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Confutazioni al Protestantesimo
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IL BATTESIMO
La questione da affrontare con molti fratelli protestanti è la solita, è giusto battezzare i bambini neonati? Molti protestanti dicono che non sia giusto, i luterani però battezzano regolarmente i loro neonati. Queste divergenze scaturiscono dall’errata interpretazione di alcuni versetti biblici, che tenterò di spiegare bene lungo questo capitolo. Sé è giusto che i bambini ereditino il peccato originale, senza che se ne rendano conto, allo stesso modo è giusto che ricevano il battesimo.
La cattiva coscienza di Adamo ed Eva ricade su di loro, la buona coscienza dei genitori li libera dal peccato di Adamo, tramite il battesimo, inermi ricevono il peccato originale, ed inermi ricevono la liberazione per opera dello Spirito Santo.
Sappiamo pure che molti protestanti, pentecostali per primi, amano dire che la Bibbia non si interpreta, ma ho dimostrato nel capitolo dedicato alla Sola Scrittura che invece si deve per forza intepretare, anzi la Bibbia nasce proprio per essere interpretata da uomini santi, e designati da Dio.
Ad esempio s.Paolo dice: "I vostri figli sarebbero impuri, mentre invece sono santi"
“Costoro ne concludono: Perciò i figli dei fedeli non avrebbero dovuto mai assolutamente esser battezzati. Mi meraviglio di questa citazione da parte di quelli che negano che si tragga originalmente il peccato da Adamo. Se infatti prendono questa sentenza dell'Apostolo cosi da credere che da genitori fedeli nascano figli santificati, perché a loro volta non mettono in dubbio
la necessità di battezzarli? Perché infine non vogliono confessare che da un genitore in peccato si contrae originalmente un qualche peccato, se da un genitore santo si trae una qualche santità? Considerino piuttosto come si faccia a non trarre un qualche peccato da genitori peccatori, se si trae una qualche santità da genitori santi e una qualche impurità da genitori impuri. Entrambe le cose infatti ha detto colui che ha detto: I vostri figli sarebbero impuri, mentre invece sono santi. Spieghino anche come sia giusto che tanto ai figli santi nati da genitori fedeli, quanto ai figli impuri nati da genitori infedeli venga tuttavia ugualmente precluso l'ingresso nel regno di Dio, se non sono stati battezzati. Che giova dunque ai primi questa loro santità?
Se sostenessero che si dannano i figli impuri nati da genitori infedeli e che invece i figli santi dei genitori fedeli non possono certamente entrare nel regno di Dio se non sono stati battezzati, ma tuttavia non si dannano perché sono santi, ci sarebbe una qualche distinzione. Ora al contrario, tanto dei santi nati da santi, quanto degli impuri nati da impuri ugualmente dicono che non si dannano perché non hanno nessun peccato, e rimangono esclusi dal regno di Dio perché non hanno il battesimo. Che quest'assurdità sfugga a tali ingegni chi lo potrebbe credere? La santificazione non è di una sola specie. Anche i catecumeni per esempio penso che vengano santificati in un loro modo particolare mediante il segno del Cristo e l'orazione dell'imposizione della mano, e quello che ricevono, sebbene non sia il corpo del Cristo, è tuttavia santo e più santo dei cibi con i quali ci alimentiamo, perché è un sacramento. Anzi quanto agli stessi cibi con i quali ci alimentiamo per il necessario sostentamento di questa vita, il medesimo Apostolo dice, che vengono santificati dalla parola di Dio e dall'orazione che diciamo quando stiamo per ristorare i nostri poveri corpi. Come dunque questa santificazione dei cibi non impedisce che quanto entra nella bocca vada nel ventre e sia evacuato nel cesso per la corruzione che dissolve tutte le cose terrene, tanto che il Signore ci esorta ad un altro cibo, incorruttibile, cosi la santificazione del catecumeno non gli vale senza il battesimo per entrare nel regno dei cieli o per la remissione dei peccati. E perciò anche la santificazione, di qualunque genere sia, che l'Apostolo ammette nei figli dei fedeli, non ha nulla a che vedere con la presente questione sul battesimo e sull'origine del peccato o sulla sua remissione.
Infatti dice pure nello stesso passo che i coniugi infedeli vengono santificati nei coniugi fedeli scrivendo: Il marito non credente viene reso santo dalla moglie [credente] e la moglie non credente viene resa santa dal marito [credente]; altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, mentre invece sono santi. Nessuno, credo, comunque intenda queste parole, le interpreta in una maniera tanto lontana dalla fede da ritenere che anche un marito non cristiano, appunto perché è cristiana la sua moglie, non debba più essere battezzato, abbia già raggiunto la remissione dei peccati e acquisito il diritto d'entrare nel regno dei cieli, perché S. Paolo lo dice santificato dalla moglie. Chi però rimane ancora sorpreso che vengano battezzati coloro che nascono da persone già battezzate, accolga questa breve spiegazione. Come la generazione della carne del peccato per causa del solo Adamo trae alla condanna tutti coloro che vengono generati in tal modo, cosi la generazione dello Spirito della grazia per causa del solo Gesù Cristo conduce alla giustificazione della vita eterna tutti i predestinati che sono rigenerati in tal modo. Il sacramento del battesimo è certamente il sacramento della rigenerazione. Perciò, come uno che non sia venuto alla vita non può morire e uno che non sia morto non può risorgere, cosi uno che non sia nato non può rinascere.
Da questo consegue che nessuno prima di nascere ha potuto rinascere in un suo genitore. Ma dopo esser nato deve rinascere, perché se uno non nasce di nuovo non può vedere il regno di Dio. Occorre dunque che dal sacramento della rigenerazione, perché senza di esso non esca malamente da questa vita, sia consacrato anche il bambino, e ciò non avviene se non in remissione dei peccati. Questo indicò anche il Cristo nello stesso luogo, quando, interrogato come potessero compiersi simili cose, ricordò quello che aveva fatto Mosè innalzando il serpente. Poiché dunque mediante il sacramento del battesimo i bambini si conformano alla morte del Cristo, bisogna confessare che essi sono liberati dal morso del serpente, se non vogliamo deviare dalla regola della fede cristiana. Essi tuttavia non hanno ricevuto questo morso nella loro propria vita, ma in colui al quale quel morso fu inflitto originariamente. (cfr, s.Agostino)
I pentecostali e non solo loro, sono convinti che i bambini non abbiano bisogno del battesimo, perché nati da genitori battezzati, e perché non hanno commesso alcun peccato personale, vanno così contro la Parola di Dio che parla chiaramente del peccato originale, dicendo in maniera precisa che tutti l’abbiamo ereditato. Ecco perché affermo che i pentecostali considerano il battesimo che fanno da adulti, o da ragazzi, un semplice rito, usato come testimonianza della loro fede. In pratica per loro il battesimo non purifica da nessun peccato, ma è la fede in Gesù Cristo a purificare, né consegue che il battesimo è solo una formalità, da fare tassitavamente, ma solo di un atto esteriore si tratta. Cioè serve per l’assemblea, i fratelli apprendono pubblicamente e solennemente che il battezzando ha accettato ufficialmente Gesù come personale salvatore, punto e basta. Ma la Parola di Dio non dice questo, lega invece il battesimo alla rinascita, alla purificazione dei peccati precedenti, compreso quello originale. Il pentecostale invece rinasce non dopo il battesimo, ma quando in precedenza ha accetto Gesù nel proprio cuore. La Bibbia non dice questo! Si rinasce con il battesimo e non con la sola fede, lo vedremo meglio più avanti.
“La parola battesimo viene da un verbo greco che significa immergere nell'acqua. Venne in seguito usata per significare 1'effetto dell’immersione, che è il pulire, il purificare. Nel mondo ebraico aveva già assunto il significato tecnicodi “purificazione legale".
Nel Cristianesimo prese sempre più chiaramente, fin dal principio, il significato di lavacro esteriore, “segno e causa” del LAVACRO INTERIORE.
Non si tratta di distorsioni. Il battesimo cristiano risponde perfettamente alle verità bibliche, che ci dicono, in vari punti, come noi siamo "battezzati nel Cristo", con Lui fummo seppelliti e con Lui. ... possiamo camminare in "novità di vita" (cf Rm 6,3S. Paolo in molti altri versetti ribadisce gli stessi concetti e ci dice che "ognuno muore nella carne e rinasce nello spirito... e nella grazia. . . " Muore come figlio di Adamo e rinasce come figlio di Dio (cf Col 2,12; 3,1; Ef 2,6; Rm 6,5Gal 2, 19 e 4,31; Rm 7,6). Sugli effetti del battesimo S. Paolo ritorna continuamente e i passi sono innumerevoli. Queste sono verità bibliche, perché "quanti siamo stati battezzati in Cristo ... tutti siamo una cosa sola in Cristo Gesù” (Gal 3,28). La Chiesa di Cristo presenta il battesimo in conformità alle Sacre Scritture: come illuminazione e come un passaggio dalle tenebre alla luce.
I cristiani, infatti, sono "Figli della luce e figli del giorno" (1 Tes 5,5); essi risplendono "come fari di luce nel mondo" (cf Fil 2,15; Ef 5,8; Col 1,13), mentre il potere delle tenebre è satana (Mt 12,28).
In Lc 23,42 viene detto che fu promesso da Gesù il paradiso al ladrone appeso in croce.
Il ladrone indubbiamente aveva peccati personali, (oltre che quello originale) come adulto egli emise un atto di amore perfetto e di pentimento.
Naturalmente le sue parole rivolte a Gesù includevano, necessariamente, un atto di fede nella divinità di Gesù, nella redenzione da Lui operata, e, quindi la volontà di accettare tutto ciò che da Gesù gli sarebbe stato proposto, non escluso il battesimo. Anche l'altro ladrone riconobbe, Gesù come Messia, ma la sua fede non fu soprannaturale e si limitò a chiedere solo la liberazione dal supplizio. Gli mancò il pentimento e la richiesta del perdono.
“Coloro poi che obiettano: Se questa morte temporale fosse accaduta per il peccato, certamente non moriremmo dopo la remissione dei peccati che il Redentore ci ha regalato, non capiscono come Dio, pur togliendone il reato perché non ci danneggi dopo questa vita, lasci tuttavia sussistere queste nostre condizioni per la lotta della fede, perché per mezzo di esse si esercitino e si avvantaggino coloro che progrediscono nel combattimento della giustizia. Potrebbe infatti anche qualche altro, fraintendendo alla stessa maniera, dire: Se fu per il peccato che Dio disse all'uomo: Con il sudore del tuo volto mangerai il pane, spine e cardi produrrà per te la terra, perché mai anche dopo la remissione dei peccati rimane questa fatica e perfino la terra dei fedeli produce i medesimi prodotti, duri e aspri? Similmente, se per il peccato fu detto alla donna: Con dolore partorirai figli, perché anche dopo la remissione dei peccati le donne cristiane soffrono nel parto i medesimi dolori? E tuttavia risulta che quei primi uomini udirono e meritarono da Dio queste punizioni per il peccato che avevano commesso. Né si oppone a queste parole del Libro divino che ho riferito sul lavoro dell'uomo e sul parto della donna se non chi, totalmente alieno dalla fede cattolica, avversa le medesime Lettere.” (cfr, S. Agostino) (vedi mappa sito)
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