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Chi erano i fratelli di Gesù? Aveva veramente fratelli carnali? Maria ebbe altri figli oltre Gesù?
fratelli di Gesù
 




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Lo studio che trovate in questa pagina fornisce chiare risposte, e prove bibliche sui presunti fratelli di Gesù, in realtà solo parenti e cugini.
Se questo studio biblico vi sembra difficile o complicato, e preferite qualcosa di più sintetico visitate la sezione Frà Tommaso - Apologetica, troverete gli stessi argomenti, trattati in maniera più sintetica.


I Fratelli di Gesù


Spesso in certi ambienti, soprattutto protestanti, si sente parlare dei fratelli carnali di Gesù, a dir loro tale ipotesi trova conferma in alcuni versetti biblici, più avanti dimostreremo che non è così. Gesù non ebbe nessun fratello carnale, e analizzando diversi versetti biblici vedremo le prove.
Il significato della parola "fratello" nel contesto biblico, rappresenta uno dei punti di discordia tra cattolici e protestanti, esso però non nacque col protestantesimo, ma successivamente in seguito a rielaborazioni forzate di alcuni studiosi protestanti moderni. Ho specificato protestanti moderni, in quanto Lutero, Calvino e Zwingli, i padri della Riforma, difesero la verginità perpetua di Maria. Solo molti secoli dopo, i loro discendenti spirituali la negarono, probabilmente solo in funzione anticattolica.
Ecco cosa scriveva Giovanni Calvino nel suo commento al Vangelo di Matteo:

« Secondo il costume ebraico si chiamano FRATELLI tutti i PARENTI.
E tuttavia Elvidio si è mostrato troppo ignorante, nel dire che Maria ha avuto diversi figli perché in qualche punto si è fatta menzione di fratelli di Cristo »
(Commento a Matteo 13,55) - GIOVANNI CALVINO

« Cristo ... è stato L'UNICO FIGLIO DI MARIA, e la vergine Maria non ha avuto altri figli oltre a lui ...

"FRATELLI" significa in realtà CUGINI, poiché la sacra scrittura e gli ebrei chiamano sempre fratelli i cugini...

Egli, Cristo, il nostro salvatore, fu il frutto reale e naturale del grembo verginale di Maria...
Ciò avvenne senza cooperazione dell'uomo, ed ELLA RIMASE VERGINE ANCHE DOPO. »

(Martin Lutero, Sermone sopra Giovanni, capitoli 1-4)

L’esistenza di fratelli e sorelle di Gesù sembra contraddire il dogma della perpetua verginità di
Maria, proclamato dal Concilio Lateranense del 649 d.C., ma già esposto esplicitamente nel 553 dal
Secondo Concilio ecumenico di Costantinopoli.
In verità in epoche assai vicine a quella di Gesù, la perpetua verginità di Maria fu messa in discussione da alcuni eretici, che non menzionavano la presenza di altri fratelli carnali, bensì la stessa nascita di Gesù, che avrebbe compromesso la verginità della madre.

Oggi le posizioni in merito alla questione sono tre:


Secondo la Chiesa cattolica i fratelli e le sorelle di Gesù erano cugini, parenti affini o comunque membri del clan familiare di Gesù.

Secondo le Chiese orientali essi erano i fratellastri di Gesù, figli di un precedente matrimonio di S.Giuseppe, in seguito rimasto vedovo, adottati da Maria in seguito al matrimonio.

Secondo le chiese protestanti moderne, i Testimoni di Geova e gli studiosi della corrente storico-critica, essi erano veri figli carnali di S.Giuseppe e Maria, nati dopo il primogenito Gesù.

CHI ERANO I FRATELLI DEL SIGNORE?

Uno dei quattro nomi, forse il più citato, attribuito ai presunti fratelli di Cristo è Giacomo, fratello di Gesù, è figlio di Alfeo (Mt 10,3), in ogni caso lui stesso scrive "…servo di Dio e del Signore Gesù Cristo…".  Citiamo in questa prima parte solo alcuni versetti che ci fanno capire come usavano il termine "fratello/i" gli ebrei, nelle pagine successive verranno citati numerosi altri versetti.
Giacomo secondo la Chiesa cattolica quindi è un parente di Gesù, e fu capo della Chiesa di Gerusalemme dopo la dispersione degli Apostoli (At 12,17; 15,13; 21,18), oltretutto Giacomo comincia la sua lettera scrivendo:

"Giacomo, servo di Dio e del Signore Gesù Cristo, alle dodici tribù disperse nel mondo, salute".

Giuda detto anche lui fratello di Gesù (Mt 6,3) così comincia la sua lettera: "
Giuda servo di Cristo, fratello di Giacomo" anche lui quindi è parente di Gesù. Ma se fosse stato fratello uterino di Gesù, indicherebbe il fratello maggiore e non Giacomo. Infatti se Gesù è il primogenito di Maria -come inteso dai protestanti-, sarebbe lui il fratello maggiore, non Giacomo. Giuda però indica Giacomo come suo fratello, è questo un altro indizio.
Se l’appellativo di Giacomo riferito a Giuda fosse relativo al fratello, come affermano alcuni
esegeti, sarebbe stato esplicitato con l’aggiunta fratello di , come in tutti i casi in cui, nei Vangeli,
l’identificazione di qualcuno si basa sull’identità del fratello. L’uso del genitivo, invece, indica
sempre un legame di paternità.
Simone lo Zelota non è mai indicato come Simone di Alfeo, come sarebbe lecito aspettarsi.
Inoltre, nei testi evangelici, non viene fornita alcuna indicazione di paternità comune o dello status
di fratelli tra Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelota.
Nel Vangelo di Marco,
spunta sorprendentemente una parentela inaspettata:
Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: Seguimi . Egli,
alzatosi, lo seguì.
(Mc 2, 14)
Questo
Levi, altri non è che Matteo, l’evangelista, che così riferisce in merito alla sua chiamata:
Andando via di là, Gesù vide un uomo seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse:
Seguimi. Ed egli si alzò e lo seguì.
(Mt 9, 9)
Matteo Levi e Giacomo sono entrambi figli di Alfeo, quindi sono fratelli.
Dato che non figura nessun Matteo tra i quattro fratelli di Gesù, se ne può quindi dedurre che
Giacomo apostolo, figlio di Alfeo e Giacomo il minore, figlio di Cleofa, chiamato fratello del
Signore, sono due persone diverse.
Dell’altra coppia di fratelli di Gesù, cioè
Simone e Giuda, i Vangeli ci dicono assai poco, a parte i
nomi.
Del solo Giuda ci è rimasta l’omonima lettera nel Nuovo Testamento.
L’autore
si identifica con Giuda fratello di Giacomo e non con l’apostolo Giuda Taddeo.
Giuda, servo di Gesù Cristo, fratello di Giacomo, agli eletti che vivono nell amore di Dio Padre e
sono stati preservati per Gesù Cristo
(Gd vers. 1)

Giuda fratello di Giacomo si riferisce agli apostoli come se si trattasse di un gruppo al quale non
appartiene:
"Ma voi, o carissimi, ricordatevi delle cose che furono predette dagli apostoli del Signore nostro
Gesù Cristo. Essi vi dicevano: Alla fine dei tempi vi saranno impostori, che si comporteranno
secondo le loro empie passioni."
(Gd vers. 17-18)

Il Giacomo a cui si riferisce Giuda è assai probabilmente Giacomo fratello del Signore, allora
capo della Chiesa di Gerusalemme.
Se il termine fratello è qui da considerarsi in senso letterale, come fratello di sangue, allora i
quattro fratelli di Gesù (Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda)
sono tutti figli dell altra Maria e
di Cleofa
e sono cugini di primo grado di Gesù.
Ricordiamo che Alfeo era fratello di s. Giuseppe, e Cleofa era marito di Maria Heli, sorella maggiore di Maria madre di Gesù.
Maria rimasta vedova era andata ad abitare assieme alla sorella Maria Heli, quindi Gesù e i suoi cugini di primo grado vivevano nella stessa casa. Di questo ne da conferma anche la beata Anna Caterina Emmerick nelle sue visioni sull’infanzia di Gesù.
A sostegno di questa ipotesi vi è la testimonianza di Eusebio di Cesarea, che usa come fonte
Egesippo.
Egli riferisce che Simone fratello di Gesù fu il successore di Giacomo alla guida della comunità
giudaico-cristiana di Gerusalemme ed era anche lui figlio di Klopa (= Cleofa):
Fu cugino (anepsiòs), come dicono (verbo femì), del Salvatore, infatti Egesippo ricorda che Clopa
fu fratello di Giuseppe
. (Storia Ecclesiastica 3,11,2)
Dopo il martirio di Giacomo Il Giusto (62 d.C.):
"Simone, il figlio dello zio del Signore, Klopa, fu nominato vescovo successore. Tutti lo proposero
come secondo vescovo poiché era cugino
(anepsiòs) del Signore". (Storia Ecclesiastica 4, 22, 4)
La presenza, tra gli scritti canonici del Nuovo Testamento, di due lettere non attribuite a qualcuno
dei dodici apostoli, ma a parenti di Gesù appartenenti alla prima comunità cristiana, mostra la forte
influenza che i fratelli di Gesù ebbero sulla Chiesa nascente.

"Da dove vengono a costui queste cose? Che sapienza è mai questa che gli è stata data? E come mai si compiono tali potenti opere per mano sua? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Iose, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non sono qui tra noi?"

[Marco 6:2-3].

In realtà questo brano e altri simili non provano assolutamente nulla. Solitamente, nel linguaggio biblico, quando si vuole identificare in maniera certa un fratello carnale si dice che è
figlio di sua madre. Ad esempio in Giudici, 8,18 si legge:

"Poi disse a Zebach e a Zalmunna:
"Come erano gli uomini che avete uccisi al Tabor?". Quelli risposero: "Erano come te; ognuno di loro aveva l’aspetto di un figlio di re". Egli riprese: "Erano miei fratelli, figli di mia madre"

In questo caso Gedeone
specifica che la parola fratelli significa proprio fratelli carnali e non semplicemente parenti e lo fa usando la ripetizione "figli di mia madre".
Quindi il testo stesso precisa che si tratta di fratelli carnali, ma non si limita ad usare solo la semplice parola "fratello", aggiunge, come usano sempre fare gli ebrei, "figli di mia madre".

Nei Vangeli
nessuno viene definito fratello di Gesù, figlio di sua madre. Solo Gesù è detto figlio di Maria (cf. Marco 6, 3) e quest’ultima è detta solo e sempre madre di Gesù, e non di altri
(cf. Giovanni 2, 1; 19, 25; Atti 1, 14).
Questa quindi è già una
prova scritturale inconfutabile.

"
E le sue sorelle non sono tutte fra noi?" E’ chiaro che quel "fra noi" dà l’idea di persone che abitano nella stessa contrada, quartiere, località di chi sta parlando.
Si capisce che si tratta di parentela larga, di conoscenti più intimi o di paesani.
Si dovrebbe fare l’analisi logica di ogni singola frase, non perdendo mai di vista i termini linguistici usati all’epoca, si dovrebbe, ma spesso non si fa.

Ecco quello che ci dice la Bibbia: "Presso la croce di Gesù stavano sua madre e
la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena." [Giovanni 19:25]. Era la sorella di Maria.
Secondo le usanze del tempo, Maria di Cleopa potrebbe significare "Maria moglie di Cleopa", o "figlia di Cleopa", nella realtà era moglie di Cleofa, e sorella maggiore della madre di Gesù, si chiamava a sua volta Maria Heli. Qualche protestante avanzava l’idea che Cleofa fosse un nome prettamente femminile, ma anche questo non è vero.

"Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: ‘Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?’. Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: "Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni? "
(Lc 24,13 e seg).

Ecco come si chiamava uno dei due discepoli (l’unico del quale ci viene riferito il nome) che andavano ad Emmaus? Cleopa, proprio quel nome che secondo alcuni protestanti sarebbe "tipicamente femminile".
La conferma la troviamo nella traduzione di Gianfranco Nolli -dizionario- che alla voce Klopà dice: complemento di specificazione; nome sostant proprio di pers; genit sing
m; dal greco: di origine illustre. La "m" grassettata sta per "maschile"

La prima contestazione sulla perpetua verginità di Maria, appare solo nel 380 d.C., quando un certo Elvidio, nel tentativo di rivalutare
i rapporti coniugali tradizionali, dinanzi alla sopravvalutazione della verginità, dovuta al grande
successo del monachesimo, afferma che anche Maria e Giuseppe avevano avuto più figli.
A rispondergli è il più famoso biblista del tempo, S.Girolamo, che, con il trattato
De perpetua
virginitate Mariae
, demolisce con solidi argomenti le tesi di Elvidio (Messori, 2005).
Curioso che il Santo si pigli tanta pena per difendere un dogma che verrà dichiarato solo 270 anni
dopo. Forse perché non di dogma si tratta, ma di semplice verità?
Tutto tace per altri 1300 anni. Solo tra il settecento e l’ottocento salta fuori nuovamente l’ipotesi
della multipla figliolanza di Maria, nell’ambito del protestantesimo liberale, dell’illuminismo, del
razionalismo.
Quindi si tratta di una ipotesi recente, decisamente priva di quel carattere di sicurezza scientifica
con cui viene spacciata, che contrasta con le certezze di fede proclamate sin dai primordi del
cristianesimo.

La sicumera con cui studiosi profondamente ideologicizzati propongono questa teoria è esemplare:
"Non esiste un problema dei fratelli del Signore per la storia, ma soltanto per la dogmatica
cattolica
." (M.Goguel, riformato razionalista)

"Soltanto convenienze dottrinali cattoliche (od ortodosse), non i documenti di cui disponiamo,
hanno fatto di questi fratelli dei fratellastri o dei cugini, per difendere la perpetua verginità di
Maria. "
(J.Bornkamm, luterano)

"Se, prescindendo dalla fede e dall insegnamento successivo della Chiesa, lo storico o l’esegeta è
chiamato ad esprimere un giudizio sul Nuovo Testamento e sui testi patristici che abbiamo
esaminato, considerati semplicemente come fonti storiche, l’opinione più probabile è che i fratelli e
le sorelle di Gesù siano veri fratelli" .
(J.P.Meier, sedicente cattolico) (cfr Adriano Stagnaro)


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