Dio Esiste Ecco le Prove - Evoluzionismo Darwin smontato - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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DIO ESISTE
ECCO LE PROVE

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Il positivismo nei secoli scorsi ha influenzato parecchio molti scienziati e filosofi, ma anche teologi, per il positivista tutto ciò che non si vede e non produce effetti non esiste, insomma si pretende di applicare il metodo scientifico per dimostrare la non esistenza di Dio. Il problema sta nel fatto che non sono riusciti a dimostrarla!
Uno dei pilastri pseudo scientifici usati per “dimostrare” la non esistenza di Dio è l’evoluzionismo di Darwin, che di scientifico ha solo teorie, ma dimostrazioni niente.
In pratica oggi c’è chi ha fede in Dio e chi in Darwin, molti dicono di “credere” nell’evoluzionismo che viene pure insegnato nelle nostre scuole.

In effetti bisogna credere per fede nell’evoluzionismo perché di dimostrazioni scientifiche non ne esistono.
Esistono solo false prove costruite da alcuni scienziati o archeologi, poi smascherate e ridicolizzate dalla vera scienza, quella seria, ma di questo i mass media dicono poco o nulla, la moda sono le teorie di Darwin e vanno sostenuto con ogni mezzo moderno.

“In base alla seconda legge della termodinamica ogni sistema, lasciato a sé stesso o al caso, perde energia, degrada e quindi tende al disordine. E’ una legge che descrive l’universo ed è pure oggetto di quotidiana constatazione empirica: senza un intervento intelligente dall’esterno che aggiusti e ripari là dov’è necessario, le cose si consumano per inerzia e decadono. Il mantenimento dell’ordine è un’attività positiva di conservazione.
L’ipotesi evoluzionistica postula però l’esatto contrario di questa verità di fatto evidente, sostenendo che il caso svilupperebbe la natura verso ordini superiori e complessi, ma statisticamente improbabili: dalla materia inerte alla vita, dagli esseri unicellulari a quelli pluricellulari, dagli esseri non intelligenti a quelli intelligenti. L’astrofisico britannico Arthur Stanley Eddington (1881-1944) sostiene però l’impossibilità di una tale palese violazione di una legge universale, la seconda della termodinamica, scientificamente accertata: << La legge dell’entropia detiene, a mio avviso, la posizione suprema tra le leggi della natura. Se una teoria si trova in contrasto con questa legge, non do a essa alcuna speranza. Per essa non c’è niente da fare. E’ destinata a crollare nella maniera più umiliante>>. Cosa resta dunque, nell’evoluzionismo, di vagliabile attraverso il metodo scientifico? Nulla, proprio nulla.
Grego Johann Mendel (1822-1884) era abate, in Moravia a Brno, aveva la passione per il giardinaggio, coltivava in particolare molte varietà di piselli, che analizzava e sperimentava. I piselli sono infatti una pianta particolarmente adatta allo studio a cui Mendel era interessato giacchè presentano caratteri costanti e definiti. L’abate si concentra su 7 coppie di piselli che presentano caratteristiche opposte e facili da distinguere. Incrociando diverse specie, osserva che la prima generazione è composta da individui uniformi, mentre le quelle successive presentano mutazioni rispondenti a precise proporzioni matematiche.

Inoltre, osserva che ciascuno dei caratteri viene trasmesso indipendentemente poiché determinato da un fattore che gli è proprio. In questo modo giunge a descrivere quelle leggi precise dell’ereditarietà che sono alla base della genetica: l’esistenza di unità indipendenti ed ereditabili negli esseri viventi, e l’ereditarietà come andamento determinato dalla diverse combinazioni di codeste unità indipendenti.
Di fronte a queste scoperte il darwinismo trema, l’abate scopre infatti che la trasmissione ereditaria dei caratteri avviene indipendentemente dall’ambiente e dal corpo di un individuo della specie, e questo in base a leggi precise, determinabili matematicamente, tutt’altro che casuali. Mendel ne ha la verifica sperimentale, confermata di continuo dall’esperienza. Fa scienza. Il darwinismo deve ora rispondere sul medesimo piano. Non può procedere solo per ipotesi non verificate. O Meglio può pure farlo, ma in questo caso non è scienza.

Se Mendel scopre dunque questo, la biologia molecolare mostra oggi come i meccanismi mendeliani si producano a livello di geni del DNA, che è la sede dei mutamenti ereditari. Evidentemente, trovare un accordo tra queste scoperte e la teoria trasformista dell’ipotesi evoluzionistica darwiniana è del tutto impossibile, infatti evita il confronto diretto con la genetica e con la biologia molecolare, preferendo sempre la strada della paleontologia e dell’anatomia comparata.
Come nacque dunque la vita sulla terra?
Alcuni scienziati parlano di “generazione spontanea” il primo a voler sperimentare è il chimico, fisico e medico fiammingo Han Baptist van Helmont (1577-1644), discepolo di Philip von Hohenheim (1493-1541) cioè Paracelso, il famoso alchimista fisico e astrologo svizzero della pietra filosofale che sarebbe capace di trasformare il mercurio in oro.  


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