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Le ire omosessualiste contro Giovanardi, ma le frasi erano estrapolate

25-02-2012
Bisogna stare molto attenti a quello che si dice, specialmente se non si è concordi con la vulgata massmediatica omosessualista. Ne ha fatto le spese l’Onorevole Carlo Giovanardi del PdL: dopo una intervista su Radio 24 nella trasmissione "Non ci sono più le Mezze Stagioni", il politico di destra si è visto assalito e minacciato dai soliti fanatici del politicamente corretto.
Nell’intervista diffusa pubblicamente è apparso che Giovanardi avrebbe definito il bacio fra omosessuali con una metafora legata alla minzione in pubblico (sic!). Curioso che l’Onorevole abbia impiegato ben cinque giorni per reperire la trascrizione integrale dell’intervista, tagliata ad hoc in più di tre quarti della sua interezza e poi resa pubblica, dove traspare chiaramente che suddetta metafora non era riferita al bacio omosessuale in sé, ma alla generica decenza in pubblico, sia per eterosessuali che per omosessuali: una normale estremizzazione figurativa per rendere al meglio il concetto in un discorso parlato. Nessun insulto o discriminazione verso gli omosessuali.

In più di cinque giorni la bufera è ovviamente scoppiata contro di lui
e nella mente di molti ormai l’Onorevole è l’omofobo feroce e disumano a prescindere dalle prove, in perfetto ritardo, della sua innocenza. Ancora più notevole la risposta di Alessio Mori, Segretario Provinciale dei Giovani Democratici di Modena il quale, dopo aver ammesso la sua ignoranza riguardo le disperate dichiarazioni provate di Giovanardi sulla propria innocenza, ha continuato a perpetrare comunque l’immagine fasulla scaturita dall’intervista. Il giovane ha indubbiamente talento nel mestiere che si è scelto, farà di certo carriera. Auguriamo all’Onorevole di passare indenne la tempesta contro di lui e speriamo che le minacce rivolte alla sua famiglia (prontamente negate dal Mori) siano solo fuochi di paglia. Nel non voler prendere alcuna parte politica, ma solo umana, si può comunque notare come per mentire e raggirare le persone non serva affatto inventare di sana pianta: basta raccontare verità mutilate.

Proprio in questi giorni negli USA la stessa furia omosessualista si è abbattuta su una ragazzina di 14 anni, Sarah Crank, la quale ha semplicemente testimoniato a difesa del matrimonio tradizionale presso il Maryland Senate Judicial Proceedings Committee. Su di lei
sono piovuti insulti e minacce di morte: «E ora tutti conoscono il suo nome, quindi speriamo che presto si sentirà che è stata vittima di vessazioni e atti di bullismo», recita un commento pubblicato su "LGBTNation.com". Oppure su YouTube: «Se mai vedrò questa ragazza, io la ucciderò. Questa è una promessa». «I suoi genitori dovrebbero essere sterminati», «Il motivo per cui l’aborto deve rimanere legale è per evitare a piccoli bigotti come questa di nascere», «Uccidi questa bambina e i suoi genitori, per il mio compleanno sarebbe un regalo meraviglioso, grazie» e tante altre cose carine di questo tipo.
Marzio Morganti


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