Pedofilia e radicali - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

Vai ai contenuti

Menu principale:

Marco Pannella è un gay, e dobbiamo rassegnarci, ai gay viene concesso di dir tutto e di tutto, anche sulla pedofilia,

e invece di emarginare gente come questa, che giustifica la pedofilia, la invitano in trasmissioni e su tutti i giornali, comprese le radio.

Ecco in che mondo viviamo, in un mondo di ruffiani senza cervello!
Un colpo importante è stato messo a segno dai Radicali che, a seguito dell'entrata in vigore della legge 269/1998 (la prima legge in Italia contro la pedofilia), organizzarono un convegno, nientemeno che presso il Senato della Repubblica, nella cui presentazione si legge: ”contro questa nuova crociata (n.d.r. antipedofilia) che distorce i dati relativi allo sfruttamento e agli abusi sessuali nei confronti dei minori e demonizza internet come strumento criminogeno di perversione del costume sessuale, non si è levata una sola voce autorevole nel vasto panorama politico italiano se non quella dei radicali”.

La vergogna di un tale convegno suscitò, inevitabilmente, l'indignazione di Don Fortunato di Noto, il parroco di Avola da anni impegnato con la sua associazione Telefono Arcobaleno nella lotta alla pedofilia, il quale in occasione di una sua audizione di fronte alla Commissione Parlamentare per i Diritti dell'Infanzia, denunciò l'esistenza di una lobby pedofila favorita proprio dal Partito Radicale.

Don Fortunato
denunciò che tale lobby “è ben radicata in ogni centro di potere sia in Italia, sia all'estero. Attraverso tale lobby serpeggia appunto quella convinzione culturale che la pedofilia è solo un tabù, forse l'ultimo dei tabù in campo sessuale. La lobby è ben strutturata e radicata e non è composta da gruppi sparuti e ristretti bensì da comunità strettamente interrelate tra loro”.

E la connessione tra radicali e pedofilia non è solo un'idea di Don di Noto, se è vero che tra le accuse mosse al Partito Radicale Transnazionale in sede di commissione Onu per le Organizzazioni non Governative (di cui il partito stesso è membro consultivo), vi era proprio quella di promuovere la pedofilia.

L'accusa era stata mossa dal rappresentante della Russia,
e insieme ad altre accuse, portò alla decisione di sospendere lo status di organizzazione consultiva presso l'Onu ai radicali con 12 voti contro 5.

Tale decisione fu poi resa non esecutiva dalla votazione del Consiglio Economico e Sociale, i cui componenti giustificarono tale voto non dichiarando infondate le accuse, ma sostenendo che ai radicali non era stata data la possibilità di rispondere a tutte le accuse fatte contro di essi. Davvero una lobby molto potente.

Ma chi altro c'è in questa lobby, di cui i radicali sembrano essere il braccio operativo?

Difficile rispondere con nomi e cognomi, quel che appare certo è che la lobby pedofila è presente e coperta ai più alti livelli, come testimoniato da Don di Noto.

Tra i nomi circolati dei finanziatori del partito radicale (che dispone di risorse economiche enormi, soprattutto in considerazione del bassissimo grado di consensi popolari) è spesso circolato quello di George Soros.

In occasione della terribile storia del mostro di Marcinelle, uscì su un giornale belga il nome di Jacques Delors che fu accostato al giro di pedofili che usufruivano dei servizi del “mostro” Marc Doutroux.

Delors non ha mai querelato il giornale e sta di fatto che, quello che fino a pochi anni fa era uno dei più influenti uomini politici europei, da qualche tempo è discretamente uscito di scena.

Da chiunque sia costituita la lobby pedofila, è evidente che l'offensiva più pericolosa che sta scagliando e che è nostro dovere fronteggiare, è quella sul piano culturale e che potrebbe avere effetti quali quelli ottenuti per le campagne abortiste e filo-omosessuali, ovvero la diffusione anche nella maggioranza delle persone, dell'accettazione e legittimazione di tali fenomeni. Non si tratta di allarmismo ingiustificato.

Gli atti del convengo del Partito Radicale sulla pedofilia sono stati per più di un mese ospitati presso un sito gestito dal Comune di Roma, e tramite il quale, attraverso diversi links, si poteva finire su siti a carattere esplicitamente pedofilo.

Il sistema giudiziario americano, a seguito dei citati fatti che hanno visto coinvolti esponenti del NAMBLA, sta valutando le conseguenze pratiche della legittimazione pubblica di pratiche sessuali da sempre condannate.

Il prof. Antonio Spagnolo, insegnante al Centro di Bioetica dell'Università Cattolica di Roma, ha osservato come la tentata definizione giuridica di orientamento sessuale (propugnata dai movimenti gay e da larga parte della sinistra), manca di ogni base scientifica; in pratica si tratterebbe di forzare una definizione di sessualità assolutamente arbitraria e strumentale alla giustificazione e promozione delle tendenze più sregolate.

Dice il prof. Spagnolo: “c'è il rischio che la lotta doverosa ad ogni discriminazione travalichi nell'imposizione ai normali di comportamenti tali da suscitare disagio, anche grave, in relazione alla modalità con cui si parla di forme devianti di sessualità spacciate come una normale alternativa. Anche un pedofilo a questo punto, potrebbe rivendicare di non essere discriminato”.

E' nostro dovere non cedere a questo relativismo assoluto, al quale dobbiamo controbattere con la certezza del diritto naturale, senza temere di essere accusati di oscurantismo, razzismo e via dicendo, consapevoli che le battaglie sulla pedofilia, sull'aborto, le unioni omosessuali, e così via, sono parte di una più ampia guerra scatenata contro la civiltà tradizionale e l'ordine naturale.

da una intervista TV che vedete nel video allegato in questa pagina.
http://www.kattoliko.it/Leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=673

Torna ai contenuti | Torna al menu