Tatuaggi e Piercing sono il marchio del diavolo? Spiegazione e catechesi - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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Tatuaggi e Piercing sono il marchio del diavolo? Spiegazione e catechesi

Tatuaggi e piercing sono il marchio del Diavolo?

Ospite in studio il medico Francesco Bungaro. Storia e controstoria dei tatuaggi e dei piercing. Sono davvero il marchio del diavolo? Gli esorcisti lanciano l’allarme: attenzione, in rari casi possono rivelare la presenza demoniaca. Ma tatuaggi e piercing non sono le uniche deformazioni del corpo. In queste settimane è scoppiata una polemica a causa di una mostra sul corpo umano realizzata  utilizzando cadaveri scarnificati. Conduce David Murgia


Tatuaggi? Un modo per marchiare il Tempio di Dio!

( Estratto dal Manuale di Demonologia, prefazione di Don Gabriele Amorth, e di Padre Mario Granato qui)

Oggi ormai quasi tutti, bambini, adolescenti e adulti hanno il tatuaggio.
Tutti lo fanno, nessuno si domanda se sia giusto cambiare il proprio corpo con una immagine che viene disegnata in modo permanente sulla nostra pelle. Il tatuaggio è assolutamente contrario all’ etica cristiana, ma non solo.
Parlare solo di etica sarebbe riduttivo, parlare solo – come solo pochi sacerdoti fanno – di peccato è altrettanto riduttivo. Il tatuaggio è una consacrazione indiretta (ma pur sempre consacrazione) a cui ci si sottopone in maniera permanente almeno sul corpo.
Cari lettori, brevemente vi dimostriamo questa affermazione che, anche se ricopre la veste di dura verità, mai come oggi rappresenta una delle principali trappole che il principe delle tenebre muove verso il tempio dello Spirito Santo ovvero il nostro corpo.


La tecnica con la quale si viene sfregiati (o tatuati, fate voi) con disegni che molte volte non conosciamo è una tecnica satanica che consiste nel marchiare l’uomo consacrandolo. Come in ogni tipo di consacrazione satanica quello che il tatuato offre a satana è la volontà di peccare ma non solo.
La volontà di peccare si concretizza nel desiderio di chi si tatua, di modificare il proprio corpo, di aggiungere qualcosa che la volontà di Dio immensamente perfetta non ci ha dato e non ha voluto sul nostro corpo “Tempio di Dio“.
Chi si tatua quindi si allontana da Dio e dimostra di non accettare quanto da Dio ci è stato donato per quello che è. Parlo del nostro corpo appunto. Non è tutto, Dio è stato chiarissimo sul tatuaggio, nella Sacra Scrittura, in particolare nel Levitico (19:28) sta scritto espressamente:
“Non farete incisioni nella vostra carne, ne farete tatuaggi su di voi”.
Nonostante questo però i cristiani, che si credono tali, continuano a vivere nella disobbedienza più assoluta e mortificante. Molti sostengono che il Levitico vada letto con una ottica diversa da quello letterale su questo preciso versetto della Sacra Scrittura. Eppure è proprio Anton LaVey fondatore della chiesa di satana in America che confessa pubblicamente – nel libro “Moderni Primitivi” – quanto detto, ammettendo che dietro ad ogni tatuaggio (sia esso un fiorellino o un drago) c’è il satanismo che, appunto, ha non solo ideato ma bensì voluto che tale moda si diffondesse.

La cosa che meraviglia è però come nonostante questo proprio noi, cattolici, chierici, sacerdoti e fedeli, sottovalutiamo questa moda negando perfino senza troppi problemi di coscienza, la gravità di questa verità tutta diabolica difesa con orgoglio dallo stesso mondo dell’occulto.
Se San Pio fosse in vita cosa direbbe se gli venisse chiesto dell’ipotetica possibilità di farsi un tatuaggio innocente? Cosa risponderebbe se gli venisse chiesto chi ha architettato questa bella moda ormai fatta passare per innocente in almeno un certo tipo di icone o, sempre se volete, di tatuaggi?
La consacrazione indiretta a satana realizzata nel momento in cui ci si tatua però non sta solo nella volontà di modificare l’apparire della propria pelle e peccare; come nella consacrazione all’ Immacolata si offrono sentimenti e azioni, anche nella consacrazione che i tatuati, compiono involontariamente, è offerta una azione a satana.

L’azione è il sacrificio del consacrato.

Molti tatuati infatti sanno che per tatuarsi si va incontro ad un dolore indicibile, ma volontariamente si sacrificano pur di disobbedire a Dio o se volete pur di tatuarsi. Il dolore che si prova durante e dopo il tatuaggio per circa tre giorni rappresenta indirettamente l’offerta fatta a satana.
Molti si tatuano in buona fede, ignorantemente, ma se un ignorante beve acqua avvelenata, verrà colpito lo stesso dal veleno, l'ignoranza non lo salverà.

La volontà di peccare si concretizza nel desiderio di chi si tatua, di modificare il proprio corpo, di aggiungere qualcosa che la volontà di Dio immensamente perfetta non ci ha dato e non ha voluto sul nostro corpo “Tempio di Dio“.
Chi si tatua quindi si allontana da Dio e dimostra di non accettare quanto da Dio ci è stato donato per quello che è. Parlo del nostro corpo appunto.

Non è tutto, Dio è stato chiarissimo sul tatuaggio, nella Sacra Scrittura, in particolare nel Levitico (19:28) sta scritto espressamente: “Non farete incisioni nella vostra carne, ne farete tatuaggi su di voi”.
Nonostante questo però i cristiani, che si credono tali, continuano a vivere nella disobbedienza più assoluta e mortificante. Molti sostengono che il Levitico vada letto con una ottica diversa da quello letterale su questo preciso versetto della Sacra Scrittura. Eppure è proprio Anton LaVey fondatore della chiesa di satana in America che confessa pubblicamente – nel libro “Moderni Primitivi” – quanto detto, ammettendo che dietro ad ogni tatuaggio (sia esso un fiorellino o un drago) c’è il satanismo che, appunto, ha non solo ideato ma bensì voluto che tale moda si diffondesse.

TatuaggiLa cosa che meraviglia è però come nonostante questo proprio noi, cattolici, chierici, sacerdoti e fedeli, sottovalutiamo questa moda negando perfino senza troppi problemi di coscienza, la gravità di questa verità tutta diabolica difesa con orgoglio dallo stesso mondo dell’occulto.
Se San Pio fosse in vita cosa direbbe se gli venisse chiesto dell’ipotetica possibilità di farsi un tatuaggio innocente? Cosa risponderebbe se gli venisse chiesto chi ha architettato questa bella moda ormai fatta passare per innocente in almeno un certo tipo di icone o, sempre se volete, di tatuaggi?
La consacrazione indiretta a satana realizzata nel momento in cui ci si tatua però non sta solo nella volontà di modificare l’apparire della propria pelle e peccare; come nella consacrazione all’ Immacolata si offrono sentimenti e azioni, anche nella consacrazione che i tatuati, compiono involontariamente, è offerta una azione a satana.
L’azione è il sacrificio del consacrato.
Molti tatuati infatti sanno che per tatuarsi si va incontro ad un dolore indicibile, ma volontariamente si sacrificano pur di disobbedire a Dio o se volete pur di tatuarsi. Il dolore che si prova durante e dopo il tatuaggio per circa tre giorni rappresenta indirettamente l’offerta fatta a satana.

Nonostante questo però i cristiani, che si credono tali, continuano a vivere nella disobbedienza più assoluta e mortificante. Molti sostengono che il Levitico vada letto con una ottica diversa da quello letterale su questo preciso versetto della Sacra Scrittura. Eppure è proprio Anton LaVey fondatore della chiesa di satana in America che confessa pubblicamente – nel libro “Moderni Primitivi” – quanto detto, ammettendo che dietro ad ogni tatuaggio (sia esso un fiorellino o un drago) c’è il satanismo che, appunto, ha non solo ideato ma bensì voluto che tale moda si diffondesse.

TatuaggiLa cosa che meraviglia è però come nonostante questo proprio noi, cattolici, chierici, sacerdoti e fedeli, sottovalutiamo questa moda negando perfino senza troppi problemi di coscienza, la gravità di questa verità tutta diabolica difesa con orgoglio dallo stesso mondo dell’occulto.
Se San Pio fosse in vita cosa direbbe se gli venisse chiesto dell’ipotetica possibilità di farsi un tatuaggio innocente? Cosa risponderebbe se gli venisse chiesto chi ha architettato questa bella moda ormai fatta passare per innocente in almeno un certo tipo di icone o, sempre se volete, di tatuaggi?
La consacrazione indiretta a satana realizzata nel momento in cui ci si tatua però non sta solo nella volontà di modificare l’apparire della propria pelle e peccare; come nella consacrazione all’ Immacolata si offrono sentimenti e azioni, anche nella consacrazione che i tatuati, compiono involontariamente, è offerta una azione a satana.
L’azione è il sacrificio del consacrato.
Molti tatuati infatti sanno che per tatuarsi si va incontro ad un dolore indicibile, ma volontariamente si sacrificano pur di disobbedire a Dio o se volete pur di tatuarsi. Il dolore che si prova durante e dopo il tatuaggio per circa tre giorni rappresenta indirettamente l’offerta fatta a satana.


Chi fa tatuaggi  (i professionisti tatuatori) sa benissimo che quella del tatuaggio è una prassi antica a sfondo satanico
. Ogni tribale contiene il 666, così i draghi, le spade con i serpenti, i leoni e via discorrendo.
Quando ci si tatua, invece, personaggi, santi o affetti a noi cari, si offende invece due volte Dio. La consacrazione, in questa ipotesi, ha lo stesso valore, ma l’offesa recata a Dio per mezzo dell’ ignoranza pur sempre “colpevole” però è maggiore. Infatti satana per renderci suoi miseri strumenti e per farci perdere per sempre la bellezza del nostro tempio, cioè il nostro corpo, utilizza chi la propria vita l’ha dedicata a combatterlo: San Pio, angeli, Santi. Ma non è tutto.
Molte volte quanto non si è realmente convinti della Misericordia di Dio, satana sfrutta i suoi tatuati-consacrati, facendoli disperare. Infatti molti tatuati dopo la loro conversione, corrono a togliersi il tatuaggio e a soffrire e offrire nuovamente quel dolore che si prova.
A chi? A satana appunto origine di quella sofferenza, rinnovando così nuovamente la propria consacrazione. Questa si rinnova con la mancata fede nella Misericordia in Dio che tutto può alla risurrezione del corpo dopo la morte alla fine dei tempi.


Cari lettori, sappiate che un sacerdote di satana ha l’obbligo di consacrarsi proprio con il tatuaggio, sappiate che volendo ammetterlo o no, chi si tatua va incontro a indicibili dolori, a momenti bui e depressi oltre che a fatture e malefici stessi, che possono maggiormente prendere presa su un corpo tatuato perchè è appunto già marchiato.
Molti obietteranno che non tutti i tatuati stanno male. La risposta viene facile.
Come facile è pensare che ogni consacrazione porti immediatamente i propri frutti, anche nella consacrazione all’Immacolata in accordo col Monfort (San Luigi Grignon) un qualcosa di speciale di fatto avviene e si verifica ma non sempre è percepibile all’occhio umano.

Il consiglio che vi diamo da studiosi dell’occulto è quello di non tatuarvi, di non togliervi il tatuaggio se già vi siete marchiati a satana e tutta via in tal caso di andare a farvi benedire la pelle tatuata da un esorcista e non un sacerdote qualunque.

Il tatuaggio è la porta che apriamo a satana.

Pensate che in molti esorcismi, i posseduti, coscienti durante il rito, hanno affermato che sentivano un fuoco tremendo bruciare proprio sulla pelle in cui ci si era tatuati.
E sappiate infine che basta un solo tatuaggio per rischiare di avere disturbi di possessione come dimostrano i numerosi casi studiati. Nella rivista “Tattoo Gallery” (nella sezione Sacro e Profano) c’è scritto che la tecnica con cui si fanno i tatuaggi, fu ideata dai primitivi, i quali nel sangue che fuoriusciva, o nell’ arrossamento della pelle, vedevano il portale creato ai demoni per entrare e uscire dal corpo.
Ricordate di quanto letto, un giorno davanti a Dio non si potrà dire: “Io non lo sapevo”.
Non si ritenga offeso chi è tatuato, né indurisca il proprio cuore, ma approfitti per pentirsi sinceramente e rinascere nella confessione per i meriti del Sangue Preziosissimo di Gesù.
In conclusione non possiamo che trascrivere un ennesimo passo della Sacra Scrittura che, sebbene non si applichi direttamente ai tatuaggi, ci da’ un principio:


   Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.
   (1 Corinzi 6:19-20)



Questa grande verità dovrebbe avere una reale ripercussione su ciò che facciamo e dove portiamo il nostro corpo. Se il nostro corpo appartiene a Dio, e vogliamo realmente confessare di crederlo con le opere piuttosto che con la sola bocca, dovremmo assicurarci di avere il Suo chiaro “permesso”, prima di “lasciarci il segno” indelebile dei tatuaggi. dal sito veniteadme.org

LE CONSEGUENZE SPIRITUALI DEI TATUAGGI

Quindi quanto Dio dona i suoi comandamenti lo fa con l’obiettivo di  convincere a non lasciarsi contaminare dai poteri occulti. Leggiamo  infatti al capitolo 19 versetto 4 “Non rivolgetevi agli idoli, e non  fatevi divinità di metallo fuso. Io sono il Signore, vostro Dio.” Nel  versetto 28 dice invece “Non vi farete incisioni sul corpo per un  defunto, né vi farete segni di tatuaggio. Io sono il Signore.”  Proseguendo ulteriormente arriviamo al capitolo 20 versetto 1 dove Egli  parla delle pratiche di quella terra. Questo riferimento ai tatuaggi è  inserito nel contesto del coinvolgimento occulto che c’era in Egitto e  nella terra di Canaan. Dio è molto forte ed energico nelle sue direzioni  riguardo al fatto di non lasciarsi coinvolgere e contaminare, di non  commettere alcuno di questi abomini. In altre parole, non dobbiamo  aprire la nostra vita a pratiche occulte di alcun tipo, altrimenti  daremo la possibilità alle potenze demoniache di entrare nella nostra  vita.
Quindi il motivo per cui Dio ha impostato questa regola, è perché Egli  conosce bene la connessione tra tatuaggi e occultismo. Egli vuole tenere  il suo popolo libero da ogni condizionamento occulto per poter  camminare liberamente nella terra promessa.
L’unico altro punto in cui ci sono riferimenti a questo genere di  pratiche, in particolare dell’incisione la carne, lo troviamo nel Primo  Libro dei Re al capitolo 18. Ci ricordiamo della storia di Elia che ha  un confronto con i profeti di Baal, di quando egli si trovò ad  affrontarli e di come disse loro di dimostrare il potere soprannaturale  dei loro dei. Quello che essi fecero all’inizio fu di incidersi la  carne. Si fecero sanguinare, ed Elia si fece beffe di loro e li sminuì  dimostrando il vero potere di un Dio fedele che mantiene le sue promesse  … Possiamo notare che l’incisione e il marchiarsi la carne, nella  Bibbia è continuamente associato al regno dell’occulto, in qualità di  servitù, schiavitù o soggezione ad esso.

La valenza del patto di sangue
In numerosi punti della Bibbia si parla di sangue e dello spargimento  di sangue. Quando Dio inizia ad agire al fianco di Abramo, una cosa che  Egli richiede da quest’ultimo è la stipulazione di un patto. Il patto è  il più forte e vincolante accordo che può essere fatto tra due persone,  o tra una persona e Dio.
Dio ha istruito Abramo su come realizzarlo. C’è stato un sacrificio, la  morte di un animale tagliato in due, il cui sangue è stato versato.
Quando due persone stipulavano un accordo, camminavano tra le due parti  dell’animale sacrificato per formalizzare promesse o impegni. Una delle  cose che caratterizzano i patti biblici è sempre la richiesta di  spargimento di sangue.
Tutto ciò che deliberatamente prevede lo spargimento di sangue, implica  la stipulazione di un patto. Ne scaturisce un impegno vincolante che  conferisce diritti legali.

Un altro esempio molto interessante si trova nell’ambito del matrimonio.

Quando una coppia si unisce insieme, stipula un patto coniugale, il  matrimonio. Non si tratta semplicemente di un impegno reciproco, come  alcuni pensano, o solo di coabitazione nello stesso luogo, bensì di un  patto vincolante.
Quello che fanno è incontrarsi e dichiarare di fronte a Dio la loro  intenzione ed il loro impegno. Lo fanno pubblicamente in modo che le  persone possano sentire e vedere, ed infine firmano un registro  dopodiché sono sposati, ma non completamente. Finché essi non hanno un  rapporto sessuale non risultano legalmente sposati ed il matrimonio può  essere annullato.
Dio ha concepito e creato la donna in modo tale che durante il primo  rapporto sessuale si verifichi la rottura dell’imene con conseguente  spargimento di sangue.

Ciò attesta l’avvenuta stipulazione di un patto.

Torniamo adesso dei tatuaggi. Cosa accade esattamente durante il  processo di tatuatura? Per realizzare un tatuaggio si utilizza un ago o  uno strumento di taglio. Può quindi trattarsi di una sorta di scalpello o  di un ago che si muove molto velocemente e che penetra nella carne, con  conseguente fuoriuscita di sangue.
Durante la realizzazione di un tatuaggio, infatti, avviene una continua  rimozione del sangue che fuoriesce. La pelle viene continuamente incisa e  forata. Si prova inoltre dolore, ha luogo un sacrificio. Non è  possibile escludere questa condizione, ogni qualvolta si verifica uno  spargimento di sangue volontario si formalizza una sorta di patto.

La diffusione di un fenomeno
Tra gli indiani del Nord America, se volevi entrare in alleanza con  qualcuno, era necessario incidersi le mani ed unire le proprie ferite  per mescolarne il sangue e diventare “fratelli di sangue”.
Alcuni scalatori europei -nel 1991- hanno ritrovato un alpinista  ibernato tra i ghiacci. Era ben conservato, sebbene fosse lì da 5000  anni, ed è stato classificato come un uomo vissuto nel 3000 aC. La cosa  interessante è che egli era tatuato. Quando hanno analizzato il suo  corpo hanno rilevato diverse ferite alle ossa e nel suo corpo. Deve aver  sofferto molto ed è come se i tatuaggi avessero avuto un ruolo di  invocazione degli Dei per ottenere guarigioni nella sua vita.
Nel 1891 è stata ritrovata in Egitto una mummia di 4000 anni tatuata in gran parte del corpo.
Se guardiamo attraverso le varie culture del mondo, vedremo che che  ovunque esistono i tatuaggi. Non esiste realtà locale in cui essi non  siano presenti e sempre sono collegati all’occulto, al coinvolgimento di  forze spirituali o alla sottomissione agli spiriti. Non esistono  eccezioni.
I cacciatori di teste Sud Americani utilizzavano i tatuaggi. Dopo aver  catturato una persona, la uccidevano, tagliavano la sua testa,  generalmente ne mangiavano il corpo, e si tatuavano in segno di vittoria  per quello che avevano fatto. Questa pratica è ancora in uso in Borneo  dove si eseguono tatuaggi dopo aver reciso la testa e averla appesa.
Ho avuto modo di visitare alcuni villaggi e ho potuto vedere di persona  le teste recise di persone di varie nazioni, inclusi soldati giapponesi.  Un giovane non poteva diventare un vero uomo se non decapitava qualcuno  e si praticava un tatuaggio. Il tatuaggio attestava infatti di aver  superato l’esame.
Tra gli Hawaiani vige la pratica di farsi tatuare gli Dei. Essi vengono  consultati per sapere il momento ed il tipo di tatuaggio giusto da fare.  Guardano gli Dei per farsi guidare da essi, anche tramite i loro stessi  tatuaggi.
I Cinesi usano i tatuaggi per respingere gli spiriti malvagi. Lo stesso  fanno i Giapponesi che in questo modo si ingraziano i vari spiriti.
I Romani utilizzavano i tatuaggi per marchiare i loro schiavi e quando  imprigionavano qualcuno li tatuavano con la scritta “Tassa Pagata”, a  significare che appartenevano al governo di Roma. Lo stesso veniva fatto  per i cristiani catturati.
Anche gli indiani nativi di America si tatuavano intensamente. I  tatuaggi erano richiesti dal loro sistema di credenze per allontanare  gli spiriti malvagi, e per consentire l’accesso al mondo degli spiriti.  Credevano che senza un tatuaggio, non sarebbero stati riconosciuti e  quindi non avrebbero potuto accedervi.
In Alaska, gli eschimesi si tatuavano per ingraziarsi gli Dei, in questo  modo sarebbero potuti sopravvivere, quindi per loro il tatuaggio era un  patto con un essere spirituale per garantirsi la sopravvivenza.
I babilonesi e i Cananei, e le prostitute che si adoravano in quelle  zone, erano tutti tatuati con tatuaggi per la fertilità. Anche gli  uomini che si prostituivano si tatuavano. Tutto ciò faceva parte del  culto di adorazione del tempio. Era parte della loro fedeltà e lealtà  agli Dei.
Nelle aree primitive dell’India dove le persone si tatuano, spesso  coloro che realizzano il tatuaggio sono lo sciamano, il mago o lo  stregone.
In Africa non si fanno necessariamente i tatuaggi a causa del colore  scuro della pelle, però hanno luogo forme estreme di piercing su labbra,  orecchie ed altre parti del corpo. Lo scopo è quello di invocare i loro  Dei affinché li proteggano e non abbiano problemi con gli spiriti  malvagi.
Nel mondo occidentale i Marinai avevano i tatuaggi, i Criminali avevano i  tatuaggi, i Nazisti tatuavano tutti gli ebrei. Il tatuaggio è parte  integrante della cultura schiavistica e di quella occulta.

Le conseguenze spirituali

Detto tutto questo, quale è il problema se ci facciamo tatuare una piccola figura, una colomba, una croce o Gesù stesso?
Quando si acconsente alla tatuatura, si realizza un patto di sangue con  la persona che realizza il tatuaggio, si apre la vita a qualunque  spirito con il quale egli è legato, gli si permette di entrare dentro di  noi.
Se ci facciamo fare un tatuaggio associato ad un’immagine relativa alla  morte, uno spirito di morte entra la nostra vita. Se uno spirito di  morte entro dentro di noi, sperimenteremmo intorpidimento emozionale. Ci  sentiremo profondamente distaccati e dissociati. In difficoltà a  formare relazioni. In difficoltà a instaurare una relazione intima.  Questo perché lo spirito di morte si è avvolto intorno a noi e ha fatto  presa nel nostro cuore.
A volte gli Indiani si facevano tatuare immagini di animali. In seguito  essi chiamavano lo spirito di quegli animali e li invitavano ad entrare  dentro di loro per dare loro le abilità che l’animale possedeva. Ciò  dimostra che il tatuaggio è direttamente connesso con il regno degli  spiriti.
Tramite il consenso di sangue si apre un passaggio per  permettere ai demoni di venirci dentro. Questo è il problema principale.
Quando ci tatuiamo apriamo la porta a spiriti demoniaci di tormento,  spiriti impuri, anche se il tatuaggio non è la conseguenza di un gesto  di ribellione o di sofferenza ma semplicemente un’espressione estetica.

Quindi come possiamo comportarci se abbiamo dei tatuaggi?

Alcuni  vorrebbero toglierseli, ma io dico di non preoccuparsi in quanto il  tatuaggio può trasformarsi in una grande testimonianza della grazia di  Dio nella nostra vita. In fondo anche Dio vuole “tatuarci”.
Nell’Antico Testamento esisteva un modo diverso per marchiare chi  apparteneva a Dio. Saremmo stati circoncisi, ci sarebbe stata tagliata  una parte di carne con conseguenze effusione di sangue, una procedura  molto dolorosa.
Ai nostri giorni esiste la circoncisione del cuore per porre il nostro  cuore in Dio, ricevendo il marchio dello Spirito Santo. Perciò anche se  ci siamo fatti fare qualche tatuaggio possiamo liberarcene. Se abbiamo  aperto la nostra vita ai tatuaggi, alla droga, al peccato sessuale ed  altre cose simili è molto semplice uscirne. Dobbiamo andare davanti al  Signore e pentirci e rinunciare al patto che abbiamo fatto. In questo  modo ogni diritto del Demonio verrà cancellato dal sangue di Gesù  Cristo. Il sangue di un patto ben più grande. Il sangue del Re dei Re  che è venuto su questa terra. Quando Gesù ha effuso il suo sangue ha  spezzato il potere del Diavolo, rotto la lista di ingiunzioni contro di  noi. Egli ha rotto il potere dei tatuaggi, delle stregonerie, delle  magie, e di molte altre cose di questo tipo.
Tutto quello che ci rimane da fare è pentirsi, rialzarsi, credere e impegnarsi nel combattimento al suo fianco.

Una testimonianza
La prima cosa che voglio fare è rendere onore a Dio, perché senza di  lui non avrei una testimonianza da fare, mentre essa è estremamente  importante nella mia vita per la trasformazione che Egli ha operato. Per  iniziare è meglio che vi dia un’idea di dove vengo. Provengo da una  famiglia divisa, mio padre se ne è andato quando avevo cinque anni,  dopodiché ho avuto un patrigno violento dal quale sono stato picchiato  dall’età di sette anni fino ai tredici anni, età in cui mi ha buttato  fuori di casa. Ero pieno di odio verso qualunque forma di autorità e da  questa situazione proviene il mio primo tatuaggio. Avevo quattordici  anni, ero a metà delle scuole superiori quando decisi si farmi un  tatuaggio. L’altra cosa in cui stavo entrando erano le droghe delle  quali feci un Dio nella mia vita; volli quindi farmi un’immagine di  questo mio dio, si tratta di una foglia di marijuana. E’ stato il mio  primo tatuaggio ed è stato fatto con un fiammifero, un ago, ed un po’ di  inchiostro…
Negli anni, la cosa bizzarra dei tatuaggio, è che sono diventati la  storia della mia vita, ciò che facevo in determinati momenti della mia  vita. Dietro ogni tatuaggio c’è una differente ragione ed una differente  storia, una sorta di cronostoria della mia vita. Mi facevo fare sempre  più tatuaggi, e quanto più pesantemente mi facevo tatuare tanto più  sprofondavo nel mondo della droga.
La mia vita non era affatto bella e volendone fare una veloce  panoramica, prima divenni cristiano, cominciai ad apprendere le cose di  Dio ed egli cominciò ad apportare trasformazioni nella mia vita. Ma  questo è successo solo agli inizi di questo anno, circa otto o nove mesi  fa. Chiesi allora all’anziano in carica nella chiesa, Ian, riguardo ai  tatuaggi e cosa significavano. Egli si allontanò, si chiuse in una  stanza, pregò e poi tornò indietro da me. Dopo che tutti se ne erano  andati egli cominciò a parlarmi di quello che avevo fatto.
Quando ci  facciamo un tatuaggio perdiamo del sangue e stipuliamo un patto di  sangue con la persona che lo realizza, ma in realtà è molto più di  questo.

Allo stesso modo di quando facciamo sesso al di fuori del  vincolo coniugale veniamo spiritualmente legati al partner e a sua volta  con tutti coloro a cui esso è legato.

Lo stesso avviene con i tatuaggi,  con ogni singola persona che è stata tatuata. Se avessi otto tatuaggi  fatti da otto differenti tatuatori, mi sarei legato a ciascuno di questi  otto tatuatori ed anche con ogni singola persona che essi hanno  tatuato. Si crea una vera e propria catena di legami.
Quindi Ian ed io iniziamo a pregare. Avevo visto delle liberazioni prima  di allora e avevo sempre pensato che ci fosse un pò di finzione. In  quel caso c’eravamo solo io e e lui quindi nessun’altro a cui proporre  uno spettacolo. Potreste dire che tutti i film sulle manifestazioni  degli spiriti che vediamo nei film sono solo delle finzioni. Invece vi  dico che è vero, è proprio vero, perchè un demone si è deciso a venire  fuori e vi assicuro che non c’è niente di divertente. Apparentemente  alcuni vengono fuori molto facilmente. Questo invece non ne voleva  sapere. C’è stato molto combattimento, molta sofferenza, però ringrazio  Dio perchè poi ho potuto fare questa testimonianza. Dio ci ama molto,  non mi voleva legato a queste persone, a questi spiriti, quindi appena  Ian mi liberò da loro, si è verificata una profonda trasformazione nella  mia vita, nel mio cammino: pregare è diventato molto più facile,  invocare Dio molto più semplice.
Egli mi ha liberato da alcuni spiriti maligni ed io devo rendergli testimonianza.
Se non vi siete ancora tatuati, non fatelo. Se invece avete già dei  tatuaggi chiedete a qualche prete di aiutarvi ad uscirne  perché molti non parlano mai di questa problematica. Proprio come la  droga, nessuno ci dice quali sono le conseguenze a livello spirituale. È  la stessa cosa dei tatuaggi. Prima di iniziare è bene informarsi molto  bene.
Sono venuti alcuni giovani cristiani a dirmi dell’esistenza di tatuatori  cristiani. In realtà il fatto di tatuarsi immagini e simboli cristiani  non fa alcuna differenza, i legami spirituali che si creano con chi  realizza il tatuaggio e tutti i suoi clienti è esattamente lo stesso. La  maledizione arriva lo stesso ed i demoni entrano tramite questo varco.

Questo è tutto quello che posso dire riguardo ai tatuaggi, e di ciò ringrazio Dio.
[Viene richiesto di mostrare al pubblico i tatuaggi] Questo è di quando  mi facevo tatuare ripetutamente i draghi, e ora so cosa sono e cosa  significano … qui c’è una stella perché mi ero fatto coinvolgere anche  dall’astrologia e da cose simili … questo invece è una copertura alla  foglia di marijuana che mia moglie non poteva vedere dopo la mia  iniziale conversione al cristianesimo … quest’altro è relativo all’anno  cinese del ratto … poi mi sono fatto un corvo … Mi sono tatuato anche  un’immagine della morte, alla quale mi sono ritrovato legato,  incatenato, ad uno spirito di morte. Sono particolarmente felice di  essermi liberato di questo perché vi assicuro che non è affatto una  bella cosa.
Quando ero un drogato il mio soprannome era “Mutante”. Ero talmente  fatto che non riuscivo neppure a stare in piedi. La gente mi osservava  da quanto ero sballato.
Questo tatuaggio rappresenta il demone che vidi mentre ero ubriaco. Me  lo feci fare da un punk di Auckland di nome Ugg, gli descrissi la mia  visione ed egli mi tatuò l’immagine.
Per concludere la mia testimonianza vi ribadisco che il mondo degli spiriti è assolutamente vero e reale …
Da una catechesi di Mike Connell (traduzione a cura di Diosalva.net)
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