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Alcune risposte al matrimonio omosessuale
Luoghi comuni

di Cogitoetvolo  |  del 30 maggio 2013  |
Alcune risposte al matrimonio omosessualeDi recente in Francia è stato approvato il disegno di legge sui matrimoni omosessuali che apre alle coppie dello stesso sesso anche l’adozione. Hanno fatto scalpore le numerose manifestazioni delle famiglie in difesa del matrimonio tra uomo e donna, che hanno suscitato reazioni violente da parte delle forze dell’ordine.
Proponiamo qui una sintesi di risposte alle domande più discusse sul tema, offerte dagli organizzatori della Manif Pour Tous (la manifestazione francese), l’organizzazione inglese Catholic Voices, il Gran Rabbino di Francia e il filosofo francese Fabrice Hadjadj
. L’articolo è tratto dal sito Documentazione.info.

1) ESTENDERE IL MATRIMONIO AGLI OMOSESSUALI, CHE FASTIDIO PUO’ MAI COMPORTARE AGLI ETERO?


Il progetto “Mariage pour tous” rivoluziona il Codice Civile sopprimendo sistematicamente le parole marito e moglie, padre e madre, sostituiti da termini asessuati come parenti. E’ un modo per sopprimere l’alterità sessuale e mettere in discussione le fondamenta dell’identità umana, del concetto di differenziazione sessuale e di filiazione. Apre la strada a una nuova forma di filiazione sociale senza alcuna aderenza alla realtà umana. Crea le premesse per un nuovo ordine antropologico, fondato non più sul sesso ma sul genere, cioè la preferenza sessuale.

Fabrice Hadjadj

C’è un’evidente e naturale diseguaglianza fra la coppia formata da un uomo e una donna e quella di due uomini o di due donne.
Per rendere uguali le condizioni, è necessario ricorrere all’artificio, e passare dalla nascita alla fabbricazione, dal “born” al “made”… Dietro la pretesa legalizzazione giuridica, c’è dunque un assoggettamento tecnocratico, e il progetto di produrre persone non come persone, dunque, ma come prodotti, in base ai nostri capricci, secondo la legge della domanda e dell’offerta, in conformità ai desideri fomentati dalla pubblicità: «Un bambino à la carte, la vostra piccola cosa, l’accessorio della vostra autorealizzazione, il terzo compensatorio delle vostre frustrazioni; infine, per una modica somma, il barboncino umano!».

Rabbino di Francia

In una visione largamente condivisa da persone credenti o non credenti, il matrimonio non è il riconoscimento di un amore; è una istituzione che sancisce l’alleanza di un uomo e di una donna per consentire la continuità delle generazioni.  E’ l’istituzione di una famiglia, cioè di una cellula che crea una relazione di filiazione diretta fra i suoi membri all’interno di una comunità costituita da discendenti e ascendenti. E’ fondamentale per la costruzione e la stabilità degli individui e della società.

2) IL MATRIMONIO FRA OMOSESSUALI RISOLVE IL PROBLEMA DELLE DISCRIMINAZIONI A CUI SONO SOGGETTI ANCORA OGGI


Le norme paritarie e la filiazione naturale –universale- della famiglia favoriscono la coesione sociale e intergenerazionale. Noi non ignoriamo le problematiche specifiche delle persone omosessuali. Certe disposizioni legali permettono già di tenerle in conto (i PACS). Esse possono venir migliorate senza sconvolgere il matrimonio civile basato sulla complementarietà uomo/donna e la filiazione naturale.
Noi abbiamo la responsabilità storica di preservare la nostra civiltà, la nostra società e la nostra umanità, impegnandoci senza omofobia a difendere il matrimonio e la filiazione naturale, i diritti dei bambini.

Catholic Voices
Non c’è nessuna discriminazione nell’escludere le coppie dello stesso sesso dal matrimonio, come la Corte Europea per i diritti umani ha recentemente confermato. Esistono già i Patti di relazione civile (PACS) che regolano le  relazioni fra coppie omosessuali.  Consentire loro di sposarsi non aggiunge nessun diritto, ma è solo un gesto politico e simbolico che ha il solo scopo di sconvolgere il concetto di matrimonio.

Come ha detto  l’arcivescovo di  Canterbury : “it is an abuse of power to use the law proactively to change culture”.

Fabrice Hadjadj

Noi non siamo «omofobi». Siamo meravigliati dai gays veramente gai, dai «folli» senza gabbia, dai saggi dell’inversione. L’amore della differenza sessuale, così fondamentale, con quello della differenza generazionale (genitori/figli), ci insegna ad accogliere tutte le differenze secondarie. Se io, uomo, amo le donne, così estranee al mio sesso, come potrei non avere simpatia, se non amicizia, per gli omosessuali, che mi sono, in definitiva, molto meno estranei?

D’altra parte ce ne sono sempre stati, che non avevano paura di affermare la loro differenza, di assumere una certa eccentricità, un lavoro ai margini. Allo stesso modo, noi crediamo che ciò che è veramente «omofobo» è lo pseudo-«matrimonio gay». Siamo di fronte a un tentativo di imborghesimento, di normalizzazione dell’omofilia, di annientamento della sua scortesia sotto il codice civile. Che bel dono questo «matrimonio» che non è altro che un arrangiamento patrimoniale o un divorzio rinviato! Purché gli omosessuali rientrino nei ranghi, e che siano sterilizzati soprattutto nella fecondità che è loro propria.
Perché, chi ignora la loro fecondità artistica, politica, letteraria, nella compassione?

Rabbino di Francia

La tesi che il matrimonio è per tutti coloro che si amano non è sostenibile. Il fatto che due persone si amino non implica affatto che si debbano sposare, siano essi omosessuali o etero.
Un uomo non può sposare una donna già sposata, nè una donna può sposare due mariti.
La sincerità dell’amore non è messa in causa. Il matrimonio è qualcosa di molto più completo dell’amore fra due persone. Da questo punto di vista il matrimonio per tutti è solo uno slogan perché l’eventuale autorizzazione al matrimonio fra omosessuali non eliminerebbe diseguaglianze e discriminazioni nei confronti di altri che si amano.

3) LE COPPIE OMOSESSUALI SONO IN GRADO DI AMARE ALTRETTANTO BENE CHE LE COPPIE ETEROSESSUALI?


Rabbino di Francia

Non c’è alcun dubbio che persone omosessuali sono capaci di amare ed educare i bambini allo stesso modo degli eterosessuali ma il ruolo dei genitori non consiste unicamente nell’amore che possono dare ai loro figli, né nella educazione che possono fornire: il legame filiale è un vettore psichico che è fondante per il senso di identità del ragazzo.
Tutto l’affetto di questo mondo non è sufficiente a produrre le condizioni psichiche che rispondono al bisogno del ragazzo di sapere da dove proviene. Il padre e la madre indicano al figli la sua genealogia, che gli è necessaria per posizionarsi nella catena delle generazioni e rapportarsi al resto del mondo.

4) PERCHE’ DISCRIMINARE LE COPPIE OMOSESSUALI RIGUARDO L’ADOZIONE?


Manif pour tous
Con la possibilità di adozione da parte di due uomini o due donne, dei bambini saranno considerarti dalla legge come se fossero nati da due genitori dello stesso sesso, quindi privati volontariamente del padre o della madre. Sarà loro vietato accedere a una metà della loro origine
. Si tratta di un atto profondamente discriminatorio e ingiusto per tali ragazzi.

Rabbino di Francia

Non c’è un diritto ad avere un bambino, né per le coppie omosessuali né per quelle etero.

Il bambino non è un oggetto di diritto ma soggetto di diritto
.
Il bambino adottato ha bisogno, più di chiunque altro, di un padre e di una madre. L’abbandono è visto come una ferita profonda e l’orfano aspira a ritrovare ciò che ha perduto.
L’adozione da parte di una coppia omosessuale rischia di accrescere il trauma del bambino perché la catena della filiazione risulterà essere stata doppiamente interrotta: nella realtà dei fatti per l’abbandono subito e nell’artificiosità parentale costruita sull’omosessualità dei suoi genitori adottivi.

5) LA PROCREAZIONE ASSISTITA CONSENTE ORA FORME DI OMOGENITORIALITA’ (HOMOPARENTALITE’) PRIMA IMPOSSIBILI  


Manif pour tous
Dal momento che in Francia il numero dei bambini adottabili sarà inferiore al numero di coppie in attesa di adozione, le coppie del medesimo sesso finiranno per adottare dei bambini fabbricati attraverso la procreazione assistita eterologa (per le donne) o attraverso una madre surrogata per gli uomini. Sono già in atto iniziative per estendere in questo senso la legge appena approvata.

Rabbino di Francia

Le nuove forme di omogenitorialità consentite dalle varie forme di procreazione assistita (donazione di ovociti, di sperma, utero in affitto) aprono prospettive complesse e nuove forme di rivendicazione: queste vanno trattate nell’ambito più generale della Bioetica salvaguardando soprattutto i diritti del bambino e non debbono essere prese in ostaggio da rivendicazioni orientate ad annullare la differenza fra sessi.

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