l’argomento che in questo ci siamo prefissi capire.

Continua S.Agostino, nella sua spiegazione sul battesimo dei bambini.
Ad esempio s.Paolo dice: "
I vostri figli sarebbero impuri, mentre invece sono santi"
"Costoro ne concludono: Perciò i figli dei fedeli non avrebbero dovuto mai assolutamente esser battezzati. Mi meraviglio di questa citazione da parte di quelli che negano (i pelagiani, e molti odierni protestanti, ndr) che si tragga originalmente il peccato da Adamo. Se infatti prendono questa sentenza dell'Apostolo cosi da credere che da genitori fedeli nascano figli santificati, perché a loro volta non mettono in dubbio la necessità di battezzarli?
Perché infine non vogliono confessare che da un genitore in peccato si contrae originalmente un qualche peccato, se da un genitore santo si trae una qualche santità? Considerino piuttosto come si faccia a non trarre un qualche peccato da genitori peccatori, se si trae una qualche santità da genitori santi e una qualche impurità da genitori impuri. Entrambe le cose infatti ha detto colui che ha detto:
I vostri figli sarebbero impuri, mentre invece sono santi. Spieghino anche come sia giusto che tanto ai figli santi nati da genitori fedeli, quanto ai figli impuri nati da genitori infedeli venga tuttavia ugualmente precluso l'ingresso nel regno di Dio, se non sono stati battezzati.

Che giova dunque ai primi questa loro santità? Se sostenessero che si dannano i figli impuri nati da genitori infedeli e che invece i figli santi dei genitori fedeli non possono certamente entrare nel regno di Dio se non sono stati battezzati, ma tuttavia non si dannano perché sono santi, ci sarebbe una qualche distinzione. Ora al contrario,
tanto dei santi nati da santi, quanto degli impuri nati da impuri ugualmente dicono che non si dannano perché non hanno nessun peccato, e rimangono esclusi dal regno di Dio perché non hanno il battesimo. Che quest'assurdità sfugga a tali ingegni chi lo potrebbe credere? La santificazione non è di una sola specie. Anche i catecumeni per esempio penso che vengano santificati in un loro modo particolare mediante il segno del Cristo e l'orazione dell'imposizione della mano, e quello che ricevono, sebbene non sia il corpo del Cristo, è tuttavia santo e più santo dei cibi con i quali ci alimentiamo, perché è un sacramento. Anzi quanto agli stessi cibi con i quali ci alimentiamo per il necessario sostentamento di questa vita, il medesimo Apostolo dice, che vengono santificati dalla parola di Dio e dall'orazione che diciamo quando stiamo per ristorare i nostri poveri corpi.

Come dunque
questa santificazione dei cibi non impedisce che quanto entra nella bocca vada nel ventre e sia evacuato nel cesso per la corruzione che dissolve tutte le cose terrene, tanto che il Signore ci esorta ad un altro cibo, incorruttibile, cosi la santificazione del catecumeno non gli vale senza il battesimo per entrare nel regno dei cieli o per la remissione dei peccati. E perciò anche la santificazione, di qualunque genere sia, che l'Apostolo ammette nei figli dei fedeli, non ha nulla a che vedere con la presente questione sul battesimo e sull'origine del peccato o sulla sua remissione. Infatti dice pure nello stesso passo che i coniugi infedeli vengono santificati nei coniugi fedeli scrivendo: Il marito non credente viene reso santo dalla moglie [credente] e la moglie non credente viene resa santa dal marito [credente]; altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, mentre invece sono santi. Nessuno, credo, comunque intenda queste parole, le interpreta in una maniera tanto lontana dalla fede da ritenere che anche un marito non cristiano, appunto perché è cristiana la sua moglie, non debba più essere battezzato, abbia già raggiunto la remissione dei peccati e acquisito il diritto d'entrare nel regno dei cieli, perché S. Paolo lo dice santificato dalla moglie.
Chi però rimane ancora sorpreso che vengano battezzati coloro che nascono da persone già battezzate, accolga questa breve spiegazione. Come la generazione della carne del peccato per causa del solo Adamo trae alla condanna tutti coloro che vengono generati in tal modo, cosi la generazione dello Spirito della grazia per causa del solo Gesù Cristo conduce alla giustificazione della vita eterna tutti i predestinati che sono rigenerati in tal modo.

Il sacramento del battesimo è certamente il sacramento della rigenerazione. Perciò, come uno che non sia venuto alla vita non può morire e uno che non sia morto non può risorgere, cosi uno che non sia nato non può rinascere. Da questo consegue che nessuno prima di nascere ha potuto rinascere in un suo genitore. Ma dopo esser nato deve rinascere, perché se uno non nasce di nuovo non può vedere il regno di Dio. Occorre dunque che dal sacramento della rigenerazione, perché senza di esso non esca malamente da questa vita, sia consacrato anche il bambino, e ciò non avviene se non in remissione dei peccati.
Questo indicò anche il Cristo nello stesso luogo, quando, interrogato come potessero compiersi simili cose, ricordò quello che aveva fatto Mosè innalzando il serpente. Poiché dunque mediante il sacramento del battesimo i bambini si conformano alla morte del Cristo, bisogna confessare che
essi sono liberati dal morso del serpente, se non vogliamo deviare dalla regola della fede cristiana. Essi tuttavia non hanno ricevuto questo morso nella loro propria vita, ma in colui al quale quel morso fu inflitto originariamente.  (cfr, s.Agostino)

I pentecostali e non solo loro, sono convinti che i bambini non abbiano bisogno del battesimo, perché nati da genitori battezzati, perché non hanno commesso alcun peccato personale, e soprattutto –dicono- perché Gesù ha inchiodato sulla croce tutti i nostri peccati, compreso quello originale. Se non sbaglio però dopo il sacrificio di Gesù il peccato non è scomparso dal mondo, anzi anche noi cristiani battezzati pecchiamo, e allora? E’ evidente che il significato del sacrificio di Gesù va interpretato bene, Cristo sulla croce ha sconfitto la morte, ma la causa della morte è rimasta. Il peccato serve a provare il buon cristiano, se ne mondo non ci sarebbe più peccato quale sarebbe la differenza tra un cristiano e un ateo? Sarebbero entrambi senza peccato, ma noi tutti aldilà delle interpretazioni sappiamo che non è così! Il cristiano deve resistere al peccato fino alla morte, e se avrà perseverato riceverà la corona di gloria da Cristo. Molti protestanti vanno così contro la Parola di Dio che parla chiaramente del peccato originale, dicendo in maniera precisa che
tutti l’abbiamo ereditato. Ecco perché affermo che i pentecostali considerano il battesimo che fanno da adulti, o da ragazzi, un semplice rito, usato come testimonianza della loro fede. In pratica per loro il battesimo non purifica da nessun peccato, ma è la fede in Gesù Cristo a purificare, ne consegue che il battesimo è solo una formalità, da fare tassitavamente, ma solo di atto esteriore si tratta. Cioè serve per l’assemblea, i fratelli apprendono pubblicamente e solennemente che il battezzando ha accettato ufficialmente Gesù come personale salvatore, punto e basta. La Parola di Dio non dice questo, lega invece il battesimo alla rinascita, alla purificazione dei peccati precedenti, compreso quello originale. Il pentecostale invece rinasce non dopo il battesimo, ma quando in precedenza ha accetto Gesù nel proprio cuore. La Bibbia non dice questo! Si rinasce con il battesimo e non con la sola fede, lo vedremo meglio più avanti.

At 2,41
"Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone"

At 10,45-47
"E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare lingue e glorificare Dio Allora Pietro disse: «Forse che si può proibire che siano battezzati con l’acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo."

Qui vediamo che il battesimo non era una semplice formalità, o testimonianza della propria fede davanti all’assemblea dei fedeli, perché costoro che furono battezzati per ordine di Pietro, già predicavano e parlavano in lingue, quindi davano testimonianza della loro fede, ancor prima di ricevere il battesimo. E allora? Perché furono battezzati? Semplicemente per rinascere, per essere purificati dai peccati commessi. Non si rinasce solo per aver creduto, ma dopo essere stati battezzati. Con la fede inizia un percorso di rinascita che viene sugellato dal battesimo.

Rm 6,3-4
"O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova."

Leggiamo che Paolo scrive…per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte…. non sta dicendo "per mezzo della fede…" è cosa diversa.

At 2,38
"E Pietro disse: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo"

Anche qui Pietro poteva dire benissimo "Credete nel nome di Gesù Cristo, e nella sua salvezza…basta, il battesimo servirà solo per testimoniare pubblicamente la vostra fede…
Invece lo vediamo accostare esplicitamente il battesimo al perdono dei peccati, …dopo riceverete il dono dello Spirito Santo.

At 8,12 "
Ma quando cominciarono a credere a Filippo, che recava la buona novella del regno di Dio e del nome di Gesù Cristo, uomini e donne si facevano battezzare"

At 16,30-33
"«Signori, cosa devo fare per esser salvato Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». E annunziarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa. Egli li prese allora in disparte a quella medesima ora della notte, ne lavò le piaghe e subito si fece battezzare con tutti i suoi"

Anche qui vediamo che nonostante Paolo dica al carceriere "Credi nel Signore Gesù e sarai salvato… versetti che usano i protestanti per avvalorare la loro testi sul battesimo, e sulla rinascita, però nello stesso medesimo episodio il carceriere fu battezzato assieme a tutta la sua famiglia.

At 18,18
"Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a tutta la sua famiglia; e anche molti dei Corinzi, udendo Paolo, credevano e si facevano battezzare."

Non vediamo un solo versetto in cui si parla di conversione e di rinascita, che non siano associate al battesimo.

At 19,3-6
"Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero. Disse allora Paolo: «Giovanni ha amministrato un battesimo di penitenza, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù». Dopo aver udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, scese su di loro lo Spirito Santo e parlavano in lingue e profetavano."

Qui vediamo chiaramente che cosa intendevano per battesimo i primi cristiani. Non era una testimonianza solenne della propria fede, ma una necessità per rinascere veramente, per essere purificati dai peccati precedenti. Serviva la fede in Cristo ovviamente, altrimenti non aveva senso, ma il significato del battesimo non era ridotto a testimonianza. Nell’episodio che leggiamo qualche riga sopra,
se il battesimo era solo testimonianza, sarebbe bastato quello di Giovanni il battista, invece furono battezzati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, cosa assai diversa dal battesimo di testimonianza o di penitenza.

At 22,12-16
"Reputazione presso tutti i Giudei colà residenti, venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell’istante io guardai verso di lui e riebbi la vista. Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca, perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito. E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.

At 8,34-40
«Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?». Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù. Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c’era acqua e l’eunuco disse: «Ecco qui c’è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?». Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco, ed egli lo battezzò. Quando furono usciti dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino. Quanto a Filippo, si trovò ad Azoto e, proseguendo

In questo caso non era presenta l’assemblea dei fedeli, era solo in due l’eunuco e Filippo, ancora una volta vediamo che il battesimo sugella la fede dell’eunuco purificando i suoi peccati precedenti.
Può rinascere solo chi è nato, così come può risorgere solo chi è morto, e tutto questo avviene con il battesimo che significa essere sepolti con Cristo e rinascere a vita nuova. L’acqua è solo il segno esteriore del battesimo, la sua potenza è tutta spirituale, è questa che ci purifica dai peccati.
Cristo non aveva bisogno dei segni materiale per guarire, eppure usò il fango per aprire gli occhi di un cieco, usò la sua saliva. Evidentemente i segni materiali servono per noi, a scopo pedagogico, così come l’acqua del battesimo è solo il segno esteriore della realtà interiore e spirituale che trasforma la persona battezzata.

"Dicono:
Ma se il battesimo monda da quell'antica colpa, coloro che sono nati da due persone battezzate devono essere esenti da tale peccato, perché i genitori non potevano trasmettere ai posteri il peccato che essi stessi non avevano più. Ecco da dove nella maggioranza dei casi prende forza l'errore: dal fatto che gli uomini su questi problemi hanno prontezza ad interrogare, ma non hanno prontezza ad intendere.  Allora, se dinanzi a persone ottuse e litigiose io trovassi a resistermi, per la naturale oscurità dell'oggetto, la difficoltà di respingere il falso e di convincere del vero, forse ricorrerei ad esempi che sono alla mano e rivolterei la domanda: chiederei cioè, a coloro che si sorprendono come il peccato tolto dal battesimo rimanga nei figli dei genitori battezzati, di spiegarmi in che modo il prepuzio tolto dalla circoncisione rimanga nei figli dei genitori circoncisi e in che modo anche la pula separata dal grano con tanta diligenza di lavoro umano ritorni nelle spighe che nascono dal frumento spulato.
Non si nasce cristiani né puri da ogni peccato, ma per esserlo bisogna rinascere. Rendetevi conto che ugualmente nessuno è mondato dai peccati nascendo, ma tutti sono mondati rinascendo.
Voi che asserite che da persone mondate dalla macchia del peccato dovrebbero nascere figli senza peccato, perché non fate attenzione che ugualmente si potrebbe dire a voi che da genitori cristiani dovrebbero nascere figli cristiani? Quale risposta darete a chi domanda perché da persone cristiane l'uomo non nasce cristiano se non questa:
non è la generazione che fa cristiani, ma la rigenerazione? Allo stesso modo dunque rendetevi conto che ugualmente nessuno è mondato dai peccati nascendo, ma tutti sono mondati rinascendo.

(vedi mappa sito). di Salvatore Incardona Google Plus


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