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“La scienza dice che le persone non nascono gay” – El Paìs intervista Richard Cohen
Libri e saggi, Ricerca Scientifica, Società, Storie di vita
1 gennaio 2012

Richard Cohen nella sua casa fuori da Washington.
Richard Cohen è l’autore del controverso libro ”Comprendere e guarire l’omosessualità”.  Il suo lavoro è stato ritirato martedì dalla libreria del El Corte Inglés (il più grande centro commerciale spagnolo) dopo le proteste da parte delle organizzazioni gay.

Un libro per ‘curare’ l’omosessualità’ fa esplodere la polemica sui social network.

Richard Cohen (Philadelphia, 1952), autore di “Capire e guarire l’omosessualità” è definito come l’ ex gay che ha la chiave per correggere le tendenze omosessuali. Il suo libro, scritto originariamente nel 2000, è stato edito da Libros Libres in Spagna. Martedì scorso, El Corte Ingles l’ha rimosso dalla libreria, dopo le proteste di diversi gruppi omosessuali. Cohen definisce tale decisione “un attacco alla libertà di espressione”. Non è la prima volta che il suo libro ha causato polemiche. Nel 2009 è stato utilizzato in Uganda  per sostenere un disegno di legge che punisce gli atti omosessuali con la pena di morte. Cohen dice che il suo messaggio è stato frainteso e che non odia i gay.

Qui negli Stati Uniti è il principale sostenitore di quella che viene chiamata “terapia di conversione”, che promette ai pazienti la possibilità di sbarazzarsi delle tendenze omosessuali. Cohen non è uno psichiatra. Ha conseguito un master in terapia psicologica alla Antioch University. Attualmente detiene anche la licenza per esercitare la professione di psicoterapeuta.  Dirige un’organizzazione chiamata International Healing Foundation, in collaborazione con altri terapeuti. Riceve il giornalista David Alandete del El Paìs nelle sua casa fuori Washington, in uno studio decorato con una piccola bandiera gay, molti libri e una foto con la moglie e i tre figli.

Alandete: Pensa che l’omosessualità può essere curata?
Cohen: Che cosa si intende per curare? Non capisco la parola.

Alandete: Come non la capisce? E’ la parola usata nel suo libro.

Cohen: Nel 2008 l’American Psychological Association ha affermato che, anche se ci sono state molte ricerche sulle possibili cause genetiche, biologiche o ormonali dell’orientamento sessuale, non ci sono risultati che permettono agli scienziati di concludere che l’orientamento sessuale è determinato da uno o più fattori particolari. La scienza dice che le persone non nascono gay.

Alandete: E quello che lei fà? E’ una terapia che inverte una supposta fase  gay?

Cohen: Io credo nel diritto del cliente di autodeterminazione e di libera volontà. Se qualcuno vuole vivere una vita gay, lo rispetto. E se qualcuno vuole esplorare la possibilità di passare da gay a etero, lo rispetto lo stesso.

Alandete: Ma egli nega la possibilità che l’omosessualità sia biologica.

Cohen: Se c’è qualcosa di biologico in essa, secondo la miaesperienza, è che coloro i quali provano sentimenti omosessuali sono  estremamente sensibili. Vivono i rapporti con i genitori, con i loro coetanei ed il loro ambiente, in maniera diversa dai loro fratelli e sorelle e da altre persone intorno a loro. Questa sensibilità può gettare le basi per futuri sentimenti omosessuali.
Alandete: Da quello che ha scritto, pensa che la famiglia, la scuola, le amicizie, possono determinare l’omosessualità.

Cohen: Sì, è qualcosa della massima importanza.

Alandete: E come fa lei a fare in modo che le tendenze omosessuali possano evolversi in tendenze eterosessuali?

Cohen: Nel corso degli ultimi 21 anni, ho lavorato come psicoterapeuta, ho sviluppato un protocollo per coloro che vogliono cambiare, non per coloro che sono felici di essere gay
. Ho vissuto come gay io stesso, ho vissuto in una relazione gay per tre anni.


Alandete: C’è stato qualcosa dentro di lei che diceva che qualcosa non andava?
Cohen: No. Quello che è successo è che fin da bambino ho sempre avuto un sogno: essere sposato con una donna e avere una famiglia. Non era la pressione dei miei genitori, della società o della religione. Io stesso avevo il sogno di sposare una donna e avere figli.

Alandete: È stato facile per lei smettere di essere gay?

Cohen: No. Mi sono state dette molte bugie. Che incontrare la donna giusta mi avrebbe fatto diventare eterosessuale. Mi sono sposato. Ma reprimevo i desideri omosessuali. Non li avevo risolti. Ho fatto della terapia dopo il mio matrimonio. E’ stato in processo complesso, molto difficile. Molti terapisti mi dicevano che ero nato gay, che non c’era niente da fare. Che avrei dovuto accettarlo e vivere una vita gay.

Alandete: Ha mai avuto una relazione con un uomo dopo il matrimonio?

Cohen: Ho avuto una relazione con un uomo. E l’ho detto a mia moglie. Non cercavo sesso, ma solo un mentore maschio. Sotto il mio desiderio per gli uomini c’era una ferita. Non ricordavo che mio zio aveva abusato sessualmente di me. E ‘ qualcosa che ho represso per 25 anni, fino a quando sono stato in terapia. Poi ho trovato un mentore maschio, eterosessuale. Quando ho elaborato il lutto per questo abuso, le mie tendenze omosessuali sono scomparse.

Alandete: Lei mette l’accento sull’abuso sessuale come una causa che può sviluppare sentimenti omosessuali. Pensa che sia una causa molto comune?

Cohen: E’ una delle 10 possibili cause che ho dettagliatamente trattato nel mio libro. Non è mai una cosa sola. E’ una combinazione di diversi fattori. Il 50% dei miei clienti hanno subito abusi sessuali da parte di qualcuno dello stesso sesso.

Alandete: Non pensa che questo possa essere interpretato che lei caratterizza i gay come predatori sessuali?

Cohen: E’ il contrario. Se si vedono le percentuali della popolazione, la maggior parte dei molestatori sono eterosessuali.

Alandete: Perché?
Cohen: Perché nella società non c’è più del 2 o 3% di omosessuali. Si tratta di un questione di percentuali. Nel mio caso si trattava di un uomo eterosessuale che abusato di me.

Alandete: Lei fà una riflessione nel suo libro sul perché gli omosessuali tendono a coltivare molto il loro corpo, prendersi cura del proprio aspetto …  è qualcosa che si associa spesso agli argomenti sulla cultura gay.

Cohen: E’ quello che viene chiamato “sovracompensazione”, perché sentono una mancanza della propria mascolinità
. Ho trattato molti culturisti maschi: non importa quanti muscoli si sviluppano, interiormente si sentono ancora inferiori.

Alandete: Lei parla di un mito, rinforzato dai media, di Hollywood, di alcuni romanzi…

Cohen: E’ il mito che si nasce gay, un’affermazione che non è scientificamente valida.
Ma non si può neanche dire che essere gay è una scelta. Uno non si sveglia un giorno e decidere di essere gay. C’è una combinazione di fattori che spingono una persona a comportarsi come gay. Trattando centinaia di omosessuali ho scoperto un certo numero di esperienze comuni in tutte le loro vite. Si vede chiaramente anche nelle biografie di molte celebrità: hanno avuto esperienze simili. Rosie O’Donnell, Greg Luganis, Elton John, Ricky Martin, Ellen DeGeneres …

tutti hanno storie simili. E’ qualcosa di clinico. Dire che qualcuno è nato gay è contrario alla natura.

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