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Giovedì 05 Luglio 2012 - 09:01
di Valeria Di Corrado
ROMA - «Non sono stato espulso dai Testimoni di Geova perché avevo abusato delle mie nipotine». Lo «zio cattivo» accusato di aver violentato ripetutamente, dal 2001 al 2007, le nipoti di 5, 8, 9 e 10 anni, ha spiegato che è stato allontanamento dalla congregazione per aver violato due passi biblici, non riconducibili al suo comportamento con le bimbe. Il primo, «Non vi dovete avvicinare ad alcun stretto parente carnale per scoprirne le nudità», gli è stato contestato dagli anziani della comunità per aver avuto dei rapporti con la cognata (mamma di una delle bimbe), quando lei aveva 16 anni. Anche se, secondo l’uomo, quegli abusi erano stati commessi dal fratello maggiore della donna. Il secondo comandamento, «Fuggite la fornicazione», gli è stato contestato per non aver tenuto una condotta casta durante il fidanzamento con l’attuale moglie. Dunque l’assoluzione sui presunti abusi commessi ai danni delle 4 cuginette, prima ancora della sentenza che emetterà il Tribunale di Roma nei confronti del 55enne, è già arrivata dai Testimoni di Geova.
È stato lui, per primo, a ricorrere alla guida spirituale per raccontargli ciò di cui lo accusavano le cognate. «Sono cascato dal cielo – ha confessato l’uomo – anche perché, essendo cresciuto in una famiglia credente, so bene che Dio non tollera comportamenti immorali: non mi sono mai appartato da solo con le mie nipoti». Secondo lo «zio cattivo», le nipoti hanno subìto una pressione psicologica da parte delle madri e, dopo mesi di interrogatori casalinghi, le hanno indotte a scrivere «sotto dettatura» una lettera ai decani della congregazione, piena di sensi di colpa verso Dio. In questa sorta di caccia alle streghe non si sarebbero accorte che le bambine avevano consultato con il cugino maggiore del materiale pornografico on line. Per questo conoscevano certi gesti sessuali.


ESPULSO DALLA COMUNITÀ. È stato espulso dai Testimoni di Geova, lo «zio cattivo» che avrebbe abusato delle sue quattro nipotine di 5, 8, 9 e 10 anni, ora imputato davanti al Tribunale di Roma per violenza sessuale su minori. Gli abusi sarebbero avvenuti tra il 2001 e il 2007, prima nel suo appartamento romano, poi nel comune del reatino nel quale il 55enne si trasferì con la famiglia e, nel periodo estivo, nella casa al mare di Lavinio. Le mamme delle bimbe (tra loro sorelle e seguaci di Geova) si rivolsero subito alla propria guida spirituale, dopo aver scoperto quello che l’uomo faceva nella stanza da letto quando teneva le nipoti strette in braccio, con la scusa di giocare al computer o guardare delle foto assieme.
Il decano (una sorta di sacerdote) decise di espellere l’uomo dal movimento religioso (una specie di scomunica) perché «la sua condotta non lo rendeva più qualificato come seguace di Geova. Anche se – ha spiegato il ministro di culto – ha sempre negato di aver commesso quegli abusi». Negò tutto, con la giustificazione che le piccole erano maliziose e bugiarde, anche alla moglie, quando lo incalzò chiedendogli: «Cosa hai fatto alle mie nipoti?». La donna, sconvolta dai racconti delle sorelle – mamme delle 4 bambine – chiese la separazione. Oltre a queste presunte violenze non può perdonargli un altro episodio. Sembra infatti che, dopo essersi sposati, l’uomo abbia molestato per circa 10 anni la sorella minore della moglie, fino a quando non raggiunse la maggiore età. E ora nella testa della donna si è radicata una convinzione ancora più sconvolgente: il pensiero che la figlia, ormai grande, sia andata via di casa per colpa del padre.
«L’hai fatto anche con la nostra bambina, vero?», lo continua ad accusare. Per la psicologa Luisella De Cataldo si tratta di una «psicosi collettiva» stile Rignano Flaminio. Per le consulenti dell’accusa, invece, pur trovandosi di fronte a un «clan familiare», non ci sono state suggestioni tra le cuginette. Era comune a tutte e quattro – secondo le psicologhe – un forte senso di vergogna e di colpa. Una di loro è arrivata a minacciare il suicidio.

LA VIOLENZA SU 4 MINORI. Uno «zio cattivo», che abusa delle sue quattro nipotine a casa, durante le riunioni dei Testimoni di Geova, mentre i genitori delle bimbe (suoi cognati) sono concentrati nella preghiera. È questa l’accusa nei confronti di un 55enne, originario del reatino, imputato per violenza sessuale su minori davanti ai magistrati della prima sezione penale del Tribunale di Roma. I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2001 e il 2007. All’epoca il gruppo familiare, composto da quattro sorelle e i rispettivi mariti, si riuniva nella casa romana del presunto orco una volta al mese, con le figlie al seguito. Nel periodo estivo, la sede degli incontri era un appartamento di Lavinio.
Tutto è partito dalla rivelazione-choc di una delle bimbe (allora aveva 5 anni) che avrebbe mimato un gesto sessuale, dicendo alla madre: «Lo zio fa delle brutte cose». Poi la sorella maggiore (più grande di 3 anni), avrebbe confessato: «Anche a me è successo». Da lì – secondo la difesa – si sarebbe innescata la reazione a catena delle altre due mamme, che hanno chiesto e trovato conferme di abusi dalle rispettive figlie, di 9 e 10 anni.
«Si tratta di un nuovo caso Rignano, in piccolo» è il parere della psicologa Luisella De Cataldo Neuburger, già consulente della difesa nel processo sulle presunte violenze subite da 21 bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio (conclusosi lo scorso 28 maggio con l’assoluzione dei cinque imputati). Secondo la psicologa c’è stato un «contagio» anche tra le confessioni di queste cuginette. Mentre le madri sono rimaste vittime di una «psicosi collettiva», oltre che per il legame di parentela, per la comune appartenenza al movimento religioso dei Testimoni di Geova. «La cosa strana – ha spiegato la consulente della difesa ai giudici – è che i genitori abbiano lasciato passare un anno per la denuncia. Prima però si sono rivolti al loro capo spirituale, chiedendogli di estromettere dalla congregazione lo zio cattivo».

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