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Terapia riparativa: Un cliente descrive il processo di cambiamento

UN CLIENTE DESCRIVE IL PROCESSO DI CAMBIAMENTO

Pubblicato nel sito del NARTH*

Tradotto da Patrizia Battisti per il Blog SI PUO' CAMBIARE

Abbiamo ricevuto il permesso di ristampare la seguente lettera, inviata a un terapeuta di NARTH da un suo cliente

Lettera


Prima di iniziare la terapia riparativa, mi sentivo intrappolato in un’identità che non avevo scelto e che non volevo. Avevo pensieri e sentimenti omosessuali, e, occasionalmente, avevo rapporti sessuali con altri uomini e non stavo bene con me stesso. Ho odiato la mia omosessualità.

Volevo l'intimità e la stabilità del matrimonio eterosessuale, una moglie e figli miei, ma i miei sentimenti sessuali per le donne erano estremamente deboli rispetto al mio desiderio per gli uomini. Prima di raggiungere i trent’anni, la grande maggioranza delle mie esperienze sessuali (inclusa la mia prima esperienza all’età di quindici anni) era stata con altri maschi.


Per anni avevo ingannato me stesso pensando di essere bisessuale, anche se i miei contatti sessuali con donne erano stati quasi inesistenti. Ironicamente, fu solo dopo aver sperimentato il coito eterosessuale, verso i 25 anni, che ho iniziato ad affrontare la mia omosessualità; poiché le mie esperienze omosessuali erano di gran lunga più soddisfacenti rispetto a qualsiasi mia esperienza eterosessuale, ho iniziato a mettere in discussione la mia priorità sessuale. Nel corso degli anni seguenti ho avuto soltanto un contatto molto limitato (e invariabilmente insoddisfacente) con uomini.


Poi, superati i trent’anni, ho iniziato a fare piccoli passi avanti nella comprensione della mia identità sessuale. La preoccupazione per la mancanza di idoneità fisica mi ha indotto ad iniziare a nuotare regolarmente al centro acquatico presso l'università in cui lavoravo, e l’esperienza di essere nudo vicino ad altri uomini, paradossalmente, ha portato ad una diminuzione dei miei desideri omosessuali. Una inaspettata amicizia con un membro della squadra di baseball della scuola mi ha permesso di riconoscere in me alcuni dei punti di forza maschile che vedevo e ammiravo nel mio nuovo amico. Inoltre, mi sono reso conto che nessuno nella mia famiglia mi aveva mai incoraggiato ad essere atletico, e ho iniziato a capire che la mia mancanza di coinvolgimento nello sport mi ha derubato di un cameratismo maschile di vitale importanza per un ragazzo. Sapevo che la mancanza di questa influenza maschile aveva contribuito al mio stato di confusione sessuale.


Il mio lavoro in terapia (e la terapia reparativa è un lavoro) ha chiarito e rafforzato quello che avevo iniziato a scoprire da solo, e mi ha insegnato molto riguardo a chi sono e a come sono diventato omosessuale. Ho iniziato a rendermi conto della mia confusione come adulto nel mondo.


Ho imparato questo: ho problemi a far valere i miei bisogni e le mie aspettative nei rapporti, soprattutto con gli uomini, e che ho la tendenza ad essere passivo e a ritirarmi dalle sfide poste da tali rapporti. Ho anche paura di essere vulnerabile, paura che deriva dal mio senso di essere stato tradito quando ero ragazzo (da altri ragazzi, dai miei genitori, dai miei fratelli). Inoltre, questa "ferita narcisistica" ha suscitato in me la tendenza ad essere egocentrico, una tendenza che si manifesta in particolare nell’eccessiva autocommiserazione ed ipersensibilità alle critiche - soprattutto da parte di altri maschi. Attraverso la terapia, ho iniziato a riconoscere la quantità di difficoltà che ho avuto a stabilire e a mantenere relazioni intime non sessuali con altri uomini, soprattutto nel mio gruppo di coetanei.


Allo stesso tempo, ho imparato che ho difficoltà a fidarmi delle donne a causa dei sentimenti negativi verso mia madre, che è una persona manipolativa, autoritaria e con la quale ho avuto un’intimità innaturale, soprattutto durante la mia adolescenza. Infine, ho imparato che avevo paura di affrontare le responsabilità degli adulti - di nuovo, perché raramente (e forse mai) sono stato incoraggiato a vedere me stesso come una persona in grado di crescere e di assumersi le responsabilità proprie di un adulto.


Quando ho iniziato la terapia riparativa ho intrapreso il compito di crescere: da bambino ferito a uomo completo (ed eterosessuale). Nel mio rapporto con il mio terapeuta ho avuto la guida maschile di cui avevo bisogno e che non avevo avuto da bambino. E ancora più importante è il fatto che la terapia mi ha preparato a ricevere consigli e guida anche da altri uomini; mi ha fornito gli strumenti mentali e l'incoraggiamento necessario per avvicinarmi e relazionarmi non sessualmente con altri uomini.


Uno dei principali mezzi per trovare questa connessione con altri uomini e con la mia mascolinità latente è stato lo sport. Dopo un paio di mesi dall’inizio della terapia riparativa mi sono iscritto nella locale YMCA e ho iniziato a giocare a basket due volte a settimana con un gruppo di ragazzi. A causa del mio scarso livello di abilità (qualunque sia il mio talento per lo sport non è mai stato sviluppato), all’inizio ho dovuto superare un grande senso di scoraggiamento. Ma proprio l'esperienza di superare lo scoraggiamento, di perseverare contro le avversità, piuttosto che ricadere nella passività, è stata una parte cruciale della terapia.


Scoprire che ho del talento atletico è stata una grande sorpresa. Ma la più grande sorpresa per me è stata il grande piacere che ho provato giocando a basket con i ragazzi. Ciò che era iniziato come un duro compito terapeutico è diventato una grande gioia . La realtà che sono in realtà 'uno dei ragazzi' sta lentamente penetrando in me; mi sento più connesso con il mio vero io mascolino quando sono coinvolto nelle attività sportive.


Da quando sono entrato in terapia i miei pensieri e sentimenti omosessuali sono diminuiti sensibilmente sia in frequenza sia in intensità. Non avevo avuto rapporti per un anno e mezzo prima di iniziare la terapia e la terapia ha reso la mia astinenza molto meno dura da sopportare. Quando ho fantasie sessuali, sono quasi sempre di sesso con una donna, non con un altro uomo. Ciò non vuol dire che sono completamente cambiato: le sensazioni omosessuali ancora si insinuano di tanto in tanto, ma sono molto meno intense di prima. Qualsiasi desiderio possa avere di avere rapporti sessuali con un altro ragazzo, esso è ora superato dalla mia conoscenza che questo desiderio è falso, e che tale incontro non riuscirebbe a soddisfarmi in maniera profonda e duratura.


Per la prima volta nella mia vita ho un certo numero di buone, intime e non sessuali amicizie con uomini. Infatti, la maggior parte delle mie amicizie ora non sono più con le donne ma con gli uomini - e mi sento effettivamente più a mio agio nelle mie amicizie con gli uomini che con le platoniche amicizie femminili. Ho iniziato ad uscire con donne e adesso sto imparando a rapportarmi con loro come uomo. Devo ancora lottare con i miei sentimenti di sfiducia nei confronti delle donne ma sto constatando che mentre imparo ad essere più reale con le donne (lavorando per superare la mia rabbia verso le donne nella mia famiglia), diventa per me sempre più facile essere me stesso con loro.


Man mano che mi avvicino al termine del mio primo anno di trattamento riconosco che ho ancora del lavoro da fare. Ma i progressi compiuti finora mi danno una grande speranza per il futuro. I mesi vissuti da quando ho iniziato la terapia reparativa sono stati i più felici e i più soddisfacenti della mia vita.


*NARTH Associazione Nazionale per la Ricerca e la Terapia dell'Omosessualità .

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