La Madonna del Carmelo libro - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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SEGNI

NELLA VITA DELL'UOMO

È proprio degli uomini scegliere delle realtà o compiere dei gesti come simboli di valori più profondi. Per esempio: un pezzo di  stoffa colorata (la bandiera) rimanda alla  nazione; un cuore trafitto è segno di amore; o una fiamma che arde in un luogo dice la memoria per un particolare evento.  Allo stesso modo, indossando un abito specifico (la divisa) la persona esprime la sua appartenenza a un gruppo. Lo Scapolare è proprio questo: un abito di stoffa che ricopre chi lo indossa e dice la sua adesione a un Ordine religioso e all'ideale che lo anima.


I SEGNI SACRI

el vasto universo dei segni possiamo distinguere tra segni profani e segni  sacri, tra segni naturali e segni convenzionali, tra segni espressivi, che dicono, e segni efficaci, che dicono e agiscono. Gesù stesso, per indicare le realtà spirituali e invisibili, ha fatto largo uso di segni, venendo incontro alla sensibilità dell'uomo che ha bisogno di vedere, udire, toccare... per comprendere e ricordare. Egli ha istituito sette segni sacri, i sacramenti, capaci di significare e trasmettere all'uomo i beni soprannaturali. La Chiesa, sul suo esempio, ha istituito altri segni, minori, chiamati sacramentali, che ricordano e rafforzano in chi li compie quegli stessi beni. Uno di questi è lo Scapolare del Carmine. Esso esprime e ravviva per chi lo indossa la speciale consacrazione a Maria, dentro l'originaria consacrazione a Cristo ricevuta col Battesimo.


IL SEGNO DELLO SCAPOLARE

o  scapolare è una lunga banda di stoffa che i monaci indossavano come grembiule sopra la tonaca durante il lavoro. Poiché ricopre le spalle è chiamato appunto scapolare. A poco a poco divenne parte stessa e simbolo dell'abito monastico. In seguito assunse ulteriori significati: segno del giogo soave di Cristo che il discepolo prende su di sé per seguire il Maestro; simbolo della decisione del monaco di vivere come servo di Cristo e di Maria. Diversi Ordini religiosi hanno lo scapolare come parte del loro abito. Oltre ai Carmelitani, lo indossano i Benedettini, i Cistercensi, i Domenicani e i Servi di Maria.  Quando lo scapolare grande dei monaci venne dato ai fedeli laici come distintivo di appartenenza all'Ordine, per praticità venne ridotto a due rettangoli di stoffa dello stesso colore dell'abito, tenuti insieme da due cordoncini o fettucce; poiché rimandava all'abito intero venne anche chiamato “abitino”.


LO SCAPOLARE DEL CARMINEORIGINI


nel tardo Medioevo molti fedeli chiesero di aggregarsi agli Ordini religiosi di recente fondati: Francescani, Domenicani, Carmelitani, Agostiniani. Volevano condividere lo stesso ideale, sia per essere aiutati in vita a raggiungere la perfezione, sia per godere, dopo morte, dei loro suffragi. Fu così che i laici vennero associati alle Famiglie religiose. In segno di aggregazione all'Ordine veniva loro data una parte significativa dell'abito: cappa, cordone o cintura, scapolare.
Gli aderenti spesso erano riuniti in associazioni chiamate Confraternite, legate a un convento o monastero. I Carmelitani, caratterizzati da una forte devozione a Maria, diedero come segno di appartenenza per i laici il loro Scapolare di stoffa marrone, detto appunto “del Carmine”. Diffusosi rapidamente, esso è diventato un simbolo mariano per eccellenza, il più conosciuto dopo il Rosario.
L'aggregazione all'Ordine del Carmelo, a seconda del grado di adesione, può essere così riassunta:

ORDINE RELIGIOSO SECOLARE
CONFRATERNITA DELLO SCAPOLARE
TRADIZIONI


urante il XIV e XV secolo, prendendo spunto da due tradizioni, lo Scapolare assunse il significato di una speciale protezione e intercessione da parte della Vergine. La prima tradizione riferisce di una visione avuta dal Priore Generale, l'inglese san Simone Stock, verso il 1251, in un'epoca in cui i Carmelitani versavano in gravi difficoltà a motivo del forzato trapianto in Occidente. Al santo, che implorava dalla Vergine un segno di benevolenza, appare la Madonna che gli consegna lo Scapolare e assicura la salvezza eterna per coloro che lo avessero degnamente indossato fino alla morte. La seconda tradizione parla di una visione avuta da Papa Giovanni XXII (1322): la Vergine gli rivela che quanti in vita avrebbero degnamente indossato lo Scapolare del Carmine sarebbero stati liberati quanto prima dalle pene del Purgatorio (“privilegio sabatino”).
Queste due tradizioni, prive di sicuri riscontri storici, vennero comunque riconosciute e accolte dalla Chiesa e contribuirono moltissimo alla diffusione dello Scapolare.

CONTENUTI


lo Scapolare è un piccolo segno di un serio impegno. Esprime la consacrazione a Maria per seguire Gesù uniti alla Madre e per amare la Madre come suo Figlio. La Vergine è modello di:
adesione a Dio: «Eccomi, avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1,38);
preghiera continua: «Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore» (Lc 2,18);
servizio ai fratelli: «Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi» (Lc 1,56).
Lo Scapolare introduce nella fraternità del Carmelo. Questa appartenenza all'Ordine impegna a: vivere l'ideale dell'intima amicizia con Dio coltivata nell'orazione; conoscere i santi del Carmelo; partecipare ai momenti di preghiera e di formazione della Famiglia Carmelitana; diffondere la devozione a Maria e allo Scapolare; pregare per i membri dell'Ordine del Carmelo. , esso ricorda il dono di una particolare vicinanza della Vergine ai suoi devoti, affinché perseverino nella consacrazione a Cristo e a Maria, e dopo morte - per sua intercessione - siano al più presto purificati e accolti in Cielo.

LA VOCE DEL CARMELO

Santa Edith Stein (1891 - 1942)

“«Mi ha rivestita delle vesti di salvezza» (Is 61). Così preghiamo nella festa della Regina del Carmelo, la più grande solennità del nostro Ordine. Noi che possiamo chiamarci sue figlie e sorelle, riceviamo da lei un abito particolare di salvezza, il suo stesso abito. Come segno della sua materna predilezione, Ella ci dona il santo Scapolare, questa “armatura di Dio”. Nel ricevere il santo Abito assumiamo l'impegno di dare un'eccezionale testimonianza di amore non solo al nostro divino Sposo, ma anche alla sua santissima Madre. Non possiamo rendere migliore servizio alla Regina del Carmelo e dimostrarle la nostra riconoscenza, che considerandola nostro modello e seguendola nella via della perfezione”(16 luglio 1940).

Santa Teresa di Gesù Bambino (1873 - 1897)

“Compresi che Essa vegliava su di me, che ero veramente la sua figliola, perciò non potevo chiamarla se non col nome di Mamma. La pregai di custodirmi sempre e di realizzare presto il mio sogno, nascondendomi all'ombra del suo manto verginale! Era questo uno dei miei primi desideri d'infanzia. Crescendo avevo compreso che era al Carmelo che avrei veramente trovato il manto della Santa Vergine ed era verso questa fertile montagna che tendevano tutti i miei desideri” (M 57r).

Santa Teresa di Gesù (1515-1582)

“E voi, figliole mie, che pure portate l'abito della Vergine sua Madre, ringraziate Dio di essere le vere figlie di questa Signora.
Imitatela, considerate la grandezza e il vantaggio che abbiamo nell'averla come Patrona” (3° M 1, 3).

LA VOCE DEI PAPI


Pio XII (1939 - 1958). Era membro della Confraternita dello Scapolare.

“Quante anime buone hanno dovuto la loro suprema conversione e salvezza eterna allo Scapolare che indossavano. Quanti, grazie ad esso, hanno sentito la protezione materna di Maria! La devozione allo Scapolare ha fatto riversare su tutto il mondo fiumi di grazie spirituali e temporali” (1951).
VI (1963 - 1978)

“I fedeli stimino molto le pratiche e le devozioni verso la Madonna raccomandate dal Magistero lungo i secoli, tra le quali crediamo di dover ricordare espressamente il Rosario e l'uso religioso dello Scapolare del Carmelo” (2 febbraio 1965).

Beato Giovanni XXIII (1959 - 1963)
Papa Roncalli indossava lo Scapolare.
“Per mezzo dello Scapolare io appartengo alla vostra famiglia del Carmelo e apprezzo molto questa grazia come assicurazione di una specialissima protezione di Maria” (ai Carmelitani Scalzi di Avon).
Giovanni Paolo II (1978)
“Due sono le verità evocate nel segno dello Scapolare: da una parte, la protezione continua della Vergine, non solo lungo il cammino della vita, ma anche nel momento del transito; dall'altra, la consapevolezza che la devozione verso di Lei deve costituire un «abito», cioè un indirizzo permanente della propria condotta cristiana. Anch'io porto sul mio cuore, da tanto tempo, lo Scapolare del Carmine!” (Messaggio del 25 marzo 2001).

IL VESTITO NELLA BIBBIA


ell'Antico Testamento il vestito, specie il mantello, è simbolo della protezione dall'Alto, della potenza di Dio trasmessa al suo inviato. Così in Isaia leggiamo: “La mia anima esulta nel mio Dio perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza, mi ha avvolto con il manto della giustizia” (Is 61). La tunica senza cuciture di Giuseppe era segno di predilezione (Gen 37,3); il mantello di Giona regalato a Davide era segno di amicizia (1 Sam 18,4); il mantello di Elia raccolto da Eliseo era simbolo dello spirito del profeta trasmesso dal maestro al discepolo (2 Re 2,14). Nel Nuovo Testamento persino le frange del mantello di Gesù, toccate con fede, comunicano la sua potenza risanatrice (Mc 5,25). Gesù ricorda come l'abito nuziale, cioè la santità, sia necessario per  essere accetti a Dio (Mt 22, 11). San Paolo parla dell'impegno di conformarsi a Cristo come di un “rivestirsi” dei suoi stessi sentimenti. Nell'Apocalisse, infine, la veste candida è simbolo della nuova e splendente dignità di figli di Dio riconosciuta a coloro che perseverano fino alla fine (Ap 3,5; 6,11).

CARMELITANI
Verso la fine del XII secolo un gruppo di eremiti si stabilì sul monte Carmelo in Terra Santa con l'intento di abbracciare la vita monastica, sotto il patronato della Vergine Maria. Ricevettero da sant'Alberto, patriarca di Gerusalemme, una breve Regola. L'originaria connotazione mariana del Carmelo è testimoniata dalla dedicazione a Maria della prima chiesa, dal titolo dei suoi membri, chiamati Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, e dal riferimento a Maria nella formula di professione. La convinzione di essere un Ordine fondato in modo speciale a lode e gloria di Maria è stata espressa nell'adagio medioevale: marianus est Carmelus.

UN MARTIRE DELLO SCAPOLARE: IL BEATO ISIDORO BAKANJA

Isidoro Bakanja nasce nel Congo Belga verso il 1885. Nel 1906, ormai adulto, viene battezzato e riceve lo Scapolare, che sempre porterà al collo. È un cristiano entusiasta della sua fede e non perde occasione per comunicarla ad altri. Assunto come domestico presso un agente commerciale belga, sperimenta l'odio di molti coloni verso la religione e la Chiesa. Il suo superiore gli ordina di smettere di insegnare agli altri lavoratori a pregare e gli ingiunge di non portare più lo Scapolare. Isidoro si mantiene rispettoso ma, nonostante le vessazioni, non rinnega la sua fede. Nel febbraio 1909, poiché ancora rifiuta di togliersi lo Scapolare, viene flagellato a sangue e selvaggiamente percosso. Nascostosi nella foresta, col corpo orribilmente lacerato dalla frusta chiodata, viene ritrovato in quello stato pietoso da un ispettore belga e ricoverato, ma ormai è troppo tardi. A chi lo assiste, Isidoro assicura di aver già perdonato il suo persecutore: «Certamente, quando sarò in cielo, pregherò molto per lui». Muore il 15 agosto 1909, dopo sei mesi di dolorosa agonia, con il rosario in mano e lo Scapolare al collo. E stato beatificato da Giovanni Paolo II il 24 aprile 1994.


LOURDES E FATIMA


Santa Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes, vestiva lo Scapolare. Il ciclo delle apparizioni della Vergine alla grotta si concluse il 16 luglio 1858, festa della Madonna del Carmelo, e ciò fu notato dalla santa come un segno di particolare predilezione. a Fatima le apparizioni ai tre pastorelli terminarono con la visione della Vergine rivestita dell'abito del Carmelo, il 13 ottobre 1917. Lucia Dos Santos, una delle tre veggenti, tuttora vivente, sceglierà in seguito di vestire l'abito del Carmelo diventando carmelitana scalza.

LA SOLENNITÀ DELLA MADONNA DEL CARMINE

Nella seconda metà del 1300 si iniziò a celebrare in Inghilterra una solenne Commemorazione della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Inizialmente la festa era celebrata il 17 luglio, in riferimento alla data dell'ultima sessione del Concilio di Lione (1274), nella quale l'Ordine ricevette un'approvazione che lo salvò dalla soppressione. In seguito venne anticipata al 16 luglio, in riferimento al giorno in cui, secondo la tradizione, la Madonna sarebbe apparsa a san Simone Stock consegnandogli lo Scapolare (1251). La solenne celebrazione in onore di Maria venne accolta pertanto dalla devozione popolare come “festa dello Scapolare”.


FORMULA DI IMPOSIZIONE

Ricevi questo Scapolare col quale entri a far parte della famiglia dei Fratelli della Beata Vergine Maria  del Monte Carmelo; portalo come segno della protezione materna della Vergine e del tuo impegno nell'imitarla e nel servirla. Ti aiuti la Madre di Dio a rivestirti di Cristo. Egli vive in te per rendere gloria alla Santissima Trinità e cooperare nella Chiesa al bene dei fratelli. Amen.


Nostra Signora del Carmelo

   O Vergine Maria, Madre della divina Misericordia, mistica stella del Monte Carmelo, elargisci su di noi i tuoi doni di grazie, affinché nessuna ombra di peccato offuschi la nostra anima. Tu che dimori nella Luce inaccessibile in anima e corpo, in perfetta comunione con la Santissima Trinità, guarda benigno i tuoi figli di adozione! “Ricordati di noi che dimoriamo ancora in terra di esilio, e con materna benevolenza, soccorrici o Fior del Carmelo, Splendore del Cielo, Vergine e Madre, Madre dolcissima sempre illibata ai tuoi Devoti da' Protezione, Stella del mare! Amen.
Salute a te, Antonino, la Mamma celeste sia sempre con te e ti protegga sotto il suo manto di grazie, affinché il nemico non prevalga su di te! Ti ho inviato questo breve per farti conoscere come è nato e come si è sviluppato la devozione alla Madonna del Carmelo. In futuro, se ti fa piacere, ti invierò altro perché tu possa approfondire la conoscenza di Colei che ci è Madre per grazia e amarla con amore di figlio. Dio ti benedica. Fra Paolo





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