Simone l'Esseno o lebbroso - chi era Bibbia catechesi - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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CHI ERA SIMONE IL LEBBROSO?

Gli errori di traduzione dovuti alla convinzione comune che i Vangeli siano stati scritti in greco, quando invece ci sono molti elementi per credere che Essi in realtà siano stati originariamente scritti in ebraico intorno agli anni 40-50 d.C. e poi tradotti in greco, visto che dopo la distruzione di Gerusalemme per opera dei romani del 70 d.C. la lingua ebraica divenne poco usata e in molti luoghi sostituita dal greco.

“In Matteo 26,6 e Marco 14,3 leggiamo che Gesù era ospite di Simone il lebbroso,

Come era possibile?


Il Vangelo sembra riferire una cosa impossibile perchè era inammissibile per la Legge che un lebbroso potesse abitare lì e ricevesse ospiti o che un ex lebbroso guarito potesse essere chiamato in quel modo.


Levitico 13, 45 “Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: "Impuro! Impuro!".”

La lebbra non veniva considerata una malattia come le
altre, anche se orribile, ma un castigo inviato da Dio per colpire determinate persone malvagie. Il lebbroso veniva considerato (lo dice il libro dei Numeri) come " uno nato morto la cui
carne è già mezzo consumata, quando esce dal seno materno" [cfr. Nm.12,12].

Il lebbroso (per questo Matteo lo mette per primo) è maledetto da Dio ed emarginato dalla
società. Dovevano vivere fuori dai villaggi, dovevano portare le vesti tutte strappate e gridare: "Immondo! Immondo!", quando vedevano comparire delle persone [cfr.Lev.13,45-46]. Soprattutto, non potevano né avvicinare persone, né tessere delle relazioni [cfr. Lam 4,15:
"Scostatevi! Un impuro!" si gridava per loro, "Scostatevi! Non toccate!"].

Erano considerati dei cadaveri ambulanti. Nel secondo libro dei Re, la guarigione di un lebbroso viene considerata un avvenimento straordinario come una resurrezione. Quindi, guarire un
lebbroso è come far risorgere un cadavere.
E il lebbroso che osava entrare in un centro abitato veniva punito con la flagellazione (Talmud babilonese, Pesahim 67a)
L'errore è forse dovuto al fatto che le lettere nun e resh si somigliano molto. Col termine "Zenua" il Talmud babilonese designa gli esseni (bKidd 71a; bBQ 69a; bNidd 12a). Col termine "Zenua" il Talmud babilonese designa gli esseni (bKidd 71a; bBQ 69a; bNidd 12a). Dunque, Simone di Betania non era un lebbroso, ma un esseno.

Ed esseni dovevano essere anche Lazzaro, Marta e Maria, che erano molto probabilmente i suoi figli, perché la stessa casa viene indicata nel Vangelo di Giovanni come casa di Lazzaro, Marta e Maria e nei Sinottici come casa di Simone.

In pratica Simone l'esseno era il padre di Lazzaro, Maria di Magdala e Marta.


Gv 12,1-3 “Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell'aroma di quel profumo.”


Mc 14,3 “Gesù si trovava a Betània, nella casa di Simone il lebbroso. Mentre era a tavola, giunse una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo di puro nardo, di grande valore. Ella ruppe il vaso di alabastro e versò il profumo sul suo capo.”

Mt 26,6-7 “Mentre Gesù si trovava a Betània, in casa di Simone il lebbroso, gli si avvicinò una donna che aveva un vaso di alabastro, pieno di profumo molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre egli stava a tavola.”

Come poteva quindi un lebbroso di nome Simone trovarsi nella sua casa e accogliere ospiti?


Tutto si spiega però quando si ipotizza che il testo originario ebraico fosse Shim'on ha-Zanua (che significa Simone l'esseno) che ha potuto essere molto facilmente scritto o decifrato erroneamente come Shim'on ha-Zarua, ovvero "Simone il lebbroso".


Così scopriamo per la prima volta una citazione degli esseni nei Vangeli e scopriamo un personaggio storico importante che è citato anche nella letteratura rabbinica e in Giuseppe Flavio.

Questo Simone, scriba di origine essena, vissuto nei dintorni di Gerusalemme al tempo del secondo Tempio, era particolarmente impegnato nel dibattito sulla purità rituale e questo allora spiega anche meglio il senso della sua discussione con Gesù, e lo scandalo suscitato dalla donna (Maria Maddalena, figlia di Simone l’esseno, e sorella di Lazzaro a Marta) che unge Gesù col vasetto di nardo.

Attenzione comunque ai termini usati, ho parlato di errore di TRADUZIONE, che non significa affatto errore di scrittura in un brano biblico. La Bibbia è ispirata dallo Spirito Santo, e non contiene errori, tuttavia come si evince da recenti scoperte, essendo stata in aramaico (alcuni Vangeli) e poi tradotta in greco, alcuni termini hanno subito alterazioni, che in ogni caso non compromettono l’insegnamento di Dio, perché riguardano dettagli secondari.

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