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I simboli cristiani
E’ risaputo che nel mondo protestante si usa elencare alcuni simboli usati da noi cristiani cattolici, come simboli pagani. Questo fa parte della tattica denigratoria che ogni buon protestante deve mettere in atto contro la Chiesa cattolica, trasformando le accuse in una sorta di dovere. Ai ragazzi nelle catechesi protestanti vengono dati degli opuscoli, fogli stampati e spiegazioni varie sull’origine di alcuni simboli cristiani, come l’albero di Natale,  la data del Natale, la croce, il segno della croce che usiamo fare noi cattolici. Un buon pentecostale ad esempio non fa mai gli auguri di Natale, ma solo quelli di Capodanno.

Non sanno che a rigor di logica non dovrebbero fare mai auguri di nessun tipo, visto che "l’augure" nell’antichità era un mago che preveda il futuro a chi glielo chiedeva. L'àugure (dal  latino augur, all' accusativo augurem) era un sacerdote dell'antica Roma che aveva il compito di interpretare la volontà degli dèi. Nel periodo arcaico c'erano due tipi di auguri: gli auguria privata, sulla cui base si prendevano alcune decisioni all'interno della famiglia, e gli auguria publica per l'ambito pubblico. Di quest'ultimo tipo esistevano più auguri, che costituivano un collegium (tre auguri, che divennero 15 da  Silla in poi), in genere consultato dal  magistrato prima di ogni importante atto pubblico. Dalla nascita della  Repubblica ( 509 a.C.) e fino alla fine del  IV secolo a.C. solo i  patrizi poterono far parte di questo collegio, mentre dal  300 a.C. vi ebbero accesso anche i  plebei.

Il compito degli auguri era quello di trarre  auspicia dall'osservazione del  volo, del comportamento e del verso degli  uccelli per capire se gli  dèi approvavano o no l'agire umano sia nell'ambito  pubblico che in quello privato, sia in  pace che in  guerra. L'augure non doveva predire quale fosse la cosa migliore da fare, ma solo se un qualcosa su cui si era già deciso incontrasse o meno l'approvazione divina.
L'arte degli auguri era chiamata augùrio o auspìcio.

Quindi i pentecostali non dovrebbero nemmeno pronunciare la parola "auguri", visto che sono così rigidi nell’accusare ogni simbolo o gesto che viene usato in ambito cattolico.
Siamo circondati da parole e simboli che derivano dai pagani, ma l’importante è l’uso che ne facciamo noi, non cosa significavano per altre persone. Ma, chi accusa e pensa in modo superficiale, queste cose non le nota.


E la stretta di mano che origini ha?

La stretta di mano non è un prodotto della società moderna, e nemmeno esclusivo del mondo occidentale. La sua origine risale a più di 5000 anni fa, confermato da geroglifici egiziani che rappresentano patti ed accordi tra uomini e dei che, solamente stringevano la mano in segno di accordo. Uno degli antecedenti storici più importanti proviene da Babilonia quasi 4 000 anni fa, più esattamente nel 1800 a.C. Durante la celebrazione del nuovo anno il monarca babilonese doveva realizzare un cortese atto di sommissione davanti a Marduk -il maggior dio babilonese-. Questo atto consisteva in dirigersi verso la statua di suddetto dio e, in segno di rispetto, stringere la sua mano. Quest'azione, che originariamente significava il trasferimento o acquisizione dei poteri, fu modificato dopo una lunga guerra. Quando gli Assiri invasero la Babilonia, i suoi re si videro obbligati a continuare con suddetto atto come segno di rispetto per evitare che il popolo conquistato si ribellasse, iniziarono a stringere la mano a Marduk. Immediatamente gli Assiri cominciarono a credere che questa fosse una tradizione generale e la adottarono, come se fosse loro, usandola in tutto il Medio Oriente.

Ogni anno nel periodo natalizio i protestanti, soprattutto i pentecostali usano rinfrescare la loro memoria e quella di chi gli capiti a tiro sulle origini pagane del Natale con i suoi simboli. Il presepe e l'albero; i dolci e le strenne; il pungitopo e l'agrifoglio dalle bacche rosse; il sole, la luce e il fuoco: ecco il significato; l'origine e l'evoluzione dei simboli del Natale.  Naturalmente non mancano i siti protestanti che amano accusare la Chiesa cattolica di usare simboli massonici, o di esserne addirittura alleata occulta.

A parte il fatto che la massoneria nata nel 1717 è stata per secoli  alleata con i protestanti, tanto per rinfrescare la memoria di qualcuno, i Savoia erano massoni, Mazzini e Garibaldi pure, assieme a tanti altri protagonisti del Risorgimento Italiano, Garibaldi appena entrato a Roma dalla breccia di Porta Pia provvedè subito a far distribuire Bibbie protestanti, e questo la dice lunga con ci fosse alleata la Massoneria, e con chi lo è attualmente.

L’immagine accanto è stata scattata proprio dentro una Chiesa protestante, in occasione del 275° anniversario dei Massoni di Germania,  nel tempio evangelico di San Michele ad Amburgo, per festeggiare il 275° anniversario della loro prima presenza in Germania.
Gli ignoranti protestanti e pentecostali che addirittura pubblicano libri con simbolismi satanici e massonici, dicendo chiaramente che chiunque li utilizzi, ad esempio le chiese pentecostali A.D.I. (Assemblee di Dio in Italia) ma soprattutto la Chiesa Cattolica è alleato occulto di Satana, quindi di massoni e satanisti, dovrebbero informarsi meglio prima di stampare ridicoli libri accusatori, e di riempire il loro siti, compreso Youtube, di accuse contro la Chiesa cattolica, riprendendo immagini di vescovi e papi assieme a simboli che esistevano secoli prima della massoneria e del satanismo.

Ma, il protestante medio, soprattutto pentecostale fonda la sua cultura sulla superficilità, basta discutere con loro per accorgersene facilmente. Queste persone così superficiali, appena trovano qualcosa che va (o andrebbe) contro la Chiesa cattolica, non si preoccupano di approfondire, si fiondano addirittura nella stampa di libri, e nella pubblicazione di siti che riportano questi presunti simboli massonici e satanici. Il contesto nel quale vengono usati tali simboli, a loro non interessa, basta solo il simbolo. Quindi ad esempio, se sul mio albero di Natale metto una stella a cinque punte, senza l’incisione di nessun capro, o altro simbolo aggiuntivo, per costoro sto usando un simbolo satanico! L’ignoranza è micidiale, soprattutto quando coinvolge masse di persone che credono alle sciocchezze insegnate da alcuni pastori protestanti e pentecostali.

La mia teoria del "cervello spento", è sempre valida, quando si tratta di rispondere ai protestanti. I loro cervelli sono spenti, non ragionano, credono a quello che gli conviene credere, ma di studi e approfondimenti non se ne parla nemmeno,  non sanno cosa siano, si fidano dell’ignoranza del loro pastore, che all’insegna del "Io sono guidato dallo Spirito Santo" diventa uno specialista biblico, e storico, se poi ha la quinta elementare non ha importanza, per loro. I risultati si vedono, basta guardare quello che scrivono sui loro siti web, dove la superficialità spadroneggia!
Non si chiedono nemmeno se molti di questi simboli venivano usati fin dagli albori del cristianesimo proprio dai cristiani.

In simili contesti accusatori, dove ogni simbolo diventa satanico o massonico, non si capisce perché tengano in tasca o in mano le monete del Dollaro o dell’Euro.

Il Dollaro infatti è accusato di avere incisi simboli massonici, la fondazione degli Stati Uniti comprendeva inizialmente 13 colonie,  quindi un numero massonico, come il 3, il 7, e l’11  e tutti i loro multipli, o combinazioni di essi, primi tra tutti il 33 = 3 x 11, e i paesi che hanno adottato la moneta unica dell’Euro inizialmente furono 13. Poi, cosa abbiamo sulla destra delle monete da 1 Euro, 6 stelle, con sei linee che si unisco alle altre 6 stelle sopra, questo formerebbe il 666, cioè il numero satanico per eccellenza, e che ricorre frequentemente nella simbologia massonica. E, l’Euro è stato introdotto nel 2002 che è il risultato di 2x7x11x13.
Quindi secondo queste teorie, che girano pure sul web, o siamo tutti massoni, oppure almeno i pentecostali non dovrebbero usare l’Euro.

Ecco, naturalmente questo tipo di ragionamento lo applicano  solo quando si tratta di accusare la Chiesa cattolica, che in alcune Chiesa ha raffigurato l’occhio  dentro il triangolo (oggi usato dalla massoneria), ma che rappresenta la divina provvidenza di Dio e della Trinità!
Oppure la croce capovolta sarebbe un simbolo satanico, quando invece proviene da Pietro apostolo che fu crocifisso a testa in giù per sua stessa richiesta.

Ma ritornando al Natale, la coincidenza con il solstizio d'inverno fece sì che molte usanze solstiziali, non incompatibili con il cristianesimo, venissero recepite nella tradizione popolare. D'altronde non si trattava di una sovrapposizione infondata, perché fin dall'Antico Testamento Gesù era preannunciato dai profeti come Luce e Sole. Malachia lo chiamava addirittura "Sole di giustizia". Per questi motivi già nei primi secoli l'accostamento del sole al Cristo era abituale, come testimonia Tertulliano: "Altri ritengono che il Dio cristiano sia il sole perché è un fatto notorio che noi preghiamo orientati verso il sole che sorge e nel giorno del sole ci diamo alla gioia, a dire il vero per un motivo del tutto diverso dall'adorazione del sole".

Collegata a questo simbolismo di luce è l'usanza di adornare l'uscio di casa con piantine come il pungitopo o l'agrifoglio dalle bacche rosse, mentre quella del vischio è una tradizione celtica cristianizzata. La si considerava una pianta donata dagli dei poiché non aveva radici e cresceva come  parassita sul ramo di un'altra. Si favoleggiava che spuntasse là dov'era caduta una folgore: simbolo di una discesa della divinità, e dunque di immortalità e di rigenerazione. La natura celeste del vischio, la sua nascita dal Cielo e il legame con i solstizi non potevano non ispirare successivamente ai cristiani il simbolo di Cristo: come la pianticella è ospite di un albero, così il Cristo, si dice, è ospite dell'umanità, un albero che non fu generato nello stesso modo con cui si generano gli uomini. Alla luce delle antiche feste solstiziali si seguivano alcune usanze, come ad esempio quella di accendere fuochi e falò che hanno, si dice, la funzione simbolica di "bruciare" le disgrazie e i peccati dell'anno morente, di purificare, ma anche di ricevere dal sole, composto di fuoco, nuova energia, fertilità e fecondità: sole che altro non è se non il simbolo di Cristo, come si è già detto.

Per noi cattolici il Natale è la nascita e quindi il compleanno di Gesù, che essendo uomo è dovuto pur nascere in una data, noi festeggiamo un evento non una data. Bene ci basta questo, e non ci vedo nessuna usanza pagana. Festeggiamo il compleanno di Gesù, che a differenza di qualsiasi altro uomo, è venuto a salvarci, quindi il significato è assai diverso di qualsiasi altro compleanno.
Insomma tutto ciò che usavano i pagani non va usato da cristiani, perché contaminerebbe la fede cristiana, dicono.
I pagani il 25 dicembre festeggiavano il Sole Invicto, il culto del sole di cui l'astro non era se non una manifestazione sensibile. In suo onore l'imperatore Aureliano aveva istituito una festa al 25 dicembre, il Natalis Solis Invicti, il Natale del Sole Invitto, durante il quale si celebrava il nuovo sole "rinato" dopo il solstizio invernale. Molti cristiani erano attirati da quelle cerimonie spettacolari; sicché la Chiesa romana, preoccupata per la nuova religione che poteva ostacolare la diffusione del cristianesimo più delle persecuzioni, pensò bene di celebrare nello stesso giorno il Natale di Cristo. La festa, già documentata a Roma nei primi decenni del IV secolo, si estese a poco a poco al resto della cristianità. La coincidenza con il solstizio d'inverno fece sì che molte usanze solstiziali, non incompatibili con il cristianesimo, venissero recepite nella tradizione popolare. D'altronde non si trattava di una sovrapposizione infondata, perché fin dall'Antico Testamento Gesù era preannunciato dai profeti come Luce e Sole. Malachia lo chiamava addirittura "Sole di giustizia". Per questi motivi già nei primi secoli l'accostamento del sole al Cristo era abituale, come testimonia Tertulliano: "Altri ritengono che il Dio cristiano sia il sole perché è un fatto notorio che noi preghiamo orientati verso il sole che sorge e nel giorno del sole ci diamo alla gioia, a dire il vero per un motivo del tutto diverso dall'adorazione del sole".

A molti sfugge però che in realtà i protestanti, in pentecostali in particolar modo, attaccano solo i simboli usati dalla Chiesa cattolica, a tanti altri simboli che derivano dal paganesimo non viene dedicata la stessa attenzione, anzi vengono del tutto ignorati.

Seguendo il loro filo logico, ad esempio, non dovrebbero usare i nomi dei giorni della settimana, perché derivano proprio dagli dei pagani, Giove = Giovedì, Venere = Venerdì e così via, tranne la Domenica deriva solo dal cristianesimo Domini=Signore.
Eppure non mi risulta che costoro rifiutino di pronunciare i nomi pagani dei giorni che compongono le nostre settimane.
E la croce? Se vogliamo anche la croce ha origine pagana, romana, per cui non andrebbe usata né menzionata, eppure il Nuovo Testamento è pieno di questa parola, della croce, menzionata come simbolo di salvezza e non di vergogna!
Simbolo di vergogna, di morte ignominiosa lo era prima che ci inchiodassero sopra Gesù Cristo, subito dopo per noi cristiani il significato della croce è cambiato.

Perché allora non può cambiare, per noi, il significato dell’albero di Natale? Se prima era un simbolo pagano usato, ad esempio per il dio Thor, a noi non importa, per noi cristiani simboleggia l’albero della vita, che era nel giardino dell’Eden.

Quello che importa sono le intenzioni non le origini di un gesto, Gesù Cristo ha cambiato il significato e l'uso della Croce, che da pagana, usata dai romani, è diventata cristiana, strumento e simbolo di salvezza.

Se guardiamo bene c’è sempre qualcuno pronto ad additare i simboli cristiani, compreso il cristianesimo stesso, come una scopiazzatura dei miti egizi, che avevano la trinità, e la resurrezione, quindi a rigor di logica protestante dovremmo pure smetterla di essere cristiani, visto che come accusa qualcuno i racconti evangelici sono stati copiati dai miti egizi.

Ma è davvero così?

L’importante è cosa si crede nel proprio cuore, non il significato attribuito da terzi ad un simbolo.
Per i romani la croce era un simbolo di morte miserabile, per i cristiani la croce è simbolo di salvezza!



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