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Il Natale 25 Dicembre - La data di nascita di Gesù è reale o inventata?

Confutazioni al Protestantesimo

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IL NATALE

E’ sempre utile riflettere sull’importanza del Natale, festa ormai svilita del suo significato più intrinseco è puro. Il Natale è ormai schiacciato dal consumismo, è preponderante e diffusissima la forzata equivalenza Natale=regali. Dimentichiamo che il regalo che noi cristiani ricordiamo è Cristo Gesù, donatoci dal Padre per la nostra salvezza. Un dono che non è un pacco inanimato ma un regalo che viene donato e si dona allo stesso tempo.
Molti avversari della Chiesa cattolica citano proprio il Natale fra le tante calunnie che diffondono, per rivestirlo di paganità, svilendone il suo altissimo valore cristiano.
Il Natale non è una festa pagana,
“…verrà a visitarvi un sole che sorge dall’alto” si capisce chiaramente che questo versetto è riferito a Gesù e non al dio sole, e poi il 25 Natale coincide anche con il compleanno del Re, cioè con l’inizio della festa della dedicazione.
Il mistero risolto della nascita di Gesù (dal Corriere della Sera 9.7.2003)”Lo studio di un professore dell’Università ebraica di Gerusalemme cancella ogni dubbio su un enigma millenario. La data del 25 dicembre non è soltanto un simbolo. Dai rotoli di Qumran la conferma della sua esattezza.Quando tutti sono via, quando le città sono vuote, a chi - e dove - mandare cartoline e consegnare pacchi con nastri e fiocchetti? Non sono i vescovi stessi a tuonare contro quella sorta di orgia consumistica cui sono ridotti i nostri Natali? E allora, spiazziamo i commercianti, spostiamo tutto a Ferragosto. La cosa, osservavo, non sembra impossibile: in effetti, non fu la necessità storica, fu la Chiesa a scegliere il 25 dicembre per contrastare e sostituire le feste pagane nei giorni del solstizio d’inverno. La nascita del Cristo al posto della rinascita del Sol invictus . All’inizio, dunque, ci fu una decisione pastorale che può essere mutata, variando le necessità. Una provocazione, ovviamente, che si basava però su ciò che è (o, meglio, era) pacificamente ammesso da tutti gli studiosi: la collocazione liturgica del Natale è una scelta arbitraria, senza collegamento con la data della nascita di Gesù, che nessuno sarebbe in grado di determinare. Ebbene, pare proprio che gli esperti si siano sbagliati; e io, ovviamente, con loro. In realtà oggi, anche grazie ai documenti di Qumran, potremmo essere in grado di stabilirlo con precisione: Gesù è nato proprio un 25 dicembre. Una scoperta straordinaria sul serio e che non può essere sospettata di fini apologetici cristiani, visto che la dobbiamo a un docente, ebreo, della Università di Gerusalemme.Vediamo di capire il meccanismo, che è complesso ma affascinante. Se Gesù è nato un 25 dicembre, il concepimento verginale è avvenuto, ovviamente, 9 mesi prima. E, in effetti, i calendari cristiani pongono al 25 marzo l’annunciazione a Maria dell’angelo Gabriele. Ma sappiamo dallo stesso Vangelo di Luca che giusto sei mesi prima era stato concepito da Elisabetta il precursore, Giovanni, che sarà detto il Battista. La Chiesa cattolica non ha una festa liturgica per quel concepimento, mentre le antiche Chiese d’Oriente lo celebrano solennemente tra il 23 e il 25 settembre. E, cioè, sei mesi prima dell’Annunciazione a Maria. Una successione di date logica ma basata su tradizioni inverificabili, non su eventi localizzabili nel tempo. Così credevano tutti, fino a tempi recentissimi. In realtà, sembra proprio che non sia così. In effetti, è giusto dal concepimento di Giovanni che dobbiamo partire. Il Vangelo di Luca si apre con la storia dell’anziana coppia, Zaccaria ed Elisabetta, ormai rassegnata alla sterilità, una delle peggiori disgrazie in Israele. Zaccaria apparteneva alla casta sacerdotale e, un giorno che era di servizio nel tempio di Gerusalemme, ebbe la visione di Gabriele (lo stesso angelo che sei mesi dopo si presenterà a Maria, a Nazareth) che gli annunciava che, malgrado l’età avanzata, lui e la moglie avrebbero avuto un figlio. Dovevano chiamarlo Giovanni e sarebbe stato «grande davanti al Signore». Luca ha cura di precisare che Zaccaria apparteneva alla classe sacerdotale di Abia e che quando ebbe l’apparizione «officiava nel turno della sua classe». In effetti, coloro che nell’antico Israele appartenevano alla casta sacerdotale erano divisi in 24 classi che, avvicendandosi in ordine immutabile, dovevano prestare servizio liturgico al tempio per una settimana, due volte l’anno. Sapevamo che la classe di Zaccaria, quella di Abia, era l’ottava, nell’elenco ufficiale. Ma quando cadevano i suoi turni di servizio? Nessuno lo sapeva. Ebbene, utilizzando anche ricerche svolte da altri specialisti e lavorando, soprattutto, su testi rinvenuti nella biblioteca essena di Qumran, ecco che l’enigma è stato violato dal professor Shemarjahu Talmon che, come si diceva, insegna alla Università ebraica di Gerusalemme. Lo studioso, cioè, è riuscito a precisare in che ordine cronologico si susseguivano le 24 classi sacerdotali. Quella di Abia prestava servizio liturgico al tempio due volte l’anno, come le altre, e una di quelle volte era nell’ultima settimana di settembre. Dunque, era verosimile la tradizione dei cristiani orientali che pone tra il 23 e il 25 settembre l’annuncio a Zaccaria. Ma questa verosimiglianza si è avvicinata alla certezza perché, stimolati dalla scoperta del professor Talmon, gli studiosi hanno ricostruito la «filiera» di quella tradizione, giungendo alla conclusione che essa proveniva direttamente dalla Chiesa primitiva, giudeo-cristiana, di Gerusalemme. Una memoria antichissima quanto tenacissima, quella delle Chiese d’Oriente, come confermato in molti altri casi. Ecco, dunque, che ciò che sembrava mitico assume, improvvisamente, nuova verosimiglianza. Una catena di eventi che si estende su 15 mesi: in settembre l’annuncio a Zaccaria e il giorno dopo il concepimento di Giovanni; in marzo, sei mesi dopo, l’annuncio a Maria; in giugno, tre mesi dopo, la nascita di Giovanni; sei mesi dopo, la nascita di Gesù. Con quest’ultimo evento arriviamo giusto al 25 dicembre. Giorno che, dunque, non fu fissato a caso. Ma sì, pare proprio che il Natale a Ferragosto sia improponibile. Ne farò, dunque, ammenda ma, più che umiliato, piuttosto emozionato: dopo tanti secoli di ricerca accanita i Vangeli non cessano di riservare sorprese. Dettagli apparentemente inutili (che c’importava che Zaccaria appartenesse alla classe sacerdotale di Abia? Nessun esegeta vi prestava attenzione) mostrano all’improvviso la loro ragion d’essere, il loro carattere di segni di una verità nascosta ma precisa. Malgrado tutto, l’avventura cristiana continua. Dal Mar Morto a Oxford: i papiri che nascondono la verità. La data di nascita di Gesù è stata stabilita grazie ai documenti di Qumran. In alcune grotte della località sul Mar Morto un pastore scoprì, nel 1947, una serie di papiri manoscritti. Le scoperte proseguirono, in modo rocambolesco, fino al ’56. Si tratta di circa 750 testi in ebraico, aramaico (la lingua parlata dallo stesso Gesù) e greco. Vanno dal terzo secolo a.C. fino al I d.C. Ci sono scritture sacre, commenti, documenti religiosi della comunità di Qumran, forse gli Esseni, setta ebraica che viveva nel deserto. Alcuni documenti consentirebbero, secondo qualche studioso, di ridatare il Vangelo di Marco. Una parte dei papiri è stata poi tenuta nascosta in Israele fino al 1991, alimentando il «giallo». La pubblicazione, in 38 volumi, del materiale di Qumran si è conclusa a Oxford solo lo scorso anno.” (Vittorio Messori)
Un grazie al sito:
http://mypage.bluewin.ch/cafarus/religione2.html#2 comunque l’articolo è consultabile dagli abbonati anche sul sito del Corriere della Sera, nella sezione archivio storico.
Alcuni detrattori della storicità della data del Natale al 25 dicembre hanno, infatti, osservato che in quel mese - cioè in pieno inverno - gli angeli non potevano incontrare in aperta campagna e di notte greggi e pastori a cui dare la lieta notizia della nascita del Salvatore dell’umanità. Eppure, quanti sostengono questa ipotesi dovrebbe sapere che nell’ebraismo tutto è soggetto alle norme di purità. Secondo non pochi antichi trattati ebraici, i giudei distinguono tre tipi di greggi. Il primo, composto da sole pecore dalla lana bianca: considerate pure, possono rientrare, dopo i pascoli, nell’ovile del centro abitato. Un secondo gruppo è, invece, formato da
pecore la cui lana è in parte bianca, in parte nera: questi ovini possono entrare a sera nell’ovile, ma il luogo del ricovero deve essere obbligatoriamente al di fuori del centro abitato. Un terzo gruppo, infine, è formato da pecore la cui lana è nera: questi animali, ritenuti impuri, non possono entrare né in città né nell’ovile, neppure dopo il tramonto, quindi costretti a permanere all’aperto con i loro pastori sempre, giorno e notte, inverno e estate. Non dimentichiamo, poi, che il testo evangelico riferisce che i pastori facevano turni di guardia: fatto che appare comprensibile solo se la notte è lunga e fredda, proprio come quelle d’inverno. Ricordo che Betlemme è ubicata a 800 metri sul livello del mare. Alla luce di queste considerazioni, possiamo ritenere risolto il mistero: i pastori e le greggi incontrati dagli angeli in quella santa notte a Betlemme appartengono al terzo gruppo, formato da sole pecore nere. Prefigurazione, se vogliamo, di quella parte della società, composta da emarginati, esclusi, derelitti e peccatori che tanto piacerà avvicinare al Gesù predicatore. In conclusione, possiamo dunque affermare non solo che Gesù è nato proprio il 25 dicembre ma che i vangeli dicono la verità storica circa i fatti accaduti nella notte più santa di tutti i tempi: coloriamo di nero le bianche pecorelle dei nostri presepi e saremo più fedeli non solo alla storia quanto al cuore dell’insegnamento del Nazareno.
In data 08/01/2002 in alcuni telegiornali viene diffusa notizia che un prete, con l’approvazione del suo vescovo, ha allestito un presepe in occasione del Natale 2001 dove tra gli altri personaggi erano inclusi anche Bin Laden e alcuni talebani, questa notizia a destato scalpore ai benpensanti laici, cattolici e protestanti, anche io appena ho sentito questa notizia sono ho manifestato la mia opinione un po’ contraria, dicendo che forse era meglio evitare di mettere tali personaggi nel presepe cristiano, ma dato che con il tempo ho imparato ad andare oltre le prime reazioni istintive, reazioni di getto, e la mia indubbiamente è stata una reazione istintiva.
Poi tornando a casa riflettevo su questo episodio, e pensavo che in effetti Cristo è venuto per salvare tutti gli uomini, non solo i suoi discepoli, ecco alcuni esempi:
lettera ai romani,5,12-15
"Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato. Fino alla legge infatti c’era peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire. Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini."

e poi al versetto 18 continua:
"Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dá vita."

1 Tm 2,1-4
"Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, Questa è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità. "

1 Tm 4,10-11
"Noi infatti ci affatichiamo e combattiamo perché abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente, che è il salvatore di tutti gli uomini, ma soprattutto di quelli che credono. 11Questo tu devi proclamare e insegnare."

Lettera a Tito 2,11 "
È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini…"

e l’amore di Cristo è più forte la dove il peccato abbonda, il Padre è ben contento e fa una gran festa per ogni figliol prodigo ritrovato; quindi in realtà il messaggio che ha voluto dare questo prete va ben oltre le apparenze, e fa capire chiaramente che a differenza dell’Islam il Cristianesimo insegna ad amare anche i peccatori, ciò significa che se Bin Laden si pentisse la Chiesa Cristiana lo accoglierebbe a braccia aperte facendo gran festa per la sua conversione. Eppure mi rendo conto che le reazioni istintive della gente (me compreso) sono state contrarie a questo gesto, anche se bisogna dire che la maggior parte dei benpensanti italiani non sanno nemmeno quale sia il messaggio di Cristo, non conoscono la Rivelazione di Cristo, non conoscono la Parola di Dio, eppure sono sempre i primi a criticare, perché questo è un lato della nostra umanità, siamo fatti così, siamo sempre pronti prima a criticare e magari solo dopo riflettiamo sull’argomento oggetto delle nostre critiche, non voglio colpevolizzare i fratelli protestanti che indubbiamente hanno criticato questo episodio, ma tutti noi dovremmo imparare a riflettere di più e andare oltre le facili apparenze, chiedendoci il perché di certe cose, un cristiano che conosce la Bibbia non può criticare la presenza simbolica di Bin Laden nel presepe, in fondo Cristo è venuto per tutti i popoli, e si vede fin dalla sua nascita, i Re Magi erano dei maghi astrologi, eppure anche a loro è stato annunciata la salvezza affinché si convertissero, e proprio i Re Magi rappresentano i popoli pagani che vengono coinvolti fin dalla nascita di Gesù, non ci sono andati i re ebrei a omaggiare Gesù Bambino, ma ci sono andati tre re pagani e per giunta maghi (astrologi, si suppone).


I protestanti evitano di fare gli auguri ai loro parenti e conoscenti per Natale, li fanno per capodanno, questo perché considerano il Natale una festa pagana, moltissimi di loro accusano di paganità il Natale cattolico, ripetendo a memoria le parole che i loro pastori gli propinano, il Natale secondo loro è una festa pagana perché dedicata al dio sole; questo era vero, ma è vero anche il fatto che i protestanti non riflettono su quello che dicono.
Nella Bibbia Gesù viene descritto come il sole che sorge, quindi la Chiesa di Cristo ha sostituito l’antico significato pagano con il nuovo significato cristiano, il sole che sorge non è un dio pagano, ma il Dio cristiano, il sole che sorge è Gesù, e la Chiesa cattolica ha annullato il significato pagano per sostituirlo con quello cristiano quindi l’accusa di “festa pagana” si scioglie come neve al sole, ai protestanti basterebbe essere più obiettivi e riflessivi, noi cattolici festeggiamo la nascita di Cristo e Cristo non è un pagano, non è un dio pagano ma è il Dio dei cristiani.
I protestanti amano portare l’esempio di molti “cattolici” che pensano solo al consumismo, alle tavole imbandite, ai dolci, ai regali ecc., indubbiamente vi sono moltissimi cattolici che si comportano in questo modo, ma ciò significa soltanto che i cattolici sono uomini, uomini che possono sbagliare, così come sbagliano tanti evangelici nella loro vita quotidiana; ma resta pure vere che vi sono molti cattolici che intendono il natale nel suo senso proprio, nel suo senso originario, nel suo senso spirituale.
I protestanti additano la Chiesa cattolica dicendo “e la Chiesa cattolica permette ai cattolici di fare questo…”, dimostrando così la loro non ragionevolezza, dimostrano solo i loro pregiudizi, la loro presuntuosità e arroganza mascherata da parole dolci, loro si sento migliori dei cattolici, come il fariseo faceva con il pubblicano che si riconosceva peccatore, gli evangelici ringraziano il Signore si non essere cattolici, così come ringraziava il fariseo di non essere pubblicano, loro sono i salvati, i cattolici siamo i perduti.
Quando in passato (nel medioevo) la Chiesa cattolica usava la mano dura per non permettere deviazioni e inquinamenti eretici nella fede cristiana, ha sbagliato e noi stessi cattolici lo riconosciamo, (ma ha sbagliato anche Pietro e tutti gli Apostoli), i protestanti lo ricordano bene, usano questo periodo come arma contro la Chiesa cattolica, ricordiamo però che nel medioevo la mentalità della gente non era democratica, oggi invece che viviamo in democrazia i protestanti pretenderebbero che la Chiesa cattolica imponesse con la forza ai fedeli di intendere il Natale e tante altri argomenti teologici nel pieno senso spirituale.
Ma se per assurdo la Chiesa cattolica imponesse rigidamente questo comportamento, in modo dittatoriale, i protestanti la accuserebbero di nuovo di sbagliare.
La Chiesa non può bruciare i suoi fedeli più distratti o più peccatori, non può legarli ad un palo e bruciali accusandoli di eresia, in passato lo ha fatto, in passato la Chiesa ha ucciso degli uomini ritenuti eretici, bruciandoli al rogo, dopo averli processati pubblicamente, oggi la mentalità degli uomini è cambiata, ora esiste la democrazia dove ognuno può liberamente esprimere le proprie idee, infatti i protestanti non vengono bruciati al rogo, ma esprimono liberamente i loro errori.
Io entrando in Chiesa non ho mai sentito dire ai preti di pensare al pranzo di Natale, ai regali alle vacanze, ma di anno in anno ho sempre sentito ammonire, rimproverare i fedeli, ricordare ai fedeli che bisogna vivere il Natale in senso spirituale, donando il nostro cuore a Cristo, perché di tutti i beni che abbiamo sulla terra nulla ci porteremo nel regno dei cieli, e nulla porteranno con se i peccatori all’inferno, saremo spogli, saremo noi e la nostra anima, soli con noi stessi davanti a Dio che ci giudicherà, non esisteranno più raccomandazioni, conteranno solo le nostre opere tramite le quali avremmo dimostrato di vivere secondo satana o secondo Dio, e in base questo saremo accolti o rifiutati, nonostante c’è da precisare che se non ci fosse stato Cristo a salvare l’umanità le nostre buone opere non sarebbe valse a nulla.


Continua...

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