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Pasqua Origini Pagane? Catechesi

Quali sono le origini della Pasqua?

Questa domanda viene posta da alcuni protestanti, tra cui i testimoni di Geova, nel tentativo di screditare la Pasqua cristiana, adducendo le motivazioni delle origini pagane della Pasqua.

A noi cristiani non interessano le origini pagane, interessa solo quello che celebriamo in tale giorno, cioè la Resurrezione di Gesù Cristo, il resto sono solo chiacchiare senza alcun significato, se non quello di sterile polemica.

In quale giorno celebrare la Pasqua?

La pratica cattolica romana, nel fissare come giorno di Pasqua sempre la domenica, intendeva rifarsi al presunto giorno della risurrezione di Yeshùa. Policarpo, vescovo di Smirne nel 2° secolo, ritenuto discepolo dell’apostolo Giovanni, si rifiutò di seguire la prassi romana. All’età di 86 ani, Policarpo fu messo a morte nello stadio di Smirne. La controversia sulla data della pasqua terminò nel 325 al Concilio di Nicea, che stabilì che la Pasqua doveva essere celebrata la prima domenica dopo la luna piena che seguiva l‘equinozio di primavera. Nel 525 si stabilì poi che questa data doveva cadere tra il 22 marzo e il 25 aprile. Oggi la data della pasqua cristiana è calcolata dagli ortodossi adoperando il calendario giuliano; i cattolici e i protestanti impiegano invece il calendario gregoriano.

L’arrivo della stagione primaverile è segnato dall’equinozio (la parola viene dal latino e significa “notte uguale”) di primavera, in cui il giorno e la notte hanno uguale durata. Secondo le zone e gli anni, questo equinozio cade tra il 20 e il 23 marzo. Per le tribù pagane germaniche la dea della primavera era Ostara; per le tribù pagane anglosassoni era Eostre. Questo nome è tuttora presente nell’inglese Easter e nel tedesco Ostern, che significa “pasqua”. Queste tribù pagane appartenevano all’emisfero settentrionale, in cui la pasqua cade a ridosso della primavera.

Origini pagane?
Ma, noi cristiani non celebriamo Dei pagani, bensì la resurrezione di Cristo Gesù.

Nel mito di Ostara/Eostre, il cui regno era iniziato sulla terra in primavera, questa dea teutonica era giocosa. La leggenda narra che quando il re Sole aveva portato l’inverno dopo aver viaggiato con il suo carro attraverso il cielo, la dea Ostara scendeva sulla terra, apparendo come una bella ragazza con un cesto di uova colorate. Queste uova “pasquali” ci rammentano qualcosa? La dea aveva un compagno magico: un coniglio che portava nuova vita a piante e fiori. Questo coniglio “pasquale” ci rammenta qualcosa? Per i festeggiamenti in onore della dea si consumavano dolci particolari. Gli hot cross buns sono panini dolci “pasquali”. I sassoni li contrassegnano con una croce che era messa in onore di Eostre. Gli antichi greci consumavano questi tipi di panini nelle loro celebrazioni alla dea Artemide, la Diana dei romani. Gli egizi mangiavano una torta simile nel loro culto della dea Iside. Anche in Italia è stata mantenuta l’usanza di consumare certi dolci, secondo le regioni, nel periodo pasquale.

  La dea teutonica era dea della rinascita; il coniglio magico richiamava pure la rinascita, essendo animale molto riproduttivo; anche le uova erano simbolo di nuova vita. Nella stessa primavera è evidente la rinascita della natura e l’abbondanza di vita. L’abbinamento con la resurrezione di “Gesù”, avvenuta pure in primavera, venne spontaneo. Il nome pagano inglese Easter fu usato perfino nella traduzione inglese della Versione Autorizzata del 1611 della Bibbia per tradurre “Pasqua” dal greco (oggi si usa passover). Nella tedesca Luther del 1545 si usò il tedesco Ostern, presente anche nell’edizione del 1912. L’unica eccezione fu in At 12:4, in cui la parola greca fu traslitterata.

  L’antica festività di Ostara, nota anche come Eostre nel nord dell’Europa e presso i popoli anglosassoni, dedicata alla dea della fertilità, era nota in Grecia con il nome di Estia e si diffuse nell’area romana in tempi successivi in onore di Vesta (corrispondente nell’Europa dell’est alla dea tutelare Siwa). Tutte le feste “pasquali” sono caratterizzate da simbolismi incentrati sui simboli della rinascita della natura in concomitanza con l’equinozio di primavera, per sacralizzare e celebrare la vita. Tra gli elementi simbolici di questi rituali pagani, alcuni sono rimasti nel culto cosiddetto cristiano: l’uovo (simbolo di fertilità sacro già per i greci), il cero (simbolo della vita che perdurava in tutta la notte rituale), il coniglio o la lepre (entrati nella corte della dea Eostre per la loro grande attività riproduttiva, e celebrati nelle feste dell’Europa settentrionale).

DOPO QUANTI GIORNI RISUSCITO' GESU'?

"Come Giona fu tre giorni e tre notti nel ventre del cetaceo, così il Figlio dell’Uomo starà tre giorni e tre notti nelle profondità della terra."

C’è chi contesta i tre giorni e le tre notti, facendo notare che partendo dal venerdì pomeriggio, fino ad arrivare all’alba della domenica non ci sono tre giorni e tre notti, ma un giorno e mezzo, calcolando per un giorno il completamento delle 24 ore.
Eppure per gli ebrei non era così, infatti sant’Agostino ci spiega che:
Per quanto riguarda il venerdì dovrai intendere come una notte e un giorno, e quindi per un giorno intero, quelle ore del giorno che seguirono la sepoltura aggiungendovi anche la notte che l’aveva preceduto; il sabato notte e giorno; per la domenica sono un giorno intero, la notte e l’alba dello stesso giorno. In tal modo, considerando come un tutto anche la parte, hai i tre giorni e le tre notti. È come quando d’una donna incinta si dice che è al decimo mese della gravidanza. Non si vuole dire altro che i nove mesi sono già completi e l’inizio del decimo mese lo si computa per un mese intero.

Se Gesù morì il Venerdì, e risuscitò la Domenica mattina, come è possibile che siano passati tre giorni?

La Bibbia è facile da capire, sicuramente sì, in molte sue pagine e insegnamenti, ma vi sono versetti sui quali molti sorvolano, perchè se vi si soffermano troppo rimangono senza spiegazioni.

“Come Giona fu tre giorni e tre notti nel ventre del cetaceo, così il Figlio dell’Uomo starà tre giorni e tre notti nelle profondità della terra.”

C’è chi contesta i tre giorni e le tre notti, facendo notare che partendo dal venerdì pomeriggio, fino ad arrivare all’alba della domenica non ci sono tre giorni e tre notti, ma un giorno e mezzo, calcolando per un giorno il completamento delle 24 ore.

Eppure per gli ebrei non era così, infatti sant’Agostino ci spiega che:

Per quanto riguarda il venerdì dovrai intendere come una notte e un giorno, e quindi per un giorno intero, quelle ore del giorno che seguirono la sepoltura aggiungendovi anche la notte che l’aveva preceduto; il sabato notte e giorno; per la domenica sono un giorno intero, la notte e l’alba dello stesso giorno.

In tal modo, considerando come un tutto anche la parte, hai i tre giorni e le tre notti. È come quando d’una donna incinta si dice che è al decimo mese della gravidanza. Non si vuole dire altro che i nove mesi sono già completi e l’inizio del decimo mese lo si computa per un mese intero.

Lo stesso notiamo a proposito della trasfigurazione del Signore sul monte. Un evangelista dice che avvenne dopo sei giorni (Matteo 17,1) mentre un altro dopo otto (Luca 9,28). Questo secondo computa come giorni interi e l’ultima parte del primo giorno, (quello nel quale il Signore promise l’evento) e la prima parte dell’ultimo giorno (quello cioè in cui la promessa si realizzò).

Egli scrive così per farti comprendere che l’altro, parlando di sei giorni, si riferisce ai soli giorni intermedi, che effettivamente furono completi e interi.

Da notarsi anche che, nella Genesi, il giorno comincia col sorgere della luce e finisce con le tenebre, volendosi indicare con ciò la caduta dell’uomo;

nel Nuovo Testamento invece il giorno inizia dalle tenebre per muovere verso la luce, come fu detto: Dalle tenebre sorge la luce.

Con ciò si indica l’uomo che, liberato dai peccati, giunge alla luce della giustizia.

Senza un’adeguata spiegazione, solo con la preghiera i nostri mezzi e la nostra scarsa umiltà, avremmo capito il perché vengono menzionati giorni diversi dai diversi agiografi?

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