Maria La Madonna contestata madre di Gesù marianesimo - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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VENERAZIONE DI MARIA
Mariolatria

Mariolatrìa letteralmente vuol dire adorazione di Maria. Dire che i cattolici adorano Maria è un insulto alla verità, una calunnia dovuta a
ignoranza e malafede. Eppure i testimoni di Geova (tdG), che si vantano di  adorare Dio in spirito e verità, vanno ripetendo questa calunnia per
ingannare i meno accorti e far seguaci. Il numero è denaro.
La verità è che i cattolici adorano solo Dio, Uno e Trino. Adorare vuol dire riconoscere la supremazia assoluta di Qualcuno. Questo
Qualcuno è solo Dio, il Creatore del cielo e della terra.    I cattolici adorano solo Dio, Creatore e Signore di tutti e di tutto.
I cattolici - e con loro milioni di altri cristiani - venerano la Madonna. Venerare vuol dire onorare con ossequio interiore e con gesti
esteriori qualche persona particolarmente degna di rispetto, di stima e d'amore.
Alcune volte i gesti esteriori dell'adorazione e della venerazione possono coincidere, essere cioè gli stessi, come inchinarsi,
inginocchiarsi, offrire incenso e simili. Ma tutti sanno o dovrebbero sapere che il gesto esteriore va interpretato secondo l'intenzione di chi lo fa. Lo
stesso gesto può significare intenzioni diverse.
Venerazione di Maria
L'errore:
Perché non possiamo venerare Maria?
Perché. - rispondono i geovisti - “i riferimenti scritturali a lei come 'benedetta' non indicano che fosse adorata (sic)”. Come prova citano
due testi del Vangelo di san Luca.
- Luca 1: 28, 30, NA “L'Angelo, essendo entrato presso di lei, le disse:  'Ave, o piena di grazia, il Signore è, con te! (Benedetta tu fra le
donne) '. L'Angelo le disse: 'Non temere, Maria, perché tu hai trovato grazia davanti a Dio '”.
- Luca 1: 41-48, NA “Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo; ed esclamò ad alta voce dicendo: 'Benedetta tu fra le donne, e benedetto è il
frutto del tuo seno! ' ... Allora Maria disse: 'L'anima mia magnifica il Signore  ... ecco che fin d'ora tutte le generazioni mi chiameranno beata”
La verità:
a  –  E’ chiaro, prima di tutto, che nessun serio studioso della Bibbia e tanto meno la Chiesa Cattolica hanno dato alle parole dell'angelo
e di Elisabetta riferite da Luca il significato di vera adorazione. Questa è una falsa supposizione dei tdG ed un'astuta insinuazione. Gli angeli,
Elisabetta, i cattolici prestano la vera adorazione soltanto a Dio.
b - Al contrario, sia l'angelo che Elisabetta, salutando Maria come la Benedetta fra le donne, celebrano in Lei il favore o grazia di Dio
effusa senza limiti, nella sua pienezza: “Ave, o piena di grazia!”. Questi sono autentici gesti di venerazione verso Maria e danno pienamente
ragione ai cattolici e a centinaia di milioni di altri cristiani, che venerano Maria, ripetendo quelle stesse parole.
C – Questa spiegazione è talmente vera ed esatta che Maria la conferma dicendo:               “Ecco che fin d’ora tutte le generazioni mi
chiameranno beata”. Chiamare beata Maria equivale ad esaltare con parole e gesti le meraviglie che Dio ha operato in Lei, vale a dire venerarla
(non adorare): “Poiché grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome” (Luca 1,49).
La venerazione di Maria è pienamente giustificata dalla Bibbia.
Tutti mi diranno beata ….(Luca 1,48)
L’errore:
Insistono i tdG:  “Le stesse espressioni dell’angelo e di Elisabetta sono usate riguardo ad altre”. Per provare la loro affermazione i geovisti
ricorrono ad altri due testi biblici dell’Antico Testamento, facendone un uso improprio, atto solo a creare confusione nella mente di chi  non
capisce.
Eccoli:
Gen. 30: 9, 10, 13, NA “Lea, vedendo che aveva cessato di partorire, prese Zilpa, sua serva, e la dette a Giacobbe per moglie. E Zilpa,
serva di Lea, partorì un figlio, ... Lea disse: 'Questo è per mia felicità, perché le donne mi chiameranno beata'. Perciò lo chiamò Aser”.
Giud. 5: 24, NA “Benedetta sia fra le donne Jael, moglie di Heber Kenita, benedetta sia fra le donne che sono nelle tende”.
La verità:
Questa insistenza geovista non ha nessun valore probativo per due ragioni in particolare:
Continua...

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