Informativa sulla fecondazione assistita - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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Ogni buon e vero cristiano non può accettare che la legge sulla fecondazione assistita venga ulteriormente peggiorata. Quindi tra i due mali bisogna scegliere il minore, l'ideale cristiano sarebbe proibire totalmente qualsiasi forma di esperimento embrionale, perchè un embrione è un uomo nel suo stato di formazione iniziale, quindi sperimentare significa abusare della vita altrui.L'ideale cristiano sarebbe pure proibire l'aborto e il divorzio, ma non possiamo imporre le leggi divine al mondo civile, possiamo solo sforzarci di fargli capire questi valori così eccelsi. Comunque ritornando alla legge sulla fecondazione assistita, tra imali scegliamo almeno il minore, non andiamo a votare al prossimo referendum in modo che almeno non venga annullata la legge attuale, che ripeto, non è perfettamente cristiana, ma almeno tutela un pò gli embrioni, che sono uomini come noi.

In materia di procreazione medicalmente assistita “non abbiamo cercato e non cerchiamo alcuna contrapposizione”, ma “non possiamo essere favorevoli a ipotesi di modifiche della legge fatte con l’intento di evitare i referendum”, mentre “daremo il nostro contributo affinché la campagna referendaria si svolga in forme serene e rispettose, e al contempo attente all’obiettiva gravità dei problemi”. Così il card. Camillo Ruini, presidente della Cei, in apertura del Consiglio permanente dei vescovi italiani, in corso a Bari fino al 20 gennaio. Riferendosi al responso della Corte Costituzionale, che il 13 gennaio ha dichiarato l’inammissibilità di uno dei quesiti referendari (quello sull’abrogazione totale della legge 40), giudicando invece ammissibili gli altri quattro (riferiti all’abrogazione parziale), Ruini ha affermato: ”Prendiamo atto di queste decisioni della Corte, al di là dei non pochi interrogativi e perplessità che esse possono legittimamente suscitare. Non cambiano però, e non possono cambiare, la valutazione e la posizione che abbiamo ripetutamente espresso riguardo a questa legge, che sotto diversi e importanti profili non corrisponde all’insegnamento etico della Chiesa, ma ha comunque il merito di salvaguardare alcuni principi e criteri essenziali, in un materia in cui sono in gioco la dignità specifica e alcuni fondamentali diritti e interessi della persona umana”. No, quindi, a “modifiche della legge fatte con l’intento di evitare i referendum”, perché “non sarebbero in alcun modo ‘migliorative’, madovrebbero forzatamente abdicare proprio a quei principi e criteri essenziali”; sì invece ad una campagna referendaria in cui “le diverse posizioni abbiano ciascuna spazio adeguato sui mezzi di comunicazione, specialmente su quelli di maggiore diffusione”.

Il confronto referendario, sebbene da noi certamente non cercato – sostengono i vescovi italianiriguardo alla nuova legge sulla procreazione medicalmente assistita - può contenere un’opportunità per rendere il popolo italiano più consapevole dei reali problemi e valori in gioco” in quella che il Papa (nel recente discorso al corpo diplomatico) ha indicato come la prima delle “grandi sfide dell’umanità di oggi”, cioè “la sfida della vita”. ”Siamo lieti – ha aggiunto a questo proposito il card. Ruini, nella prolusione al Consiglio permanente della Cei, in corso a Bari fino al 20 gennaio –che in questo confronto i cattolici non siano soli ma si trovino a concordare con molte persone anche non credenti – tra cui uomini di scienza, di cultura, delle comunicazioni sociali –ugualmente preoccupate del nostro comune futuro. Quanto alle modalità attraverso le quali esprimere più efficacemente il rifiuto del peggioramento della legge –ha precisato ilcardinale – sembra giusto avvalersi di tutte le possibilità previste in questo ambito dal legislatore”. ”Siamo consapevoli delle difficoltà che ci attendono e delle critiche a cui potremo essere sottoposti”, ha dichiarato il presidente della Cei anche a nome dei suoi confratelli:” E’ però doveroso per noi – ha sottolineato –esprimerci con sincerità e chiarezza, anche in questa materia, e siamo interiormente sostenuti dalla coscienza di adempiere alla nostra missione e di operare per il bene concreto delle persone, delle famiglie e del corpo sociale”.

CHE NE FACCIAMO DEGLI EMBRIONI IN SOVRANNUMERO?Centomila embrioni congelati in Italia, alcuni milioni nel mondo. Molti altri vengono scartati subito e gettati nella fogna.Un’atroce realtà che ha superato la fantascienza ci pone gravi interrogativi sul futuro e ci impone di agire subito per salvare queste vite.di Enrico Masini

Attraverso qualsiasi tecnica di procreazione artificiale, l’effetto più evidente e più drammatico è la grande quantità di esseri umani che devono essere fabbricati e sacrificati per poterne tenere soltanto uno in braccio (biologicamente si parla di embrioni umani, parola che si sta tentando in tutti i modi di inserire nel linguaggio comune per sostituirla al termine di bambino).In seguito all’iperstimolazione ovarica, cui è obbligatoriamente sottoposta la donna, le vengono prelevati 10-15 ovuli. Tutti e subito vengono fecondati per dare origine mediamente a 10 bambini, chiamati alla vita in una sterile provetta, da un tecnico di laboratorio. Quindi il tecnico attende qualche ora e poi osserva i 10 embrioni umani, talvolta solo morfologicamente, spesso anche con analisi cromosomiche e genetiche, sacrificando una cellula per ciascuno. Coloro che non superano il test della “normalità”, non vengono considerati degni di sopravvivere. Tali bambini, con handicap più o meno gravi, vengono gettati nello scarico del lavandino, ancora vivi. È nella fogna che trovano la morte.
È nei fiumi e nel mare che vengono disperse le loro membra. I tre o quattro più fortunati vengono inseriti nell’utero materno dove saranno costretti a gareggiare all’ultimo sangue, perché solo uno sarà il figlio desiderato. Gli altri quattro o cinque bambini sani devono aspettare, rimangono di scorta, con la segreta speranza che quella non sia stata l’ultima gara. Per l’attesa, che può durare anni, è riservato un posto speciale, il frigorifero. Quel che pochi anni fa sembrava solo fantascienza, si è drammaticamente avverato: bambini ibernati in attesa di nascere.Vista dalla parte dei bambini non è una bella storia quella che si ripete giornalmente in così tante parti del mondo e in circa duecento laboratori in Italia. Forse molti saranno all’oscuro dei laboratori di “produzione umana” più vicini alla propria abitazione. È un diritto e un dovere l’esserne informati.
C’è qualche analogia con i campi di concentramento nazisti. Esseri umani privati di qualsiasi diritto, selezionati in base alla possibilità di servirsene, estraniati dal mondo. Nascosti al mondo, senza nessuna possibilità di comunicare con esso, senza via di scampo se non per l’utilità dei propri carcerieri.
Bambini congelatiChe fine faranno questi bambini congelati? Ad oggi pare che solo in Italia ve ne siano circa 100 mila, forse qualche milione in tutto il mondo. In alcuni paesi la legge prevede che dopo un certo numero di anni vengano distrutti, in quanto non più idonei ad essere impiantati. Bambini troppo vecchi! Non essendo più sicuro o vantaggioso tentare di farli nascere, si preferisce che tolgano anche il disturbo di occupare un posticino nel frigorifero. Un posticino che costa qualche centinaio di mila lire all’anno. In verità poco o nulla si sa degli effetti di un lungo congelamento e di quanto possano sopravvivere gli embrioni umani congelati.Una difficoltà non da poco sta nel fatto di non poter sapere se sono ancora in vita se non scongelandoli.Stiamo assistendo in questo periodo all’insurrezione degli scienziati che, in tempi di scarse finanze, vedrebbero semplificate le loro ricerche con l’utilizzo di questi bambini. Si tenta così di dare anche una giustificazione etica dicendo che almeno la loro vita e il loro sacrificio non sarà stato inutile, che avranno contribuito al benessere della società e alla cura di tanti sofferenti (oltre che ad arricchire qualche azienda farmaceutica).Quanti di noi credono che si tratti veramente di esseri umani, di persone, di bambini, non potranno restare indifferenti alla loro condizione e alla loro sorte. Condizione resa ancora più terribile per l’aver subito una così grave ingiustizia nella loro chiamata al mondo e nel non aver potuto essere accolti dalla loro mamma, neppure per un attimo.

DICE DIO: IO TI CONOSCO FIN DAL TUO CONCEPIMENTO TI HO CHIAMATO PER NOME...UN NOME CHE QUESTI BAMBINI NON AVRANNO MAI...Per chi ha una fede l’atto minimo, ma anche il più grande, è quello di fermarsi a pregare, da solo o in comunità. Ma dobbiamo anche gridare sui tetti l’ingiustizia e lo scandalo che si sta consumando.Il primo diritto inalienabile di ogni uomo è il diritto alla vita. Niente e nessuno può far venire a meno questo diritto.Di fronte ad un uomo in pericolo di vita ci si può porre in tre modi:
accelerarne la morte: eutanasia=omicidio
non fare nulla; omissione di soccorso
fare il possibile per salvarlo; mettersi in gioco, rischiare amando questo prossimo.
Io, come cristiano e come uomo, mi sentirei di optare per la terza possibilità. E mi risuona la domanda che Gesù ci farà nel giudizio finale: “Ogni volta che avete fatto questo a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l’avete fatto a me” (Mt. 25,40).Produrre esseri umani e tenerli imprigionati in questo modo è un atto terribile, che va contro ogni morale, cristiana o laica che sia. Questi bambini sono vittime di inumana follia. Deve smettere questo scempio.

ABBIAMO GIUSTAMENTE CONDANNATO L'IDEA DELLA RAZZA ARIANA DI HITLER, EBBENE LA SI STA CONCRETIZZANDO PER VIE LEGALI GIUSTIFICANDOLO COME ATTO IN NOME DELLA SCIENZA: FALSO,NULLA DI PIU' E' FALSO! LA SCIENZA NON PUO' SOSTITUIRSI A DIO!La sterilità è una malattia che va curata ma quando risulta incurabile deve esserci l’accettazione del proprio stato. Non è l’unica malattia incurabile, neppure la peggiore.Se la coppia sterile sente di essere disponibile ad accogliere un figlio, si interroghi sulla possibilità di essere famiglia per uno dei tanti bambini abbandonati in attesa di un papà e una mamma. Ci sono casi in cui i genitori sono morti, altri in cui hanno abbandonato il figlio, altri ancora che non possono curare il figlio per gravi problemi loro, per un periodo o per sempre. Se si considera questo fatto, si può pensare quasi che la natura abbia disposto di proposito un certo numero di coppie sterili con lo scopo di dare una famiglia a chi non ce l’ha.
Adottare un embrione Ai bambini e alle bambine congelati, non possiamo togliere il diritto alla vita. Si tratta certo di un infanticidio il sopprimerli. Allora le strade sono due. O li teniamo congelati in eterno o li facciamo nascere.In genere per chi è fuori posto, la soluzione migliore è di tornare al suo posto o in alternativa trovare un altro posto idoneo.Allora la cosa migliore sarebbe che i genitori biologici fossero ben informati dell’esistenza dei loro figli congelati e dei rischi che stanno correndo, e fossero chiamati a scegliere se riaccoglierli nella propria famiglia. Qualora non accettassero di adempiere a questo dovere, dovrebbero perdere anche ogni diritto nei loro confronti, ci troveremmo ad avere dei minori abbandonati.Il testo di legge sulla procreazione artificiale approvato alla Camera nel 1999 pur non essendo, nella sua globalità, rispettoso della dignità dell’uomo e venendo a creare forse più rischi di quelli che sembrava evitare, contiene alcuni punti interessanti, tra cui il divieto di crioconservare gli embrioni umani e le “Disposizioni transitorie” dove all’art. 16 si afferma che per gli embrioni congelati abbandonati “il giudice tutelare competente per il territorio dispone con proprio decreto l’adottabilità. […] sentita la coppia richiedente e fatte le opportune valutazioni ai sensi della legge 184/83 […] dichiara con decreto motivato l’adozione dell’embrione o degli embrioni da impiantare contestualmente.”Questo genere di adozione oltre a dare una famiglia salva una vita.Ora la legge è bloccata in Senato, ma nessun’altra norma statale o morale vieta di adottare un embrione umano. Parrebbe simile ad una fecondazione eterologa. La differenza sostanziale è nel fatto che in questo caso i bambini non vengono prodotti allo scopo, ma ci sono già e hanno il diritto di poter nascere.

La Chiesa condanna, e giustamente, ogni genere di fecondazione in vitro, ma una volta che l’embrione umano è stato creato, il suo impianto in utero non viene considerato immorale, è anzi un atto doveroso, perché la sua soppressione sarebbe un’ulteriore e ben più grande ingiustizia nei suoi confronti. SOPPERIRE AL MALE FATTO CON UN BENE MAGGIORE: FAR VIVERE QUEI BAMBINI....Io penso che l’unico modo per tentare di rispondere dignitosamente a questo problema è di paragonare davvero gli embrioni a bambini già nati e chiederci: “Cosa faremmo se si trattasse di neonati?”
Due su dieci si possono salvarePurtroppo sappiamo che un bambino congelato, anche con tutta la nostra buona volontà ha ben poche possibilità di poter nascere. Con le tecniche attuali se ne potrebbero forse salvare 2 su 10.Infatti con lo scongelamento solo circa la metà degli embrioni risulta ancora vivo. Poi ci sono le difficoltà relative all’impianto. Ancora non è chiaro se la morte di quegli embrioni umani sia dovuta al congelamento, alla loro permanenza nel congelatore o allo scongelamento. Qualora fosse chiaro che lo scongelamento uccidesse degli embrioni allora dovremmo chiederci se fosse lecito. Se invece la morte avvenisse prima allora non dipenderebbe da noi che li vogliamo salvare.

Certamente se stanno per essere distrutti, piuttosto che gettarli nel lavandino, è preferibile “gettarli” nell’utero di donne disponibili a far loro da mamma. Come le suore di M. Teresa di Calcutta, che raccolgono dei moribondi che non è più possibile salvare ed è considerato un atto di grande umanità che possano morire dignitosamente, piuttosto che passare soli sul marciapiede anche le ultime ore della loro vita, così per questi bambini, piuttosto che morire nella fogna o in frigorifero, sarà meglio rischiare che muoiano nel seno materno, con la certezza di poterne salvare qualcuno. Secondo i dati pubblicati nel rapporto Donaldson, in Europa tra il ’91 e il ’98 sono stati prodotti 763.509 embrioni di cui 183.786 crioconservati, 48.444 utilizzati per la ricerca e 237.603 non utilizzati per nessuno scopo e distrutti (stime ufficiali, sicuramente in difetto - pèroprio perchè contro la Legge).Per gli 81 bambini che secondo questi dati ogni giorno, e quindi anche oggi, finiranno nella fogna, che fare? Loro non sono neppure congelati, non possono aspettare. Per ognuno di loro, o si fa qualcosa subito o mai più.Sappiamo di medici che si sono dichiarati disponibili ad eseguire impianti del genere, altri ancora che lo hanno già fatto; pochi giorni fa ho parlato con una mamma di quattro bambini, di cui due salvati in questo modo, accettando la proposta di un medico che se li era trovati in mano e nel lavandino proprio non ce li voleva buttare.Bisogna rispondere oggi al grido disperato di questi bimbi, non possono attendere!Contemporaneamente dobbiamo attivarci in ogni modo perché tutto questo finisca.

Cosa dice il magistero della chiesa cattolica ?
Dal momento del concepimento, la vita di ogni essere umano va rispettata in modo assoluto, perché l’uomo è sulla terra l’unica creatura che Dio ha voluto per se stesso, e l’anima spirituale di ciascun uomo è immediatamente creata da Dio. Nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente. (Donum Vitae, 5)
La vita umana dev’essere rispettata e protetta in modo assoluto dal momento del concepimento. (Santa Sede. Carta dei diritti della Famiglia, art.4)
Dal momento in cui l’ovulo è fecondato, si inaugura una nuova vita che non è quella del padre o della madre, ma di un nuovo essere umano che si sviluppa per proprio conto.A questa evidenza di sempre la scienza moderna fornisce preziose conferme. (Dichiarazione sull’aborto procurato, 1974)
Poiché deve essere trattato come persona, l’embrione dovrà anche essere difeso nella sua integrità, curato e guarito, nella misura del possibile, come ogni altro essere umano. (DV, parte I,1)
L’uso degli embrioni o dei feti umani come oggetto di sperimentazione costituisce un delitto nei riguardi della loro dignità di esseri umani, che hanno diritto al medesimo rispetto dovuto al bambino già nato e ad ogni persona. (Evangelium Vitae, 63)
Nel caso della sperimentazione chiaramente terapeutica, qualora si trattasse cioè di terapie sperimentali impiegate a beneficio dell’embrione stesso allo scopo di salvare in un tentativo estremo la sua vita, e in mancanza di altre terapie valide, può essere lecito il ricorso a farmaci o procedure non ancora del tutto convalidate. (DV parte I, 4)
Inaccettabile è ogni forma di sperimentazione sul feto che possa danneggiarne l’integrità o peggiorarne le condizioni a meno che si tratti di un tentativo estremo di salvarlo da morte. (Insegnamenti di Giovanni Paolo II, V 3, 1982, p.1511)

Vengono prodotti talvolta embrioni in numero superiore a quello necessario per l’impianto nel grembo della donna e questi cosiddetti “embrioni soprannumerari” vengono poi soppressi o utilizzati per ricerche che, con il pretesto del progresso scientifico o medico, in realtà riducono la vita umana a semplice “materiale biologico” di cui poter liberamente disporre. (EV 14)
La valutazione morale dell’aborto è da applicare anche alle recenti forme di intervento sugli embrioni umani che, pur mirando a scopi in sé legittimi, ne comportano inevitabilmente l’uccisione. È il caso della sperimentazione sugli embrioni, in crescente espansione nel campo della ricerca biomedica e legalmente ammessa in alcuni Stati. Se “si devono ritenere leciti gli interventi sull’embrione umano a patto che rispettino la vita e l’integrità dell’embrione, non comportino per lui rischi sproporzionati, ma siano finalizzati alla sua guarigione, al miglioramento delle sue condizioni di salute o alla sua sopravvivenza individuale”, si deve invece affermare che l’uso degli embrioni o dei feti umani come oggetto di sperimentazione costituisce un delitto nei riguardi della loro dignità di esseri umani, che hanno diritto al medesimo rispetto dovuto al bambino già nato e ad ogni persona. La stessa condanna morale riguarda anche il procedimento che sfrutta gli embrioni e i feti umani ancora vivi - talvolta “prodotti” appositamente per questo scopo mediante la fecondazione in vitro - sia come “materiale biologico” da utilizzare sia come fornitori di organi o di tessuti da trapiantare per la cura di alcune malattie. In realtà, l’uccisione di creature umane innocenti, seppure a vantaggio di altre, costituisce un atto assolutamente inaccettabile. (EV 63).

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