Miracoli Scienza Prove Scientifiche - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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Miracoli Scienza Prove Scientifiche

Esistono miracoli dimostrati scientificamente?

Generalmente per miracolo si intende una palese violazione delle leggi naturali. Il punto è che i miracoli sono per definizione eventi eccezionali e non riproducibili in laboratorio. I miracoli possono essere studiati quindi solo a posteriori, sulla base della documentazione disponibile. Naturalmente il giudizio su tale documentazione è soggettivo; non essendo il miracolo riproducibile, chi non vuole credere al miracolo obietterà che si tratta di documentazione falsa o sbagliata. Molti miracoli sono stati studiati scientificamente ed un resoconto di questi studi è disponibile anche on line. Per esempio, informazioni sulle guarigioni miracolose di Lourdes possono essere trovate su (sito in francese):
www.catholic-forum.com/catholicteacher/lourdescontents.html

Una documentazione scientifica sul miracolo eucaristico di Lanciano è disponibile su
www.totustuus.org/Miracoli.Eucaristici/Lanciano/Lanciano.htm

Personalmente penso che il miracolo meglio documentato sia il miracolo del sole di Fatima, avvenuto nell'ottobre del 1917. Io ne appresi l'esistenza solo pochi anni fa, leggendo un articolo sul Corriere della Sera. Di Fatima sapevo solo che alcuni bambini avevano avuto una visione della Madonna, e null'altro. Restai quindi molto sorpreso di leggere che una folla di 70000 persone aveva visto il sole danzare nel cielo per alcuni minuti. Relativamente al numero di testimoni, si trattava del più grande miracolo dopo il passaggio del Mar Rosso ! Devo dire che la cosa mi sorprese a tal punto da lasciarmi piuttosto scettico.
Decisi comunque di cercare maggiori informazioni, e quello che ho trovato ha fugato in me ogni dubbio relativo alla natura soprannaturale degli eventi di Fatima. Innanzitutto, il miracolo del sole di Fatima è citato anche su diverse enciclopedie laiche, come l'enciclopedia Britannica, dove alla voce Fatima ho trovato :

village and sanctuary, Vila Nova de Ourém municipality, Santarém district, central Portugal; it is located on the tableland of Cova da Iria, 18 miles (29 km) southeast of Leiria. Fátima was named for a 12th-century Moorish princess and since 1917 has been one of the greatest Marian shrines in the world, visited by thousands of pilgrims annually. On May 13, 1917, and in each subsequent month until October of that year, three young peasant children, Lucia dos Santos and her cousins Francisco and Jacinta Marto, reportedly saw a lady who identified herself as the Lady of the Rosary. On October 13, a crowd (generally estimated at about 70,000) gathered at Fátima witnessed a "miraculous solar phenomenon" immediately after the lady had appeared to the children.

A partire dal 1910, il governo portoghese aveva istituito una durissima battaglia senza esclusione di colpi contro la Chiesa Cattolica : furono espulsi gli ordini religiosi e confiscate le loro proprietà, fu impedito l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole, furono abrogate molte festività religiose. La persecuzione dei cattolici di questi primi anni della repubblica, attrasse l'attenzione internazionale e creò conflitti tra il governo e i diplomatici stranieri, le organizzazioni umanitarie e molti giornalisti. Il direttore (ateo) Avelino de Almeida del quotidiano filogovernativo "O seculo" era presente a Fatima il 17 ottobre, giorno nel quale i tre bambini avevano preannunciato che Dio avrebbe dato un segno miracoloso. L'intenzione era quello di scrivere un articolo per screditare le "superstizioni" del cattolicesimo. L'articolo pubblicato con il titolo "Evento Terrificante! Come Il Sole Ha Ballato Nel Cielo Di Fatima!", può essere trovato sul sito
www.ewtn.com/fatima/apparitions/October.htm

Nel suo articolo, il giornalista descrive una folla di dimensioni bibliche, dispersa sui campi di Fatima. Ad un certo punto, questa immensa folla comincia a gridare "Miracolo! Miracolo!" guardando verso il sole. Il giornalista descrive una folla attonita, che urla e prega.
Ho cercato di analizzare questi dati criticamente per vedere se era possibile dare una spiegazione plausibile che escludesse un intervento divino, ma non ne ho trovata nessuna. Non esiste alcuna spiegazione scientificamente accettabile per un simile fenomeno. Non mi sembra ragionevole ipotizzare un complotto di 70000 persone che simulano di avere una visione collettiva. Nè sarebbe stato possibile ipnotizzare una folla così numerosa, dispersa su un area di alcuni kilometri quadrati. Del resto è scientificamente impossibile, anche con la tecnologia di cui disponiamo oggi (figuriamoci con quella del 1917!), realizzare uno strumento in grado di creare una illusione ottica del genere. Alcuni atei cercano di spiegare questo miracolo affermando che se si guarda verso il sole, si vedono poi delle macchie colorate pulsanti, o che quando le nuvole si muovono possono dare l'impressione che il sole si muova. Naturalmente, sappiamo tutti questo, tutti abbiamo guardato verso il sole e ne conosciamo gli effetti, tutti abbiamo visto le nuvole muoversi in cielo. Come lo sappiamo noi, lo sapevamo certamente anche tutti coloro che erano a Fatima. Quindi a meno di ipotizzare che a Fatima ci fossero solo 70000 idioti, direi che tale spiegazione non è assolutamente plausibile. Alcuni poi parlano di isterismo o di suggestione. Ma se i cattolici fossero tutti soggetti a queste crisi isteriche o fossero così facilmente suggestionabili, non si spiegherebbe come mai in 2000 anni di storia del cattolicesimo non si trovino altri casi di folle che osservano fenomeni straordinari come quello di Fatima. In fondo, c'era solo la parola di tre bambini e null'altro; se questo fosse sufficiente per suggestionare a tal punto i cattolici, allora chiunque si metta a raccontare in giro di avere visto la Madonna dovrebbe facilmente riuscire a far sì che una folla di 70000 cattolici veda il sole danzare nel cielo. Alcuni poi ipotizzano che a Fatima quel giorno si sia verificato un qualche raro fenomeno fisico che causa l'illusione ottica di un sole in movimento; certamente dovrebbe trattarsi di un fenomeno molto raro, visto che non si hanno altri casi documentati nella storia. Non credo che tale ipotisi abbia alcun valore, ma se anche dovesse essersi trattato di un rarissimo fenomeno fisico, il fatto che sia avvenuto proprio nel luogo e nel giorno in cui la bambina Lucia aveva preannunciato che il Signore avrebbe dato un segno, resta per me la più evidente prova del carattere sovrannaturale di tale evento. Il miracolo di Fatima è per me il miracolo meglio documentato della storia.
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Marco, con i tuoi ragionamenti hai concluso che Dio non ha natura fisica o materiale. Può la scienza dirci qualcosa di più su Dio?


No, la scienza deve fermarsi qui, ma io penso che la ragione possa andare oltre e farci comprendere razionalmente alcuni attributi di Dio, definito in prima istanza come la Causa necessaria dell'esistenza della nostra psiche.

1) Innanzitutto, il fatto che Dio abbia la capacità di creare la nostra psiche, mentre noi, non solo non siamo in grado di creare nessuna psiche, ma abbiamo bisogno di essere creati per cominciare ad esistere come persone coscienti, dimostra che Dio è immensamente superiore a noi; esiste un abisso di superiorità che ci separa da Dio, il chè equivale a dire che Dio è trascendente rispetto all'uomo.

2) Poiché Dio è il Creatore di noi stessi, Egli deve essere esistito prima di noi e deve esistere indipendentemente da noi; in altre parole, la Sua esistenza non dipende da noi mentre la nostra esistenza dipende da Lui.

3) Poiché Dio ha la capacità di creare la nostra intelligenza, la nostra coscienza e la nostra volontà, Egli deve necessariamente essere intelligente, cosciente e dotato di volontà. Infatti Dio, essendo immensamente superiore a noi ed essendo il Creatore delle nostre capacità, non può non possedere, ed in modo superiore al nostro, le nostre capacità. Inoltre, essendo Dio il Creatore della nostra mente, Dio deve conoscerci perfettamente.

4) Poiché Dio è immensamente superiore a noi, Egli deve possedere la capacità di amare in modo immensamente superiore al nostro.

Queste considerazioni dimostrano che la Causa necessaria dell'esistenza della nostra psiche è necessariamente un Dio personale, cosciente ed intelligente.



Può la scienza stabilire quale sia la vera religione?


No, credere in una religione anzichè in un'altra è sempre una scelta personale, anche se credo che ci siano degli elementi oggettivi che differenziano le religioni (la loro storia, la loro teologia, ecc.) e che possono essere analizzati razionalmente. Mi limito ad un paio di considerazioni. Nei tempi in cui l'umanità era ancora tutta presa da culti politeistici, rappresentava gli dei con idoli antropomorfi o associati agli elementi della natura, vi era un solo popolo monoteista che adorava un solo Dio di Spirito, di cui vietava rigorosamente ogni rappresentazione. Questo concetto monoteista di Dio è comparso nella storia attraverso il popolo ebraico ed ogni religione monoteista non può non riconoscere nella Bibbia le proprie radici.
C'è poi un secondo importante elemento oggettivo che deve essere considerato. Attraverso il cristianesimo è entrato nella storia un concetto di amore divino assolutamente nuovo, che ha cambiato la storia dell'umanità: è il concetto di un Dio che ci ama fino al punto da farsi uomo ed accettare una sofferenza ed una morte atroce per salvarci dalla nostra esistenza peccaminosa ed infelice e condurci alla vera ed eterna felicità .


Perchè c'era bisogno che Gesù soffrisse tanto per salvarci dai nostri peccati? Non poteva salvarci e basta, senza farsi crocefiggere?


Io credo che ogni uomo avesse bisogno di sapere che Dio era disposto a soffrire fino a quel punto per lui, per fidarsi fino in fondo di Dio. L'uomo aveva bisogno di quella prova d'amore, e Dio sapendolo, ha accettato di dare all'uomo ciò che l'uomo consciamente o inconsciamente gli chiedeva. Gesù ha dovuto soffrire e morire a quel modo per convincerci della bontà e dell'amore di Dio verso di noi. E' l'ostinata diffidenza e sfiducia dell'uomo nei confronti di Dio che costringe Dio a dare all'uomo quella prova d'amore di cui l'uomo aveva bisogno per fidarsi fino in fondo di Dio. Morendo in croce, Gesù distrugge la nostra diffidenza e i nostri dubbi, e ci dà la forza di credere e di fidarci di Lui, attirandoci a Sè. Questo significa che ciascuno è personalmente e direttamente responsabile delle sofferenze di Gesù. Questa diffidenza, questa mancanza di fede e di fiducia in Dio, così come l'eccesso di fiducia in se stessi, è proprio l'essenza del peccato originale. Accecato dalla propria superbia, l'uomo rifiuta l'autorità di Dio, e preferisce fidarsi di se stesso, anzichè del suo Creatore; l'uomo s'illude di potere essere indipendente da Dio, di potere essere il dio di se stesso. Ma Dio è la sola fonte di tutto il vero bene ed il vero amore che esiste. L'uomo è incapace di perseguire il vero bene con le sue sole forze; l'uomo ha bisogno di Dio, dei Suoi insegnamenti, del Suo aiuto spirituale, e così, dopo la ribellione contro Dio, precipita sempre più profondamente in un vortice di peccato, da cui può uscire solo permettendo a Dio di cambiare il suo cuore cattivo ed impuro. Dio infatti ci ama infinitamente, e desidera condurre ogni uomo alla vera vita ed alla vera felicità, una condizione che esiste solo in Dio. Ma Dio non può tollerare il male ed il peccato perchè sono incompatibili con la Sua natura, santa e perfetta. Una profonda trasformazione interiore è dunque necessaria per tutti noi, affinchè possiamo raggiungere la felicità eterna; dobbiamo essere santificati e purificati da tutti i nostri desideri malvagi e peccaminosi. Dio ha il potere di trasformarci, ma vuole farlo con il nostro consenso; avendo scelto di creare l'uomo libero, Dio intende rispettare la nostra libertà. L'uomo non può dare il proprio consenso a lasciarsi trasformare da Dio, nè può essere in comunione con Dio, fintanto che anche solo un ombra di dubbio o di diffidenza aleggia nel suo cuore (va precisato che tale diffidenza può esistere anche senza che l'uomo ne sia consapevole, a livello inconscio). Dio doveva dunque convincerci, doveva distruggere ogni ombra di dubbio e di diffidenza che esistesse nel nostro cuore e ha scelto di farlo dandoci la prova d'amore più grande che possa esistere : la Passione di Cristo. La Passione di Cristo ci ha riconciliato con Dio perché ha estirpato dal nostro cuore il dubbio e la diffidenza nei confronti di Dio, soddisfacendo il nostro desiderio ed il nostro bisogno (conscio e/o inconscio) di una prova d'amore e comunicandoci così la forza ed il coraggio di fidarci di Dio e di sentirci amati da Lui.


Esistono molte diverse confessioni cristiane; è possibile stabilire con criteri scientifici quale sia il vero cristianesimo?


Non parlerei di criteri scientifici, ma di criteri razionali. Innanzitutto, esistono moltissime diverse denominazioni protestanti che professano dottrine ed interpretazioni della Bibbia diverse e contrastanti tra loro. Questo è un dato oggettivo che dimostra che la Bibbia non è inequivocabilmente comprensibile. Ogni protestante generalmente afferma che le proprie interpretazioni sono ispirate dallo Spirito Santo, e che quindi sono vere, ma non ha nessun elemento oggettivo per dimostrare che questo sia vero; in pratica, assume semplicemente che le proprie opinioni siano ispirate dallo Spirito Santo. Il punto è che lo Spirito Santo non può contraddire Se Stesso, e quindi certamente queste interpretazioni contrastanti non possono essere tutte vere, né tutte ispirate dallo Spirito Santo. Il concetto di amore divino implica che, dopo l'ascesa al cielo di Gesù, Dio non possa avere abbandonato l'umanità a se stessa ed alle sue dubbie ed inaffidabili interpretazioni; Dio deve necessariamente essere presente tra gli uomini in ogni tempo per continuare ad insegnare loro la Verità e la legge morale. Per questo Gesù ha fondato la Sua Chiesa, affinchè fosse una guida visibile per tutti i cristiani. L'esistenza di moltissime diverse denominazioni protestanti che interpretano la Bibbia in modo diverso dimostra inequivocabilmente che la Bibbia da sola non può essere una guida sufficiente per l'uomo. Del resto, se Gesù avesse voluto fondare la fede su un libro, lo avrebbe scritto Egli stesso; ma Gesù non ha mai scritto nulla. Il nuovo Testamento è stato scritto nel corso di diversi decenni, e le prime comunità cristiane non avevano nessun Nuovo Testamento, ma fondavano la loro fede solo sulla predicazione orale della Chiesa. Tra le varie confessioni cristiane, il cattolicesimo è l'unica che mantiene una continuità storica con Cristo, attraverso la successione apostolica che collega il Papa a Pietro. E Pietro è il solo apostolo a cui Gesù abbia consegnato le chiavi del regno dei cieli (Mt 16:17), il chè dimostra che Gesù assegnò a Pietro un ruolo speciale nella Sua Chiesa; non solo, ma questa consegna delle chiavi è il primo atto compiuto da Gesù dopo avere fondato la Sua Chiesa, il chè dimostra l'esistenza di una stretta relazione tra queste chiavi e la Chiesa. Va puntualizzato che non esiste alcuna continuità storica tra Cristo e le varie denominazioni protestanti, o i testimoni di Geova; Cristo non è mai apparso a Lutero o a Calvino, ecc. Tutte queste confessioni sono sorte solo 1500 anni dopo Cristo (o più, come nel caso dei testimoni di Geova, sorti all'inizio del 1900).


Gli errori commessi in passato dalla Chiesa (vedi caso Galileo) non minano l'autorità della Chiesa stessa?


Io credo che Dio abbia creato l'uomo libero, e quindi ciascun uomo può commettere errori e peccati ed è responsabile dei propri errori e peccati. Dio non toglie automaticamente il libero arbitrio a tutti coloro che diventano preti, vescovi o papi. Questo significa che qualunque persona può commettere dei peccati, anche un papa, ma la responsabilità di questi eventuali peccati sarebbe comunque personale, e non di tutta la Chiesa. Il Papa stesso è considerato infallibile dalla Chiesa Cattolica solo quando proclama ufficialmente un dogma, in materia di fede e morale, e non nella sua vita privata, nelle sue decisioni personali o nelle sue opinioni scientifiche. L'amore di Dio ci garantisce che gli insegnamenti ufficiali della Chiesa, come quelli contenuti nel Catechismo, sono certamente affidabili e veritieri; è Dio stesso che si fa garante di questi insegnamenti, proprio come è Dio stesso che ispirò gli autori della Bibbia, autori che certamente non erano senza peccati. Bisogna considerare che uomini corrotti sono stati presenti nella Chiesa di Cristo fin dall'inizio. Infatti, Giuda Iscariota era uno dei dodici apostoli; egli fu mandato da Gesù a predicare e a fare miracoli nel Suo nome. Tuttavia, Giuda tradì Gesù, ma questo certo non significa che la Chiesa fondata da Cristo era corrotta. Nel Vangelo di Matteo 16:18, Gesù stesso ci dice che le porte degli inferi non prevarranno mai sulla Sua Chiesa; questo significa che è Gesù stesso che si fa garante degli insegnamenti della Sua Chiesa. San Paolo poi afferma che la Chiesa è "la colonna ed il sostegno della Verità" (1 Tim 3:15). I protestanti ed i testimoni di Geova considerano corrotti molti insegnamenti della Chiesa Cattolica, la cui origine è documentata fin dai primi secoli dopo Cristo. Questo significherebbe che Dio avrebbe abbandonato l'umanità ad una chiesa corrotta per molti secoli, fino al 1500, quando sorse il protestantesimo, o al 1900, quando sorsero i testimoni di Geova. Io penso che questa ipotesi sia incompatibile tanto con i versi di Matteo e 1 Tim, quanto con il concetto stesso di amore divino.



La scienza oggi non può spiegare l'esistenza della vita psichica. Potranno un giorno i progressi scientifici permetterci di dare una spiegazione dell'esistenza della vita psichica?


Si tratta di una ipotesi irragionevole; ci sono infatti molti importanti argomenti contro la possibilità di una eventuale futura spiegazione scientifica della vita psichica. Per poter dare una spiegazione scientifica della vita psichica sarebbe necessario un nuovo sistema di leggi della fisica. Le leggi della fisica sono però costituite da poche equazioni matematiche correlate tra loro. La loro compatta e rigida struttura matematica esclude la possibilità che esse possano essere modificate o perfezionate; infatti ogni modifica di un'equazione matematica comporta dei cambiamenti radicali di tutte le soluzioni di tale equazione. Poiché dalle equazioni della fisica sono state ottenute miliardi e miliardi di soluzioni confermate con grande precisione dagli esperimenti, modificare le equazioni della fisica significherebbe gettare via di colpo tutte queste soluzioni corrette. D'altra parte, assistiamo giorno dopo giorno ad una sistematica riconferma sperimentale delle leggi della fisica su sempre nuovi sistemi. Ipotizzare che le leggi della fisica siano sbagliate equivale a dire che tutti questi miliardi e miliardi di sistematiche e quantitative conferme sperimentali siano solo una fortunata coincidenza. In questi ultimi decenni sono state compiute molte più verifiche sperimentali di quante non ne siano state compiute nel corso di tutta la storia, ma le leggi della fisica quantistica scoperte nei primi decenni del secolo scorso non sono mai state modificate. Sulla base del numero di verifiche sperimentali compiute, si può affermare che l'elettrodinamica quantistica sia la più anziana e la più testata teoria scientifica della storia.
Poichè le leggi della fisica sono il fondamento di tutta la scienza moderna, l'ipotesi di un nuovo sistema di leggi della fisica rappresenta di per sè un salto fuori dalla scienza, nel campo delle speculazioni filosofiche; il fatto stesso che coloro che rifiutano l'esistenza dell'anima, siano costretti ad ipotizzare un nuovo sistema di leggi della fisica, dimostra l'incompatibilità tra scienza e materialismo.
I progressi scientifici non hanno mai abbattuto risultati confermati da miliardi e miliardi di sistematici dati sperimentali, ed è assurdo ipotizzare che lo facciano. Sarebbe equivalente ad ipotizzare che un giorno la scienza scoprirà la terra non orbita intorno al sole ma è ferma al centro dell'universo. L'affermazione "forse un giorno la scienza scoprirà che ..." non è più accettabile sul piano razionale, grazie alla ampia e sistematica conferma sperimentale ottenuta dalle leggi della fisica. Le leggi della fisica stabiliscono di fatto dei punti fermi, di cui dobbiamo tenere conto se vogliamo fare delle ipotesi che abbiano un fondamento razionale e scientifico.
Abbiamo oggi miliardi e miliardi di dati sperimentali che confermano che tutti i processi cerebrali e biologici sono determinati unicamente dall'Elettrodinamica Quantistica. Poichè nessun processo dell'Elettrodinamica Quantistica genera vita psichica, questo equivale a dire che abbiamo miliardi e miliardi di dati sperimentali che confermano che nessun processo biologico o cerebrale genera vita psichica. I progressi scientifici ci permettono solo di scoprire nuovi processi a sempre più alte energie; questo è il solo possibile progresso nella fisica, ma questo tipo di progresso, ci conduce sempre più lontano da una possibile spiegazione della vita psichica perchè nessun processo ad alta energia avviene nel nostro cervello. Si consideri che nei moderni acceleratori di particelle è possibile raggiungere energie più di cento miliardi di volte superiori alle energie dei processi chimici e biologici. Eppure, nella speranza di scoprire nuovi processi, gli scienziati sono costretti a progettare nuovi acceleratori che permettano di raggiungere energie ancora superiori.
C'é un altro punto fondamentale; la storia ci mostra che il progresso scientifico è stato possibile solo quando si è cominciato a confrontare i risultati teorici con misure sperimentali. Poiché tutti i nostri strumenti di misura funzionano e sono progettati sulla base delle leggi della fisica, e poichè la vita psichica trascende tali leggi, non è possibile progettare strumenti in grado di misurare la vita psichica. In assenza di tali strumenti di misura, e conseguentemente in assenza dei relativi dati sperimentali, non sarà mai possibile, nemmeno concettualmente, raggiungere dei progressi scientifici nella spiegazione dell'esistenza della vita psichica. E' utile osservare che a dispetto dei grandi progressi scientifici che sono stati compiuti nel campo delle scienze naturali, nessun passo avanti è mai stato fatto nella storia sul problema della coscienza, come dimostra il fatto che la scienza non sia in grado di spiegare, nemmeno in linea di principio, l'esistenza di alcuna esperienza psichica, nemmeno della più banale delle sensazioni.



Se l'anima è trascendente, come può la scienza dimostrarne l'esistenza?

La scienza da sola non può dimostrare l'esistenza dell'anima o di Dio, proprio come non può dimostrare l'esistenza della vita psichica. Anzi, il punto cruciale è proprio il fatto che nella scienza la vita psichica non c'è, né come proprietà della materia, né di alcun processo fisico, chimico o biologico. Non è la scienza quindi che dimostra l'esistenza dell'anima, ma la ragione che trova nella scienza la conferma della natura trascendente della vita psichica rispetto alla materia e ai suoi processi. E' la ragione che analizza sia le teorie scientifiche che i fenomeni osservabili (incluso il fenomeno della vita psichica) comprendendo così che nella fisica, la vita psichica non c'è; ci sono tutti i processi naturali che conosciamo, fisici, chimici e biologici, ma non c'è la vita psichica. A questa assenza si contrappone la nostra presenza come persone coscienti e senzienti. La ragione non può quindi giustificare l'esistenza della nostra vita psichica senza ammettere l'esistenza in noi di un elemento immateriale e non-fisico, ossia un'anima. Il nostro esserci "coscientemente" è la prova più diretta dell'esistenza dell'anima e di Dio, il Creatore di noi stessi.



L'esistenza dell'universo implica l'esistenza di un Dio personale? Ovvero: a prescindere dal problema dell'esistenza della vita psichica, l'esistenza dell'universo è sufficiente a dimostrare l'esistenza di Dio?


La scienza ha dimostrato che lo stato dell'universo è determinato da specifiche equazioni matematiche, le leggi della fisica; l'universo non può esistere indipendentemente da tali equazioni matematiche, le quali stabiliscono gli eventi e le modalità con cui essi avvengono (tra tali modalità possiamo includere anche la probabilità che l'evento avvenga, secondo le previsioni della meccanica quantistica). Noi sappiamo però che una equazione matematica non può sussistere da se stessa, ma essa esiste solo se pensata da una mente cosciente ed intelligente. Un'equazione matematica è infatti solo un concetto astratto, la cui esistenza presuppone l'esistenza di una persona che concepisca tale concetto. L'esistenza di questo universo dalla struttura matematica presuppone quindi l'esistenza di un Dio personale, il Quale pensando l'universo, lo pone in essere. In altre parole questo universo non può esistere di per se stesso, ma può esistere solo se esiste un Dio che lo concepisce secondo determinate equazioni matematiche. Alcuni ritengono che le attuali leggi della fisica non possano essere ritenute esatte perchè non disponiamo ancora di una teoria che unifichi la relatività generale, l'interazione elettrodebole e l'interazione forte. Va innanzitutto precisato che non è assoltamente necessario che tale teoria debba esistere; Dio avrebbe potuto concepire l'universo sia secondo una teoria unificata che secondo alcune teorie tra loro scorrelate. In ogni caso, una nota proprietà delle equazioni matematiche è la possibilità di trovare equazioni approssimate in grado di riprodurre con ottima accuratezza i risultati dell'equazione esatta, all'interno di specifici campi di valori. Questa è la ragione per cui è possibile usare la meccanica classica (che rappresenta l'approssimazione) al posto della meccanica quantistica (che rappresenta la teoria esatta) nello studio di molti processi macroscopici. Dunque, indipendentemente dal fatto che si vogliano considerare le attuali leggi della fisica come esatte o approssimate, l'accuratezza e la sistematicità delle loro previsioni dimostrano che lo stato dell'universo è determinato da specifiche equazioni matematiche. Se i processi naturali non fossero determinati da alcuna equazione matematica, non ci sarebbe ragione di aspettarsi di potere prevedere i processi naturali (neppure un numero limitato di essi), attraverso equazioni matematiche.

Alcuni obiettano che le equazioni matematiche non sono i principi che governano l'universo, ma solo una loro rappresentazione creata dall'uomo. Altri affermano che la matematica è solo il linguaggio usato per descrivere l'universo. Tali obiezioni però non reggono, poichè le leggi della fisica sono intrinsecamente concetti matematici astratti, e quando si chiede a costoro di descrivere quali dovrebbero essere i "principi naturali" che governano l'universo, principi di cui le equazioni della fisica (per esempio, l'equazione di Schroedinger o di Dirac) dovrebbero essere solo delle rappresentazioni, essi restano senza parole. La loro incapacità di descrivere in modo concreto le leggi della fisica (ossia di descriverle come entità non concettuali) è una diretta conseguenza della natura intrinsecamente astratta e concettuale delle leggi della fisica. In verità, essi usano il termine "principi naturali" o forme equivalenti, ma si tratta di concetti vaghi e completamemte indefiniti, ossia si tratta di non-concetti, ma solo di vuote figure retoriche, prive di alcun significato reale. Inoltre, il dato di fatto indiscutibile che la scienza ci fornisce è che i fenomeni naturali avvengono secondo specifiche equazioni matematiche. Non c'è alcun bisogno di introdurre dei vaghi ed oscuri concetti di "principi naturali" per spiegare questo fatto. La spiegazione più semplice e più diretta è che la natura è regolata da equazioni matematiche. I "principi naturali" sono un concetto tanto vuoto ed indefinito quanto superfluo.

Alcuni poi affermano che le equazioni della fisica non sono la causa dei processi naturali, ma sono solo il risultato della nostra analisi a posteriori dei dati sperimentali; in altre parole, sono solo il modo in cui abbiamo riordinato e riassunto, in un linguaggio matematico, i dati in nostro possesso. Ma se così fosse, ogni nuovo dato sperimentale dovrebbe costringerci a rivedere le nostre analisi e a modificare le nostre equazioni. Tale obiezione è palesemente smentita dalla capacità predittiva delle equazioni della fisica. Se l'universo non fosse infatti governato da leggi matematiche, la situazione dovrebbe essere la seguente: analizzando i dati sperimentali saremmo in grado di trovare una qualche equazione matematica in grado di rappresentare tali dati. Ma ogni nuovo esperimento ci fornirebbe nuovi dati, in disaccordo con le nostre equazioni, così che ad ogni nuovo esperimento dovremmo modificare le nostre equazioni. Infatti, i possibili valori numerici dai dati sperimentali sono a priori infiniti, e quindi la probabilità che un nuovo esperimento fornisca dati in accordo con le previsioni delle nostre equazioni sarebbe nulla in un universo non intrinsecamente strutturato su equazioni matematiche (la probabilità si calcola come il rapporto tra i casi favorevoli e quelli possibili, ed essendo i casi possibili infiniti, tale rapporto è nullo). Abbiamo invece riscontrato la situazione opposta, ossia la sistematica riconferma delle soluzioni delle equazioni della fisica. Si consideri che le equazioni della meccanica quantistica furono scoperte il secolo scorso analizzando alcuni semplici atomi; tali equazioni hanno poi correttamente previsto il comportamento di miliardi di altre molecole e sistemi, senza mai necessitare di alcuna modifica. Da un secolo a questa parte, negli innumerevoli studi su sempre nuovi sistemi e materiali, assistiamo ad una sistematica riconferma delle leggi della fisica. Possiamo concludere quindi che è nulla la probabilità che l'universo non sia intrinsecamente strutturato su equazioni matematiche.

Alcuni considerano le equazioni della fisica come una mera descrizione dell'universo, come una mappa lo è di un territorio, pur non essendo il territorio. Anche questo tipo di obiezione cade se si considera il potere predittivo delle leggi della fisica; la mappa infatti non può in nessun modo predirre le modifiche che averranno in un territorio nel corso del tempo, essendo solo una descrizione grafica dei rilievi finora effettuati. La mappa non può fornirci nessuna nuova informazione oltre a quelle che sono state utilizzate da chi ha scritto la mappa stessa, al contrario delle leggi della fisica che sono in grado di fornirci nuove informazioni su esperimenti che non sono ancora stati fatti, prevedendone in anticipo i risultati. La mappa deve essere sempre riaggiornata ad ogni combiamento, e questo è quello che dovrebbe succedere anche alle leggi della fisica, se esse fossero solo una mappa dell'universo, costruita sui nostri dati sperimentali: ogni nuovo dato sperimentale rappresenterebbe una modifica del nostro insieme di dati e richiederebbe un riaggiornamento delle nostre equazioni. Non è possibile giustificare lo strabiliante accordo tra i dati sperimentali e le leggi della fisica e la capacità predittiva di tali leggi senza riconoscere che lo stato dell'universo debba essere necessariamente determinato da specifiche equazioni matematiche.

Secondo alcuni l'universo sarebbe governato dal caso, poichè il processo quantistico del collasso della funzione d'onda è aleatorio. Questo è palesemente falso. Infatti per ogni esperimento esistono a priori infinite possibili distribuzioni di probabilità. La materia però segue sistematicamente la distribuzione di probabilità determinata dalle medesime equazioni matematiche (le leggi della fisica). Altri ritengono che il collasso della funzione d'onda non abbia una natura matematica. Questo è chiaramente falso: essendo la funzione d'onda un concetto matematico, ogni processo che la riguarda è necessariamente un concetto matematico. Ma a prescindere da questo, il punto rilevante non è la natura matematica o meno dell'universo ma la sua natura concettuale. Sia le equazioni matematiche che la funzione d'onda ed il suo collasso sono concetti astratti, e come tali non possono esistere indipendentemente da una mente che li concepisca. La scienza ci ha fatto comprendere come l'universo sia governato da una teoria astratta e concettuale, fondata su specifiche equazioni differenziali e sul collasso della funzione d'onda. Un tale universo non può quindi esistere senza un Dio intelligente che lo concepisca secondo tale teoria. Un concetto non può infatti essistere da se stesso, ma solo in quanto pensato da una mente intelligente. Negare questo per me significa semplicemente negare l'evidenza. L'ateismo è inconciliabile con la visione dell'universo che la scienza moderna ci presenta, poichè l'intrinseca natura astratta e concettuale delle leggi che governano l'universo implica l'esistenza di un Dio personale.


E' possibile che la Cromodinamica Quantistica possa dare una spiegazione della vita psichica?


No perché l'interazione della Cromodinamica Quantistica è un'interazione a corto raggio. Questo significa che, nei sistemi molecolari, il solo effetto di tale interazione è di tenere i quark legati insieme nei nucleoni, ed i nucleoni legati insieme nei nuclei atomici. I processi della Cromodinamica quantistica esistono dunque solo dentro i nuclei, e sono esattamente gli stessi processi che avvengono sia dentro i nuclei atomici nel nostro cervello, che dentro i nuclei atomici negli atomi isolati o in qualunque materiale. Questo è un risultato scientifico assolutamente assodato. Il punto è che noi sappiamo che tutti i processi cerebrali consistono unicamente in successioni di impulsi elettrici e reazioni chimiche, e che tali processi sono determinati unicamente dalla Eletrodinamica Quantistica. Poichè sappiamo che l'Elettrodinamica Quantistica non genera emozioni o pensieri, possiamo stabilire che nessun processo cerebrale genera emozioni o pensieri.



La possibile unificazione della Cromodinamica Quantistica e dell'Eletrodinamica Quantistica potrebbe fornire una spiegazione della vita psichica?


No, perché abbiamo miliardi e miliardi di sistematici dati scientifici che confermano che i processi della Cromodinamica Quantistica avvengono solo ad energie molto elevate, molto al di sopra delle energie disponibili nei processi molecolari e biologici. I processi della Cromodinamica Quantistica possono essere osservati solo nelle reazioni nucleari o in potenti acceleratori di particelle. Se la Cromodinamica Quantistica avesse qualcosa a che fare con i pensieri e le emozioni, allora i pensieri e le emozioni dovrebbero esistere solo nei reattori nucleari e negli acceleratori di particelle, e certamente non dovrebbero esistere nell'uomo. Si consideri che l'unificazione dell'interazione elettromagnetica e dell'interazione debole è già stata fatta, ma questo non ha cambiato nulla nella nostra spiegazione dei processi molecolari e chimici; questi processi sono ancora determinati unicamente dalla Elettrodinamica Quantistica, perchè l'interazione debole non influisce sui processi molecolari o chimici; questo risultato era stato stabilito prima dell'unificazione, ed è rimasto ovviamente immutato dopo l'unificazione. I risultati dell'unificazione dell'interazione elettromagnetica e dell'interazione debole, sono osservabili solo ad energie oltre un miliardo di volte superiori alle energie dei processi chimici e biologici. Si stima che gli effetti dell'unificazione della cromodinamica e dell'elettrodinamica quantistica possano essere osservabili solo su processi ad energie superiori ad un miliardo di miliardi di volte alle energie dei processi chimici e biologici. Tali energie non sono ancora raggiungibili neppure nei più grandi laboratori.



Il fatto che il mio cane venga da me quando lo chiamo, non dimostra che il mio cane è cosciente e riconosce la mia voce?


No. Infatti la tua voce provoca delle vibrazioni nell'aria che possono essere ricevute ed analizzate in modo automatico anche da strumenti elettronici. Una volta che tali vibrazioni sonore sono state analizzate, lo strumento può determinare un certo tipo di risposta per quel dato tipo di vibrazioni sonore che ha ricevuto. Questo è ciò che avviene quando troviamo un operatore automatico che risponde alle nostre chiamate telefoniche. Le onde sonore vengono tradotte in successioni di impulsi elettrici, che vengono analizzati secondo le modalità con cui lo strumento è stato progettato. Anche le onde sonore che arrivano all'orecchio del cane vengono tradotte in successioni di impulsi elettrici, e non si può escludere che la reazione del cane sia dovuta unicamente all'analisi automatica di tali impulsi elettrici, senza l'intervento di alcuna sensazione uditiva.



Capisco che un computer ed un robot siano in grado di reagire ad uno stimolo esterno senza avere alcun tipo di sensazioni. Questo perchè il computer ed il robot sono stati programmati in modo tale da comportarsi così. Chi ha programmato il mio cane per comportarsi come si comporta?


Si può ipotizzare che il cane sia il prodotto di un processo evolutivo, e quindi che sia stata la selezione naturale a programmare il tuo cane. La selezione naturale funziona nel modo seguente. Ogni organismo viene concepito con un suo proprio patrimonio genetico, che differisce da quello dei genitori. Il comportamento dell'animale è determinato dal proprio patrimonio genetico, così come il comportamento di un computer è determinato dal suo sistema operativo. I geni vengono in genere trasmessi dai genitori, ma a volte i figli possiedono anche dei geni nuovi, assenti nei loro genitori; è il caso della mutazione genetica, fenomeno spiegato dalla meccanica quantistica. Gli esemplari che casualmente nascono con dei geni tali da generare comportamenti più utili alla loro sopravvivenza, hanno una maggiore probabilità di sopravvivere. Tali esemplari hanno anche una maggiore probabilità di generare figli che possiedano tali geni. Quindi con il passare del tempo, il numero di esemplari che non possiedono i suddetti geni tenderanno ad estinguersi, e resteranno così solo gli esemplari che possiedono tali geni. I cani che, a causa di mutazioni genetiche, esibivano comportamenti protettivi o affettuosi nei confronti dei loro padroni, avevano una maggior probabilità di essere adottati dall'uomo, e quindi di sopravvivere. L'uomo è quindi intervenuto nel processo di selezione naturale, determinando così alcune caratteristiche comportamentali del cane.



Non è forse vero che ogni teoria che costruiamo ci spinge a formulare delle nuove domande e a cercare di raggiungere progressivamente una sempre maggiore unità?


C'e' un punto fondamentale che però stai trascurando, ed è il fatto che nel tentativo di andare più a fondo, la fisica non fa che riconfermare sempre pienamente i risultati precedenti; le nuove teorie infatti si riferiscono sempre a nuovi campi di energia, sempre più alti e sempre più lontani dalle energie in gioco nei processi molecolari. La cromodinamica quantistica, ossia la teoria dei quark, tanto per fare un esempio, non cambia neppure una virgola della meccanica quantistica che resta e sempre resterà la teoria base per la descrizione dei processi molecolari. La meccanica quantistica è un punto di arrivo definitivo per la descrizione dei processi molecolari così come la meccanica classica è e sempre resterà un punto di arrivo definitivo per gli ingenieri che costruiscono case o palazzi. Sarebbe assurdo ipotizzare che un giorno scopriremo che la meccanica classica è sbagliata nella trattazione della statica dei corpi macroscopici e allora tutte le case ed i palazzi improvvisamente crolleranno.



E' davvero possibile nel contesto della Fisica arrivare a costruire una teoria ultima, una teoria fondamentale con cui "spiegare tutto"?


Ciò che è certamente possibile, perché è già stato fatto, è costruire una teoria ultima e definitiva per la spiegazione di tutti i processi molecolari, così come è stato possibile costruire una teoria ultima per la statica e la dinamica dei corpi macroscopici (meccanica classica).



Un vero scienziato non dovrebbe cercare sempre una spiegazione logica per ogni fenomeno, rifiutando di accettare l'esistenza di fenomeni sovrannaturali?


No, penso che un vero scienziato debba sapere analizzare senza preconcetti i dati sperimentali in suo possesso, cercando di capire se tali dati siano o meno compatibili con le attuali teorie scientifiche. Rifiutare a priori l'esistenza di fenomeni sovrannaturali o cercare di nascondere o mascherare l'incompatibilità di determinati fenomeni con le teorie scientifiche in nostro possesso sono atteggiamenti che non si addicono ad un vero scienziato.



Certe volte si sente dire che nella scienza non ci sono mai dei risultati definitivi. Sei d'accordo con questa affermazione?


No, perché la fisica, proprio perché è una scienza da principi primi, ci ha dato molti risultati definitivi. Per esempio, il fatto che l'elettrone ed il protone abbiano carica uguale ma di segno opposto, o il fatto che la terra orbiti intorno al sole, possono essere considerati dei risultati definitivi. L'elettrodinamica quantistica è stata confermata in modo così preciso e sistematico che può essere considerata un punto di arrivo definitivo nella spiegazione dei processi molecolari.



E' sicuro che tutte e proprio tutte le leggi che regolano l'universo siano state scoperte ?


La questione non è se tutte le leggi che regolano l'universo siano state già scoperte, ma il fatto che siano già state scoperte le leggi che determinano tutti i processi molecolari, quelli che a loro volta determinano ogni processo biologico, includendo i processi cerebrali. Anche se non sappiamo ancora esattamente quello che succede in un buco nero, sappiamo già che ciò che avviene nel buco nero non interferisce nei processi biologici.



E' vero che ci siano prove comportamentali del fatto che i primati superiori, nei quali la corteccia prefrontale è particolarmente sviluppata, siano consapevoli, nel senso che siano in grado di riconoscersi allo specchio?


No, non esiste alcuna prova del fatto che i primati siano consapevoli; si tratta solo di interpretazioni arbitrarie del loro comportamento. Sappiamo infatti che è possibile programmare un computer in modo tale che riconosca delle immagini (eventualmente anche l'immagine di se stesso) senza che il computer sia consapevole di nulla.


Che cos'è la teoria dei multiversi o multi-universi?


Si tratta di un'idea puramente speculativa che ipotizza l'esistenza di infiniti universi nei quali si realizza ogni possibilità che possiamo immaginare. Questo significa che se tiri un dado dovrebbe esistere un universo diverso per ogni possibile risultato, così come dovrebbe esistere un universo nel quale tu scegli di non lanciare il dado; e questo per ogni tua azione o pensiero. E' chiaro che non si tratta di una teoria scientifica, ma solo di una speculazione filosofica, perchè non esiste alcun supporto sperimentale a tale ipotesi, visto che il solo universo di cui abbiamo un'evidenza sperimentale è il nostro universo.



Puoi spiegarmi perchè il mio cane quando mi vede mi corre incontro scodinzolando sembrando "contento"?e perchè quando manco io non mangia più (nonostante sia mia madre a dargli da mangiare)? prova un'emozione o in base a quale legge della fisica si comporta così?


Questi comportamenti apparentemente affettuosi del cane possono essere spiegati con la selezione naturale. I cani che a causa di mutazioni genetiche esibivano casualmente tali comportamenti, avevano una maggior probabilità di essere accettati dall'uomo, e quindi di sopravvivere. Era sufficiente che l'animale presentasse questi atteggiamenti nei confronti di un solo membro della famiglia (anche se non era colui che lo nutriva) per essere accettato dalla famiglia. Si tratterebbe di un caso di selezione naturale, indotta dall'uomo.



Che relazione c'è tra la selezione naturale e le leggi della fisica?


La selezione naturale non è altro che l'applicazione delle leggi della statistica al caso di mutazione genetica. Le leggi della statistica sono parte integrante delle leggi della fisica, e la mutazione genetica è una diretta conseguenza delle leggi della meccanica quantistica.



Perché il mio cane guaisce quando gli pesto accidentalmente la coda?


Il guaire del cane può essere considerato un meccanismo di allarme, un modo per dare un avvertimento a chi ha pestato la coda. La selezione naturale ha selezionato quei comportamenti che potevano essere utili per preservare l'animale da danni fisici. Bisogna anche considerare che gli animali vivono spesso in branchi; il fatto che un animale sia in grado di comunicare attraverso suoni o altri meccanismi con gli altri animali, dando loro per esempio avvertimenti di pericolo, risulta utile alla sopravvivenza del branco. Questo spiega perché un cane ferito guaisca; in questo modo infatti può segnalare un eventuale pericolo ad altri animali del branco.



Noi concettualmente descriviamo la realtà fisica non solo in termini di particelle quantistiche, ma anche in termini di loro combinazioni. Quando gli atomi formano le molecole, producono sostanza con diverse proprietà, proprietà diverse da quelle degli atomi.


Innanzitutto, nessuna combinazione di particelle quantistice è possibile nelle leggi della fisica. Ciò che abbiamo sono solo particelle quantistiche, come eletroni e protoni, che interagiscono attraverso l'interazione elettromagnetica. Questa interazione può essere attrattiva, e quindi le particelle quantistiche possono restare le une vicino alle altre in diverse forme geometriche; questo è ciò che è un atomo, una molecola o un oggetto macroscopico, e niente più. Inoltre, tutte le molecole hanno di fatto le stesse proprietà, e queste proprietà sono la possibilità di scambiare energia con altre particelle o fotoni, e di muoversi nello spazio. Queste sono le stesse proprietà di tutte la particelle quantistiche. Poichè la meccanica quantistica stabilisce che questi scambi di energia debbano essere quantizzati, possiamo avere molecole diverse che scambiano quantità diverse di energia, e questa è per esempio la ragione per cui molecole diverse hanno colori differenti. Infatti, molecole diverse assorbono fotoni con energia diversa; il processo resta comunque sempre lo stesso, ossia assorbimento di fotoni.



Se gli animali non hanno sensazioni, qual'è la funzione del loro cervello e del loro sistema nervoso?


La funzione del sistema nervoso è quella di ricevere gli stimoli esterni, trasmetterli ad una unità centrale (il cervello), che elabori tali dati e stabilisca un certo tipo di reazione. Proprio come avviene nei computers, quando sono collegati ad una telecamera o ad un microfono. Anche il cervello dell'uomo gestisce molti processi in modo assolutamente inconscio; certamente non siamo noi a stabilire coscientemente la quantità dei succhi gastrici che dobbiamo produrre. Oppure quando camminiamo, non siamo noi che consciamente diamo il comando ad ogni nostro muscolo coinvolto nel movimento dei nostri arti. Questi sono alcuni semplici esempi di processi gestiti dal cervello, e non dalla mente.



Sei sicuro che fra mille anni la nostra scienza non sarà considerata alla stregua di quella degli antichi egizi?


Le leggi della fisica non saranno mai considerate alla stregua delle teorie degli antichi egizi. Non ha alcun senso paragonare le nostre conoscenze scientifiche a quelle degli antichi egizi poichè la loro scienza consisteva in un insieme di nozioni disorganiche e scorrelate, nella maggior parte dei casi prive di alcuna conferma sperimentale. Oggi invece tutti i fenomeni meccanici, elettrici, magnetici, chimici e biologici sono stati ricondotti alle sole leggi della fisica. Tali leggi sono state sistematicamente confermate da innumerevoli e precisi dati sperimentali. Questi miliardi e miliardi di rigorose conferme sperimentali sono un elemento oggettivo che la storia non potrà mai cancellare. L'elettrodinamica quantistica rappresenta una tappa definitiva nella storia, perchè svela i principi primi che determinano ogni processo chimico e biologico.



Ci sono processi biologici che sono sensibili alla forza di gravità; le attuali leggi della fisica spiegano questi processi?


I soli effetti della gravità sui processi biologici sono dovuti alla classica legge di Newton; dunque anche la fisica classica è già in grado di spiegare gli effetti della gravità terrestre sui processi biologici. Inoltre, è molto semplice introdurre un potenziale gravitazionale classico nell'Hamiltoniana quantistica, e questo descrive correttamente gli effetti della gravità terrestre sui sistemi molecolari. In questo modo è stato predetto il fenomeno conosciuto come interferenza quantistica indotta da gravità; questo fenomeno è stato osservato sperimentalmente nel 1975 ed è riportato su molti libri di testo sulla meccanica quantistica.



E' vero che la meccanica quantistica può essere applicata solo a sistemi microscopici, mentre per i sistemi macroscopici bisogna usare la fisica classica?


E' assolutamete falso. La meccanica classica è solo una utile approssimazione della meccanica quantistica e non una teoria alternativa ad essa. Mentre la teoria esatta è di validità generale (fisica quantistica), l'approssimazione (fisica classica) può essere utilizzata solo in determinate condizioni, nelle quali si verifica che le differenze tra soluzione esatta e soluzione approssimata sono trascurabili. Nel caso della fisica classica, questo accade nella maggior parte dei sistemi macroscopici, con alcune importanti eccezioni; per esempio, i superfluidi o i superconduttori, pur essendo sistemi macroscopici, non possono essere spiegati con fisica classica.



Come puoi dimostrare l'esistenza della vita psichica nell'uomo?


Come disse Cartesio: "Cogito ergo sum" (penso dunque esisto). L'esistenza della nostra vita psichica è un fenomeno direttamente osservabile in noi stessi, anzi è la condizione preliminare necessaria per l'osservazione di un qualunque fenomeno. Anche se non è possibile osservare direttamente la vita psichica al di fuori di noi stessi, il fatto stesso che gli altri siano in grado di comprendere concetti come "coscienza", "psiche", ecc. o comunque di discutere di religione, morale, psicologia, ecc. è sufficente a dimostrare l'esistenza della vita psichica anche al di fuori del nostro "io".



Il principio di indeterminazione di Heisenberg invalida in principio di causa-effetto?


No; infatti il principio di indeterminazione, che è in realtà solo l'enunciazione di una proprietà matematica delle equazioni della fisica quantistica, stabilisce soltanto l'impossibilità di misurare esattamente e contemporaneamente variabili come la posizione e la quantità di moto di una particella. L'evoluzione temporale della funzione d'onda di un qualunque sistema è stabilita in modo rigorosamente deterministico dalle equazioni della meccanica quantistica. Determinismo e principio di causa-effetto sono essenzialmente sinonimi; se lo stato del sistema è determinato da specifiche leggi, questo equivale a dire che tali leggi sono la causa del suo esistere in un dato stato anzichè in altro. Nella meccanica quantistica il determinismo viene violato solo nel momento in cui il sistema fisico viene "osservato", ed è questo il caso a cui si riferisce il principio di indeterminazione di Heisenberg. L'osservazione infatti causa il cosiddetto "collasso della funzione d'onda", ossia una modifica irreversibile dello stato del sistema, modifica che non può essere nè ricondotta, nè spiegata dalle equazioni della fisica. Dopo l'osservazione, il sistema riprenderà ad evolversi in modo deterministico fino alla prossima osservazione. Nella fisica quantistica l'osservazione è un processo non-fisico, perchè agisce dal di fuori delle leggi stesse della fisica e violando tali leggi. Il principio di indeterminazione ed il collasso della funzione d'onda non invalidano quindi il principio di causa-effetto; essi stabiliscono invece in modo molto diretto la natura trascendente dell'osservazione, e conseguentemente, la natura trascendente della vita psichica, che fornisce all'uomo la capacità di "osservare".
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Perchè il principio di indeterminazione di Heisenberg non vale per i sistemi macroscopici?


Il principio di inderminazione vale tanto per i sistemi microscopici come per quelli macroscopici. Tale principio stabilisce un limite massimo alla precisione con cui è possibile misurare contemporaneamente variabili come la posizione e la quantità di moto di un oggetto. Poichè le dimensioni e la massa degli oggetti macroscopici sono enormi, se confrontati con le particelle microscopiche, le misure che possiamo effettuare sui sistemi macroscopici sono estremamente meno precise di quelle che possiamo fare in campo microscopico. Questa è la ragione per cui non ci accorgiamo dell'esistenza del principio di interminazione quanto operiamo nel campo macroscopico. Per fare un esempio, sarebbe come pretendere di rilevare una differenza di peso di un milligrammo con una bilancia che ha la tolleranza del kilogrammo.



Il filosofo Kant considerava il principio di causa-effetto come una categoria del nostro intelletto: tu cosa ne pensi?


Kant divide la realtà in fenomenica e noumenica; la prima è la realtà così come la conosciamo attraverso i nostri sensi ed il nostro intelletto, mentre la seconda è la realtà così come essa è realmente "in se stessa". La fisica quantistica ha dimostrato che questa divisione è corretta; infatti la realtà fisica (ossia la realtà noumenica, nella terminologia usata da Kant) è molto diversa da ciò che ci appare (il fenomeno). Per esempio il noumeno "tavolo" è costituito per la maggior parte da spazio vuoto, spazio nel quale si muovono continuamente particelle piccolissime. Il fenomeno "tavolo", ossia l'immagine del tavolo che vediamo, è un oggetto compatto, riempito uniformemente di materia immobile. Certamente l'uomo ha un ruolo attivo nel processo di conoscenza, poichè non conosciamo direttamente il noumeno, ma solo le nostre sensazioni (per esempio la sensazione visiva del tavolo) che sono una creazione della nostra psiche e non esistono come tali fuori dalla nostra mente. Kant però sbaglia quando afferma che il noumeno non è conoscible, e che la nostra conoscenza dei fenomeni è costruita attraverso delle categorie che ci costringono a conoscere in quel dato modo con cui conosciamo (l'analogia di Kant è quella del paio di occhiali rossi che ci costringerebbero a vedere tutto rosso, per cui non possiamo che vedere la realtà rossa). Infatti, affinchè l'uomo possa organizzare la conoscenza della realtà attraverso le categorie dell'intelletto, tale realtà deve essere intrinsecamente organizzabile, ossia deve essere strutturata in modo compatibile con i criteri o le categorie usati per organizzarla. Questa compatibilità è una proprietà reale e al tempo stesso conoscibile del noumeno. La scienza oggi ha mostrato che è possibile dare una descrizione molto accurata e fedele della realtà fenomenica attraverso uno specifico sistema di equazioni matematiche. Il punto è che possiamo inventare infinite equazioni matematiche, che però non potrebbero minimamente descrivere la realtà fenomenica. Perchè dunque la realtà fenomenica sarebbe descritta proprio da quelle specifiche equazioni e non da una qualsiasi delle altre infinite equazioni che possiamo inventare? La sola risposta plausibile è che le leggi della fisica rappresentino fedelmente la struttura matematica intrinseca del noumeno. Sarebbe assurdo ipotizzare che le equazioni della fisica siano una categoria del nostro intelletto, dato che sono occorsi parecchi millenni prima che tali equazioni fossero scoperte, e che esse sono il risultato di lunghi studi "a posteriori" sui dati sperimentali. Inoltre, le categorie dovrebbero avere un carattere universale, comune a tutti gli uomini; dovrebbero essere innate, ossia intrinseche alla natura umana, mentre la maggior parte degli uomini, non ha neppure la minima idea di cosa siano le equazioni della fisica. Dunque la fisica ci rivela una proprietà intrinseca del noumeno, ossia l'esistenza di una specifica struttura matematica nell'universo. Kant afferma poi che il principio di causa-effetto è solo una categoria dell'intelletto, e ritiene che tale principio, in quanto categoria, possa essere applicato solo alla realtà fenomenica. L'errore di Kant è ancora quello di non riconoscere che, se la realtà fisica (ossia noumenica) non fosse strutturata in modo compatibile ai principi da noi usati per conoscerla, nessun tipo di conoscenza sarebbe possibile, nè sarebbe possibile giustificare la nostra capacità di descrivere e prevedere sistematicamente i fenomeni naturali utilizzando tali principi. L'esistenza di leggi matematiche che determinano lo stato ed i processi nella realtà fisica/noumenica implica che il principio di causa-effetto sia intrinseco alla natura del noumeno, ovvero sia necessario per l'esistenza stessa del noumeno; tali leggi sono infatti la causa dell'esistenza del noumeno in un dato stato anzichè in un altro. Il principio di causa-effetto non può quindi essere considerato solo una categoria dell'intelletto umano, poichè l'universo, ossia il noumeno, esiste indipendentemente dall'uomo ed esisteva prima dell'uomo. Cade dunque la tesi di Kant secondo cui il principio di causa-effetto non possa essere applicato al di fuori della conoscenza fenomenica. E' utile osservare che lo stesso Kant cade in contraddizione perchè di fatto fa uso del principio di causa-effetto quando postula l'esistenza del noumeno (che funge da causa) per giustificare l'esistenza del fenomeno (che è l'effetto).



La vita psichica può essere considerata una forma di energia?


Sia nelle filosofie materialiste che nelle religioni orientali si fa un grande uso della parola "energia", senza però dare a questo termine una rigorosa ed accurata definizione. Nella Fisica, l'energia è invece definita molto rigorosamente come un operatore matematico, che determina la dinamica del sistema. Questo operatore, chiamato Hamiltoniano, è costituito dalla somma di alcuni termini, ciascuno dei quali determina un tipo di energia, come l'energia cinetica dell'elettrone o l'energia del fotone. Per potere avere altri tipi di energia sarebbe necessario aggiungere altri termini all'Hamiltoniano; questo però significherebbe modificare le leggi della fisica e tutti i processi da esse determinati, perdendo così l'accordo con i dati sperimentali. Poichè nelle leggi della fisica non esiste alcun termine dell'Hamiltoniano che corrisponda ad una "energia psichica", non ha alcun senso affermare che la vita psichica sia una forma di energia. Si tratta sostanzialmente di un abuso di linguaggio scientifico. Dunque l'energia delle filosofie materialiste e delle religioni orientali è solo un termine vago, vuoto e privo di significato, che non ha nulla a che fare con il concetto scientifico di energia. Inoltre la vita psichica è intrinsecamente connessa al concetto di persona o di "io"; non ha alcun senso parlare di vita psichica come di un "qualcosa" di impersonale.



L'entropia è una proprietà olistica o emergente?


Come Boltzmann dimostrò circa un secolo fa, l'entropia non è altro che il logaritmo del numero dei possibili stati microscopici, corrispondenti ad una prefissata condizione macroscopica del sistema; L'entropia può quindi essere definita allo stesso modo tanto per un sistema di molte particelle, quanto per una particella singola. Dunque l'entropia non può assolutamente essere considerata una proprietà olistica o emergente.



La seconda legge della termodinamica è una reale proprietà olistica o emergente?


Assolutamente No. Innanzitutto le leggi della termodinamica non descrivano mai un sistema reale, ma solo modelli estremamente semplificati ed approssimativi; per esempio non si tiene minimamente conto del numero di particelle presenti nel sistema, nè delle loro posizioni, ma si prendono in considerazione solo poche variabili macroscopiche. In secondo luogo, la seconda legge della termodinamica è vera solo in modo approssimativo, perchè non tiene conto delle fluttuazioni statistiche che invece avvengono nei sistemi reali. Essendo dunque una legge approssimativa, la seconda legge della termodinamica non può certamente essere considerata una proprietà reale del sistema fisico; essa è solo un concetto astratto che descrive in modo approssimativo e semplificato il sistema reale, come del resto tutte le altre cosiddette "proprietà olistiche od emergenti" solitamente citate dai materialisti. La realtà non è infatti approssimazione; la realtà è o non è; le approssimazioni sono solo concetti astratti, e come tali, esistono solo nella nostra mente.



La Temperatura è una proprietà olistica o emergente?


Certamente No. La temperatura è essenzialmente l'energia cinetica media delle particelle. La temperatura può quindi essere definita anche per una particella singola, considerando il suo valore di energia cinetica; dunque la temperatura non è nè emergente, nè olistica. Inoltre, si può osservare che la media è solo un concetto astratto, e dunque la temperatura non è una proprietà reale, ma solo un concetto astratto utilizzato per semplificare la descrizione del sistema reale; è infatti certamente molto più semplice utilizzare un solo valore (la media) per descrivere il sistema, invece di calcolare l'energia cinetica di tutte le particelle del sistema.



La mente può essere definita come il software del cervello?


E' una vera assurdità. Il computer funziona attraverso successioni di impulsi elettrici, che sono concatenati tra loro e che determinano tra l'altro anche l'accensione dei tanti punti luminosi che formano le immagini che vediamo sullo schermo. Tali successisoni possono essere codificate in codice binario e trascritte su supporti come CD, DVD, ecc. Con la parola software indichiamo il vasto insieme di tutte le possibili successioni di impulsi elettrici che possono avvenire nei computers. Il software è quindi solo un concetto astratto, che, come ogni concetto astratto, presuppone l'esistenza di una mente che lo concepisca; il software non può esistere al di fuori dalla mente, nè indipendentemente da essa. La mente, essendo una condizione preliminare necessaria all'esistenza del software, non può essere essa stessa un software.



L'esistenza dell'anima e della sua interazione con il cervello implica una violazione del principio di conservazione dell'energia?


Il principio di conservazione dell'energia è una conseguenza matematica delle leggi della fisica; dunque questo principio è valido solo quando si è in presenza di interazioni esclusivamente fisiche. Nel caso siano presenti interazioni non fisiche, non c'è ragione di aspettarsi che tale principio non possa essere violato. Inoltre, la meccanica quantistica prevede la possibiltà che il sistema si trovi in stati che non abbiano un valore definito di energia, e quindi il principio di conservazione dell'energia non può essere sempre applicato.

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