Pentecostali Le Origini eresie e inganni - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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Pentecostali Le Origini eresie e inganni

Gruppi eretici e dottrine
I Pentecostali


Le origini pentecostali
Il pentecostalismo rappresenta il maggiore movimento di risveglio nella storia del cristianesimo:  in meno di un secolo dalla sua origine -anche se dalla corrente  pentecostale-carismatica nel suo insieme si escludono i carismatici  cattolici, che presentano indubbiamente caratteristiche specifiche e  diverse- ha superato la cifra di quattrocento milioni di fedeli, più di  un quinto dei cristiani presenti oggi nel mondo. Secondo la leggenda  aurea – su cui torneremo- delle origini del movimento pentecostale,  tutto inizia improvvisamente fra il 31 dicembre 1900 e il 1° gennaio 1901 quando un’allieva di una scuola biblica di Topeka, nel Kansas, comincia a “parlare in lingue”. In realtà pochi fenomeni religiosi cominciano all’improvviso. Anche per quanto riguarda la corrente pentecostale possiamo  identificare quattro radici remote e due prossime che ne spiegano la  nascita e, insieme, il rapido successo. Per quanto riguarda le radici  remote, si tratta di quattro temi: il “battesimo dello Spirito Santo”, le guarigioni, il premillenarismo e l’oralità.  Per quanto riguarda le radici prossime dovremo dare riferimento  all’anti-denominazionalismo e all’interesse per il “dono delle lingue”,  la glossolalia.

Per il battesimo dello Spirito Santo, l’antecedente immediato è il movimento holiness,  con cui il pentecostalismo conserva un legame cruciale. La seconda  radice consiste nell’interesse per le guarigioni e per altri segni della  presenza dello Spirito Santo (profezie, estasi e così via, fino  all’esperienza di essere letteralmente “gettati a terra” dallo  Spirito -slain in the Spirit- che aveva già precedenti nel mondo  metodista con influssi pietisti e giansenisti. Mentre il primo  protestantesimo era rimasto piuttosto riservato nei suoi anni di  formazione a proposito di questi fenomeni – considerandoli semmai  caratteristici del mondo cattolico o della Riforma radicale-, fra il  Settecento e l’Ottocento un rinnovato interesse per le guarigioni e i  miracoli si manifesta nei grandi movimenti di risveglio, in ambiente  presbiteriano con Charles Finney e perfino fra gli episcopaliani  di tradizione anglicana. Benché nel movimento holiness le posizioni al  proposito siano piuttosto diverse, l’interesse popolare per le  guarigioni e i fenomeni estatici è molto forte. Particolarmente  interessati alle guarigioni erano A.B. Simpson e John Alexander Dowie,  un predicatore di origine scozzese che aveva passato molti anni in  Australia e che riesce a fondare nel 1896 una denominazione, la  Christian Catholic Church, e nel 1901 addirittura una città -Zion City  nell’Illinois- che giunge (prima di essere pressoché distrutta da vari  conflitti e controversie interne) a radunare seimila fedeli intorno a  una spiritualità incentrata sulla guarigione.


I fenomeni estatici  giocano, da parte loro, un ruolo centrale in un’altra comunità -Shiloh,  nel Maine- fondata nel 1895 da Frank Sandford (1862-1948), un pastore  battista che aveva frequentato ambienti holiness e che aveva fatto  celebrare il proprio matrimonio da A.B. Simpson. Più tardi Sandford  avrebbe rivendicato per se stesso il ruolo profetico di “Elia il Restauratore”, creando notevoli controversie: ma la sua influenza sul pentecostalismo non deve essere sottovalutata.

La terza radice del pentecostalismo
 è costituita dal premillenarismo, cioè dalla teoria secondo cui Gesù  Cristo verrà presto sulla Terra – nel mezzo di catastrofi apocalittiche,  causate dalla malvagità degli uomini – per inaugurare un regno di mille  anni precedente al Giudizio Universale. Dal punto di vista  sociologico il premillenarismo era una dottrina pessimistica, popolare  in periodi di crisi e fra le classi più povere.

La quarta radice remota del pentecostalismo
 – su cui insiste la storiografia più recente, dopo che per lungo tempo  era stata trascurata – è costituita dalla religiosità afro-americana. I  neri d’America avevano aderito a una grande varietà di denominazioni  protestanti, e ne avevano create di proprie.


La  loro spiritualità era caratterizzata soprattutto dall’oralità, cioè da  modi espressivi che si affidavano alla predicazione, alle tradizioni  orali, al canto, alla danza, al corpo più che alla parola scritta e alla  teologia. Questa specifica radice del pentecostalismo non deve essere  ignorata, se si considera la grande importanza di alcuni predicatori  afro-americani nella prima generazione pentecostale.

Se per il  mondo afro-americano dei primi decenni dell’Ottocento – dove era  largamente presente l’analfabetismo – si può parlare di un residuo di  oralità primaria, l’attenzione particolare a modi espressivi che  prescindono dalla parola scritta spiega il successo del pentecostalismo  nel mondo contemporaneo (dove radio e televisione confinano nuovamente  lo scritto in una dimensione subordinata) e anche nei paesi del Terzo  Mondo, dove l’oralità primaria è ancora diffusa.
Accanto a queste quattro radici remote – la dottrina del battesimo dello Spirito Santo,  l’insistenza sulle guarigioni e sui miracoli, il premillenarismo e  l’oralità di origine afro-americana – la corrente pentecostale ha pure  due radici prossime.
La prima è l’anti-denominazionalismo,  cioè la crescente consapevolezza – all’interno del terzo protestantesimo  – che molte correnti protestanti precedenti erano nate per costituire  qualche cosa di diverso dalle denominazioni, ma avevano finito per  diventare esse stesse nuove denominazioni.

La seconda premessa immediata del pentecostalismo è l’interesse per la glossolalia,  cioè per l’esperienza religiosa che consiste nell’emettere una serie di  suoni o di parole che non corrispondono ad alcuna lingua conosciuta.  Benché entrambi i fenomeni siano definiti “parlare in lingue” la glossolalia non va confusa con xenoglossia,  che consiste nell’esprimersi correttamente in una delle lingue umane  conosciute, che però sconosciuta a chi comincia a parlarla. Se qualcuno,  senza mai avere studiato o appreso in altro modo il cinese, incomincia a  parlare correttamente in cinese si è di fronte a un fenomeno di  xenoglossia, fenomeno che – se genuino- non può che essere di origine  preternaturale o miracolosa. Se invece ci si limita a esprimersi con  parole e suoni che, messi insieme, non corrispondono ad alcuna lingua  conosciuta, l’esperienza spirituale può essere – oltre che assai più  comune – molto profonda, ma si tratta di glossolalia e non di  xenoglossia.


Non  è certo esatto affermare – come è frequente in una certa mitologia  sulle origini del pentecostalismo – che la glossolalia (inizialmente  scambiata per xenoglossia) abbia improvvisamente fatto irruzione nel  mondo protestante con le esperienze del 1901 a Topeka, nel Kansas. La  glossolalia si era affacciata occasionalmente in revival di  predicatori come Dwight L. Moody e aveva avuto un ruolo in determinate  fasi storiche (non proseguite – è vero – fino al XX secolo) di movimenti  profetici o restaurazionisti di origine cristiana come gli shakers, i mormoni o la chiesa cattolica apostolica (impropriamente detta “irvingita”). Tutti questi gruppi praticavano la glossolalia, quindi non è una novità spirituale introdotta dal pentecostalismo.

Le  origini prossime del pentecostalismo si perdono quindi nella leggenda:  risalgono a tre revival, inizialmente circoscritti ad aree geografiche  determinate ma in seguito capaci di acquisire in pochi anni una  risonanza internazionale tanto ampia da apparire miracolosa: gli episodi  di Topeka, nel Kansas, nel 1901; di Azusa Street, a Los Angeles nel  1906; e del Galles tra il 1904 e il 1908.
Charles F. Parham (1873-1929) – un ex metodista che si colloca nella vasta “area libera” del movimento holiness – può essere considerato il padre del pentecostalismo,  anche se questa qualifica non è rivendicata volentieri dai pentecostali  contemporanei, a causa delle polemiche legate alla carriera successiva  di Parham, che è accusato di immoralità e di razzismo.


Originario  di Muscatine, nell’Iowa, Parham aveva iniziato – ma non completato –  gli studi teologici in un seminario metodista ed era stato un pastore metodista di Eudora, nel Kansas, fino al 1895.

In  quell’anno si convince della tesi di una parte del movimento holiness  secondo cui occorre lottare contro le denominazioni e costituire  comunità cristiane indipendenti, mantenendo solo tenui legami con altre  comunità. Più tardi la famiglia di sua moglie, quacchera, lo converte ad  alcune dottrine considerate eterodosse dal movimento holiness, fra cui  il condizionalismo, o teoria dell’immortalità condizionata dell’anima “dorme” nella  tomba insieme col corpo mentre alla seconda venuta di Cristo i buoni  risorgeranno per la vita eterna mentre i cattivi saranno semplicemente  “posti nel nulla” (una dottrina condivisa anche dagli avventi del Settimo Giorno e dai Testimoni di Geova).

Si  rimane impressionati dalla sicurezza che mostrano molti fratelli  separati nell’affermare e nell’assicurare che loro (e solo loro) sono  nella verità, poi leggendo queste loro diversità dottrinali viene da  pensare al modo migliore per aiutarli, pregando per la loro enorme  cecità. Anche per gli avventisti l’inferno non esiste, e l’anima dorme  assieme al corpo nella tomba, lo stesso vale per i Testimoni di Geova  che derivano proprio dagli avventisti, ma quale spirito gli suggerisce queste eresie? Sicuramente non è lo Spirito Santo a guidarli!  “ndr”
L’interesse principale di Parham si situa peraltro sul versante delle guarigioni miracolose,  a proposito delle quali nel 1900 inizia quella che diventerà una lunga e  violenta controversia con John Alexander Dowie. Nello stesso anno  Parham con un pugno di seguaci riuniti in un gruppo chiamato Apostolic  Faith apre una scuola biblica a Topeka, la Betel Bible School, con  alcune caratteristiche riprese dalle esperienze di Frank Sandford a  Shiloh, che Parham aveva visitato e da cui era rimasto notevolmente  impressionato. All’interno della corrente holiness, Parham insegna il battesimo dello Spirito Santo come terza esperienza dopo la giustificazione e la santificazione.

Secondo Parham è necessario che i suoi studenti si preparino nella meditazione e nella preghiera, chiedendo incessantemente il battesimo dello Spirito Santo, che si mostrerà con segni inequivocabili.


Secondo  una certa mitologia sulle origini pentecostali, la prima studentessa  della Betel Bible School di Topeka a ricevere il “dono delle lingue”  come prova del “battesimo dello Spirito Santo” – Agnes Ozman  (1870-1937), che avrebbe iniziato a parlare in lingue nella prima notte  di Capodanno del nuovo secolo, fra il 31 dicembre 1900 e il 1° gennaio  1901. Con un equivoco caratteristico dei primi anni del pentecostalismo,  la glossolalia di Agnes Ozman è scambiata per xenoglossia, e Parham annuncia alla stampa che la sua allieva parla in un perfetto cinese.  Quando in seguito altri allievi di Parham – che interpretano il loro  dono delle lingue con xenoglossia – cercano di svolgere un’attività  missionaria tra popolazioni asiatiche ed europee utilizzando le “lingue”  che hanno miracolosamente ricevuto, l’equivoco è chiarito e nella  sua grande maggioranza la corrente pentecostale riconosce le proprie  esperienze come glossolalia e non come xenoglossia.

Nei suoi  primi anni, la storia della Bethel Bible School dopo l’evento del 1901  non è la storia di un successo. Le polemiche portano anzi alla chiusura  della Bethel Bible School (Agnes Ozman si trasferisce a Shiloh, dove  rimane per qualche tempo, e il gruppo di Parham, la Apostolic Faith,  diventa una piccola “banda” itinerante come molte altre che esistono  all’interno del movimento holiness. I fenomeni di glossolalia  occasionalmente si ripetono, ma il successo è modesto e confinato ad  alcune comunità rurali del Kansas (fra cui Keelville, dove nel 1904 è  costruita la prima cappella pentecostale), dell’Oklahoma e del Missouri.

Benché Parham non sia di idee particolarmente liberali in materia di segregazione razziale – e anzi utilizzi spesso toni francamente razzisti – permette al alcuni afro-americani di assistere alle sue lezioni bibliche a Houston, confidando che possano “portare il Vangelo a quelli del loro colore”.

Uno di questi afro-americani, il battista William J. Seymour  (1870-1922) – che secondo la storia (e la leggenda) del primo  pentecostalismo assiste alle lezioni di Parham a Houston, per non  turbare le convenzioni sulla segregazione razziale, nascosto dietro una tenda  -, è invitato da un suo amico a predicare a Los Angeles. Accetta,  benché non abbia ricevuto ancora il “battesimo dello Spirito Santo”,  nonostante l’avviso contrario di Parham, che non perdonerà mai la  disobbedienza del discepolo e più tardi ne descriverà le attività sul  suo giornale (“Free Love”, Apostolic Faith, dicembre 1912, p.4) – con  caratteristici accenti razzisti – come “negrismo” ed esempi
dell’ ”animalismo tipico dei negri”.
Ora la domanda è: come può lo Spirito Santo guidare un uomo al razzismo?
Il “dono delle lingue” del pastore Parham da quale spirito gli  fu donato?



Può il “dono delle lingue” rappresentare il carattere distintivo e la prova del vero cristiano?
No, fratelli, è la carità, il carattere distintivo del vero cristiano! (ndr)

Dopo  la rottura con Seymour (un tentativo di riconciliazione nello stesso  anno 1906 a Los Angeles fallisce), Parham dedica le sue energie alla  conquista di Zion City. Nel corso di questa lotta gli avversari di  Parham insistono sulle accuse di immoralità, che causano il declino del  suo gruppo, la Apostolic Faith, che -con un ridotto numero di aderenti –  esiste peraltro ancora oggi. A partire dagli anni 1910 – e fino alla  sua morte, avvenuta nel 1929 – Parham rimane una figura minore nella  storia del pentecostalismo, di cui era stato per molti versi  l’iniziatore.
Seymour e Parham potevano essere in dissenso su molti argomenti, ma erano d’accordo sul fatto che il dono delle lingue costituisse la prova iniziale e infallibile del fatto che il fedele aveva ricevuto il battesimo dello Spirito Santo.
Contro  questa dottrina si era invece andata organizzando la reazione di  un’ampia parte del mondo holiness. Nel viaggio da Houston a Los Angeles,  Seymour si ferma a Denver dove cerca di entrare in contatto con una  denominazione holiness chiamata Pillar of Fire e guidata dalla celebre  predicatrice Alma White (1867-1946). Contraria alla glossolalia, quest’ultima definisce Seymour “un fachiro e un vagabondo” (A. White, Demons and Tongues, Pillar of Fire Publication, Zarepath [New Jersey] 1919, pp68-69).

Anche  a Los Angeles Seymour cerca senza successo di farsi accogliere come  predicatore in varie cappelle del movimento holiness. Finalmente – dopo  avere radunato i suoi sostenitori in una casa privata di Bonnie Brae  Street – Seymour rimette in ordine una chiesa abbandonata al numero 312  di Azusa Street. Questo edificio – che oggi non esiste più – è considerato da molti come la “chiesa madre” del pentecostalismo.  Già prima di trasferirsi in Azusa Street, Seymour e diversi suoi  seguaci avevano finalmente sperimentato la glossolalia. Si tratta di una  novità per Los Angeles, che è notata dalla stampa locale. Il Los Angeles Times  in un articolo del 18 aprile 1906 che diventerà famoso parla di “una  nuova setta di fanatici” e di una selvaggia Babele di lingue”. La  reazione della stampa tende a mettere in ridicolo la glossolalia, e  Parham -venuto a ispezionare Azusa Street di persona- definisce i  fenomeni non glossolalia autentica (e tanto meno xenoglossia, come anche  Seymour credeva), ma “rumori inarticolati tipici dei negri del Sud”  (Editorial, Apostolic Faith, ottobre 1912, p.6).  Vedete fratelli come  il pastore Parham definisce gli uomini di colore? Questo è forse amore  per il prossimo e carità? (ndr)
Ma i pentecostali non sarebbero i veri cristiani in contrapposizione alla Chiesa cattolica?

Questi sentimenti razzisti da dove vengono?

Nei  giudizi del pastore Parham si legge molto astio nei confronti del suo  ex discepolo Seymour, e ancora una volta da un suo parere sul suo  giornale, come se il suo famoso giudizio errato sul “perfetto cinese”  parlato da Agnes Ozman non l’avesse nemmeno sfiorato, anzi da “esperto” di glossolalia va addirittura ad ispezionare le chiese altrui, per declassarne la spiritualità.
Evidentemente  il pastore Parham si riteneva talmente ispirato e guidato che non  barcollava davanti ai suoi evidenti errori di interpretazione, anzi si  sentiva un vero ed autorevole pastore, in grado di esprimere giudizi su  questo e su quello.
Nonostante questo – e, per la verità, più  lentamente di quanto certe visioni romantiche delle origini pentecostali  lascino intendere- migliaia di persone da tutti gli Stati Uniti e il  Canada (alcuni perfino dall’Europa) prendono la strada di Azusa Street  per vedere di persona che cosa succede. E’ ad Azusa Street che la  glossolalia come prova iniziale del battesimo dello Spirito Santo si  fonde con l’oralità tipica della cultura afro-americana, con disgusto di  Parham ma con risultati che ad altri appaiono affascinanti.

La predicazione insiste sui temi del premillenarismo,  e il fatto che poco dopo l’inizio delle attività di Seymour ad Azusa  Street la California sia scossa dal terremoto di San Francisco sembra a  molti un segno che i tempi apocalittici sono davvero cominciati. Secondo  alcuni storici il premillenarismo e l’annuncio dell’imminente fine del mondo  sono, in questi anni, perfino più importanti della glossolalia nella  predicazione del pentecostalismo nascente. Queste caratteristiche di  premillenarismo le riscontravo in maniera velata anche nella comunità  pentecostale che frequentai intorno all’anno 2000 (ndr).
Negli anni che vanno da l906 al 1909 frequentano Azusa Street quasi tutti i leader delle denominazioni holiness  che il terzo protestantesimo istituzionalizzandosi, aveva prodotto, e  molti predicatori holiness indipendenti che rifiutano di aderire alle  denominazioni.
In seguito a questo lungo pellegrinaggio verso Azusa Street il movimento holiness si spacca.
Alcune  denominazioni holiness come la Pentecostal Holiness Church, la Church  of God con sede a Cleveland (Tennessee) la Church Mason con un seguito  di migliaia di fedeli fra gli afro-americani, dopo l’esperienza di Azusa  Street passano senz’altro al pentecostalismo, trasformandosi in  denominazioni pentecostali (non senza subire scismi da parte di minoranze che rifiutano la glossolalia). Altri gruppi del terzo protestantesimo come la Chiesa del Nazareno, l’Esercito della Salvezza  e la Chiesa di Dio con sede ad Anderson, nell’Indiana, (da non  confondersi con quella dello stesso nome con sede a Cleveland, nel  Tennessee) rifiutano invece la glossolalia, quando non la considerano – come Alma White – semplicemente opera del Diavolo.
Anche  figure indipendenti dalle denominazioni – ma autorevoli all’interno del  terzo protestantesimo – come Frank Bartleman (1871-1936) tornano  entusiasti da Azusa Street. Tra gli europei che visitano la cappella di  Seymour un norvegese di origine inglese, Thomas Ball Barratt  (1862-1940), svolge un ruolo decisivo per la diffusione del  pentecostalismo in tutta Europa, dove la corrente pentecostale ha  tuttavia anche radici diverse che vengono dal Galles. Seymour, dal canto  suo, non è in grado di gestire il fenomeno, cresciuto oltre ogni  possibile previsione, cui aveva dato inizio.

La sua leadership declina e rimane confinata a una piccola comunità afro-americana, a Azusa Street conosce un rapido tramonto.  Negli anni 1910 ci sono già negli Stati Uniti e in Canada diverse  decine di migliaia di pentecostali, che non riconoscono come leader né  Parham né Seymour.
Come ha notato una delle migliori specialiste  delle origini pentecostali, Edith L. Blumhofer, quello che si forma nel  primi decenni del XX secolo e che costituisce il pentecostalismo degli  anni 1910 non è un insieme di denominazioni ma (ancora una volta) un network. I partecipanti al network sono uniti dalla glossolalia e da un premillenarismo che attende la fine del mondo come imminente, ma divergono su un gran numero di altri punti.  Ciascun gruppo locale o “banda” ha le sue dottrine distintive. I temi  teologici sono i più vari, da uno stretto fondamentalismo (proclamato  nonostante i fondamentalisti condannino la glossolalia come diabolica) a  teorie diffuse piuttosto nella corrente avventista o nei movimenti  profetico-messianici come il condizionalismo o l’anglo-israelismo  (la dottrina secondo cui i popoli anglo-sassoni sono si origine ebraica  e costituiscono gli eredi legittimi del regno i Israele), entrambi  predicati da Parham.

La corrente pentecostale-carismatica è  solitamente distinta in tre ondate che, dal punto di vista sociologico,  ripercorrono a loro modo la storia del protestantesimo. Ciascuna ondata  nasce come network che protesta contro le denominazioni e il  denominazionalismo, e dichiara in termini enfatici di non volere creare  alcuna nuova denominazione. Lo stesso successo della corrente  pentecostale-carismatica rende tuttavia inevitabile la nascita di  denominazioni – che tipicamente, si presentano come “qualche cosa di  diverso” dalle denominazioni protestanti tradizionali – che, nel corso  dei decenni, abbandonano le caratteristiche tipiche di movimenti di  protesta e si riavvicinano al mondo protestante classico.
In seguito –  come è fatale che sia, sulla base di processi sociologici ben noti- dal  primo pentecostalismo nascono grandi denominazioni, come le Assemblee di Dio, le diverse Chiese apostoliche (che derivano dal risveglio del Galles), la Chiesa del Vangelo Quadrangolare, e altre.

I  processi di istituzionalizzazione portano alla nascita di quattro  famiglie diverse di denominazioni della prima corrente pentecostale: una  “wesleyana”, una “battista”, una “apostolica” e una oneness. Da questi gruppi ne sono derivati moltissimi altri, uno dei più particolari è rappresentato dalla “chiese dei segni” nata nel 1909 a Grasshopper, nel Tennessee, e che ha avuto come principale leader George Went Hensly (1880-1955). Interpretando letteralmente Marco 16,17-18, le “chiese dei segni” invitano i fedeli a dimostrare di essere ripieni di Spirito Santo tenendo in mano serpenti velenosi, mettendo letteralmente le mani nel fuoco o bevendo veleni  (particolarmente stricnina). Molti leader delle “chiese dei segni” –  contro cui esistono specifiche leggi in diversi stati degli Stati Uniti –  hanno dimostrato la loro fede morendo nel corso dei loro servizi religiosi.
E’  anche vero – e costituisce un problema di non facile spiegazione per i  medici- che prima di cadere vittima di questo genere di “incidenti” i  fedeli delle chiese dei segni riescono spesso a sopravvivere, anche per  decenni, sottoponendosi a prove che dovrebbero in teoria essere  regolarmente fatali. Il demonio è capace anche di questo (ndr).

(Ricordo  che questi brani che citano la storia di alcuni movimenti protestanti, e  i successivi sono presi totalmente dall’Enciclopedia delle religioni  ed. Elledici, a cura di Massimo Introvigne)

Le origini del pentecostalismo italiano
Negli  anni 1890 la Chiesa presbiteriana italiana di Chicago, fondata nel  1892, è retta dal pastore Filippo Grill (1874-1939), di Prali, che in  Italia era stato discepolo di Paolo Geymonat (1827-1907), uno dei  protagonisti del movimento di risveglio nella chiesa Valdese. Uno dei primi convertiti è il mosaicista Luigi Francescon (1866-1964). Lo spirito di indipendenza  di alcuni convertiti si adatta male alla disciplina valdese: nel 1903  Giuseppe P. Beretta (1853-1923), con altri, lascia il pastore Grill e  costituisce la Assemblea Cristiana. Sia Francescon sia Beretta nutrono dubbi sul battesimo dei bambini, praticato dai valdesi,  e si fanno ribattezzare. Tra i due sorgono però contrasti a proposito  del rigore con cui osservare il riposo domenicale: Francescon,  sostenitore di una posizione più rigida, si allontana così con alcuni  amici dalla Assemblea Cristiana di Beretta.
Nel 1907 Francescon conosce Durham, e sperimenta il battesimo dello Spirito Santo con il segno delle lingue  (distinto dal dono, ovvero dal carisma delle lingue), seguito da Pietro  Ottolini (1870-1962) e dalla moglie di questo, Emma Pacini Ottolini  (1877-1947). Beretta aveva già avuto un’esperienza di glossolalia nel  1898, mentre frequentava una chiesa metodista libera, ma non ne aveva  identificato il carattere “pentecostale”. Lo fa dopo l’esperienza di  Francescon, e il 15 settembre 1907 l’Assemblea Cristiana di Chicago  diventa la prima Chiesa pentecostale italiana, con culti presieduti da  Ottolini, mentre Francescon si occupa della predicazione.
A New York  entra in contatto con il movimento pentecostale anche l’avvocato e già  pastore battista (abbandonata l’originaria fede cattolica) Giuseppe  Petrelli (1876-1957) – nato in provincia di Potenza e morto a Belleville  (New Jersey, USA)- ,che avrà un ruolo importante nell’elaborazione  teologica del pentecostalismo indipendente italiano, oltre che in  Argentina (dove soggiorna fra il 1920 e il 1921), in Canada e negli  Stati Uniti.
Il nucleo italo-americano è anche alle origini di  missioni in Brasile e in Argentina, che avranno uno straordinario  successo, e inizia fin da subito a pensare all’Italia, dove – almeno  secondo riferimenti storici legati più a ricordi dei protagonisti, che a  documenti storici certi - nel  mese di novembre 1908 – dopo una breve  visita a Gazzeri ai suoi parenti in Liguria – giunge per una prima  missione Lombardi. Quest’ultimo tiene i primi culti pentecostali in  Italia, nel 1908, a Roma e a La Spezia (con l’aiuto dei parenti di  Gazzeri). A Roma si converte l’avvocato evangelico torinese Mauro  Paretti (1844-1926), con la moglie Angela Gariglio Paretti (1876-1968);  il suo studio legale in Salita del Grillo sarà fino al 1919 la sede del  culto pentecostale nella capitale.
Nel 1910 si trasferisce in Italia  per un soggiorno di quasi cinque anni Ottolini, e nel giro di quattro  anni sono fondate una decina di chiese.”
Mi rendo conto che  continuare a raccontare le origini dei pentecostali è piuttosto pesante  da leggere, e penso che possa bastare quello che ho raccontato traendolo  dalla Enciclopedia delle religioni di Massimo Introvigne, ed. Elledici.  
E’ più importante piuttosto descrivere la dottrina dei  pentecostali, ma abbiamo visto che non si può parlare di dottrina unica,  perché né esistono molteplici e assai diverse tra loro. Teniamo  presente che in tutte le dottrine pentecostali viene tenuto in alta e  primaria considerazione proprio il dono delle lingue, una sorta di cartina tornasole del vero cristiano.  Inizio dunque col rimarcare come il dono delle lingue spesso è frutto  di fantasia e estasi personale, ecco cosa racconta la moglie del pastore  Parham circa il primo evento di glossolalia:
“Alle sette di sera del  1 gennaio 1901, la Signorina Agnes Ozman esperimentò il "tocco sentito  intorno al mondo (the touch felt round the world)." Sig. Parham ricordò:  Ho posato le mie mani su di lei e ho pregato. Appena ripetute alcune  frasi, una gloria cadde su lei. Un'aureola sembrò circondare la sua testa e essa cominciò a parlare in cinese  (???), divenendo incapace di parlare in inglese per tre giorni. Quando  tentò di scrivere in inglese, per raccontarci la sua esperienza, poteva scrivere solo in cinese. Abbiamo ancora copie di questi scritti nei giornali stampati in quel tempo.
(Sara Parham, La vita di Charles F. Parham)
Agnes  Ozman si sedette alla scrivania per scrivere alcune lettere che  dovevano essere spedite in mattinata. Poco dopo volendo scrivere di  nuovo le sue mani si rifiutarono di scrivere in inglese.  Inconsapevolmente scrisse dei caratteri di qualche lingua che lei non  conosceva.
(Topeka State Journal del 9 gennaio 1901).
Alcuni  pretesi scritti ispirati della Sig.na Ozman furono consegnati a un  cinese che abitava a Topeka per vedere se egli potesse tradurli. Egli  alzò le mani e disse: Io non capisco portateli a un giapponese (Calvary  Review Nov. 4, 74, pag. 3). Lascio al lettore la valutazione di tale  avvenimento.”
“Come abbiamo visto, il movimento Pentecostale fu  portato in Europa per mezzo d'un predicatore metodista norvegese, di  nome Barratt.Egli era andato a Los Angeles per studiare il nuovo  movimento religioso e ne era stato vinto.”
Da questo impariamo che è  pericoloso pretendere di poter provare un movimento spirituale, se Dio  non ci dà l'incarico e la divina legittimazione per farlo.
È vero che all'inizio di questo movimento perfino diversi servi maturi di Dio, con molta esperienza, furono ingannati.
Barratt racconta che pregò per 39 giorni per ricevere il dono delle lingue.Alla  fine, dopo aver perseverato nella preghiera per 12 ore, sentì muovere i  nervi del collo.Poi gli furono imposte le mani. Finalmente, in mezzo ai  negri in estasi, riuscì a parlare in lingue.
Che differenza fra la preparazione dei primi discepoli per la Pentecoste e questa di Barratt!”

“Barratt  tornò nella Norvegia poco prima del Natale 1906 e cominciò le sue  adunanze.Esse somigliavano a quelle di Los Angeles. Per conseguenza  anche in Norvegia si manifestò la più sfrenata estasi. I "Battezzati  dello Spirito" cadevano a terra. Qualche volta il pavimento della sala era coperto di persone stese.
Emil  Meier, il dirigente della "Strandmission" ad Amburgo in quei giorni  fece una visita a Barratt e fu pure dominato dallo spirito di quel  movimento, specialmente per l'influenza di due donne che parlavano in  lingue, Dagmar Gregersen e Agnes Telle. Egli le condusse ad Amburgo. I loro messaggi e i loro canti in lingue affascinavano quasi tutti gli ascoltatori. Per un po' di tempo, perfino dei conduttori maturi si trovarono in balia d'esse. Uno di loro disse: "Gli angeli nel cielo non possono cantare meglio di queste donne norvegesi che cantano in lingue".
Il  predicatore Elias Schrenk disse invece in occasione d'una conferenza  dei fratelli, che ebbe luogo a Barmen, di non esser convinto che il  Signore mandasse due signorine in Germania per portare un movimento  spirituale. Questo non corrisponderebbe al Suo modo di fare.Ma, molti si  lasciavano ammaliare e sedurre dal servizio delle due Norvegesi; fra  essi ci fu anche il predicatore Heinrich Dallmeyer, anche se prima era  sempre stato molto sobrio. Per mezzo di lui le due donne, che parlavano  in lingue, andarono a Kassel (città tedesca).Là il movimento s'ingrandì  molto e si estese in tutta la Germania. Nelle adunanze in poco tempo si  manifestarono veri tumulti. Si mescolarono inni, confessioni,  predicazioni di ravvedimento a balbettii inarticolati, grida, gemiti,  sospiri, pianti, nitriti e battiti di mani. Si vedevano visi contorti,  gesti di furiosi, persone semi svenute che cadevano a terra a ritroso e  che poi battevano l'aria. Qualcuno balzò in piedi e cominciò a mandare grida incomprensibili, qualificate dal dirigente come emanazioni di una visione soprannaturale.
La  cosiddetta "profezia" portava, come sembrava, dei messaggi divini per  mezzo di profetesse (medium ?).Alla fine il messaggio dominante era  questo: "Verrà una Pentecoste, una Pentecoste potente".Quasi tutti i messaggi furono detti in lingue.
Spesso erano inarticolati e furono poi tradotti da "profeti battezzati dallo Spirito Santo". Molti messaggi furono pronunciati nella forma della prima persona di Dio:  "Io, il Signore, voglio glorificarmi. Io vado avanti; seguitemi nel mio  corteo trionfale".Ma c'erano anche messaggi ben diversi, dei quali  ancora parleremo.Si aspettava una "nuova Pentecoste", ma essa non venne,  malgrado le preghiere, i digiuni e le lunghe adunanze che duravano fino  a mezzanotte.
Profeti e profetesse dicevano sempre di nuovo che nell'assemblea c'erano degli ostacoli, cioè delle persone che impedivano la venuta dello Spirito Santo. In nuovi messaggi fu comandato a diverse persone di uscire e di confessare i loro peccati. Non era raro che si sentissero delle grida rabbiose e continue: "Fuori! Fuori! Fuori!" Se le persone designate non uscivano lo spirito raccontava pubblicamente le loro mancanze, infedeltà, immoralità, menzogne ecc.Però la "nuova Pentecoste" non venne.
Elias  Schrenk avvertì i fratelli a Kassel dicendo: "Uno spirito maligno s'è  introdotto. Sciogliete le adunanze! Lavorate in silenzio!"Però i  dirigenti non erano più in grado di dirigere le adunanze. La direzione  ormai era nelle mani dello spirito ingannatore.Egli aveva ordinato ai  fratelli di mettere la loro intelligenza da parte. Lo Spirito Santo non  dice mai una tale cosa nella Sacra Scrittura.
In messaggi sempre più  tumultuosi lo "Spirito delle lingue" ordinava per mezzo delle  "profetesse": "Continuate! Continuate!"Alla fine il tumulto a Kassel era  tanto grande che la polizia dovette intervenire e ammonire i fratelli  dirigenti di sciogliere le adunanze, altrimenti essi le avrebbero  sciolte con la forza.
L'ultimo messaggio in lingue era questo: "Come  la plebe perseguita Me, perseguiterà anche voi. Ma io faccio un corteo  trionfale. Voi Mi seguirete. Finora c'erano soltanto delle scintille, ma  ci sarà il fuoco". Una grande vergogna cadde invece sull'opera del  Signore e il Suo nome fu disonorato.Finalmente si aprirono gli occhi ai  due evangelisti August e Heinrich Dallmeyer.Il primo pubblicò un opuscolo intitolato "Satana fra i santi".Il secondo scrisse un buon libro col titolo "Il cosiddetto Movimento Pentecostale alla luce della Sacra Scrittura".Ambedue i fratelli dichiaravano: "Lo spirito che opera nel Movimento Pentecostale è uno spirito d'errore e di menzogna".Ma  il "fuoco straniero" s'era già esteso e aveva acceso molti altri  focolai.Il periodico "Filadelfia", edito dal direttore Dietrich,  contiene nel suo terzo numero dell'anno 1912 le seguenti parole: "In  tali adunanze si ballava, mentre l'organo suonava delle melodie da  ballo. C'erano cose pazzesche fino verso mezzanotte. C'erano gemiti,  nitriti, salti, per cui la casa tremava, si gridava, si battevano pugni  sul tavolo. C'erano grida al modo dei Tirolesi. Tutto questo unito a  messaggi strani, al parlare e cantare in lingue".
(tratto dal sito )

Sicuramente  non bisogna eccedere nel giudicare negativamente i pentecostali come  fanno i fratelli dei sito sopra citato, perché tra di essi troviamo  tanta brava gente, che in buona fede ama Cristo, e crede di essere nella  verità, ma è cosa buona conoscere la vera dottrina cristiana che,  sicuramente non è quella pentecostale.
Fino a quando si limitano ad  amare Gesù, sono nella verità, ma eccedendo nel dire che i veri  cristiani sono solo loro, e come prova portano il dono delle lingue,  escono fuori dalla sana dottrina cristiana, perché come già detto e  provato lo Spirito Santo si riceve con battesimo e con il dono della  Fede. Quindi molti pentecostali peccano nel giudicare altri credenti  come “non cristiani” in quanto non aventi il dono delle lingue. Le  verità bibliche non si dimostrano col dono delle lingue, ma con  l’esegesi biblica accompagnata dalla preghiera, e soprattutto mettendo  da parte i paraocchi.
I farisei si ritenevano i soli giusti davanti al Signore, lo stesso si può dire dei pentecostali.
Malgrado  che enfatizzino l'unità, non sono uniti. Vi sono centinaia di gruppi  diversi che si distinguono in parte molto per: conoscenze speciali,  rivelazioni, insegnamenti e pratiche particolari e spesso si combattono  reciprocamente. Per esempio, c'è un grande ramo che rinnega la trinità  di Dio.
•Sui seguenti punti, caratteristici di tali chiese, però, essi sono abbastanza d'accordo:

Il  "battesimo dello Spirito" come "seconda esperienza" dopo la  conversione."parlare in lingue" come riconoscimento del "battesimo dello  Spirito", come dono particolare per l'edificazione di se stessi e come  sorgente di forza per il servizio.sulla "guarigione dei malati" come  elemento "inclusivo nella salvezza". Viene insegnato che il Signore non è  morto solo per i peccati alla croce, ma che ha preso anche le nostre  malattie e perciò ogni credente può reclamare la salute per "fede" o ha  il diritto alla salute.  se un malato si ammala significa che non ha fede, ha peccato, dei demoni hanno causato questa malattia. (Su questo punto vi sono numerose interpretazioni e pratiche diverse che non sono condivise da tutti i pentecostali.)

Apertura  a visioni ecc. come sorgente di rivelazioni al di fuori della Bibbia.  L'azione dello "Spirito Santo", nelle chiese pentecostali, è percepita  spesso in modo fisico e visibile. Perciò fin dall'inizio del movimento pentecostale succedono sempre manifestazioni con persone che:

·cadono all'indietro ("riposare nello Spirito")
·cominciano a tremare
·esperimentano correnti di calore nel loro corpo
·cominciano a parlare e cantare in "lingue" sconosciute
·hanno allucinazioni visive e uditive
·esperimentano "apparizioni d'angeli e di Gesù"
·cominciano a profetizzare, ecc.

Per  circa 60 anni i pentecostali hanno avuto contatti sporadici o nulli con  le altre chiese evangeliche che avevano preso chiaramente le distanze  da tali insegnamenti e da tali pratiche, per cui i fenomeni sopra  indicati, in passato, sono stati esercitati quasi esclusivamente  nell'ambito delle loro chiese.
Dobbiamo menzionare positivamente che  le chiese pentecostali sono conosciute in molti Paesi a motivo del loro  grande zelo evangelistico e perché hanno accolto in modo particolare i  gruppi emarginati, gli asociali, i tossicodipendenti, gli alcolizzati  ecc.
Anche se si può essere di diverso parere sui metodi di  evangelizzazione e sulle loro dottrine, si deve riconoscere che tante  persone sono venute alla vera fede attraverso la loro opera di  evangelizzazione (vedi David Wilkerson ecc.).
Inoltre essi confessano  l'infallibilità delle Sacre Scritture e che hanno rifiutato, per molti  decenni, la chiesa cattolica romana e l'ecumenismo. Il loro  atteggiamento, però, è cambiato con l'inizio del movimento  carismatico...
Un famoso gruppo di carismatici (il "movimento di  fede") ha detto che Gesù è morto alla croce non solo per i nostri  peccati e le nostre malattie, ma anche per la nostra povertà. Ogni  cristiano ha diritto alla ricchezza ed al benessere. Così si predica il  cosiddetto "evangelo del benessere". I più noti predicatori di quest'insegnamento assolutamente non biblico sono Kenneth Hagin, Kenneth Copeland, Benny Hinn.
Secondo la loro interpretazione un credente "ripieno dello Spirito Santo" si riconosce dai seguenti segni:

• salute fisica
• bellezza esteriore
• benessere finanziario
• successo negli affari
• successo sportivo
• longevità ecc.

Macchine  costose, vestiti lussuosi, gioielleria e trucco, ville sontuose, ecc.  devono evidenziare che la "benedizione di Abrahamo" si è trasferita sui  cristiani.La "Benedizione" è intesa nel senso dell'AT, cioè  materialmente, il che è in contrasto con le "benedizioni spirituali",  che ci vengono presentate nella lettera agli Efesini e ai Colossesi.  Un'altra conseguenza pratica è che lo sguardo è rivolto sempre più a  questa terra e non al cielo e al ritorno del nostro Signore.
Rappresentanti del cosiddetto "movimento di fede" (K. Hagin ecc.) propagano, inoltre, l'insegnamento blasfemo  della "morte spirituale nell'inferno", dove è avvenuta effettivamente  la sostituzione, quando Gesù è stato trascinato dai demoni nell'inferno,  ed è diventato un essere demoniaco, ha accettato la natura di Satana e  ci ha riscattati da Satana, affinché ricevessimo una natura divina.  Quest'eresia (chiamata anche "insegnamento di identificazione"), basata  su 2 Co 5:21, è però chiaramente rifiutata da alcuni famosi carismatici.
A  differenza dei pentecostali, anche i teologi liberali, che non credono  nell'ispirazione letterale, possono collaborare isolatamente con il  movimento carismatico.
I carismatici - come anche i pentecostali - contano su un grande risveglio prima del ritorno di Gesù, secondo Gioele 2,28 "E, dopo di questo avverrà che io spanderò il mio spirito sopra ogni carne."  Essi sono convinti che il risveglio può avvenire solo quando i  cristiani sono uniti e quando sarà stato tolto il muro di separazione  fra le denominazioni. Perciò citano molto spesso i versetti di Giov.  17:11 e 20 e ne fanno uso in tanti cantici.  Il grande obiettivo del  movimento carismatico è: "Unità ad ogni costo" e per raggiungerlo, il  movimento carismatico ha creato il seguente slogan, tipico per loro: "I  dogmi separano - l'amore unisce!"
Negli insegnamenti e dogmi delle  varie chiese essi vedono soltanto ragioni per i contrasti d'opinione e i  disaccordi, pertanto, non danno importanza all'interpretazione e allo  studio della Bibbia, ma all'esperienza, al sentimento e all'atmosfera.
Perciò  lo stimolo psichico è un elemento importante all'interno delle loro  chiese e durante le conferenze. Si da molta importanza: alla musica e al  canto, al ballo e al contatto fisico. all'entusiasmo, agli applausi,  all'esultanza, a sventolare la bandiera ecc.
Nel movimento  carismatico vi sono molti musicisti di talento, le "guide di adorazione"  vengono istruite e si aiuta a progredire ogni tipo di creatività.
Esse,  a prima vista, trasmettono calore, entusiasmo, consacrazione, gioia e  spontaneità, per cui costituiscono un grande polo di attrazione per i  giovani credenti che non hanno ancora discernimento e provengono spesso  da chiese che sono caratterizzate da tradizione, indolenza, noia e  freddezza. Tale movimento costituisce anche una sfida per le chiese dei  fratelli che hanno perso molti giovani fratelli e sorelle che si sono  associati ad esso, specialmente in Europa occidentale e negli Stati  Uniti d'America.
Le opere missionarie note in campo internazionale, che hanno molto sostenuto e fatto conoscere il movimento carismatico sono:

·"Gioventù in missione" (cantici, musica, ballo, pantomima ecc.)
·"Campus per Cristo"
·"AD 2000"

Altre opere missionarie evangeliche che collaborano attivamente con i carismatici sono:

·"Operazione Mobilitazione" (George Verwer)
·"Alleanza evangelica mondiale"
·"L'organizzazione di Billy Graham"
·"II Movimento di Losanna"
·"WillowCreek" ecc.

c) Power Evangelism (Evangelizzazione di potenza)
I  padri di questo movimento sono C. Peter Wagner e John Wimber. C.P.  Wagner era un missionario evangelico in Bolivia, che una volta si definì  un "dispensazionalista" e "anticarismatico". Successivamente si è  interessato alla crescita delle chiese pentecostali, ha scritto qualche  libro ed è diventato professore al seminario teologico Fuller, dove ha  tenuto corsi su "segni e miracoli", ecc. Egli passa per pensatore  precursore della "terza ondata".
Prima della sua conversione John  Wimber era un musicista rock; poi, convertitosi tramite i quaccheri, ha  conosciuto C.P. Wagner, e presto è stato in grado di mostrare "segni e  miracoli" attraverso capacità soprannaturali. E' stato il praticante  della "terza ondata" fino alla sua morte. Ha istruito ovunque circa  500.000 pastori e collaboratori in conferenze ed ha fondato  "l'Associazione Cristiana della Vigna" (Vineyard Christian Fellowship).
Con  "Power Evangelism" s'intende che anche ai giorni nostri ogni  predicazione del Vangelo deve essere accompagnata da segni e miracoli  come ai tempi di Gesù e degli apostoli.
Wagner e Wimber affermano:
"I segni ed i miracoli sono i biglietti da visita per il regno di Dio"
"Raramente si è riuscito a far crescere la chiesa solo con la predicazione."
Si crede che, attraverso i segni ed i miracoli, i pregiudizi dei non credenti saranno superati e tanti giungeranno alla fede.
Si  crede e insegna che tutti i miracoli di Gesù e degli apostoli sono  possibili anche ai giorni nostri e che noi siamo i testimoni del più  grande risveglio nella storia della chiesa nella quale accadono miracoli  ancora più grandi di quelli riportati negli Atti degli apostoli. Si  parla di apostoli, che vengono istituiti nel nostro tempo ("il servizio  quintuplo" secondo Efesini 4) e che con l'autorità apostolica fanno  miracoli.

I segni caratteristici di questo "risveglio" sono:

·"Apparizioni di Gesù"
·"apparizioni di angeli"
·gambe e braccia amputate ricresceranno
·gli "apostoli" bonificheranno, con un gesto di mano, i danni nucleari e le aree contaminate
·morti risusciteranno
·Città e nazioni intere verranno alla fede ecc.

Gli  insegnamenti dei movimenti pentecostali e carismatici sono presentati  in modo generale e sono intesi come l'evoluzione o la cresta delle  "ondate" precedenti, per cui vi sono anche piccole differenze:

il  parlare in altre lingue non è considerato una caratteristica assoluta  del battesimo nello Spirito  Santo, ma un dono dello Spirito Santo fra  tanti altri.studio della Bibbia e la preghiera sono evidenziati - per  cui si avvicinano di più ai "fondamentalisti".

Ai fenomeni già  noti del movimento pentecostale e carismatico, si aggiungono i seguenti  altri che non erano praticati durante le ondate precedenti o solo  pochissimo:

·l'esorcismo dei demoni dai credenti (servizio di liberazione)
·il combattimento spirituale ("legare i demoni territoriali")
·il ridere santo
·l'ebbrezza nello Spirito
·l'appiccicarsi, saltare, gridare, correre nello Spirito
·la trasmissione del dono per mezzo dell'imposizione delle mani
·il trasmettere "lo Spirito Santo" mediante il soffio, il respirare sopra, ecc.
·le parole di conoscenza
·la profezia
·la guarigione interna ecc.

All'interno della "terza ondata" si è formato:

·il "movimento dei profeti"
·il "combattimento spirituale" (marcia per Gesù, "trasformazione", marce di riconciliazione.      
·la "benedizione di Toronto"
·il "risveglio di Pensacela"
In  modo particolare il movimento "AD 2000", fondato da C.P. Wagner, ha  fatto conoscere questi insegnamenti e queste pratiche a molti evangelici  e Bill Bright, con la sua organizzazione "Campus per Cristo", ne ha  contribuito moltissimo.
Anche il famoso libro "Preghiera per il mondo" proviene da questo movimento.
Negli  ultimi anni sono stati organizzati, a livello mondiale, incontri di  preghiera, nei quali, soprattutto i capi delle diverse denominazioni di  una città con le loro chiese, dovevano pregare per la città e per un  risveglio, nei quali gli insegnamenti relativi al "combattimento  spirituale" giocavano una grande importanza (il riconoscere e legare i  "demoni territoriali").
Nella terza ondata è molto evidente la grande simpatia per il cattolicesimo e il pontefice.
John Winter: "II Papa è un tipo in gamba; è un vero carismatico evangelico, nato di nuovo".
Rick Joyner: "II Papa è un anziano nel corpo di Cristo con il dono di guarigione dei malati".
Si crede che Dio dia, ai giorni nostri, non soltanto nuovi apostoli, ma anche "anziani per tutto il corpo di Cristo".
E'  spaventoso notare come, in quest'ultimo periodo, proprio capi e  insegnanti del “dispensazionalismo” e del movimento dei fratelli,  conosciuti a livello internazionale, si sono aperti agli insegnamenti e  alle pratiche della terza ondata ed arrecano gran confusione nelle  assemblee dei fratelli. Concludendo vorrei evidenziare che le "tre  ondate" non possono essere delimitate chiaramente. Molti uomini noti  della terza ondata sono contemporaneamente pentecostali e carismatici, i  movimenti collaborano generalmente o si assorbono a vicenda.
Deve  essere rilevato ancora una volta che vi sono senz'altro famosi  pentecostali e carismatici che, per esempio, hanno considerato molto  criticamente "la benedizione di Toronto" o che hanno giudicato non  biblico "il combattimento spirituale" e "il vangelo del benessere".  Dobbiamo imparare a distinguere.
Ma è anche vero che queste  differenze non impediscono ai carismatici di lavorare insieme. Vi sono  state e vi sono numerose separazioni nel movimento carismatico (una  contraddizione strana visto che sottolinea "l'unità!"). Queste  separazioni sono state raramente causate da litigi relativi  all'insegnamento, ma piuttosto da problemi di carattere personale  (aspirazione di potenza, denaro, ambizione ecc.).
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