Vocazione sacerdotale testimonianza don Massimiliano Zago - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

Vai ai contenuti

Menu principale:

Vocazione sacerdotale testimonianza don Massimiliano Zago

La domanda che ha cambiato la mia vita

Massimiliano Zago, L.C

Nato a Treviso (Italia), il 1 settembre del 1974. Si è diplomato all istituto tecnico Max Planck di Lancenigo (Treviso). Il 15 settembre del 1997 fece il suo ingresso nel noviziato della Legione di Cristo a Gozzano (Italia). Ha fatto gli studi umanistici a Salamanca (Spagna). Ha lavorato per tre anni come incaricato della pastorale giovanile e vocazionale nella zona di Novara e Milano (Italia). Ha conseguito il baccalaureato in filosofia e teologia all Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (Roma). Attualmente sta esercitando il suo ministero come incaricato della pastorale giovanile e vocazionale nella zona di Padova e Treviso (Italia).

La casula viola


A sei anni avevo già il mio diploma di chierichetto ed ero il più piccolino del gruppo. Ricordo che un giorno durante la messa, fissai lo sguardo sul mio parroco che era rivestito della casula viola e dissi tra me e me: un giorno anchio userò una casula viola. Un idea, una riflessione di un ragazzino di sette anni che lascia il tempo che trova, però il fatto è che fra non molti mesi celebrerò la mia prima messa con una casula viola.

Le preghiere di una mamma


Ho avuto la grazia di ricevere la cresima
a dodici anni dal vescovo della mia diocesi di Treviso, mons. Antonio Mistrorigo. Unesperienza molto forte e molto intensa spiritualmente. A cerimonia conclusa ci stavamo preparando per fare la foto di gruppo e per pura casualità ascoltai cosa si dissero il vescovo e il mio parroco quando mia mamma si avvicinò per salutarli: sua eccellenza - disse il parroco - qui cè una mamma che sta pregando affinché suo figlio diventi sacerdote; che ne pensa? Il vescovo rispose: Si ricordi che il Signore ascolta e accoglie sempre le preghiere e le suppliche di una mamma; ha mai letto la storia di S. Monica, la mamma di S. Agostino? Quante preghiere e quante lacrime ha versato quella donna per la conversione di suo figlio e la storia ci dice che il Signore gli concesse questa grazia.

Otto anni di scoutismo


Penso che lesperienza scout, durata ben otto anni e vissuta nella mia parrocchia di Paderno di Ponzano Veneto dedicata a Santa Maria Assunta, sia stata fondamentale per la mia preparazione alla vita religiosa e comunitaria. Otto anni di divertimento e svago, di formazione umana e spirituale, di crescita nella consapevolezza della bellezza della natura, della creazione e del suo Creatore, di aiuto reciproco e di rispetto mutuo. La legge scout è molto bella e profonda e se il ragazzo vive fedelmente quello che questa legge gli propone, gli si presenta una grande opportunità per la propria maturazione.

Tra noi scout c era un grande affiatamento e un grande spirito di gruppo, due elementi che considero essenziali anche nella vita religiosa: lavorare assieme e uniti per raggiungere un obbiettivo comune ed essere disposti a rinunciare ai propri interessi per il bene del gruppo e di tutti i suoi componenti. Esperienza che si può riassumere in una parola: generosità, virtù fondamentale e necessaria nella vita religiosa.

Una conversione in famiglia


Spesso capita che quando si nasce nel seno di una famiglia cattolica non si valorizzi fino in fondo questa grande grazia. La mia famiglia è sempre stata molto cattolica, però il Signore permise che, durante la mia adolescenza, sperimentassi lazione della grazia nellanima di una persona molto cara e comprendessi veramente il significato della parola conversione. Mi spiego: mio papà smise di frequentare la Chiesa e di andare a messa subito dopo la morte di mio zio, fratello di mia mamma. Secondo lui, Dio era ingiusto, perché aveva lasciato che un ragazzo di ventitre anni morisse di tumore.

Erano trascorsi già dieci anni da questo fatto quando mia mamma rimase incinta del quarto figlio. Arrivato il momento del parto le cose si complicarono e la mia piccola sorellina rischiava di morire soffocata. Mio papà, come ultimo appiglio, si rivolse alla Vergine Santissima con queste parole: se tu salvi la piccola, io ti prometto che mi confesserò e farò la comunione. 1987, dichiarato anno mariano da Giovanni Paolo II, mia sorella vide la luce il ventiquattro luglio e mio papà si confessò e fece la comunione lotto dicembre dello stesso anno, festa dell Immacolata.

Quella sera mio padre tornò a casa tutto contento e ci diede la notizia. Corsi a dirlo a mia mamma perché in cuor mio ero convinto che qualcosa di grande era successo, quasi un miracolo. Fu allora che le labbra di mia mamma pronunciarono queste parole che si impressero nella mia mente e nel mio cuore profondamente: Massimiliano, mi disse, finalmente la mia preghiera è stata esaudita; sai, ho offerto la mia vita a Dio per la conversione di mio marito.

Donarsi agli altri riempie il cuore di gioia


Cè più gioia nel dare che nel ricevere. Nel 1994 giunse il momento della scelta: servizio militare o servizio civile? Decisi di fare il servizio civile. Mi destinarono a un centro per ragazzi portatori di handicap. Rimasi lì quasi un anno. La maggior parte dei ragazzi era affetta dalla sindrome di Down però non mancavano anche malati mentali e cronici. Ricordo che il primo giorno assieme a loro fu un giorno di sofferenza, perché non avevo mai fatto esperienze di questo tipo. La paura e la vergogna avevano preso il soppravvento sulla mia generosità.

Il tempo trascorreva e le cose miglioravano a vista docchio. Mi stavo rendendo conto che non avevano bisogno di cose speciali, ma soltanto di affetto e di attenzione. La vergogna e la paura stavano lasciando spazio alla generosità. Per il mio ultimo giorno di servizio con loro, organizzarono una festa di congedo; le lacrime uscivano abbondanti dai loro occhi ma anche dai miei. Il giorno dopo, ritornato a casa, mi venivano in mente uno ad uno tutti i nomi dei ragazzini: Marco, Dory, Adriano... e assieme a questi anche questa frase: cè più gioia nel dare che nel ricevere.

Un sacerdote messicano missionario in Italia


Nella mia parrocchia facevo parte di un gruppo mariano . Ero del coro, perché sapevo suonare la chitarra e il basso. Una sera, durante uno degli incontri, terminata la lettura del vangelo, iniziò la predica. C era una voce nuova. Io di solito ascoltavo con poco interesse quello che il sacerdote diceva nelle prediche, però in quell occasione quella voce nuova catturò la mia attenzione. Iniziò così: io sono un sacerdote messicano missionario qui in Italia. Un sacerdote messicano missionario in Italia? A chi mai verrebbe in mente di dire una simile cosa? Il predicatore insolito proseguì la sua predicazione in un italiano perfetto e perfette erano anche le idee e i contenuti che stava trasmettendo a noi italiani... Questo missionario messicano, così coraggioso, mi conquistò subito e divenne per me un grande amico. Chi avrebbe mai pensato che il Signore si sarebbe servito di questo sacerdote, missionario in Italia, per invitarmi a partecipare al corso di discernimento vocazionale dei Legionari di Cristo?

Ronaldo e il seminarista normale


La parola seminarista era per me sinonimo di persona molto intellettuale, spirituale, formata in molti aspetti però carente in altri, per esempio, lo sport. Lo sport era diventato per me una vera e propria passione, mi assorbiva completamente e le varie fedi calcistiche erano motivo di molte discussioni con gli amici.

In una occasione, il sacerdote messicano si fece accompagnare da un seminarista legionario spagnolo. Concluso l incontro di preghiera iniziai a parlare con lui del più e del meno. Improvvisamente il seminarista iniziò a parlare del caso Ronaldo, giocatore brasiliano che il Barcellona stava vendendo all'Inter, la mia squadra del cuore. Mi chiese cosa ne pensassi, visto che lui tifava Barça. Rimasi molto sorpreso e il mio pregiudizio nei confronti dei seminaristi venne completamente ridimensionato. Giunsi a questa conclusione: questo seminarista è una persona normale.

Matrimonio o sacerdozio


Non è facile discernere quale cammino intrapprendere nella propria vita quando le cose non vanno come si desidera. Nel 1996 due amici miei persero la vita a causa di un incidente stradale; il lavoro che facevo non mi soddisfaceva; non avevo la macchina; non avevo una compagnia fissa di amici e la ragazza che mi piaceva aveva trovato il fidanzato. Il sacerdote messicano mi fece la proposta di fare il corso di discernimento vocazionale quell estate, ma la mia risposta fu chiara: NO.

Non fu comunque un estate come tutte le altre, infatti decisi di partecipare a un pellegrinaggio con destinazione Medjugorie. Il pullman era pieno di giovani che desideravano fare un esperienza estiva alternativa. Tornai a casa felice e una mano invisibile iniziava a sistemare tutte le cose. Grazie al pellegrinaggio si formò una compagnia di amici e amiche molto affiatata; mi assunsero in un altra ditta e il lavoro era molto più gratificante; arrivò la macchina e iniziai a frequentare una ragazza. Umanamente parlando, avevo raggiunto tutti gli obiettivi che mi ero proposto però internamente sentivo costantemente un vuoto enorme. Il Signore mi stava sussurrando all orecchio: finalmente hai tutto, però renditi conto che queste cose non sono importanti; la felicità vera la troverai solamente quando realizzerai pienamente la tua vocazione.

Nel 1997 giunse, tramite il sacerdote messicano, il secondo invito a partecipare al corso di discernimento vocazionale e giunse in questo modo: Massimiliano, getta lo sguardo al futuro: sei proprio sicuro che nel matrimonio e sposando questa ragazza, troverai la tua piena realizzazione come uomo e come cristiano? Se nel profondo del tuo cuore non hai ancora la risposta a questa domanda allora ti propongo di partecipare al corso di discernimento di quest estate. Avevo parecchi motivi o scuse per rispondere di nuovo No, però risposi SI, il SI che diede inizio all avventura meravigliosa nella Legione di Cristo.

Maria


Nel mio cuore ho la certezza che Maria
, la Madre sollecita e attenta a tutte le mie necessità, è Colei che mi ha dato la forza di rispondere Sì a suo Figlio. Ricevetti il battesimo il 13 ottobre, giorno dell ultima apparizione della Madonna di Fatima. Feci la mia prima comunione in maggio, mese dedicato alla Santissima Vergine. Il Signore mi chiamò alla vita religiosa il 5 agosto, giorno della dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, prima basilica cristiana dedicata alla Santa Madre di Dio.

In questa stessa basilica, Dio volente, celebrerò la mia prima messa con una casula viola visto che saremo in avvento. Consegnerò nelle sue mani materne tutta la mia vita sacerdotale e tutti i frutti del mio prossimo ministero, perché la vita di un sacerdote che si consacra totalmente a Lei non potrà mai risultare sterile.

Torna ai contenuti | Torna al menu