Dio castighi punizioni e Misericordia catechesi Bibbia - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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Dio castighi punizioni e Misericordia catechesi Bibbia

Catechesi seconda parte
Dio Punisce? Dio Castiga?

C'è chi asserisce (ad esempio i modernisti) che Dio non punisca mai l'uomo peccatore perché lo ama troppo per punirlo. Ma è davvero così?
Non dimentichiamo che Dio è Padre, e un padre spesso non si può limitare solo ad amare i propri figli ma li deve anche educare, talvolta non si può educare solo con parole ed azioni misericordiose alcune volte bisogna punire i figli al fine di educarli, ma a differenza di Satana che punisce per la distruzione dell'uomo Dio punisce per educare l'uomo e condurlo alla salvezza eterna.
Se Dio non punisse mai, cosa ci indicherebbero ad esempio i versetti biblici in cui Dio punisce l'uomo ad esempio attraverso il diluvio universale? Oppure gli egiziani al fine di convincere il Faraone a liberare gli schiavi ebrei?

Ricordiamo le 10 piaghe d'Egitto

  1. Tramutazione dell'acqua in sangue
  2. Invasione di rane dai corsi d'acqua
  3. Invasione di zanzare
  4. Invasione di mosche tropicali
  5. Morte del bestiame
  6. Ulcere su animali e umani
  7. Pioggia di fuoco e ghiaccio (grandine)
  8. Invasione di cavallette/locuste
  9. Tenebre
  10. Morte dei primogeniti maschi

Ecco alcuni esempi:

Genesi, 38: 8-10 – Giuda pregò Onan di dormire con la moglie di suo  fratello – ucciso da Dio per la sua malvagità – incoraggiandolo: “Va’  dalla moglie di tuo fratello, prenditela in moglie come cognato e  suscita una discendenza a tuo fratello.” Onan ottemperò, “ma ogni volta  che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non  dare una posterità al fratello.” Dio ritenne questo un gesto malvagio e  lo punì con la morte.



DIO AFFLIGGE? DIO PUNISCE?

Secondo la pastorale MODERNISTA NO, secondo la Bibbia si, non dimentichiamo però che Dio è Padre, e punisce per educare non per annientare.
Poi c'è chi dice che Dio puniva solo nel Vecchio Testamento, come se questo non fosse Parola di Dio, relegandolo a qualcosa di superato, antico, vecchio, obsoleto, da scartare insomma, invece nel Nuovo Testamento Dio sarebbe solo Misericordia, accoglienza, perdono a prescindere dalla conversione dei peccatori. Ma è davvero così?

Per il peccato di Sodoma e Gomorra
dopo che gli abitanti furono accecati, «il Signore fece piovere dal cielo (...) zolfo e fuoco» (Gen 19,11.24). Ciò non toglie che la pioggia di fuoco si possa spiegare in altri modi, ma la Bibbia la interpreta così: mandata da Dio per i peccati.

Passando a vicende personali, il Signore, dopo  l’adulterio di Davide con Betsabea, «colpì il bambino che la moglie di  Uria aveva partorito a Davide» e il bambino «il settimo giorno morì» (2Sam 12,15.18). Davide peccò anche con il censimento del popolo e «così il Signore mandò la peste in Israele» (2Sam 24,15), che fu tolta grazie al pentimento di Davide, ma che provocò la morte di settantamila persone (cfr. 2Sam 24,15-17).

Tornando alle vicende collettive e alla più catastrofica:  la caduta dei due regni del sud e del nord, l’invasione e l’esilio.  Ebbene, «ciò avvenne perché gli Israeliti avevano peccato contro il  Signore» (2Re 17,7) venerando altri dei e non osservando le leggi della alleanza (cfr. 2Re 17,8-19), per cui il Signore «li consegnò in mano a predoni, finché non li scacciò dal suo volto» (2Re 17,20).  Anche quando il profeta annuncia la liberazione dall’esilio in termini  di consolazione, non omette di precisare che il popolo «ha ricevuto  dalla mano del Signore il doppio per tutti i suoi peccati» (Is 40,2).  Ciò non toglie che la fine dei due regni e l’esilio si possano spiegare  in tanti altri modi - ad esempio con il logoramento interno e con la  tendenza degli imperi continentali ad assicurarsi uno sbocco sul mare -,  ma la Bibbia li interpreta così: punizione di Dio per i peccati, a  cominciare dal peccato di aver adorato altri dei.
 
Infine, dopo il ritorno dall’esilio i profeti spiegarono carestie e scarsità di raccolti con la lentezza nella ricostruzione del tempio (Ag 1,5-11; 2,19).

Chi, come anche alcuni preti, dice che Dio non punisce mai l'uomo o i popoli, quale Bibbia avrà letto?

SALMO 93
R. Il Signore non respinge il suo popolo.
Beato l’uomo che tu castighi, Signore,
e a cui insegni la tua legge,
per dargli riposo nei giorni di sventura. R.
Poiché il Signore non respinge il suo popolo
e non abbandona la sua eredità,
il giudizio ritornerà a essere giusto
e lo seguiranno tutti i retti di cuore.


Sappiamo benissimo che c'è si annoia a leggere lunghi testi, quindi vi diamo subito un'anteprima di una punizione (per educare i presenti dell'epoca) riportata nel Nuovo Testamento, il resto degli episodi o versetti li troverete più sotto.


Anania e Saffira furono puniti con la morte da Dio, tramite Pietro.

Anania e Saffira  sono una coppia aspramente condannata negli Atti degli Apostoli  (5,1-11): avendo nascosto agli Apostoli parte del ricavato della vendita  di un podere, sono oggetto di un giudizio da parte di Pietro e muoiono.

1 Un uomo di nome Anania con la moglie Saffira vendette un suo podere 2 e, tenuta per sé una parte dell'importo d'accordo con la moglie, consegnò l'altra parte deponendola ai piedi degli apostoli. 3 Ma  Pietro gli disse: «Anania, perché mai satana si è così impossessato del  tuo cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto  parte del prezzo del terreno? 4 Prima di venderlo, non  era forse tua proprietà e, anche venduto, il ricavato non era sempre a  tua disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a quest'azione? Tu non  hai mentito agli uomini, ma a Dio». 5 All'udire queste parole, Anania cadde a terra e spirò. E un timore grande prese tutti quelli che ascoltavano. 6 Si alzarono allora i più giovani e, avvoltolo in un lenzuolo, lo portarono fuori e lo seppellirono.
7 Avvenne poi che, circa tre ore più tardi, entrò anche sua moglie, ignara dell'accaduto. 8 Pietro le chiese: «Dimmi: avete venduto il campo a tal prezzo?». Ed essa: «Sì, a tanto». 9 Allora  Pietro le disse: «Perché vi siete accordati per tentare lo Spirito del  Signore? Ecco qui alla porta i passi di coloro che hanno seppellito tuo  marito e porteranno via anche te». 10 D'improvviso  cadde ai piedi di Pietro e spirò. Quando i giovani entrarono, la  trovarono morta e, portatala fuori, la seppellirono accanto a suo  marito. 11 E un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa e in quanti venivano a sapere queste cose.

Perchè Dio fece morire così Anania e Saffira? Perchè era un Padre cattivo? O per educare il suo popolo?
Io direi per educare il suo popolo. Dio è misericordioso ma anche sommamente Giusto, quindi punisce per educare non per godere della morte o delle malattie delle sue creature, noi siamo sue creature, quindi chi dice e ripete che Dio non punisce, non castiga, dimentica alcuni versetti biblici come questi e tanti altri.

Molto più sotto troverete diversi versetti del Nuovo Testamento che parlano di punizioni e castighi, per ora continuiamo con il Vecchio Testamento, che ricordiamo essere anch'esso Parola di Dio riconosciuta dalla Chiesa cattolica ma anche dalla maggior parte dei protestanti.

Levitico 26,23
E se, nonostante questi castighi, non volete  correggervi per tornare a me, ma con la vostra condotta mi resisterete,  anche io vi resisterò

Giobbe 19,29
temete invece per voi stessi la spada!
Perché furiosi sono i castighi della spada,
affinché sappiate che c'è una giustizia».

Ezechiele 5,15
La tua infamia e il tuo disonore serviranno di  ammonimento e di stupore per le nazioni che ti circondano, quando io  avrò eseguito su di te i miei giudizi con ira, con furore, con indignati  castighi - io, il SIGNORE, ho parlato

Chi vi ha afflitto con tanti mali vi darà anche una gioia perenne.  Dal libro del profeta Baruc 4,5-12.27-29 Coraggio,  popolo mio, tu, memoria d’Israele! Siete stati venduti alle nazioni non  per essere annientati, ma perché avete fatto adirare Dio siete stati  consegnati ai nemici. Avete irritato il vostro creatore, sacrificando a  dèmoni e non a Dio. Avete dimenticato chi vi ha allevati, il Dio eterno,  avete afflitto anche colei che vi ha nutriti, Gerusalemme. Essa ha  visto piombare su di voi l’ira divina e ha esclamato: «Ascoltate, città  vicine di Sion, Dio mi ha mandato un grande dolore. Ho visto, infatti,  la schiavitù in cui l’Eterno ha condotto i miei figli e le mie figlie.  Io li avevo nutriti con gioia e li ho lasciati andare con pianto e  dolore. Nessuno goda di me nel vedermi vedova e abbandonata da molti;  sono stata lasciata sola per i peccati dei miei figli, perché hanno  deviato dalla legge di Dio». Coraggio, figli, gridate a Dio, poiché si  ricorderà di voi colui che vi ha afflitti. Però, come pensaste di  allontanarvi da Dio, così, ritornando, decuplicate lo zelo per  ricercarlo; perché chi vi ha afflitto con tanti mali vi darà anche, con  la vostra salvezza, una gioia perenne. Parola di Dio.

Numeri, 16:27-33 – Gli uomini si dimostrarono indocili, perciò Dio  fece sì che la terra si aprisse ed inghiottisse uomini, donne e bambini.
 
Numeri, 16:35 – Il fuoco di Dio “divorò i duecentocinquanta uomini che offrivano l’incenso.“
 
Numeri, 16:49 – Con una piaga, Dio sterminò quattordicimilasettecento uomini.
 
Numeri, 21:3 – Il Signore affidò i Cananei ad Israele, che “votò allo sterminio i Cananei e le loro città.“
 
Numeri, 21:6 – Il Signore “mandò tra il popolo dei serpenti velenosi i  quali mordevano la gente, e gran numero d’Israeliti morirono.“
Numeri, 25:4 – “Il Signore disse a Mosè: Prendi tutti i capi del popolo e  falli impiccare davanti al Signore, alla luce del sole, affinché  l’ardente ira del Signore sia allontanata da Israele.“
Numeri, 25:9 – Una pestilenza divina sterminò ventiquattromila persone.
Numeri, 31:17-18 – Dio ordinò a Mosè di uccidere ogni maschio madianita  tra i bambini, e “ogni donna che ha avuto rapporti sessuali con un uomo”  – “ma tutte le fanciulle che non hanno avuto rapporti sessuali con  uomini, lasciatele in vita per voi.”
Deuteronomio, 2:33-34 – Sotto la guida di Dio, gli israeliti  sterminarono completamente gli uomini, le donne ed i bambini di Sicon. –  “Non vi lasciammo nessuno in vita.“

Mosè è l’uomo di fiducia in tutta la mia casa. Perché non avete temuto di parlare contro di lui?
   
Dal libro dei Numeri 12,1-13
   
In quei giorni, Maria e Aronne parlarono contro Mosè, a causa della  donna etìope che aveva preso. Infatti aveva sposato una donna etìope.  Dissero: «Il Signore ha forse parlato soltanto per mezzo di Mosè? Non ha  parlato anche per mezzo nostro?». Il Signore udì. Ora Mosè era un uomo  assai umile, più di qualunque altro sulla faccia della terra. Il Signore  disse a un tratto a Mosè, ad Aronne e a Maria: «Uscite tutti e tre  verso la tenda del convegno». Uscirono tutti e tre. Il Signore scese in  una colonna di nube, si fermò all’ingresso della tenda e chiamò Aronne e  Maria. I due si fecero avanti. Il Signore disse: «Ascoltate le mie  parole! Se ci sarà un vostro profeta, io, il Signore, in visione a lui  mi rivelerò, in sogno parlerò con lui. Non così per il mio servo Mosè:  egli è l’uomo di fiducia in tutta la mia casa. Bocca a bocca parlo con  lui, in visione e non per enigmi, ed egli contempla l’immagine del  Signore. Perché non avete temuto di parlare contro il mio servo, contro  Mosè?». L’ira del Signore si accese contro di loro ed egli se ne andò;  la nube si ritirò di sopra alla tenda ed ecco: Maria era lebbrosa,  bianca come la neve. Aronne disse a Mosè: «Ti prego, mio signore, non  addossarci il peccato che abbiamo stoltamente commesso! Ella non sia  come il bambino nato morto, la cui carne è già mezzo consumata quando  esce dal seno della madre». Mosè gridò al Signore dicendo: «Dio, ti  prego, guariscila!».
   
 
Deuteronomio, 3:6 – Sotto la guida di Dio, gli israeliti sterminarono  completamente gli uomini, le donne ed i bambini di Og. Saccheggiarono  il bestiame ed i possedimenti.
Giosuè, 10:30 – Dio mise la città di Libna nelle mani di Giosuè.  “Giosuè la mise a fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano;  non ne lasciò scampare una.“
 
Giosuè, 10:32-33 – Dio diede la sua approvazione affinché Giosuè  uccidesse ogni uomo, donna e bambino della città di Lachis. Con la  spada.
Giudici, 16:27-30 – Dio concesse a Sansone la forza per buttare giù le colonne del tempio ed uccidere tremila persone.

«Io sono il Signore, non ce n’è altri. Io formo la luce e creo le  tenebre, faccio il bene e provoco la sciagura; io, il Signore, compio  tutto questo. Stillate, cieli, dall’alto e le nubi facciano piovere la  giustizia; si apra la terra e produca la salvezza e germogli insieme la  giustizia. Io, il Signore, ho creato tutto questo»

Isaia 45,6b-8.18.21b-25
   
«Io sono il Signore, non ce n’è altri. Io formo la luce e creo le  tenebre, faccio il bene e provoco la sciagura; io, il Signore, compio  tutto questo. Stillate, cieli, dall’alto e le nubi facciano piovere la  giustizia; si apra la terra e produca la salvezza e germogli insieme la  giustizia. Io, il Signore, ho creato tutto questo».

Il crollo della torre di Babele, la distruzione di Sodoma e Gomorra, tutta roba del Vecchio Testamento dirà qualcuno, come se non fosse ugualmente Parola di Dio, ma anche nel Nuovo Testamento troviamo la punizione mortale di Anania e Saffira e caddero morti ai piedi di Pietro perchè tentarono di ingannare lui e lo Spirito Santo davanti a tutta la comunità dicendo che stavano dando tutto il ricavato della vendita dei loro beni, quando invece era solo una parte.

NEL NUOVO TESTAMENTO
Nel giorno fissato, Erode, indossato l’abito reale, e postosi a sedere sul trono, li arringava pubblicamente. E il popolo si mise a gridare: Voce d’un dio, e non d’un uomo! In quell’istante, un angelo del Signore lo percosse, perché non aveva dato a Dio la gloria; e morì, roso dai vermi” (Atti 12,20-23).

Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno seppellito il tuo marito sono all’uscio e ti porteranno via. Ed ella in quell’istante cadde ai suoi piedi, e spirò. E i giovani, entrati, la trovarono morta; e portatala via, la seppellirono presso suo marito” (Atti 5,1-10).

Apocalisse 18,4
Poi udii un'altra voce dal cielo che diceva:  «Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate complici dei suoi  peccati e non siate coinvolti nei suoi castighi;

Il primo: non è automatica la relazione tra il  peccato e una disgrazia soprattutto fisica. Gesù lo afferma quando alla  domanda sul cieco nato, se avesse peccato lui o i genitori per  ritrovarsi cieco, risponde: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è  perché in lui siano manifestate le opere di Dio» (Gv 9,3). Più chiaro di così!
 
Il secondo: a fronte della caduta di una torre con  l’uccisione di persone e di un eccidio compiuto da Pilato, Gesù precisa  che i morti non erano più peccatori di quanti lo stavano ascoltando, ma  «se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo» (Lc 13,3.5);  dopo la guarigione di un paralitico, Gesù lo incontra e lo ammonisce:  «Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio» (Gv 5,14).  Sono testi che suppongono un peccato precedente che “si potrebbe”  legare alle disgrazie, ma la dinamica del discorso è volta a scongiurare  la disgrazia definitiva più che non a tematizzare la relazione tra  peccato precedente e disgrazia attuale.
 
Il terzo: preso atto della cattiva celebrazione  dell’Eucaristia a Corinto, Paolo conclude: «È per questo che tra voi ci  sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti» (1Cor 11,30).  Il commento della Bibbia di Gerusalemme tende a diminuire la forza del  testo attribuendolo a una “pensata” di Paolo che «interpreta un’epidemia  come una punizione divina per la mancanza di carità che ha reso  l’eucaristia impossibile». Vero, ma il testo è garantito  dall’ispirazione dello Spirito Santo e pone un legame esplicito tra la  cattiva celebrazione eucaristica e le malattie e le morti. In questo  caso la considerazione di Paolo è esattamente il contrario della  risposta di Gesù sul cieco nato, ma non si tratta di contrapporre Paolo a  Gesù Cristo: piuttosto si tratta di prendere atto che la realtà è  variegata e comporta diversi modi di agire di Dio. Dunque il NT insegna  l’assenza di legame tra peccato concreto e malattia concreta in alcuni  casi e la presenza dello stesso legame in altri casi.
 
Il NT svela un’azione castigante di Dio anche attraverso l’uso di precisi termini. (cfr la nuova bq, Riccardo Barile)

Il primo è “kolázô”, con il significato iniziale di sfrondare e quindi castigare. Il termine è usato in senso forte in Mt 25,46: «e se ne andranno: questi al supplizio eterno (...)» e in 2Pt 2,9 dove  il Signore riserva gli iniqui «per il castigo nel giorno del giudizio».  Non più riferito a Dio, ma in senso di punizione attiva, ricorre in At 4,21 (il  sinedrio vuole punire gli apostoli). I testi presuppongono un’azione  castigante e diretta di Dio e non solo l’afflizione che deriva da un  peccato commesso.

 
Il secondo è “timôréô” che - dalla radice “onore” - significa ristabilire l’onore e la giustizia, anche con una punizione. Il testo più forte è Eb 10,29:  «di quanto peggiore castigo pensate che sarà giudicato meritevole chi  avrà calpestato il Figlio di Dio e ritenuto profano quel sangue  dell’alleanza». Vedi altri testi nei quali Dio non è il soggetto, ma  dove il senso è sempre di un intervento punitivo esterno al colpevole: At 22,5; 26,11; 2Cor 2,6.

 
Il terzo deriva dalla radice “díkê”, giustizia, nel senso di fare giustizia, ristabilirla - se è stata infranta - con un’azione punitiva (cfr. Lc 18,3.5.7-8; Ap 6,10; 19,2). Bisogna trattare il proprio corpo con rispetto senza ingannare i fratelli perché «il Signore punisce tutte queste cose» (1Ts 4,6). Nell’assedio a Gerusalemme vi saranno «giorni di vendetta» (Lc 21,22).  Alla fine dei tempi Gesù si manifesterà dal cielo «per punire quelli  che non riconoscono Dio e quelli che non obbediscono al vangelo (...)  essi saranno castigati con una rovina eterna» (2Ts 1,8-9) e già oggi «conosciamo colui che ha detto: A me la vendetta!» (Eb 10,30). Vedi ancora il fuoco vendicatore su Sodoma e Gomorra, le punizioni delle autorità civili e altri usi del termine in Paolo (Gd 7; 1Pt 2,14; Rm 3,19; 12,19; 13,4; 2Cor 7,11; 10,6).

 
Infine, la categoria della “correzione” o “educazione”, da “paidéuô”: «è per la vostra correzione che soffrite! Dio vi tratta come figli; e qual è il figlio che non viene corretto dal padre?» (Eb 12,7 e più ampiamente 12,5-11). «Io, tutti quelli che amo, li rimprovero e li educo» (Ap 3,19; vedi anche Pr 3,12; Dt 8,5).  Qui si può supporre un peccato precedente e un intervento di Dio, ma il  contesto è non assimilabile alla severità dei testi precedenti. Vedi  due affermazioni particolarmente consolanti dell’AT: Dio «non vuole fare  vendetta di noi, ma è a scopo di correzione che il Signore castiga  quelli che gli stanno vicino» (Gdt 8,27); «Io prego coloro che  avranno in mano questo libro di non turbarsi per queste disgrazie e di  pensare che i castighi non vengono per la distruzione, ma per la  correzione del nostro popolo» (2Mac 6,12; cfr. 7,33).

 
Nel NT abbiamo però la rivelazione del modo definitivo con il quale Dio si situa verso gli uomini: Dio «vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità» (1Tm 2,4). Affermazione anticipata da alcuni testi dell’AT quali: Dio «non gode per la rovina dei viventi» (Sap 1,13) e «contro il suo desiderio umilia e affligge i figli dell’uomo» (Lam 3,33).

 
Dio non è un arbitro asettico e indifferente che  registra le infrazioni e commina le punizioni conseguenti: Dio sta dalla  nostra parte e vuole salvarci, anche attraverso le tribolazioni. Anche  se Dio è... una persona seria e, avendoci creato liberi, rispetta la  nostra libertà di rifiutarlo.


GESU’ QUANDO USAVA FRASI DURE O DURISSIME ERA FORSE MENO MISERICORDIOSO DI ALCUNI?

Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai  porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per  sbranarvi. (Matteo 7,6)
Frase molto dura, quasi razzista, oggi  non verrebbe e non viene più usata dai misericordiosi, che non devono  giudicare nessuno e devono accogliere tutti, accompagnare, discernere,  includere, chiunque; evidentemente Gesù era meno misericordioso di  costoro, forse...
Eppure Gesù sapeva essere tenero con chi aveva  bisogno di tenerezza e duro verso chi doveva essere “educato”,  evangelizzato alla verità.

"Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini!". (Matteo 15,26)

 Altra frase “razzista” di Gesù, durissima, sprezzante, eppure la disse  PER EDUCARE AL VANGELO, ALLA VERITA’ chi doveva essere educato, non  preoccupandosi di apparire troppo duro, perché Gesù non aveva bisogno  degli applausi del mondo, dei consensi a prescindere, ricercati, voluti a  qualsiasi costo per essere benvoluto dal mondo… altrimenti non lo  avrebbero crocifisso, invece lo crocifissero, proprio per la sua durezza  di linguaggio, perchè diceva le cose come stavano, senza mezzi termini, senza usare "dolcificanti".
Egli predicava la Verità e non la addolciva con  parole mielose, accoglienti, inclusive, misericordiose, solo per  ricevere gli applausi del mondo.

Guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito! Bene per quell’uomo se non fosse mai nato!».
Mc 14,21

 Oggi addirittura c’è chi suggerisce che nemmeno Giuda sia all’inferno, e  che magari alla fine dei tempi l’inferno sarà abitato DA UNA SOLA  PERSONA… satana, dimenticando perfino i demoni che gli fanno compagnia  al caldo…

Eppure Gesù disse

Il Figlio dell’uomo manderà i  suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e  tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente  dove sarà pianto e stridore di denti. Matteo 13,41
Non parlava al  singolare, parlava di tutti quelli che danno scandali e di tutti gli  operatori di iniquità… altro che di una singola persona, satana…

 “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri  imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni  di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti  all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e  d’iniquità.

 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che innalzate i  sepolcri ai profeti e adornate le tombe dei giusti, e dite: Se fossimo  vissuti al tempo dei nostri padri, non ci saremmo associati a loro per  versare il sangue dei profeti; e così testimoniate, contro voi stessi,  di essere figli degli uccisori dei profeti. Ebbene, colmate la misura  dei vostri padri! “
Matteo 23,27ss.

Anche  nell’Antico Testamento si fa frequente riferimento al giudizio di Dio e  al suo castigo per i peccatori. Nella letteratura biblica l’ira di Dio  viene posta assieme all’amore dal Salmista che canta le lodi di Dio  celebrandolo come «lento all’ira e grande nell’amore» [Sal 102,8], ed  ancora «Paziente e misericordioso è il Signore, lento all’ira e ricco di  grazia» [Sal 144,8].

Oggi non si usa più dire la  verità, non si può dire, ad esempio, ai musulmani, sepolcri imbiancati,  eppure anche loro il sangue di molti profeti e fedeli cristiani lo hanno  versato nei secoli, come pure negli anni recenti, ma per il quieto  vivere non si DEVE PIU’ DIRE LA VERITA’, non di devono dire le cose come  stanno, SOLO PAROLE MIELOSE ed elogi sperticati, verso la falsa  religione inventata dal guerriero sanguinario, falso profeta Maometto, che ha avuto la  furbizia di inventarsi il Corano.

Appena dici ai musulmani “sepolcri  imbiancati” subito si solleva una alzata di scudi da parte dei  cristiani misericordiosi… subito pronti a ricordarci che anche tra i  cristiani ci sono sepolcri imbiancati, è vero, e lo sappiamo bene, ma  intanto oggi ci ritroviamo a dialogare con i seguaci di una falsa  religione e nessuno lo dice, anzi gli si fanno addirittura elogi, chiamandola religione di pace e tolleranza, quando non lo è mai stata, nella storia, e nemmeno lo è oggi. Basterebbe guardare come sono costretti e vivere i cristiani nella Nazioni a maggioranza musulmana, altro che tolleranza.

Dire la verità oggi, non è politicamente corretto, e nemmeno religiosamente corretto...
A dire che purtroppo l’inferno non è vuoto, si passa per cattivoni spietati… e naturalmente farisei…
A dire che Dio punisce…si passa per spietati farisei… si deve dire solo  che Dio perdona tutti, sempre e comunque… a prescindere.

"Il castigo divino  non sempre è necessariamente un atto positivo di Dio nei confronti del  peccatore, quanto piuttosto una conseguenza necessaria dello stesso  peccato, che egli commette, così come è logico che muoia chi beve un  veleno. Però, secondo imperscrutabili piani di giustizia e di  misericordia, Dio nella vita presente in certi casi punisce, in altri  no, lasciando il castigo alla vita futura. Meglio subire il castigo  adesso, perchè ci si può redimere, piuttosto che nell’al di là, dove non  c’è più rimedio. Per questo, è bene approfittare subito della divina  misericordia, facendo penitenza dei nostri peccati, perchè se non faremo  questo adesso, di là, al posto della misericordia, ci sarà la  giustizia, il cui rigore non auguriamo a nessuno. L’ira divina nel  senso biblico non significa poi dare in escandescenze, nè significa  tanto meno crudeltà, è semplicemente la volontà divina di fare giustizia  e quindi il giusto castigo. Essere lenti all’ira non vuol quindi dire  essere privi di ira, perché nell’immensa grazia dell’amore di Dio  risiede anche la giustizia di quella misericordia attraverso la quale il  Divino Giudice concederà il premio della beatitudine del Paradiso,  assegnerà la destinazione dell’anima alla purgazione, cioè alla  purificazione nel Purgatorio, ed irrogherà la pena eterna nell’Inferno  per coloro che in modo ostinato e pervicace avranno rifiutato il suo  amore, i suoi doni di grazia e quindi la sua misericordia e il suo  perdono. Come sacerdoti e teologi ci  rendiamo conto che urge sempre più ripartire da una accurata catechesi  del Popolo di Dio, eliminando le imposture di un falso buonismo e di un falso perdonismo,  ed al tempo stesso dando una corretta formazione ai sacerdoti, posto  che molti fedeli, ma purtroppo anche diversi pastori in cura d’anime,  hanno un’idea errata della misericordia di Dio, che non esclude la  giustizia punitiva, così come l’esistenza del bene non esclude  l’esistenza del male; e la buona azione non esclude il peccato. La  misericordia non è solo dono, ma è anche premio. Non si premia il male,  ma il bene. Il castigo non contraddice né nega la misericordia,  la quale si attua senza limiti, così come l’esistenza dei cattivi non  esclude quella dei buoni. Se qualcuno è castigato e rifiuta la  misericordia, non è perchè Dio faccia preferenze di persone, ma è solo  colpa del peccatore. Siamo solo noi, col nostro peccato, a porre un  freno alla misericordia divina, la quale, di per sè, come torrente  inesauribile, fluirebbe in continuazione." Padre Giovanni Cavalcoli

Chi non è con me è contro di me (Mt 12,30)
 Frase diventata tabù, non si può più usare una frase del genere quando  si incontrano dei musulmani ad esempio… non sia mai… dirgli una frase  del genere è da farisei intolleranti…

Lascia che i morti seppelliscano i loro morti (Mt 8, 22)

Frase brutale che Gesù rivolge ad un suo futuro discepolo, che voleva andare prima a seppellire il padre morto,

eppure Gesù non stava cancellando il quarto comandamento. Il detto di  Cristo vuole, invece, esaltare l’assolutezza, la pienezza, la drastica  nettezza della scelta per il Regno di Dio.
Anche questa frase  oggi solo in pochi la ripeterebbero, perché si deve usare un linguaggio  inclusivo, accogliente, non così duro…altrimenti facciamo scappare chi  vorrebbero essere accolto…
La verità è che chi vuole scappare da  Cristo scappa a prescindere dalle parole usate, e non ci sono parole  mielose ed inclusive che tengano… o trattengano, chi della Verità non ne  vuole proprio sapere. Spesso alcuni che vogliono essere accolti, non si vogliono convertire, non intendono rinunciare al loro peccato, ma anzi cercano l'approvazione della Chiesa, la "benedizione" per il loro peccato, è il caso, ad esempio di molti  divorziati risposati e di alcuni omosessuali.
Chi ha il cuore veramente predisposto alla  Verità, chi ha davvero amore per la Verità, accetta qualsiasi tipo di  rimprovero, perché capisce che è per il suo bene spirituale.

Il peccato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato (Mt 12, 31)
Oggi verrebbe da dire… ma dai… se alla fine all’inferno ci sarà solo  satana come ha detto qualcuno, a chi sono riferite queste parole? Al  vento?


"La volontà del dannato è ostinatamente chiusa nel rifiuto, nell’odio e  nell’oblio di Dio. Quindi il dannato soffre una profonda divisione  interiore: con la sua intelligenza sa che Dio è misericordia, con la sua  volontà è fisso nel rifiuto di Lui. Questa è la pena più atroce.

Come si vede è un castigo che il dannato si infligge da se stesso  e a causa dei suoi peccati. Avrebbe avuto la possibilità di pentirsi,  di cambiar vita e di chiedere il perdono e la misericordia a Gesù  Cristo, invece si è chiuso in se stesso rifiutando la grazia e l’amore  di Gesù.

Quindi, è un castigo che il peccatore si auto-infligge.  Allude a questo il profeta Geremia che avverte così il popolo ribelle:  «La tua stessa malvagità ti castiga e le tue ribellioni ti puniscono.  Renditi conto e prova quanto è triste e amaro abbandonare il Signore,  tuo Dio» (Geremia 2,19). Ce lo dice anche il Catechismo della Chiesa Cattolica  n. 679: «Il Figlio non è venuto per giudicare, ma per salvare e per  donare la vita che è in lui. È per il rifiuto della grazia nella vita  presente che ognuno si giudica da se stesso, riceve secondo le sue opere  e può anche condannarsi per l’eternità rifiutando lo Spirito d’amore».  «Morire in peccato mortale senza essersene pentiti e senza accogliere  l’amore misericordioso di Dio significa rimanere separati per sempre da  lui per una nostra libera scelta. Ed è questo stato di definitiva  auto-esclusione dalla comunione con Dio e con i beati che viene  designato con la parola “inferno”» (n. 1033)."
card. Biffi

Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. (Mt 10, 34-36)
Oggi invece si dice che Dio è Padre di tutte le confessioni, cioè di  tutte le religioni, vanificando le parole di Gesù, che intendeva  convertire i non credenti, i pagani, e quindi farli diventare “coloro  che gli ha dato il Padre", Gesù NON PREGA PER IL MONDO cioè per fare  restare ognuno nella propria religione, sia essa atea o pagana, prega  solo per i cristiani, e affinchè i non cristiani si convertano.
Oggi  invece dicendo che Dio è Padre di tutte le confessioni si sta dicendo  che ogni religione è buona, perché qualsiasi cosa che viene dal Padre è  buona, ne consegue che un musulmano, ad esempio, non ha alcuna necessità  di convertirsi a Cristo, perché la sua religione, l’Islam, proviene da  Dio Padre…. Invece di dire che l’Islam proviene da quel grande impostore  che fu Maometto.

Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono,  è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga  gettato nel mare  (Mc 9,42; 10, 13-16)

Oggi c’è chi accuserebbe  Gesù di non essere abbastanza misericordioso, “è meglio per lui che gli  si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare” perché  una frase così dura?
Si presume quindi che a costoro che hanno  scandalizzato e scandalizzano i piccoli verrà inferta una durissima  punizione? E quale potrebbe essere se non l’inferno?
Ma forse Gesù  avrebbe fatto meglio a discernere, ad accogliere e accompagnare costoro,  piuttosto che punirli…così duramente, perché Dio non punisce nessuno…  dicono in molti oggi…

Ma io vi dico: chiunque si adira con il  proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello:  stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà  sottoposto al fuoco della Geenna. (Mt 5,21 ss.)

Addirittura…chi  si adira contro il proprio fratello sarà sottoposto a giudizio,  incredibile, ma non viene ultimamente insegnato che Gesù non giudica  nessuno, ed è venuto per perdonare tutti a prescindere?
E poi la  ciliegina sulla torta…del giudizio.. CHI DICE AL FRATELLO STUPIDO sarà  sottoposto a sinedrio, cioè a giudizio… e naturalmente sarà il giudizio  divino, non quello di qualche magistrato o di qualche prete.
E  infine la botta finale “chi dice pazzo al proprio fratello verrà spedito  all’inferno…” ma sarà quello stesso inferno in cui ci troveremo solo  satana?
Chi dice pazzo al proprio fratello… penso che solo per  questo l’inferno sarà molto affollato…non considerando gli altri generi  di peccato, che pur esistono.

Quello dunque che Dio ha congiunto,  l’uomo non lo separi». Gli obiettarono: «Perché allora Mosè ha ordinato  di darle l’atto di ripudio e mandarla via ?». Rispose loro Gesù: «Per  la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre  mogli, ma da principio non fu così. Perciò io vi dico: Chiunque ripudia  la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un’altra  commette adulterio».  (Mt 19,6ss)

“Quello che Dio ha unito l’uomo non separi” altrimenti?

Beh… sicuramente se l’uomo separa ciò che Dio ha unito non si vedrà  beatamente assegnato in Paradiso del giudizio, per fare discernimento,  verrà spedito all’inferno perché adultero non pentito, anzi fiero del  proprio adulterio…ed insieme a lui verrà spedito all’inferno pure  qualche pastore che lo ha mal consigliato.
“Chiunque ripudia la  propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un’altra  commette adulterio»”  che parole dure, forse sarebbe il caso di  ritoccare pure la Bibbia… per farla capire meglio al popolo, come si  vuole fare con il catechismo…o con il Padre Nostro.

Sia il vostro parlare: sì, sì; no, no (Mt 5, 33-37)

Oggi invece non è più tutto o bianco o nero, é stato introdotto IL MA ANCHE… ci sono  soprattutto molte sfumature di grigio… moltissime, che compongono il  neo-linguaggio ambiguo usato dai misericordisti e dai cattolici  aggiornati.

Di ogni parola inutile gli uomini renderanno conto (Mt 12, 36-37)

Addirittura… allora saranno davvero in pochi a salvarsi… Certo che Gesù  era molto meno misericordioso dei modernisti odierni… troppo duro,  troppo, se tornasse oggi forse dovrebbe andare a lezione dai  misericordiosi odierni… o magari sono i misericordisti odierni a dover  ripassare la Bibbia… chissà...

In verità vi dico: ogni volta che  non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli,  non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i  giusti alla vita eterna». Mt 25,45-46

Al supplizio eterno, che  durezza di cuore, che spietatezza, non si fa così, si accoglie, si  discerne, si accompagna, e poi si perdona a prescindere, perché i  misericordiosi sono superiori perfino a Dio in fatto di misericordia,  forse certi versetti della Bibbia andrebbero ritoccati, non sembrano più  attuali… superati… dalla misericordia dei misericordisti.

E poi andrebbe ritoccata anche l’Apocalisse, troppo dura in certi tratti… “
 Ecco, io getto lei sopra un letto di dolore, e quelli che commettono  adulterio con lei in una gran tribolazione, se non si ravvedono delle  opere d’essa. E metterò a morte i suoi figliuoli; e tutte le chiese  conosceranno che io son colui che investigo le reni ed i cuori; e darò a  ciascun di voi secondo le opere vostre" (Apocalisse 2,20-23)

Ma ché scherziamo?
 “io getto lei (la chiesa infedele di Tiatira) sopra un letto di dolore,  e quelli che commettono adulterio con lei in una gran tribolazione…”
Anche queste parole sono troppo spietate, prive di misericordia, pure queste andrebbero ritoccate.
E anche le lettere dell’apostolo Paolo andrebbero riviste…

 “Questo è l’avvertimento che ti do, figlio mio Timòteo, in accordo con  le profezie che sono state fatte a tuo riguardo, perché, fondato su di  esse, tu combatta la buona battaglia con fede e buona coscienza, poiché  alcuni che l’hanno ripudiata hanno fatto naufragio nella fede; tra essi  Imenèo e Alessandro, che ho consegnato a satana perché imparino a non  più bestemmiare.” (1 Tm 1,18-20)

“poiché alcuni che l’hanno  ripudiata hanno fatto naufragio nella fede; tra essi Imenèo e  Alessandro, che ho consegnato a satana perché imparino a non più  bestemmiare.”

E il perdono? La misericordia? Il discernimento, l’accompagnamento?

Possibile che ancora oggi in tempi di misericordia, nella Bibbia si debbano leggere parole così dure?
 Nel nome del Signor Gesù, essendo insieme adunati voi e lo spirito mio,  con la potestà del Signor nostro Gesù, ho deciso che quel tale sia dato  in man di Satana, a perdizione della carne, onde lo spirito sia salvo  nel giorno del Signor Gesù" (1 Corinzi 5,1-5)
Certo che Paolo ci andava troppo duro con i peccatori…troppo…troppo.

Anania e Saffira furono puniti con la morte da Dio, tramite Pietro.

Cancellando dunque l’esistenza dei castighi divini, vogliamo mettere da  parte un terzo della Sacra Scrittura, col pretesto che Dio è buono e  misericordioso?

Chi non apprezza la giustizia, non sa neppure che cosa è  la misericordia, perché l’una è indissolubilmente connessa all’altra,  come ripete più volte la Scrittura (Es 34, 6-9; Tb 13,2; Sal 99,8; Sal  103,8; Sir 5,6; 16,12).

Chi ammette in Dio solo la misericordia e  non anche la giustizia, concepisce un falso Dio, adatto alle sue  voglie, per non rinunciare ai propri peccati e farla franca comunque.
Il messaggio o annuncio della salvezza, ossia il contenuto della fede,  non è all’indicativo: “Siamo tutti perdonati, qualunque cosa facciamo,  bene o male, tanto Dio è buono, ci ama e non ci abbandona”, ma al  condizionale: “siamo perdonati per sua misericordia se ci pentiamo e  osservi amo i comandamenti”. Come a dire che se non li osserviamo, non  ci salviamo affatto, ma siamo condannati, benchè sia vero che la grazia  sia necessaria proprio per pentirsi e per la piena osservanza della  legge.

Gesù incontrava qualsiasi tipo di peccatori, ma li  convertiva, non li accoglieva tanto per farsi applaudire, non li includeva o li accompagnava vuotamente, li convertiva, alla donna adultera disse: "va e non peccare più"
Zaccheo dopo averlo incontrato si convertì, Maria Maddalena si convertì, chi incontrava Gesù si convertiva se voleva seguirlo nella sua Via. Conversione significa CAMBIAMENTO, l'adultera smise di fare l'adultera, la prostituta smise di vendere il suo corpo, Zaccheo smise di fare l'usuraio, oggi invece ha preso piede la moda di accogliere i peccatori, per consentirgli di continuare nel loro peccato, quindi senza conversione, solo sorrisetti, strette di mano, abbracci, pacche sulla spalla, insomma verrebbe da dire gli si offre un pacchetto accoglienza ALL INCLUSIVE... compreso il peccato,
addirittura alcuni preti o vescovi si sono spinti fino alla benedizione in Chiesa per le coppie omosessuali, cosa che ha fatto, ad esempio, don Cosimo Scordato di Palermo, insegnante nel seminario di Palermo, oppure come auspica don James Martin, gesuita, il quale viene continuamente invitato ai più importanti convegni, per elargire le sue lezioni pro LGBT, come ad esempio a Dublino, agosto 2018, al convegno sulla famiglia. Non si capisce cosa lo hanno invitato a fare ad un simile convegno, visto che lo stesso papa Francesco ha detto che la famiglia è SOLO quella composta da uomo e donna. Evidentemente il neo-linguaggio fumogeno, includente, che prende sottilmente, ma molto sottilmente per in fondelli i veri credenti, la sta facendo da padrone ovunque, fino ai vertici della Chiesa.

Oggi quindi si  parla solo di accoglienza, inclusione, accompagnamento… SENZA MAI  INCLUDERE LA CONVERSIONE…
ognuno continua a fare quello che  faceva prima, Emma Bonino e Marco Pannella non si sono convertiti, la  Bonino si è addirittura commossa dopo l’approvazione della legge  sull’eutanasia in Italia, altro che conversione.. Eugenio Scalfari  grande ateo non si è convertito, e nemmeno si chiede la CONVERSIONE  DEGLI OMOSESSUALI PRATICANTI, sottolineo sessualmente praticanti, e  nemmeno agli adulteri divorziati risposati… li si accompagna…  direttamente all’inferno…perché non gli si può chiedere di vivere come fratelli, o come fratello e sorella, altrimenti può venire meno la loro  fedeltà…insomma si deve scendere a compromessi con il peccato…

"Perché, infine, diciamo “ho meritato i tuoi castighi”?  Perché li riferiamo a Dio? Abbiamo visto che il dannato si auto-esclude  dalla misericordia salvifica di Dio e il peccatore si auto-esclude  dalla grazia santificante. Abbiamo perciò purificato le nostre  considerazioni da immagini antropomorfiche di Dio, come se Dio  attivamente infliggesse castighi. Questo non è il volto di Dio,  Misericordia che salva e ama. Ma perché allora sono “castighi di Dio”?  Perché Dio è implicato in essi in quanto è negato in essi. Il peccatore  sceglie deliberatamente di agire voltando le spalle a Dio,  contraddicendo la sua volontà di amore. Il dannato è irrimediabilmente  chiuso nel rifiuto di Dio.
«Chi è causa del suo male pianga se stesso» e «Finché c’è vita c’è speranza»  sono due espressioni proverbiali che sintetizzano il tragico mistero  delle nostre colpe e la tensione esistenziale alla conversione dei  pensieri e del cuore." card. Biffi

Non dimentichiamo che Dio è infinitamente misericordioso, ma anche giusto,
e non perdona a prescindere, esige il pentimento sincero di peccatori, altrimenti sarà pianto e stridore di denti.

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