Mercy ex protestante battista - Testimonianza - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

Vai ai contenuti

Menu principale:

Mercy ex protestante battista - Testimonianza

Sorella protestante Battista, Nigeriana diventa cattolica.

Mi chiamo Onyekwere Silvanus Mecy

Vengo dalla Nigeria, ho 36 anni e sono felicemente sposata, ho due bambini e vivo da circa 15 anni nella provincia di Treviso.
Sono contenta di poter condividere con tanti fratelli/sorelle la mia esperienza di Dio nella mia vita.
Io sono nata in una famiglia cristiana, mio padre era ed è un predicatore protestante:
( un evangelista della chiesa Metodista ).
Quindi sono cresciuta in un ambiente dove sempre sentivo parlare di Dio, ricevendo così un educazione cristiana.
La mia prima esperienza con Dio l’ho avuta quando ero molto piccola, avevo circa sei anni, ricordo che mi piaceva tanto pregare, cantare i cantici, e stare del tempo a parlare con Gesù che mi era stato trasmesso dai miei come colui che è l’ amico fedele.

Mi sentivo protetta e amata da Dio, anche un pò speciale, e questo bisogno di Dio cresceva con me giorno per giorno.
Poi nell’età della mia adolescenza, nonostante l’amore e il rispetto che avevo per Dio e venuto un periodo di ribellione se cosi lo posso chiamare, quell’amore di Dio che conoscevo, non lo vedevo più intorno a me, non lo vedevo nella mia chiesa non lo vedevo neanche in mio padre, anzi vedevo tante contraddizioni.
Io amo mio padre, nonostante il rapporto difficile che abbiamo avuto, rapporto difficile forse perché ero l’unica che gli faceva notare la sua incoerenza, quindi, io etichettata “La figlia ribelle”.
Non è stato un padre esemplare, era più facile per  lui dedicarsi agli estranei che a noi come figli, la mia casa era sempre un via vai di persone, tanti nel mio villaggio si complimentavano con me e mi invidiavano di avere un padre così, a queste persone riuscivo solo a rispondere con uno sofferto sorriso.
Ero cresciuta in una famiglia numerosa ma mi sentivo molto sola in questo mondo, e questa solitudine mi ha portato aggrapparmi di più a Dio.
Infatti nei momenti più bui della mia giovane vita Dio è stato il mio tutto.
E’ maturato nel frattempo il desiderio di cambiare vita e di andare via dalla Nigeria, volevo andare a studiare a Londra dove ho una zia che più volte mi aveva invitata ad andare a stare da lei.
Con la benedizione di mia madre ho preparato ciò che serviva e sono partita.
Sono arrivata in Italia ospite a casa di alcuni credenti, sono stata accolta calorosamente e trattata come una figlia.
Devo dire però che in Italia ho trovato a mio dispiacere una realtà della chiesa protestante molto diversa da quella in Nigeria. Non riuscivo a capire perché ci fossero tante divisioni, perché alcuni pastori non si sforzassero  per essere uniti.
E mi chiedevo come mai dei credenti anziché amarsi  e rispettarsi anche nella loro diversità, erano impegnati in continue erano “guerre” e scontri per esaltare la propria denominazione.
In Nigeria invece i protestanti hanno un grande rispetto per i cattolici, li considerano fratelli, spesso come comunità nelle festività si passa la giornata insieme, ed è una cosa molto bella. Qui invece addirittura si demonizza, come può esserci la benedizione di Dio in tutto questo? Come si fa a predicare il Vangelo, quando poi non si riesce amare i propri fratelli. No non c’è Dio in questo!
Io personalmente ho sempre creduto che Dio non è proprietà privata di nessuno, Lui appartiene a tutti coloro che gli aprono il cuore, non riesco a pensare un Dio diverso  come è inteso da alcuni oggi e cioè un Dio pensato, umanizzato, un Dio fatto a nostra immagine somiglianza e secondo i nostri desideri e piaceri.

Nella mia vita ho incontrato tanti cari sacerdoti che mi hanno trasmesso tanto, ma davvero tanto che non riuscirei mai a pensare che non sono servi di Dio, anche perché non sta a me stabilirlo, noi siamo chiamati ad amare, ma si vede che non tutti abbiamo lo stesso scopo.
Poi non sono più partita per Londra perché ho incontrato l’uomo che ho amato e che oggi è mio marito.

Noi oggi siamo catechisti cattolici e stiamo lavorando nella nostra parrocchia con tanti giovani dove insieme facciamo un cammino, per scoprire e seguire Gesù, posso dire che il mio cuore è pieno di gratitudine e di gioia perché Dio non manca nelle sue benedizioni, lo vediamo nell’opera che Egli conferma con i suoi buoni frutti.

Quando ho comunicato ai miei genitori che avevo fatto la professione di fede cattolica, loro senza problemi hanno dato la loro benedizione, augurandomi la guida di Dio in ogni cosa.
Voglio esortare i miei fratelli protestanti a non cadere nell’inganno, e a non perdere tutto quel gran tempo a discutere e polemizzare e a disprezzare tutto ciò che non è protestante, ma di lasciare posto alla Carità che è la sola virtù che Dio ci chiederà.
Che Dio ci benedica!

Mercy

Torna ai contenuti | Torna al menu