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Walt Heyer: transessuale ritorna uomo dopo l’incontro con Cristo

27 marzo 2012

Oggi Heyer è di nuovo sposato e racconta di aver trovato la felicità con il genere sessuale che Dio gli ha donato dalla nascita

Walt Heyer dice che nessuno può cambiare realmente il proprio sesso. E ha motivo di dirlo poiché ha provato a farlo.

Quando aveva appena cinque anni, sua nonna iniziò a vestirlo come se fosse una bambina e fece confezionare un vestito proprio per lui.
Il risultato fu quello che il ragazzo crebbe molto confuso.

“Guardo a quell’episodio e mi sembra una violenza. Sembrava una cosa innocua e allo stesso tempo scherzosa; oggi vedo che si trattava realmente di una violenza sulla mia psiche” ha detto al The Christian Post mercoledì scorso.

Ma le sue battaglie precoci non finirono lì. Suo padre si infuriò ed ebbe paura dell’influenza che la nonna esercitava su di Heyer, e iniziò così a trattare il figlio in modo diverso. Sua madre era giovane e immatura (aveva avuto due figli maschi prima dei vent’anni) e aveva dei metodi educativi molto duri. Lo zio di Heyer vedeva come uno scherzo quella situazione con la nonna e lo molestò sessualmente quando era ancora piccolo.

Col passare del tempo, Heyer cominciò a chiedersi se lo avrebbero trattato meglio se lui fosse stato una ragazza. Provò a sotterrare quei sentimenti, ma più si tirava indietro maggiori erano le fantasie di diventare donna.

Durante l’adolescenza quella fantasia era cresciuta. Adottò un nome da donna, Andrea West, e iniziò a travestirsi. All’età di quindici anni, venne a sapere dell’operazione chirurgica del cambio di sesso e, benché lui stesse lottando contro il desiderio di essere donna, ricorda che quei sentimenti erano come una radio che parlava nella sua testa e che non poteva spegnere.

“Sebbene non volessi andare per quella strada, mi sentivo comunque obbligato a percorrere quel percorso; un cammino che non potevo interrompere, arrestare o cambiare”, ricorda. “Ma non ero omosessuale. Uscivo con le ragazze, non ho mai sentito il desiderio di avere una relazione con un altro uomo, quindi per quanto riguarda la mia sessualità sono sempre stato eterosessuale”.

“Credo che questo sia uno dei fattori fuorvianti. La maggior parte della gente crede che i transgender siano omosessuali, e dalla mia esperienza il 98, 99 per centro delle persone che vengono in contatto con me non sono omosessuali. È un problema di identità di genere, non una preferenza sessuale”.

Durante le sue battaglie, Heyer si sposò ed ebbe due figli. Lavorò per un po’ come ingegnere e raggiunse un notevole successo finanziario.

“Ma la difficoltà che avevo di fronte era quella di non poter cancellare del tutto quei pensieri”, ha detto. Si diede perciò all’alcol per cercare di coprire questi problemi ma alla fine quella vita gli crollò addosso.

Heyer e la moglie si separarono dopo 17 anni di matrimonio; lui perse il lavoro quando iniziò a fare i primi interventi sul suo corpo per diventare donna. Si fece fare l’impianto mammario, iniziò il trattamento ormonale, ridusse i peli sul volto con l’elettrolisi e si fece rimuovere gli organi genitali.

Una volta diventato donna, si diede il nome di Laura, e visse con quella identità per otto anni.

Tuttavia, dopo aver studiato psicologia, mentre era ancora una donna, si rese conto che una persona non può cambiare sesso veramente e quindi si era totalmente illuso. Egli scoprì solo in seguito di soffrire di un disturbo dissociativo dell’identità causato dal passato che aveva sempre presente.

“Non si nasce transgender, ti accade qualcosa nell’infanzia che fa sì che tu non voglia essere quello che sei… Ma oggi l’unica cosa socialmente accettabile è convincerti di essere un transgender” ha detto.

“Credo che quella sia una descrizione errata di quelle persone. Esse sono individui che soffrono di un disturbo delirante che può avere conseguenze auto-distruttive molto gravi se non si riceve un’adeguata terapia psicologica o psichiatrica durante quel processo”.

Heyer racconta che mentre era Laura,  credeva in Cristo ma doveva lottare per poter essere accettato nella chiesa. Si ricorda la chiesa che frequentava come donna, ma il pastore gli chiese di andarsene quando i suoi problemi di identità vennero alla luce.

Ma non tutte le esperienze di chiesa furono negative. Infatti trovò una chiesa dove fu accolto, nonostante tutti sapessero delle battaglie che stava affrontando. Il pastore di quella chiesa gli disse: “Il compito nostro è quello di amarti; il compito di Dio è quello di cambiarti”.

“Grazie a quell’esperienza di chiesa, arrivai al punto di chiedere al Signore di perdonarmi. Iniziai a pregare per ottenere il perdono; e mi resi conto che il punto critico era comprendere che tu puoi accettare Gesù Cristo, ma c’è un momento in cui ciò non diventa realtà finché tu non cammini con Lui” ha detto.

“La verità che Cristo è vivo è il motivo per cui tu vedi la tua vita trasformata. Ciò accadde nella mia vita quando finalmente mi inginocchiai (lavorai su queste cose per molto tempo da quando avevo accolto Gesù, forse 10 o 15 anni) e sentii di essere talmente distrutto come uomo che mi inginocchiai e pregai”.

Racconta che un giorno ebbe una visione mentre pregava con il suo psicologo. Vide Gesù che prendeva in braccio lui da bambino, lo guardava e gli diceva: “Ora sarai salvo con me per sempre”. Da quel momento egli sentì lo Spirito Santo che agiva e lo guidava nel corso della vita.

Oggi Heyer racconta che non combatte più con i suoi problemi di identità e usa la sua testimonianza per sostenere coloro che vivono battaglie simili o che credono che l’operazione chirurgica del cambio di sesso sia la soluzione ai loro problemi.

Uno studio svedese pubblicato online nel febbraio del 2011 ha analizzato alcuni individui che sono stati operati tra il 1973 e il 2003, e ha rivelato che il cambiamento di sesso può avere un serio impatto negativo sulla persona e allo stesso tempo non risolve le sue crisi di identità.

Questo studio ha rivelato un tasso molto alto di mortalità per malattie cardiovascolari e per suicidio, tentativi di suicidio e ricoveri in ospedali psichiatrici di individui che avevano fatto un’operazione per il cambio di sesso, in confronto ad un campione di individui sani. Si evidenzia che i transessuali operati necessitano di massicci trattamenti psichiatrico e somatici.

Heyer ha creato dei siti internet come Sex Change Regret e True Trans Christians, e ha scritto diversi libri tra cui Trading My Sorrows, e più recentemente, Paper Gender, pubblicato nel giugno del 2011.

Egli evidenzia il fatto che l’operazione chirurgica è solo un fatto estetico; che è impossibile da un punto di vista scientifico, medico e chirurgico che un uomo sia trasformato in donna; ma ci dice anche che le persone devono mostrare compassione verso coloro che lottano con questi problemi di identità di genere.

Oggi Heyer è di nuovo sposato e racconta di aver trovato la felicità con il genere sessuale che Dio gli ha donato dalla nascita.

Traduzione dall’inglese a cura di R. C.

Fonte: http://www.christianpost.com/news/transsexual-returns-to-original-gender-after-relationship-with-christ-66932/

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