Vademecum sull'Islam - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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Sotto riporto solo una parte della traduzione in italiano di "Islam 101" che é una sintetica guida che si propone di aiutare il pubblico a conoscere le verità fondamentali dell'Islam e ad aiutare chi è già esperto, a trasmettere meglio agli altri i fatti.

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FAQs: Domande Frequenti

Ci sono alcune domande che ricorrono sempre quando si conclude che l'Islam è violento. La maggior parte di queste domande sono fuorvianti o irrilevanti e non contraddicono l'evidenza o le argomentazioni che la violenza è insita nell'Islam. Ciò non ostante, si sono dimostrate efficaci nell'evitare artificiosamente una seria valutazione critica dell'Islam, e quindi è opportuno esaminarne alcune.
a. Che dire delle Crociate?

L'ovvia risposta è: "E allora, che dire?". La violenza commessa nel nome di altre religioni è logicamente indipendente dalla questione se l'Islam è violento. Ma, menzionando le Crociate, la speranza degli apologeti dell'Islam è quella di allontanare l'attenzione dalla violenza Islamica e dipingere le religioni in genere come moralmente equivalenti.

Sia nelle Università che nei media Occidentali come nel mondo Islamico, le Crociate sono considerate guerre di aggressione combattute da Cristiani assetati di sangue contro pacifici Musulmani. Se le Crociate furono sicuramente sanguinose, sono più accuratamente definibili come una tardiva risposta Occidentale a secoli di jihad piuttosto che come un attacco unilaterale senza provocazione. La dominazione Musulmana cominciò in Terra Santa nella seconda metà del settimo secolo, durante l'ondata Araba della jihad, con la conquista di Damasco e Gerusalemme da parte del "secondo Califfo Ortodosso", Omar. Dopo l’iniziale sanguinosa jihad, la vita dei Cristiani e degli Ebrei era tollerata, entro le rigide regole della dhimma e i Musulmani Arabi, in genere permettevano ai Cristiani all'estero di continuare i pellegrinaggi ai loro luoghi sacri, una concessione che si dimostrò economicamente molto vantaggiosa per lo stato Musulmano. Nell'undicesimo secolo, l'Amministrazione Araba della Terra Santa, relativamente benigna, fu rimpiazzata da quella dei Turchi Selgiuchidi, a causa della guerra civile nell'Impero Islamico. Durante la seconda metà dell'undicesimo secolo, i Turchi mossero guerra all'Impero Cristiano Bizantino e lo spinsero via dalle sue fortezze di Antiochia e in Anatolia (oggi Turchia). Nel 1071 le forze Bizantine subirono una pesantissima sconfitta nella battaglia di Manzicerta, in quella che è oggi la Turchia orientale. I Turchi ricominciarono la jihad in Terra Santa, devastando, saccheggiando, riducendo in schiavitù e uccidendo i Cristiani di quella regione ed in tutta l'Asia Minore. Essi minacciarono di separare la Cristianità dal suo luogo più sacro, la Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, ricostruita sotto la sovrintendenza Bizantina dopo che fu distrutta nel 1009 dal Califfo Al-Hakim bi-Amr Allah.

Fu in questa circostanza di rinnovata jihad in Medio Oriente che il Pontefice Romano, Urbano II, proclamò nel 1095 un appello ai Cristiani Occidentali per correre in aiuto dei loro cugini Orientali (e sembra anche che avesse coltivato la speranza di reclamare Gerusalemme per il Papato, dopo il grande scisma con la Cristianità Orientale nel 1054). Questo "pellegrinaggio armato", cui parteciparono, oltre ai militari, anche molti civili, fu poi ricordato, anni dopo, come la prima Crociata. L'idea di una "Crociata", come noi oggi intendiamo questo termine, cioè, una "guerra santa" Cristiana, si sviluppò molti anni dopo, a seguito della nascita di organizzazioni cavalleresche, come i Templari, che fecero della "Crociata" un modo di vivere. E' utile ricordare che i più ardenti Crociati, i Franchi, erano proprio quelli che avevano dovuto affrontare per secoli la jihad e le razzie, lungo il confine Franco-Spagnolo, e conoscevano molto meglio degli altri gli orrori a cui i Musulmani sottoponevano i Cristiani. Al tempo della prima Crociata, le popolazioni dell'Asia Minore, Siria e Palestina, benché dominate dai Musulmani, erano ancora in stragrande maggioranza Cristiane. Le guerre "Crociate" degli eserciti Cristiano-Occidentali erano giustificate a quel tempo come guerre di liberazione dei Cristiani Orientali, le cui popolazioni, terre e cultura erano state devastate da secoli di jihad e dhimmitudine. Conquistare nuovi territori per Dio alla maniera della jihad era un concetto estraneo alla Cristianità e non deve sorprendere che alla fine si estinse in Occidente e non acquistò mai importanza in Oriente.

Dopo la cruenta conquista di Gerusalemme nel 1099 da parte degli eserciti latini e la creazione degli Stati Crociati a Edessa, Antiochia e Gerusalemme, le forze Cristiane e Musulmane combatterono una alternante serie di guerre in cui entrambe le parti si macchiarono della consueta serie di immoralità tipiche dei periodi bellici. Col tempo, nonostante il sostegno di nuove Crociate inviate dall'Europa, gli Stati Crociati, distribuiti lungo vie di comunicazione molto precarie, soccombettero lentamente alla superiore potenza Musulmana. Nel 1271, l'ultima roccaforte Cristiana, Antiochia, cadde in mano Musulmana. Non più obbligati a dividere le forze per sottomettere la testa di ponte Cristiana nel Mediterraneo Orientale, i Musulmani si riorganizzarono per una nuova jihad di 400 anni contro l'Europa Sud-Orientale, che arrivò per due volte fino a Vienna, prima di essere fermata. In termini geostrategici, le Crociate possono essere interpretate come un tentativo dell'Occidente di prevenire la sua distruzione a seguito della jihad Islamica, portando la lotta in casa del nemico. E per un pò ha funzionato.

E' significativo che, mentre l'Occidente ha considerato le Crociate come errori ormai da qualche tempo, non c'è mai stata, da parte di una sola seria autorità Islamica, alcuna menzione di rammarico per i molti secoli di jihad e dhimmitudine perpetrata contro le altre società. Ma questo non ci deve sorprendere in quanto, mentre la violenza religiosa contraddice i principi fondamentali del Cristianesimo, la violenza religiosa è incisa nel DNA dell'Islam.
b. Se l'Islam è violento, perchè ci sono così tanti Musulmani moderati?

Questa domanda è come chiedere:"Se il Cristianesimo insegna l'umiltà, la tolleranza ed il perdono, perchè ci sono così tanti Cristiani arroganti, intolleranti e vendicativi?". La risposta in entrambi i casi è ovvia: in ogni religione od ideologia ci sono molti che credono ai principi, ma non li praticano. Proprio come è spesso più facile per un Cristiano restituire il colpo, essere presuntuoso o disprezzare il prossimo, così è spesso più facile per un Musulmano restarsene comodo a casa, piuttosto che imbarcarsi nella jihad. Gli ipocriti si trovano dappertutto.

Inoltre, ci sono anche persone che non comprendono a fondo la loro religione e così non agiscono entro i limiti da essa prescritti. Nell'Islam, ci sono probabilmente molti Musulmani che non conoscono la realtà della loro religione proprio per l'importanza di recitare il Corano in Arabo, senza avere l'obbligo di capirlo. Sono le parole e i suoni del Corano che attraggono l'attenzione misericordiosa di Allah più che la comprensione del Corano da parte del supplicante. Specialmente in Occidente, è più probabile che qui i Musulmani siano attratti dagli usi Occidentali (che spiega anche perchè sono venuti qui) e quindi meno inclini ad agire con violenza contro la società in cui si sono rifugiati, fuggendo da una tirannia Islamica all'estero.

Tuttavia, in ogni dato contesto sociale, più l'Islam prende piede -- con la crescita del numero di fedeli, la costruzione di sempre più moschee e "centri culturali", ecc. -- maggiore diventa la probabilità che un certo numero di seguaci prendano seriamente i suoi precetti violenti. Questo è il problema che oggi l'Occidente deve affrontare.

c. Che dire della violenza nella Bibbia?

Primo, i brani violenti della Bibbia sono irrilevanti rispetto alla questione se l'Islam è violento
.

Secondo, i brani violenti della Bibbia certamente non significano un ordine permanente di usare violenza contro il resto del mondo. A differenza del Corano, la Bibbia è un’imponente raccolta di documenti scritti da persone diverse, in tempi diversi e in diversi contesti, che consente una grande libertà di interpretazione. Il Corano, invece, proviene da un'unica fonte: Maometto. E' attraverso la vita di Maometto che il Corano deve essere interpretato, come dice lo stesso Corano. Sia le sue guerre che i suoi omicidi riflettono il Corano, ed informano sul suo significato. Inoltre, la rigida interpretazione letterale del Corano significa che non c'è spazio per l'interpretazione quando si tratta delle sue ingiunzioni alla violenza. Così come attraverso l'esempio di Cristo, il "Principe della Pace", i Cristiani interpretano le loro scritture, così, è attraverso l'esempio del signore della guerra e despota, Maometto, che i Musulmani interpretano il Corano.

d. Una "Riforma" Islamica potrebbe rendere l'Islam pacifico?

Come dovrebbe essere chiaro a chiunque abbia esaminato le fonti Islamiche, per rimuovere la violenza dall'Islam, sarebbe necessario eliminare solo due cose: il Corano, come parola di Allah e Maometto, come Profeta di Allah. In altre parole, per rendere pacifico l'Islam sarebbe necessario trasformarlo in qualcosa che l'Islam non è
. La Riforma Cristiana dell'Occidente, che è spesso usata come un esempio, fu un tentativo (riuscito o no) di recuperare l'essenza del Cristianesimo, e in particolare l'esempio e gli insegnamenti di Cristo e degli Apostoli. Cercare di tornare agli esempi di Maometto avrebbe conseguenze molto diverse. Difatti, si potrebbe dire che oggi l'Islam sta attraversando la sua "Riforma" con un aumento di attività "jihadiste" in tutto il mondo. Oggi i Musulmani della scuola Salafita ("le prime generazioni") stanno facendo proprio questo, concentrandosi sulla vita di Maometto e dei suoi primi successori. Questi riformatori sono definiti dai loro detrattori col termine spregiativo di Wahabiti. Traendo la loro ispirazione direttamente da Maometto e dal Corano, sono invariabilmente disposti alla violenza. La brutta notizia è che oggi l'Islam è quello che è stato per quattordici secoli: violento, intollerante ed espansionista. E' pura follia pensare che noi, nel corso di pochi anni, o di pochi decenni, saremo capaci di cambiare l'atteggiamento di fondo di una civiltà estranea. La natura violenta dell'Islam deve essere accettata come un dato di fatto; solo allora riusciremo a dotarci di politiche capaci di risposte appropriate ad aumentare le nostre probabilità di sopravvivenza.

e. Che dire del Colonialismo Occidentale nel mondo Islamico?

Dopo la sconfitta dell'esercito Ottomano alle porte di Vienna l'11 Settembre 1683 da parte dell'esercito Polacco, l'Islam entrò in un periodo di declino strategico durante il quale fu completamente in balia delle potenze Europee
. Gran parte del dar al-Islam fu colonizzata dalle potenze Europee che utilizzarono la loro supremazia tecnologica e si avvalsero delle rivalità entro il mondo Musulmano, per imporre la dominazione coloniale.

Mentre molte delle attività delle potenze imperialiste Occidentali nel governare le loro colonie erano chiaramente ingiuste, è assolutamente ingiustificato considerare l'imperialismo Occidentale -- come viene fatto molto spesso -- come una intrinseca attività criminale che sta alla base del moderno risentimento contro l'Occidente. E' dovuto soltanto al positivo ruolo delle potenze Occidentali se nacquero, in primo luogo, i moderni stati-nazione, come India, Pakistan, Israele, Sud Africa, Zimbawe ecc. Senza l'organizzazione Occidentale, queste aree sarebbero rimaste caotiche e tribali come erano state per secoli.

Quando si considera il mondo post-coloniale, è evidente che le nazioni post-coloniali di maggior successo hanno un attributo comune: non sono Musulmane. Stati Uniti, Australia, Hong Kong, Israele, India e le nazioni Sud Americane chiaramente sopravanzano le loro controparti post-coloniali Musulmane -- Iraq, Algeria, Pakistan, Bangladesh, Indonesia ecc. -- da ogni punto di vista.

f. Come può, una ideologia politica così violenta, essere la seconda religione al mondo e tra quelle che crescono più rapidamente?

Non dovrebbe sorprendere che un’ideologia politica violenta si dimostri così attraente a gran parte del mondo. Il potere attrattivo delle idee fasciste è stato dimostrato dalla storia. L'Islam combina il conforto interiore garantito dalla fede religiosa con il potere esteriore di un’ideologia politica di trasformazione del mondo. Come la violenza rivoluzionaria del Comunismo, la jihad offre una giustificazione altruistica per causare morte e distruzione. Tale ideologia naturalmente attira a sè le persone inclini alla violenza mentre incoraggia i non violenti a partecipare od almeno a favorire indirettamente la violenza. Il fatto che qualche cosa sia popolare, difficilmente la rende anche giusta.

Inoltre, le zone in cui l'Islam cresce più rapidamente, come l'Europa Occidentale, sono state largamente spogliate delle loro radici religiose e culturali, il che lascia l'Islam come la sola vibrante ideologia disponibile a quelli in cerca di significati.

g. E' giusto definire "violente" tutte le scuole di pensiero Islamico?

Gli apologeti dell'Islam spesso sottolineano che l'Islam non è un monolito e che ci sono differenze di opinioni tra le varie scuole di pensiero Islamico. Questo è vero, ma, come esistono differenze, ci sono anche elementi comuni
. Proprio come tra Cristiani Ortodossi, Cattolici e Protestanti esistono differenze su molti aspetti del Cristianesimo, tuttavia tutti accettano importanti elementi comuni. Lo stesso avviene nell'Islam. Uno degli elementi comuni a tutte le scuole di pensiero Islamico è la jihad, intesa come l'obbligo per la Umma di conquistare e sottomettere il mondo nel nome di Allah e di governarlo secondo la Sharia, la legge Islamica. Le quattro Madhhab (scuole di fiqh, o giurisprudenza religiosa Islamica) Sunnite -- Hanafi, Maliki, Shafi'ai e Hanbali -- tutte concordano che c'è un obbligo collettivo per i Musulmani di combattere col resto del mondo. Inoltre, anche le scuole di pensiero esterne all'ortodossia Sunnita, includendo il Sufismo e la scuola Jafari (Scita), concordano sulla necessità della jihad. Quando si tratta di jihad, le varie scuole divergono su questioni del tipo: se bisogna chiedere agli infedeli di convertirsi prima di iniziare le ostilità (Osama bin Laden chiese all'America di convertirsi prima degli attacchi di Al-Qaeda); come si debba distribuire il bottino tra i vincitori della jihad; se una strategia temporeggiatrice a lungo termine contro il dar al-harb sia preferibile a un attacco frontale totale; eccetera.

h. Che dire delle grandi conquiste della Civiltà Islamica?

I successi Islamici nei campi dell'arte, della letteratura, della scienza, della medicina ecc. non smentiscono in alcun modo il fatto che l'Islam è intrinsecamente violento
. Anche le civiltà Greca e Romana ottennero grandissimi risultati in questi stessi campi, pur coltivando, allo stesso tempo, importanti tradizioni di violenza. Mentre regalava al mondo lo splendore di Virgilio e Orazio, Roma fu anche la culla dei combattimenti dei gladiatori, dei massacri dei Cristiani e, a volte, di un militarismo incontrollato.

Inoltre, le realizzazioni della civiltà Islamica sono piuttosto modeste, a fronte dei suoi 1300 anni di storia
, in confronto con le civiltà Occidentale, Indiana e Confuciana. Molte conquiste Islamiche furono in realtà i risultati di non Musulmani che vivevano entro l'Impero Islamico o di neo convertiti all'Islam. Uno dei più grandi pensatori Islamici, Averroè, entrò in conflitto con l'ortodossia Islamica a seguito dei suoi studi sulla filosofia non Islamica (Greca) e della sua preferenza per il modello di pensiero Occidentale. Quando poi le popolazioni dhimmi diminuirono verso la metà del secondo millennio AD, l'Islam iniziò il suo "declino" sociale e culturale.

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