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Preghiera di liberazione o esorcismo catechesi

   “Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità” (Mt 10,1)

La preghiera di liberazione rientra nel cammino ordinario del cristiano che chiede al Signore, per sé o per gli altri, anche privatamente, la liberazione dal male e dalle sue seduzioni e azioni.
L’esorcismo, invece, è un atto solenne della Chiesa che “domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l’influenza del Maligno e sottratto al suo dominio”.
L’esorcismo si divide in esorcismo minore e in esorcismo maggiore o solenne, chiamato anche “grande esorcismo”. La prima forma è praticata durante il rito del Battesimo e consiste in preghiere con cui la Chiesa chiede che i bambini o gli adulti, durante il catecumenato, siano liberati dalle conseguenze del peccato, dall’influsso diabolico e rinvigoriti nel loro cammino spirituale per accogliere la grazia di Dio.
La seconda forma prevede un rituale specifico, una vera e propria celebrazione liturgica che “mira a scacciare i demoni o a liberare dall’influenza demoniaca, e ciò mediante l’autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa”.


La preghiera di liberazione assume il carattere di una richiesta, di una supplica fatta al Signore perché sia lui a intervenire e a comandare allo spirito Maligno di abbandonare una persona, una situazione, un luogo, un oggetto; questa forma di preghiera viene detta anche “deprecatoria”; mentre l’esorcismo è un vero e proprio “scongiuro” fatto nel nome di Cristo, affinché il Demonio lasci libera la persona. In questo caso si parla di preghiera “imprecatoria”.


Negli esorcismi minori o battesimali siamo nell’ambito della preghiera deprecatoria, mentre negli esorcismi maggiori o solenni, le due forme vengono abbinate come risulta dal nuovo rituale, in cui la formula deprecatoria viene anche chiamata “invocativa”, mentre quella imprecatoria “imperativa”.
L’esorcismo non è un atto isolato da parte del Sacerdote, quasi fosse una lotta in cui solo lui è coinvolto, ma una pubblica e solenne celebrazione liturgica in cui tutta quanta la Chiesa di Dio, in quel momento, sta pregando per la liberazione di un suo figlio.


Mentre la preghiera di liberazione può essere svolta da qualsiasi fedele e da qualsiasi Sacerdote, per l’esorcismo maggiore la Chiesa prevede invece una rigorosa normativa; infatti, in base al Codice di Diritto Canonico, possono praticare gli esorcismi soltanto i Sacerdoti muniti di una “speciale ed espressa licenza” del Vescovo diocesano e tale permesso è limitato al territorio diocesano; per altri casi fuori il territorio diocesano, c’è bisogno di un ulteriore permesso del Vescovo locale: «Nessuno può proferire legittimamente esorcismi sugli ossessi, se non ha ottenuto dall’Ordinario del luogo peculiare ed espressa licenza».
E in questa materia la Chiesa, in altre occasioni, non ha mancato di fornire ulteriori indicazioni sulle modalità da adottare per evitare abusi e degenerazioni da parte di chi, con troppa facilità e senza nessun tipo di autorizzazione, si improvvisa esorcista.

A differenza dell’esorcismo, la preghiera di liberazione (e auto-liberazione) può quindi essere fatta da chiunque ed in virtù della santità personale può essere anche più potente del primo; sono infatti conosciuti casi in cui gli esorcisti, stremati, hanno accompagnato il posseduto da qualche santo che con una semplice preghiera o contatto fisico liberava la persona oppressa dal Demonio.
Per il bene comune, i doni straordinari dello Spirito Santo vengono liberamente distribuiti anche ai laici, che in virtù di tale dono costituiscono anch’essi un canale aperto alla potenza liberatrice di Cristo. Non stupiamoci perciò se ci capita di assistere a episodi in cui alla semplice imposizione delle mani da parte di qualche Sacerdote o autentico carismatico laico, il vessato si scatena in urli ed altri fenomeni atipici.
Oltre agli esorcisti ed ai carismatici, tutti i battezzati in stato di grazia possono comunque pregare con efficacia affinché chi è tormentato dal male possa trarne beneficio.
Prima di iniziare la preghiera per qualcuno è importante e fondamentale invocare la protezione del Sangue di Gesù, perché purifichi da ogni peccato e protegga contro ogni influsso del Maligno le persone presenti, l’oppresso, i familiari ed i beni materiali di tutti.
E’ molto utile anticipare la preghiera liberatoria con la lettura della Parola di Dio perché Gesù e gli apostoli ci insegnano che la liberazione e la guarigione avvengono sempre dopo l’evangelizzazione.
La preghiera perché sia veramente efficace deve prevedere il contatto fisico tra il gruppo orante e la persona malata quindi sarà importante mettere una mano sulle spalle, sul collo, sul capo o sulla fronte. In definitiva deve aver luogo l’imposizione delle mani sul malato come ci dice Gesù nel Vangelo (cfr. Mc 16,17-18). Ciò può essere fatto sia da parte dei religiosi che dei laici, in quanto non costituisce un rito sacramentale come in altri casi, ma solo un gesto amorevole di contatto e di trasmissione della potenza guaritrice di Dio.


Molto efficace è la preghiera in lingue, la lode spontanea a Dio, la lettura dei Salmi, l’invocazione allo Spirito Santo e al Sangue di Cristo.
In caso di reazioni violente dell’oppresso, invece di trattenerlo con la forza e distrarsi, è bene ordinare in nome di Gesù che egli resti fermo affinché la preghiera possa continuare regolarmente. E’ molto utile invocare anche l’aiuto degli Angeli per tenerlo fermo.
Quando lo spirito Maligno lascia il vessato è fondamentale intimargli di non tornare più su quella persona (Mc 9,25) e di presentarsi ai piedi della croce affinché Gesù decida di lui come preferisce.
E’ bene ricordare che i mezzi più importanti per scacciare i demoni più resistenti sono la preghiera ed il digiuno (cfr. Mt 17,21; Mc 9,29).

Qualora l’esorcista non sia presente o disponibile e si dovesse incorrere in una manifestazione straordinaria del Maligno, sarebbe opportuno procedere nel seguente modo:

– Suggellare la stanza e tutte le persone presenti nel Sangue Prezioso di Gesù Cristo affinché gli spiriti non passino da un corpo all’altro arrecando gravi danni.

– Stimolare l’oppresso ad unirsi con fede alla preghiera proclamando più volte che solo Gesù è il suo Signore e Salvatore.

– Non farsi intimorire da eventuali manifestazioni strane che il Maligno può mettere in atto tramite l’oppresso (contorcimenti, urla, bestemmie, minacce, vomito, schiuma dalla bocca, ecc.) ma semplicemente agire con autorità nel nome di Dio, con calma e semplicità senza urlare ed agitarsi.

– Chiedere alla Vergine Maria di assistere ed aiutare in comunione con gli Angeli ed i Santi.

– Legare gli spiriti maligni presenti e comandare loro il silenzio assoluto nel nome di Gesù, senza manifestazioni di sorta prima e durante la liberazione. Impedire anche di esercitare il loro potere e di fare male ad alcuno.

– Iniziare a pregare in lingue sull’oppresso (per chi possiede tale dono), lodare Dio ed invocare la discesa dello Spirito Santo (mentre la rimanenza del gruppo che non impone le mani può recitare il Rosario).

– Chiedere allo Spirito Santo di comunicare, tramite una parola di conoscenza, quali spiriti tormentano la persona in oggetto e di aiutare ad agire in maniera corretta ed efficace nei loro confronti.

– Ordinare ad ogni spirito maligno presente nell’oppresso o al di fuori di esso che non si sostengano l’un l’altro e cominciare l’espulsione di ognuno cominciando dal più forte, nominandoli per categoria di azione e senza dialogare con essi (es. …”spirito di lussuria io ti ordino di uscire da costui nel nome e con l’aiuto di Gesù Cristo nostro Signore…” ).

– Comandare ai demoni espulsi di non rientrare, ordinando loro di presentarsi ai piedi di Gesù affinché sia egli stesso a decidere la loro destinazione (es. …e con l’aiuto di Dio ti impongo di non fare ritorno in lui ma di presentarti di fronte a Cristo Signore e Giudice affinché egli possa decidere il tuo futuro…)

– Chiedere allo Spirito Santo che discenda in tutta la sua potenza sull’oppresso affinché metta in fuga ogni potenza del Maligno e lo ricolmi del suo amore.

– Al termine della liberazione è molto importante passare almeno una mezzora in preghiera davanti al Santissimo Sacramento, chiedendo la purificazione per noi stessi affinché ogni influsso malefico eventualmente trasmessaci dalla persona oppressa venga neutralizzata.

Come indicazione che lo spirito o gli spiriti siano veramente usciti è possibile che l’oppresso manifesti rutti, starnuti, colpi di tosse, sbadigli, lacrime, insieme ad un profondo senso di calma e pace. Meglio ancora è chiedere in preghiera allo Spirito Santo se gli spiriti sono usciti (mediante una parola di conoscenza).

E’ importante inoltre ricordare che esistono vari tipi di liberazione da quelle più semplici a quelle più complesse che, sebbene non sfocino in casi di vera possessione (rari), ci si avvicinano molto anche come tipo di reazioni e fenomeni. E’ importante non andare mai oltre le proprie capacità ed affidare i casi più gravi alle persone dotate di maggiore autorità ecclesiale, santità personale e carisma (fuggendo ogni eventuale orgoglio che ci trattenga dal lasciare il caso ad altri). E’ inoltre fondamentale per tutti i non esorcisti non dialogare in alcun modo con i demoni.


Gli esorcisti hanno constatato che durante gli esorcismi una richiesta ricorrente del Demonio è quella di essere adorato come se fosse Dio. Spesso infatti dice: “Adorate me, adorate me, io sono dio, io sono dio! Mettetevi in ginocchio quando si pronuncia il mio nome. Io sono l’onnipotente! Invocate me!”. Egli non vuole infatti accettare la sua natura di creatura e, illudendosi di essere Dio, è spesso avido di ricevere dagli uomini il culto che Dio riceve abitualmente da tutte le creature terrestri e angeliche. A queste parole, come suggerito nel n.20 delle norme relative all’esorcismo del Rituale Romano, si può rispondere con frasi tratte dalla Sacra Scrittura, come ad esempio le parole di Gesù nel deserto: "Vattene, Satana! Sta scritto: adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto!" (Mt 4,10), o con le parole di San Paolo: "Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre" (Fil 2,10-11).

Come ultima (ma non ultima) nota, è bene considerare il fatto che la pratica della liberazione altrui può comportare serie conseguenze se non effettuata nella pienezza della luce di Dio ed affidandosi interamente alle armi dello Spirito Santo. E’ infatti importante essere esperti nell’uso dei carismi, confessarsi spesso, partecipare frequentemente alla Messa e comunicarsi, frequentare regolarmente una comunità di preghiera, dedicare ogni giorno molte ore alla preghiera, fare frequenti digiuni, ecc. E’ inoltre fondamentale che la pratica di liberazione avvenga in seno alla guida della Chiesa e dei suoi insegnamenti e mai all’interno di gruppi “alternativi” e/o settari.
Con Satana non si gioca ed molto pericoloso improvvisarsi nella pratica di liberazione se non siamo realmente coscienti di ciò che facciamo e di ciò che può comportare. Non dobbiamo assolutamente temere il Demonio perché Gesù lo scaccia e lo annienta con semplicità, ma dobbiamo stare attenti a non eccedere o a volerci inoltrare in terreni dove non possiamo muoverci con sicurezza e autorità.

fonte: sito diosalva.net

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