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Chiesa e massoneria: incompatibili!  

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Scritto da Roberto BERETTA   


Il giudizio della Chiesa è netto: i cattolici non possono aderire alla Massoneria. Se lo fanno sono in stato di “peccato grave”. L’“architetto dell’universo” dei massoni è un “dio” vago e lontano. Niente a che fare con il vero Dio

Anche loro credono in un “Grande Architetto» della creazione; anche loro vogliono «perfezionare» l’uomo sulle basi dell’uguaglianza; anche loro si fanno chiamare «Fratelli»... E che ci manca, allora, perché cattolici e massoni possano andare d’amore e d’accordo?

Chissà quante volte si è sentito ripetere la domanda padre Zbigniew Suchecki, 51 anni, francescano polacco che insegna alla Pontificia Facoltà di San Bonaventura di Roma e lavora in Vaticano come consultore alla Congregazione delle Cause dei Santi. Pochi religiosi come lui sono esperti di Massoneria, e soprattutto dei suoi rapporti col cattolicesimo; e così, quale preciso e documentato professore di diritto canonico, gli tocca spiegarci pazientemente come mai squadra e compasso siano invece del tutto incompatibili con la croce.

Professore, persino qualche suo confratello sacerdote lo sostiene: che si possa essere massoni e cattolici contemporaneamente...
«Un dato è certo: negli ultimi secoli la Massoneria – regolare o “deviata” che sia, senza distinzioni – è stata condannata da diversi Papi in quasi 600 documenti.
Con molta chiarezza il legislatore ecclesiastico ha dunque invitato i fedeli ad astenersi dalle associazioni segrete, condannate e non riconosciute dalla Chiesa: l’appartenenza contemporanea alla Chiesa cattolica e alla libera muratoria è esclusa.
La sua domanda comunque resta quanto mai attuale, perché molti cattolici sono ancora iscritti alle logge, e questo anche perché da oltre mezzo secolo gira la voce, in diversi ceti sociali, che la Massoneria non sia più in contrasto con la Chiesa, che anzi tra i due sia stato stretto un accordo e i cattolici possano tranquillamente diventare “figli della vedova” senza pericolo di scomuniche».

E invece?

«Invece nel 1983 la Congregazione per la Dottrina della Fede, diretta dal cardinale Ratzinger, con la dichiarazione Quaesitum est ha fatto chiarezza definitiva sul tema: “Prescindendo dalla considerazione dell’atteggiamento pratico delle diverse logge, di ostilità o meno nei confronti della Chiesa... – si legge nel documento – rimane immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa, e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita”. La dichiarazione afferma inoltre che gli “appartenenti alle associazioni massoniche sono in peccato grave” e proibisce loro di fare la comunione».

Qualcuno però parla di alcune logge «amiche» del cattolicesimo...

«È vero, all’interno della libera muratoria esistono anche logge con tendenza fondamentalmente umanitaria, di “credenza in Dio”, come la tedesca Grosse Landesloge che si fa chiamare anche “Ordine cristiano dei liberi muratori”. Tuttavia nemmeno queste si collocano fuori dall’ordinamento massonico fondamentale, solo hanno più ampie possibilità per tentare di conciliare i grembiulini con la fede cristiana. Inoltre, per quanto sia importante la distinzione fra i gruppi ben disposti o neutrali e quelli anticlericali (a cui i massoni cercano astutamente di addossare tutte le colpe dei passati comportamenti scorretti nei confronti della Chiesa), anche “la migliore” delle logge interpreta i fatti fondamentali della rivelazione del Dio divenuto uomo e della sua comunione con gli uomini solo come una possibile variante della visione massonica del mondo. Del resto, è facile capire che un cattolico non può nello stesso tempo partecipare alla piena comunione della fraternità cristiana e, dall’altra parte, guardare al suo fratello secondo la prospettiva massonica come a un “profano”...».

All’opposto, in che senso possiamo dire che la Massoneria è nemica della Chiesa?

«Tra il 1974 e il 1980 la Conferenza episcopale tedesca ha costituito una Commissione con l’incarico ufficiale di esaminare la compatibilità dell’appartenenza contemporanea alla Chiesa e alla libera muratoria. Le conclusioni dei colloqui sono state nette: il fatto che la Massoneria metta in discussione in modo fondamentale la Chiesa non è mutato rispetto al passato. I massoni negano in linea di principio il valore della verità rivelata, e con questo indifferentismo escludono fin dall’inizio una religione come il cristianesimo e mettono in questione i fondamenti della nostra fede. Il relativismo
, ad esempio, appartiene alle convinzioni fondamentali dei liberi muratori, che non accettano dogmi e negano la possibilità di una conoscenza oggettiva della verità: solo il linguaggio dei simboli massonici (lasciato per di più alla capacità d’interpretazione del singolo) è adeguato a rappresentarla. È evidente che un concetto del genere non è compatibile con la teologia cattolica».

In genere la Massoneria è vista dall’opinione pubblica come una società segreta e un po’ losca, sì, ma i cui fini sono limitati a ottenere benefici per i propri adepti. Tutto sommato, una specie di lobby per ricchi e potenti e basta... È proprio così o c’è qualche aspetto più pericoloso, almeno per il cristiano?
«La libera muratoria si presenta ai suoi membri con una pretesa di totalità che richiede un’appartenenza per la vita e per la morte. I tre rituali dei gradi di Apprendista
, Compagno e Maestro manifestano, nelle parole e nei simboli, un carattere simile a quello dei sacramenti. Il massone deve tendere infatti alla perfezione, ma senza bisogno della grazia
: a che cosa dovrebbe servire dunque la comunicazione della salvezza nel battesimo, nella penitenza e nell’eucaristia, se con i tre gradi fondamentali vengono già raggiunti l’illuminazione e il superamento della morte? In questa pretesa di totalità diviene particolarmente evidente l’inconciliabilità tra la libera muratoria e la Chiesa».

Tuttavia la Massoneria si presenta come un’affiliazione estremamente «religiosa », anche nell’uso dei termini...
«In effetti, il massone è convinto di partecipare a una religione universale, “in cui tutti gli uomini concordano”. È noto poi che le logge si rifanno all’idea di un “Grande Architetto dell’Universo”. Ma di quale “dio” si tratta? Non c’è alcuna analogia obiettiva con il concetto personale del Dio cristiano. Il “Grande Architetto” è un “esso” neutrale, indefinito e aperto a ogni possibile comprensione. Ognuno può immettervi la propria concezione di Dio, il cristiano come il musulmano, il confuciano quanto l’animista o l’appartenente a qualsiasi altra religione. L’Architetto dell’Universo non è per i massoni un Dio personale, tanto meno si avvicina alla concezione cattolica di un Dio che interpella gli uomini come Padre e Signore. Si tratta invece di un “dio” vago e lontano da noi».

Dossier: MASSONERIA: INQUIETANTE PERICOLOSA REALTÀ

IL TIMONE  N. 105 - ANNO XIII - Luglio/Agosto 2011 - pag. 42 - 43

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