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Nigeria, massacro in villaggi cristiani
«Scontri tra pastori e agricoltori»
Una nuova strage ha insanguinato il Plateau, lo Stato nel centro della Nigeria teatro da anni di scontri interetnici e interreligiosi: domenica centinaia di uomini armati hanno attaccato numerosi villaggi cristiani nei pressi di Jos, la capitale dello Stato. Decine le vittime: secondo Nuova Cina le vittime sono almeno 90. Le autorità puntano l'indice contro i Fulani, l'etnia musulmana che vive nello Stato. Ieri sono stati attaccati i villaggi cristiani di Kakuruk, Kuzen, Ngyo, Kogoduk, Ruk, Dogo, Kufang, Kpapkpiduk, Kai. Stamani, alle prime luci dell'alba, scrive Nuova Cina citando fonti della sicurezza nigeriana, sono stati poi scoperti 50 cadaveri bruciati in una chiesa nel villaggio di Matsai.

Nel corso del pomeriggio di ieri a Jos si sono svolti i funerali di massa delle vittime, a cui avevano preso parte anche il senatore del nord Plateau, Gyang Dantong, e il leader della maggioranza parlamentare dello Stato, Gyang Fulani, entrambi appartenenti all'etnia Birom, di religione cristiana. I due hanno poi preso parte a un ricevimento a nel distretto di Gashis, a crica 90 chilometri da Jos. "I Fulani hanno attaccato l'abitazione, uccidendo i due politici e altre persone", ha detto il portavoce del governatore dello Stato di Plateau, Pam Ayuba. Secondo l'agenzia Nuova Cina, i morti in questo secondo attacco sono almeno 20. I rappresentanti della comunità Fulani, citati dalla stampa locale tuttavia negano ogni responsabilità, e accusano i militari nigeriani di aver lanciato attacchi contro i membri della propria tribù. Stando alla stampa, i soldati nigeriani hanno attaccato ieri i Fulani dopo gli assalti ai villaggi. Almeno dieci membri della comunità sono stati uccisi, 25 secondo altre fonti.

Lo Stato di Plateau è caratterizzato dalla forte presenza a nord delle etnie di fede musulmane, mentre il sud è a maggioranza cristiana. Da decenni l'area è teatro di tensioni e sanguinosi scontri, di natura interetnica e interreligiosa. Nell'area è poi attiva la setta estremista islamica Boko Haram (che significa "l'educazione occidentale è proibita"), che ha rivendicato numerosi attacchi a colpi di bombe e kamikaze contro le chiese cristiane a Jos, provocando sanguinose rappresaglie.

L'ARCIVESCOVO KAIGAMA: SCONTRO TRA AGRICOLTORI E PASTORI
"Il massacro è originato dallo scontro tra agricoltori e pastori. È un vecchio problema che non è stato ancora risolto” ha detto all’Agenzia Fides Mons. Ignatius Ayau Kaigama, Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, che si trova a Roma dove ha ritirato il premio “Archivio Disarmo - Colombe d'Oro per la Pace”, commentando la serie di attacchi contro villaggi cristiani nello Stato di Plateau, del quale Jos è la capitale. “A mio avviso il problema è economico” afferma l’Arcivescovo. “I pastori Fulani si sentono vittime di un’ingiustizia perché il loro bestiame è ucciso o rubato e non vengono risarciti delle perdite subite. Penso che la rabbia originata da questa situazione li spinga ad attaccare in questo modo terribile”.
Mons. Kaigama non nega che esiste pure una dimensione etnica dello scontro: “Il problema è tra i Fulani e i Birom. Questi due gruppi etnici hanno dispute che durano da molto tempo. Tutti gli attacchi nei villaggi dell’area sono stati sempre concentrati su questi due gruppi. Non ci sono stati attacchi che hanno coinvolto altre tribù”. Circa l’eventuale aspetto religioso dello scontro, l’Arcivescovo risponde: “I Fulani sono in maggioranza musulmani, mentre i Birom sono in gran parte cristiani. Per questo motivo è facile dare la lettura ‘musulmani attaccano cristiani’ oppure ‘cristiani attaccano musulmani’, ma, come ho detto, il problema è essenzialmente economico ed etnico”.
Mons Kaigama pur essendo a Roma si tiene in costante contatto con Jos e rivela a Fides alcuni particolari inediti sugli ultimi massacri: “Ho parlato con il Governatore dello Stato di Plateau che era veramente rattristato e sconvolto per le morti e il livello di distruzione causato dagli attacchi. Egli è convinto che gli autori dei massacri non siano originari del posto ma vengano da fuori. Secondo il Governatore, i Fulani dispongono di un network che va oltre la Nigeria ed è esteso ai Paesi vicini, inoltre gli aggressori sono dei mercenari provenienti da altrove, non sono Fulani residenti nello Stato. Diversi di loro poi indossavano uniformi militari. Non sappiamo quindi se fossero persone travestite da militari oppure se gli assalitori siano stati aiutati da veri soldati. Alla luce di queste rivelazioni non si possono escludere fattori politici, ma a mio avviso il problema principale rimane quello economico per spiegare queste violenze” conclude Mons. Kaigama


IL MINISTRO TERZI: MAI TACERE QUANDO LA BARBARIE SI RIPETE
"Mai tacere quando la barbarie si ripete". Lo afferma il ministro degli Esteri Giulio Terzi su twitter davanti alle notizie di stragi di cristiani che continuano ad arrivare dalla Nigeria. "Continua l'azione dell'Italia in Ue sulla libertà di religione", ha assicurato il capo della Farnesina.

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