Massoneria perchè la Chiesa la condanna - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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Perché la Chiesa condanna la loggia MASSONICA?

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Scritto da Massimo INTROVIGNE   


Ci sono state e rimangono molte massonerie, diverse fra loro, ma la Chiesa le ha sempre condannate, fin dall’inizio. Perché questo apparente accanimento?

La Massoneria nasce nel XVIII secolo quando la disgregazione religiosa, culturale e politica dell’Europa sembra prendere decisamente corpo e offre una prospettiva ideologica universale alternativa a quella cattolica, messa in crisi dalla Riforma, dalle “guerre di religione”, dall’illuminismo. Essa offre un “dio unico” e una grande ed efficace solidarietà fra gli associati, i “fratelli” che si riuniscono nelle varie logge.
È naturale che la Chiesa fin da subito percepisca la sfida radicale che le viene portata. Una idea universale che crede nel “Grande architetto dell’universo”, ma vorrebbe eliminare dalla scena pubblica ogni possibile rivelazione soprannaturale, in quanto contraria alla ragione: questa è la vera e unica divinità secondo la concezione massonica. È il razionalismo dei Lumi che anche nelle logge non esplicitamente anticristiane rischia di negare la possibilità stessa della Rivelazione, cioè dell’essenza del cristianesimo, che appunto si fonda sul fatto che Dio si è fatto uomo per salvare ogni uomo.

Così, da Papa Clemente XII (1730-1740) con la sua Lettera apostolica del 1738, fino alla Congregazione per la dottrina della fede, nel 1983, per quasi seicento volte le massonerie vengono condannate, così come le società segrete affini, tanto importanti nella storia italiana, come la Carboneria o i Sublimi maestri perfetti del rivoluzionario di professione Filippo Buonarroti (1761-1837).

La condanna dottrinale più approfondita si trova nell’enciclica di Leone XIII, Humanum genus, del 1884,
dove viene ricostruito il pensiero massonico, il suo naturalismo razionalistico che esclude la Rivelazione come inconcepibile per la ragione umana. Nella Massoneria non viene condannato soltanto il pensiero, l’ideologia alternativa e sostitutiva del cristianesimo, ma anche il metodo, presente fin dalla prime costituzioni, che esclude che in loggia si possano portare convinzioni assolute perché appunto rivelate da Dio, e quindi non negoziabili, che l’uomo accoglie per l’autorità di Colui che si è rivelato. Potranno così nascere, e nasceranno, famiglie massoniche diverse, anche molto diverse fra loro, “fredde” come il razionalismo oppure “calde” perché dipendenti da diverse forme di esoterismo, o perché legate a una simbologia cristiana come la Carboneria, ma tutte avranno in comune il rifiuto di ciò senza cui il cristianesimo non avrebbe avuto origine né senso: il Cristo rivelatore del Padre, vero Dio e vero uomo, fondatore della Chiesa cattolica costituita sull’autorità di Pietro. Un Dio che ha dato tutto dando se stesso e chiede tutto, cioè di essere amato con tutto il cuore, contro ogni riduzionismo e contro le varie forme di relativismo.

È soprattutto con questo attacco al mistero, alla possibilità di Dio di venire incontro all’uomo per puro amore, che la Massoneria pone la sua distanza e la impossibile conciliazione con la Chiesa cattolica
. Anche al massone, come a ogni uomo, i cristiani dovranno offrire il Vangelo che hanno ricevuto, ma senza equivoci, sincretismi, confusioni, come quelle che hanno accompagnato gli anni Settanta del secolo scorso e che hanno lanciato un dialogo che ha provocato solo confusione, senza poter andare da nessuna parte.


Per saperne di più...


Giovanni Cantoni, La massoneria nei documenti del Magistero della Chiesa cattolica, in Centro Studi sulle Nuove Religioni, Massoneria e religioni, a cura di Massimo Introvigne, elledici, 1994 (con in Appendice i testi sulla Massoneria della Lettera apostolica In eminenti apostolatus specula di Clemente XII del 1738, dell’enciclica Humanum genus di Leone XIII del 1884 e la Dichiarazione sulla Massoneria della Congregazione per la dottrina della fede del 1983).


Dossier: MASSONERIA: INQUIETANTE PERICOLOSA REALTÀ

IL TIMONE  N. 105 - ANNO XIII - Luglio/Agosto 2011 - pag. 46

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