Omofobia casi inventati e sentenze vere - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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LEGGETEVI QUESTO ARTICOLO su un presunto pestaggio in discoteca a danno di 7 ragazzi gay ....e poi leggetevi la sentenza che ha chiarito i fatti... dopo due anni

fonte

http://www.queerblog.it/post/14849/gay-pestati-in-discoteca-parla-marco-coppola


altro articolohttp://www.laprovinciadivarese.it/stories/Cronaca/just-in-a-giudizio-con-fede-il-presidente-arcigay-coppola_1030174_11/

Le prime informazioni che abbiamo ricevuto sul pestaggio dei 7 ragazzi gay a Luino erano limitate e ridotte, anche se il fatto era già evidente nella sua gravita. Non si tratta di “semplificazioni dei giornalisti”, come dicono gli amici di Arcigay Palermo, che ringrazio per averci inviato in tempi brevissimi questa testimonianza, ma dell’esigenza di diffondere subito le notizie, riservandosi di arricchire e precisare i fatti in un secondo momento.

Domenica era importante dare subito la notizia, adesso invece abbiamo la possibilità di tornarci su e possiamo leggere la testimonianza diretta di Marco Coppola, uno dei ragazzi aggrediti, nonché componente del direttivo di Arcigay nazionale. Intanto, però, vi diciamo che il questore di Varese ha sospeso per 15 giorni la licenza alla discoteca Just In

   “Unico dato incontrovertibile - ha spiegato la Questura di Varese - le lesioni riportate da tre dei clienti coinvolti, visitati e medicati in ospedale a Luino con prognosi dai 15 ai 20 giorni”.

Nelle parole di Marco leggiamo ancora la tensione e l’angoscia per un’aggressione immotivata e improvvisa, che lascia un fondo di insicurezza anche al di là delle ferite fisiche subite e guaribile in qualche giorno. La paura di essere un bersaglio non per qualcosa che si fa, ma per quello che si è. Contro tutto ciò dobbiamo combattere non solo noi, ma tutte le donne e gli uomini che sono democratici e credono in una società libera, siano di destra o di sinistra, laici o cattolici. Ecco la testimonianza:

   […] con un gruppo di amici etero e gay mi sono recato in questo locale di Luino. Tutto bene fintanto che Daniele e io balliamo abbracciati sul cubo come tantissimi altri eterosessuali. Un buttafuori a quel punto scaraventa giù Daniel e lo prende per il collo urlando finocchi froci andate a prenderlo da un’altra parte, gli amici intervengono, gli altri buttafuori intervengono per aiutare il collega.

   Ci portano fuori a scarpate, con pugni e calci e spingendo, insultando anche le ragazze presenti con termini non riportabili. Appena tirato in piedi ho chiamato i Carabinieri 7 volte fin tanto che due volanti si sono presentate e hanno identificato tutti i personaggi in questione.

   Il buttafuori omofobo si è presentato come semplice cliente arrabbiato con noi perchè su quel cubo volevamo provarci con la sua fidanzata. Evidente è che quella persona non aveva un contratto regolare e si è inventata una storia mal costruita e decisamente scarsamente credibile.

   Dopo di questo ci siamo recati all’ospedale della città dove siamo rimasti per sei ore. Due di noi, i più gravi, in osservazione. I risultati dei referti sono stati il riscontro di varie contusioni, escoriazioni, denti scheggiati, lividi, cefalee. Dai dieci ai 20 giorni di prognosi per tutti.

   Non tanto essere stato malmenato, buttato giù dalle scale facendomi picchiare la testa, nemmeno le sberle mi hanno toccato quanto vedere chi ami viola in viso perchè qualcuno sta stringendo per trattenerlo ottenendo un vero e proprio strangolamento. Daniel ha questi segni sul collo, oltre le varie contusioni che mi fanno chiedere in QUALE PAESE DAVVERO VIVIAMO.

   Sono sempre stato spavaldo ma ho avuto davvero paura questa volta. Perchè il nostro paese non ha ancora una legge contro l’omofobia? perchè questo governo, seppure con altre priorità, non decreta urgentemente l’estensione della legge MANCINO?

   Ovviamente procederemo tutti con le querele di parte
. Queste persone devono pagare.

   Nell’arco dei miei mandati avevo ricevuto minacce, intimidazioni, offese. Ma nulla è come la violenza immotivata e irrazionale. Sarebbe bastato un attimo e non so dire come sarebbe andata a finire.

   Scusate lo sfogo ma sono davvero turbato, Vorrei qui ringraziare il nostro Presidente nazionale (Paolo Patanè, ndr) non solo per essersi subito attivato nella comunicazione, ma per la vicinanza, la sensibilità e l’umanità che lo contraddistinguono.
   Grazie ancora a tutte e tutti.
   Marco Coppola


POI DOPO DUE ANNI LA SENTENZA DEL TRIBUNALEE nemmeno i fatti accaduti alla discoteca «Just In» di Germignaga nel 2012 furono dettati dall’omofobia. I buttafuori che allontanarono dal locale quattro omosessuali sono stati tutti assolti perché «il fatto non sussiste». Il tribunale di Varese ha verificato non li minacciarono, non li offesero e ovviamente non li picchiarono. Ne avevamo parlato anche noi, scoprendo già allora che si trattava della solita messinscena Lgbt.

Eppure i quattro, due ragazzi e due ragazze, denunciarono di essere stati scaraventati giù da un cubo dai bodyguard, perché due di loro si erano baciati. Uno dei due ragazzi era Marco Coppola, presidente dell’Arcigay
di Verbania e membro della segreteria nazionale. Così disse: «Urlava finocchi, froci andate a prenderlo da un’altra parte; ci hanno portato fuori a scarpate, con pugni e calci e spingendo, insultando anche le ragazze presenti con termini non riportabili». Qualcuno urlò: «Ora chiamo Repubblica e vi combino un bel casino».

L’Arcigay parlò di una
«gravissima aggressione omofoba. I ragazzi stavano solo ballando su un cubo tra di loro quando, “identificati” come omosessuali, sono stati costretti a scendere, insultati, brutalmente pestati e infine allontanati dal locale». Ha quindi invocato l’intervento della politica, la legge sull’omofobia, ha ricevuto la solidarietà della miriade di associazioni Lgbt a tutta stampa e tutto il resto della retorica a cui ci hanno abituati. Il titolo dell’articolo: «Grave atto di omofobia: 7 ragazzi pestati in discoteca a Luino. Dov’è il legislatore?».

Il legislatore è intervenuto assolvendo i buttafuori e Coppola e i suoi amici sono stati denunciati dal proprietario della discoteca per diffamazione a mezzo stampa e calunnia. Proprio Coppola, che aveva scritto una testimonianza strappalacrime dell’evento inventandosi il pestaggio: «le varie contusioni mi fanno chiedere in quale paese viviamo. Perchè il nostro paese non ha ancora una legge contro l’omofobia? Perché questo governo, seppure con altre priorità, non decreta urgentemente l’estensione della legge Mancino? Ovviamente procederemo tutti con le querele di parte. Queste persone devono pagare». Ed invece l’unico ad essere stato querelato è lui (e sarà lui a pagare per le menzogne).

Infatti, «dal video registrato dalle telecamere non appare nemmeno una percossa», mentre un buttafuori fu «morso alla coscia interna da uno dei due ragazzi, ricevendo un calcio in faccia dalla ragazza del gruppo, con piena confessione della stessa in udienza», ha spiegato Fabio Margarini, difensore di due dei tre buttafuori. Il prefetto Francesco Cirillo, vice del capo della Polizia ha spiegato: «abbiamo scoperto che l’orientamento sessuale non c’entrava. Erano stati i gay a provocare».

Pochi giorni fa è stata smascherata un’altra bufala Lgbt che ha invaso i media per parecchi giorni quest’estate, ovvero il caso di presunta discriminazione verso una insegnante dell’Istituto Sacro Cuore di Trento per il sospetto che fosse lesbica. Il presidente della Provincia, Ugo Rossi, dopo una verifica del caso ha confermato i fondi alla scuola paritaria poiché «è emerso un esito assolutamente confortante sia dal punto di vista formativo che da quello del clima interno». Si è anche scoperto che l’insegnante ha interrotto la sua collaborazione, non perché fosse lesbica, ma perché era già previsto dal momento che aveva già portato a termine il numero massimo di contratti a termine nella stessa scuola.

Si arricchisce così il nostro dossier sull’omofobia, dove attraverso dati e statistiche abbiamo dimostrato la sua inesistenza come fenomeno (al di là di sporadici fatti, che coinvolgono purtroppo tutte le minoranze). I pochi casi riportati sulla stampa sono stati tutti smascherati, come quest’ultimo della discoteca di Varese. Altri esempi: il ragazzo 15enne di Roma che si è suicidato impiccandosi a casa sua, che però non era omosessuale (novembre 2012); il caso del giovane Andrea (gennaio 2013) che anche lui non era affatto omosessuale; il tentato suicidio del sedicenne di Roma (maggio 2013) che ha spiegato non essere motivato dall’omofobia; il caso di Roberto, l’adolescente omosessuale suicidatosi quest’estate gettandosi dal terrazzo di casa per un disagio esistenziale non legato all’omofobia (ottobre 2013) ed infine l’attentato al liceo Socrate noto istituto gay-friendly, rivelatosi invece una vendetta per una bocciatura. L’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (OSCAD), istituito presso il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, ha rilevato soltanto 28 segnalazioni (non atti, ma segnalazioni) all’anno di omofobia in Italia e il prestigioso “Pew Research Center” ha collocato l’Italia tra i Paesi del globo aventi i maggiori tassi di accettazione dell’omosessualità (ottavo posto).

La redazione di UCCRonline.it

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