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La STORICITA' della RISURREZIONEAnalisi di alcuni documenti

In questo capitolo analizzeremo i seguenti documenti: 20,1-10 (i lini sepolcrali)- 27-28(le guardie al sepolcro)- vangelo (apocrifo) di Pietro

Per stabilire la storicità della risurrezione, ci limiteremo all’analisi dettagliata (in traduzione letterale) di due brani dei vangeli canonici che riteniamo particolarmente significativi:
-la disposizione dei lini sepolcrali: Gv 20,1-10;
-le guardie al sepolcro: Mt 27,57-66 e 28,11-15.

Ci porremo poi il problema delle divergenze contenute nei racconti e vedremo come il vangelo di Pietro (apocrifo) abbia tentato di eliminarle.

Primo documento
1.Gv 20,1-10: i lini sepolcrali

a) Informazioni preliminari sul IV vangelo1.La tradizione antica è unanime nel dire che questo vangelo lo scrisse (o dettò) Giovanni, l'apostolo amato da Gesù, ad Efeso, quando era vecchio.Unica voce contraria: Eusebio di Cesarea. Egli riferisce una testimonianza più antica, secondo cui ad Efeso c'erano due Giovanni: Giovanni l'apostolo e Giovanni l'anziano (in greco "presbìtero") e che il vangelo l'avrebbe scritto "l'anziano", non l'apostolo.2.Fino al 1700 la totalità degli studiosi accettava la tradizione e collocava questo vangelo verso gli anni 80/90. Dal 1700 i "critici" tedeschi (= la scuola critica o razionalista, che cercava di leggere i vangeli servendosi della sola ragione e togliendo perciò da essi tutto il "miracoloso" - v. cap. successivo) accettarono invece la tesi di Eusebio e collocarono questo vangelo dopo il 100 - alcuni anche al 180 - onde rendere possibile le amplificazioni popolari per far sorgere il "miracoloso".3.I dati attualiScoperte archeologiche recenti hanno portato nuova luce su tale questione:-il papiro P, trovato in Egitto nel 1934 (v. fig.), contiene alcuni versetti del cap. 18 di questo vangelo. È stato datato dai papirologi attorno al 125 d.C. Quindi, tenuto conto che per essere copiato e per arrivare da Efeso in Egitto c'è voluto un po' di tempo, restano confermate le date che pongono questo vangelo attorno al 100 o anche prima.-La scoperta a Gerusalemme della piscina di Bethesdà (Gv 5,1-9) nel 1898 e del Lithò-strotos (Gv 19,13) con gli annessi del palazzo del pretorio (1900-1963) hanno rivelato che l'autore conosceva bene la città prima della sua distruzione del 70 d.C. e quindi quasi sicuramente è un testimone oculare dei fatti che racconta (come emerge anche da tanti altri particolari del libro).
4.L'autore si firma "il discepolo che Gesù amava".Chi può essere?Tre sono, secondo i vangeli sinottici (cioè Mt, Mc e Lc), i discepoli amati da Gesù: Pietro, Giacomo e Giovanni. Dovremo quindi cercare l'autore del vangelo tra uno di questi tre. Ora il "discepolo che Gesù amava" -non può essere Pietro, perché è nominato insieme al discepolo amato (cfr. Gv 20,2);-non può essere Giacomo "fratello di Giovanni", perchéè stato ucciso da Erode nel 43 (Atti                   12,3)troppo presto;-allora non rimane che Giovanni.

E che sia Giovanni può essere confermato da due indizi:* Giovanni non è mai nominato in tutto il IV vangelo, che pure è il vangelo che riferisce il maggior numero di interventi di apostoli;* i Giovanni famosi nel N.T. sono due: il Battezzatore e l'Apostolo. In questo vangelo, quando si parla di Giovanni il battista, lo si chiama semplicemente Giovanni. Questo è possibile solo se l'autore del vangelo è l'altro Giovanni, non essendociambiguità, non c'è la necessità, come fanno i Sinottici, di qualificarlo come "il battezzatore".

testo

È l'unico vangelo canonico che parla dettagliatamente della disposizione dei lini nel sepolcro di Gesù.
1. Il primo (giorno) della settimana, Maria la Maddalena va di buon mattino quando c’è ancora tenebra al sepolcro e vede la pietra tolta dal sepolcro.

* il primo (giorno) della settimana: è la domenica dopo la sepoltura di Gesù. Essa, secondo tutti i vangeli, è avvenuta il venerdì nel tardo pomeriggio. Dicono infatti che (stava per cominciare il sabato, cosa che, secondo gli ebrei, avviene al tramonto del sole).
*Maria Maddalena: Maria di Màgdala (località della Galilea sul lago di Genezareth) è persona ben nota ai vangeli: Mt 27,56-61; Mc 15,40-47; 16,1.9; Lc 8,2; 24,10; Gv 19,25; 20,18.
Secondo Giovanni ad andare al sepolcro quella domenicamattina è stata una sola donna: Maria Maddalena (ma al v. 2 c’è il plurale «non sappiamo» che fa pensare che le donne fossero più di una).
Qui c’è una divergenza rispetto ai sinottici:-per Matteo le donne sono 2: Maria Maddalena e l’altra Maria (28,1);-per Marco le donne sono 3: Maria Maddalena, Maria quella di Giacomo e Salome (16,1);-per Luca le donne sono almeno 5: Maria di Màgdala, Giovanna, Maria di Giacomo e «le altre» (24,10)
* quando c’è ancora tenebra: c'è divergenza rispetto a Mc 15,2 che dice: «sorto il sole» (e tuttavia prima Marco aveva detto «assai di buon’ora», come anche Luca 24,1: «ai primi albori»). Qualche commentatore preferisce interpretare la frase di Giovanni non in senso storico, ma in senso figurato: Maria era ancora nella tenebra dell’incredulità. Sant’Agostino invece interpreta: Maria Maddalena partì da casa quando c’era ancora tenebra e giunse al sepolcro quando il sole era già alto.
u la pietra tolta dal sepolcro: nei sepolcri ebraici dei tempi di Gesù (ne conosciamo almeno 4), la pietra posta all’ingresso non può «ribaltare», essendo bloccata in una scanalatura praticata nel tufo (si veda nei disegni e foto) e perciò il sepolcro non può essere stato aperto dall’interno con una spallata. Per questo Maria conclude che il cadavere è stato rubato.

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Continua....

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