Menu principale:
Testimoni di Geova
I testi che trovate nelle varie pagine, rappresentano solo una minima parte dell'intero e relativo studio, per leggerli tutti è consigliabile scaricarli gratuitamente sul proprio computer, cliccando sull'apposito pulsante.
Clicca qui per scaricare l'intero testo in formato Word
PARTE PRIMA
TESTIMONIANZE BIBLICHE
1 - GESU' CRISTO
Rendete a Cesare ciò che è di Cesare (Mc. 12,17)
Il pensiero di Gesù sui rapporti tra i suoi discepoli e le autorità civili ci è abbastanza noto da ciò che egli ha
detto. Significativa a questo riguardo è la risposta di Gesù circa il tributo a Cesare. L'episodio è narrato da tutti e tre i
sinottici.
“Gli mandarono alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel discorso. E venuti, quelli gli dissero: "Maestro,
sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la
via di Dio. E' lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?". Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse:
"Perché mi tentate? Portatemi un denaro perché io lo veda". Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: "Di chi è questa
immagine e l'iscrizione?". Gli risposero: "Di Cesare". Gesù disse loro: "Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio
ciò che è di Dio". E rimasero ammirati di lui”. (Marco 12,13-17; cf. Matteo 22,15-22; Luca 20,20-26).
Spiegazione:
1. - La domanda: “E' lecito o no dare il tributo a Cesare?” mirava a mettere Gesù in una situazione pericolosa.
Se avesse risposto di no, avrebbe attirato su di sé l'ostilità dei Romani, la potenza straniera d'occupazione. Se avesse
detto di sì, si sarebbe reso odioso al popolo e in particolare agli zeloti, il partito armato contro Roma. Gesù disarma gli
uni e gli altri, ed esprime con chiarezza il suo pensiero sui rapporti tra i suoi discepoli e le autorità civili.
Qual è questo pensiero?
2. - Va rigettata anzitutto l'interpretazione di alcuni che spiegano le parole di Gesù come se egli avesse messo
sullo stesso piano Dio e Cesare. Gesù non poteva assolutamente pensare come un pagano, esaltare cioè un uomo al
rango di Dio. Egli sapeva ed insegnava che Jahvè è il Signore (cf. Marco 12,29). Nessuno merita uguale amore e
servizio. Uno Stato laico ad oltranza, che vuol essere arbitro assoluto del destino dei sudditi, esula dall'insegnamento di
Gesù.
Continua...
Menu di sezione: