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Le chiese luterane e Calviniste

Martin Lutero (1483-1546) è alle origini della Riforma. L’itinerario di questo monaco agostiniano tedesco e dei suoi seguaci ha come momenti salienti “l’esperienza della torre” (1513-1514) – in cui Lutero comprende che l’uomo non ha, dal punto di vista naturale, alcuna speranza ma è salvato gratuitamente dalla grazia di Dio in virtù della sola fede-; l’affissione di novantacinque tesi, alla porta della chiesa del castello di Wittenberg nel 1517; e la Confessione di Augusta del 1530. Tutte e tre queste date sono talora citate come momenti di fondazione della Chiesa luterana.
Con le novantacinque tesi del 1517 Lutero denuncia la pratica cattolica delle indulgenze e la teologia “delle opere” che, a suo avviso, la sostiene. Dopo la condanna papale (1518) Lutero si allea –contro l’imperatore Carlo V (1500-1558)- con un certo numero di principi e di città tedesche, che vedono in questo movimento di riforma religiosa anche l’occasione per contestare l’egemonia imperiale.
I luterani sono orgogliosi del loro contributo alla tradizione protestante (salvezza tramite sola fede, Bibbia come sola regola delle fede, Cristo come solo mediatore), ma insieme mantengono caratteristiche che li differenziano dalle altre comunità (importanza della liturgia, battesimo dei bambini, perpetua verginità di Maria, “ndr” dottrina dell’eucaristia che conserva alcuni elementi essenziali della tradizione cattolica, pur sostituendo alla dottrina della transustanziazionecattolica quella di consustanziazione, secondo cui Cristo è presente nell’eucaristia insieme alla sostanza del pane e del vino). Il 31 ottobre 1999 la Chiesa cattolica e la Federazione Luterana Mondiale hanno sottoscritto ad Augusta una Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione, che –se non risolve tutti i problemi aperti fra le due comunità- costituisce certamente un evento storico sul piano ecumenico (notiamo qui come inizialmente il protestantesimo non si differenziava in maniera netta dalla dottrina cattolica. I moderni protestanti, come i pentecostali, delegittimano pure gli insegnamenti di Lutero, all’insegna del “l’ultimo arrivato capisce sempre meglio degli altri...” facendo leva proprio sul principio della libera interpretazione, snaturando così oltre che la sana dottrina, anche quella insegnata dal loro padre spirituale. Eppure se dobbiamo tenere conto della capacità conoscitiva, dobbiamo rilevare come la maggior parte degli odierni protestanti, non ha la vasta conoscenza biblica di cui disponeva Lutero, tanto da ritradursi parola per parola la Bibbia in tedesco, partendo dai codici originali. Ma un semplice pastore pentecostale, si può permettere indisturbatamente di dare dell’ignorante a Lutero, e a che gli pare, senza che nessuno possa prendere azioni disciplinari nei suoi confronti. Ecco perché in questi contesti, l’ultimo arrivato ha sempre ragione,ndr)
La seconda grande corrente del primo protestantesimoha le sue origini in Svizzera. Qui dapprima Ulrich Zwingli (1484-1531) convince nel 1523 i magistrati di Zurigo ad adottare sessantasette tesi che superano in radicalismo Lutero, negando in particolare qualunque forma di presenza reale nell’eucaristia e promuovendo un culto più spoglio e austero, (da qui si nota come l’ispirazione e la guida divina su cui si fondano le teorie protestanti comincia a fare acqua, non è possibile che lo Spirito di Dio guidi Lutero e Zwingli in modi così diversi, soprattutto riguardo all’Eucaristia, ndr).
Altre città svizzere (fra cui Berna e Basilea) seguono Zurigo nella Riforma, ma la reazione cattolica si traduce in una guerra in cui Zwingli trova la morte nel 1531. Zurigo rimane protestante sotto la guida di Heinrich Bullinger (1504-1575), e la Riforma si estende ai cantoni di lingua francese grazie a Guillaume Farel (1489-1565) e Giovanni Calvino (Jean Calvin, 1509-1564), entrambi di origine francese. A Ginevra, riformata dal 1535, Calvino esercita dal 1541 all’anno della sua morte, il 1564, un’autorità – almeno morale- senza precedenti. L’espansione in Francia è arrestata da una violenta e talora sanguinosa reazione cattolica, ma nel paese si radica comunque una minoranza riformata (detta “ugonotta”), presente ancora oggi.
Calvino e Bullinger si accordano su una dottrina della presenza spirituale del Signore nella Cena eucaristica, un consenso -peraltro- che li mantiene separati dai luterani. E qui notiamo ancora una volta che non fu lo Spirito Santo a ispirarli e guidarli, perché partiamo dalla consustanziazione di Lutero, passiamo alla totale assenza di Zwingli e arriviamo alla presenza spirituale di Calvino e Bullinger, (ndr).
L’enfasi sulla dottrina della predestinazione conferisce anche alle comunità riformate una caratteristica distintiva. In Svizzera i riformati elaborano un modello di chiesa dove l’autorità non risiede nei vescovi ma nel collegio dei pastori o in collegi misti di pastori e laici (presbitéri).
In Gran Bretagna la corrente riformata si divide in un’ala “presbiteriana” e in una “congregazionalista” (dove l’autorità ultima risiede nella congregazione locale, in una situazione di uguaglianza radicale tra pastori e laici), e questa distinzione si trasferisce negli Stati Uniti. John Knox (1505-1572), che era stato allievo di Calvino a Ginevra, conquista al calvinismo la Scozia. In Inghilterra di fronte alla riforma anglicana –i calvinisti propugnano una chiesa ulteriormente “purificata” dai residui cattolici, e sono perciò chiamati – originariamente in senso dispregiativo- “puritani”. Perseguitati in patria, i puritani emigrano i massa nelle colonie americane, a partire dai famosi “Padri pellegrini” che nel 1620 partono a bordo del Mayflower. Non tutti peraltro erano partiti. La minoranza riformata rimasta in Inghilterra costituirà la spina dorsale di un movimento di opposizione all’assolutismo reale sanzionato dalla chiesa anglicana.
Questo movimento porta nel 1643 all’abolizione dell’episcopato in Inghilterra e nel 1645 alla vittoria di Oliver Cromwell (1599-1658) che, alla testa di una coalizione composta da diversi gruppi di dissidenti religiosi, si impadronisce del potere, fa giustiziare nel 1649 il re Carlo I (1600-1649) e di fatto abolisce la monarchia. Dopo la morte di Cromwell (1658) i presbiteriani, più moderati dei congregazionalisti, favoriscono il ritorno della monarchia (1660). Presbiteriani e congregazionalisti sono “tollerati” in Inghilterra a partire dal 1689 (Act of Toleration), ma la chiesa anglicana rimane la chiesa nazionale.

“Se Lutero confuse pastorale e spada in mano dello Stato, Calvino le confuse in mano della Chiesa. Il suo assolutismo prese la forma di teocrazia e i mèmbri della Chiesa, perché tali, e solo essi, furono cittadini con pieno diritto (per esempio, nel Massachussetts e a Ginevra).
Il calvinismo partiva dal dogma della elezione per grazia, il quale si spiega con la caduta definitiva dell'uomo, divenuto incapace di qualsiasi azione buona, il " decretun horribile " della predestinazione, per cui Dio ha preordinato " da sempre e per sempre alcuni all'inferno, altri al paradiso. Ivi la Redenzione non ha senso. Ivi insorge il disumanesimo, come reale disincarnazione. Il destinato all’inferno neppure Dio può aiutarlo: dunque neppure Cristo può redimerlo. Ciascuno è abbandonato al suo "destino, e lo individualismo prende forme di diffidenza e separazione anche verso gli amici.
Codesto dogma della predestinazione, vero islamismo in veste cristiana, sviluppò un individualismo dinamico, fremente d'iniziativa, mentre asserì una ineguaglianza che spaccò la società in due settori: -da una parte una minoranza di eletti, destinati a dominare; dall'altra una maggioranza di peccatori, destinati a servire in terra e a patire all'inferno. Per loro l'autorità stette come una istituzione divina, che esige obbedienza e umiltà. Sviluppò pure una politica teocratica di tipo nazionale, secondo l'Antico Testamento, per cui Dio stabilisce un patto (Covenant) con ogni nazione, pur vedendo l'unione di nazioni cristiane come volontà di Dio. Individualismo e senso di unità favorirono forme di democrazia conservatrice.



fonte: Enciclopedia delle religioni CESNUR




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