I Maghi del Faraone e i loro miracoli - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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PERCHÉ I MAGHI DEL FARAONE HANNO OPERATO
ALCUNI PRODIGI COME MOSÈ, SERVO DI DIO?

1. Ogni anima esercita in parte un potere personale privato, in parte è soggetta e regolata da leggi universali e pubbliche. Poiché dunque ogni realtà visibile di questo mondo ha una potenza angelica a sé preposta, come testimonia la divina Scrittura in vari testi, sulla realtà a cui è preposta, essa a volte agisce secondo il diritto privato e a volte è tenuta ad agire secondo il diritto pubblico. Poiché il tutto è più importante della parte, ciò che lì fa privatamente, lo compie nella misura che glielo permette la legge universale. Ma ogni anima è tanto più pura per la pietà, quanto meno si compiace del tornaconto personale e, rivolta alla legge universale, la osserva devotamente e volentieri. Ora la legge universale è la Sapienza divina. Ma quanto più gode del proprio bene e, trascurando Dio che governa tutte le anime a loro utilità e salvezza, vuole mettersi al posto di Dio per se stessa e per quanti altri potrà, preferendo il potere personale su di sé e sugli altri invece di quello di Dio su tutti, tanto più è spregevole e tanto più è costretta a subire a sua condanna le leggi divine in quanto pubbliche. Quanto più dunque l’anima umana, abbandonando Dio, si diletta degli onori e del suo potere, tanto più è dominata da tali potestà che godono della loro autonomia e ambiscono di essere onorate dagli uomini come divinità. A queste potestà la legge divina concede spesso di prestare a coloro, che esse hanno meritamente sottomesso a sé, anche qualche prodigio, a titolo privato, da mostrare in quelle cose che esse dominano con un’infima, sebbene perfettamente ordinata, gradazione di potere. Ma, dove la legge divina comanda come legge pubblica, elimina senza dubbio la licenza privata, sebbene anch’essa non abbia alcun valore senza l’autorizzazione della potestà divina universale. Avviene perciò che i santi servi di Dio, quando è per loro un bene avere questo dono, comandino alle potestà inferiori di compiere alcuni prodigi visibili, in forza della legge pubblica e in qualche modo sovrana, ossia per il potere del sommo Dio. Dio stesso infatti comanda in coloro che sono suo tempio e lo amano con grande ardore, disprezzando il proprio potere personale. Invece negli incantesimi dei maghi, compiuti allo scopo di ingannare con i loro adescamenti al fine di dominare coloro a cui concedono tali poteri, le potestà inferiori accondiscendono alle loro preghiere e ai loro riti. In forza del diritto privato esse offrono largamente quanto è loro permesso concedere a coloro che li onorano, li servono e osservano certe condizioni stabilite nei loro misteri. Anche quando sembra che siano i maghi a comandare, essi spaventano le potenze inferiori con i nomi di quelle superiori e mostrano, a coloro che li ammirano, alcuni prodigi sensibili che, per l’infermità della carne, appaiono sensazionali agli uomini incapaci di contemplare le realtà eterne, che il vero Dio invece offre direttamente ai suoi che lo amano. Tutto questo è permesso da Dio che governa con giustizia tutte le cose, distribuendo loro libertà e schiavitù a seconda delle brame e delle scelte. E se talvolta, invocando il sommo Dio, essi ottengono qualcosa che appaga i loro cattivi desideri, non si tratta di una grazia ma di un castigo. Infatti non per nulla dice l’Apostolo: Dio li ha abbandonati ai desideri del loro cuore 1. La facilità a commettere certi peccati è infatti la pena di altri peccati precedenti.
2. Quanto poi alle parole del Signore: Satana non può scacciare Satana, perché nessuno, per aver scacciato un demonio invocando il nome di qualche infima potestà, ritenga falsa questa massima del Signore, ma riconosca questo significato: che Satana, anche quando risparmia il corpo o i sensi del corpo, li risparmia per assicurarsi, con l’errore dell’empietà, un maggiore successo sulla volontà dell’uomo stesso. In questo modo Satana non esce, ma penetra più intimamente per operare in lui, come dice l’Apostolo: Secondo il principe delle potenze dell’aria che ora opera nei figli della ribellione
lt 1. Egli infatti non sconvolgeva né tormentava i sensi del corpo né percuoteva i loro corpi, ma regnava nella loro volontà o meglio ancora nella loro cupidigia.
3. Quando il Signore dice che i falsi profeti faranno molti segni e prodigi da indurre in errore, se fosse possibile, anche gli eletti
lt 1, ci invita a comprendere che anche gli uomini scellerati compiono certi prodigi che i santi non possono fare. Non si deve tuttavia per questo concludere che essi sono in posizione più privilegiata davanti a Dio.

Neppure i maghi degli Egiziani erano accetti a Dio più del popolo d’Israele, perché quel popolo non poteva fare ciò che essi facevano, sebbene Mosé per grazia di Dio ne facesse di maggiori
1. Ma questi doni non sono concessi a tutti i santi, affinché i deboli non siano ingannati dall’errore assai pericoloso di credere che in tali prodigi vi siano doni più grandi che nelle opere di giustizia, con le quali si guadagna la vita eterna. Ecco perché il Signore proibisce ai discepoli di rallegrarsi per questo, dicendo: Non rallegratevi perché gli spiriti si sottomettono a voi, ma rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli

4. Quando dunque i maghi operano tali prodigi, che talvolta fanno anche i santi, esteriormente sembrano uguali, tuttavia vengono compiuti con uno scopo diverso e una diversa motivazione. Quelli infatti li compiono, cercando la propria gloria, questi cercando la gloria di Dio; quelli inoltre operano per alcune concessioni accordate alle potestà nel loro ordine, come in virtù di contratti privati o benefici, questi invece a pubblica utilità per comando di colui a cui ogni creatura è soggetta. Altro è infatti costringere il padrone a cedere il cavallo a un soldato, altro venderlo a un acquirente oppure donarlo o prestarlo a qualcuno. E come molti cattivi soldati, condannati dalla disciplina militare, atterriscono con le insegne del loro comandante non pochi proprietari ed estorcono loro anche quanto non è concesso dalla legge pubblica, così talvolta i cattivi cristiani, scismatici od eretici, si servono del nome di Cristo o di formule o di sacramenti cristiani per ottenere qualcosa dalle potestà infernali, alle quali è ordinato di arrendersi all’onore di Cristo. Quando invece cedono agli ordini dei malvagi, lo fanno volentieri per sedurre gli uomini, rallegrandosi del loro traviamento. Perciò in modo diverso operano prodigi i maghi, in altro i cattivi cristiani, in altro i buoni cristiani: i maghi per accordi privati, i buoni cristiani per diritto pubblico, i cattivi cristiani per le insegne del diritto pubblico. Non c’è da meravigliarsi che queste insegne siano efficaci, quando sono usate da loro: e anche quando sono usurpate da estranei, che mai hanno dato il loro nome alla milizia cristiana, valgono però per l’onore dell’eccellentissimo Imperatore. Tra questi c’era quel tale di cui i discepoli avevano riferito al Signore che scacciava i demoni nel suo nome, sebbene non fosse con loro al suo seguito
lt 1. Quando invece queste potestà non cedono a queste insegne, è Dio stesso a vietarlo in maniera occulta, perché giudica giusto ed utile così. Infatti in nessun modo qualsiasi spirito osa disprezzare queste insegne, perché tremano dovunque le scorgono. Ma senza che gli uomini se ne rendano conto, altro è ciò che viene comandato da Dio, sia per confondere i cattivi, quando occorre confonderli, come leggiamo negli Atti degli Apostoli, dei figli di Sceva, ai quali uno spirito immondo disse: Conosco Gesù e so chi è Paolo, ma voi chi siete? lt 1 sia per ammonire i buoni a progredire nella fede e a usare questo potere non per vana gloria ma utilmente, sia per distribuire i carismi tra i membri della Chiesa, come afferma l’Apostolo:

Tutti operatori di miracoli? Tutti possiedono doni di far guarigioni
?
1 Per questi motivi dunque, il più delle volte non avvertiti dagli uomini, come abbiamo detto, viene comandato da Dio che, nonostante il ricorso a queste insegne, le potestà di tal genere non obbediscano alla volontà umana.

5. Il fatto poi che i cattivi spesso danneggino i buoni nell’ordine temporale, deriva dal fatto che ricevono un potere su di loro a maggior vantaggio dei buoni, esercitandoli alla pazienza. Perciò l’anima cristiana deve essere sempre vigile nelle sue tribolazioni a seguire la volontà del suo Signore, per non attirarsi, resistendo alle disposizioni divine, un più severo giudizio. Infatti ciò che lo stesso Signore ha detto come uomo a Ponzio Pilato, avrebbe potuto dirlo anche Giobbe al diavolo: Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall’alto
lt 1. Deve quindi esserci carissima non la volontà di colui alla cui malizia si dà potere sui buoni, ma la volontà di colui che concede questo potere. Poiché la tribolazione produce pazienza, la pazienza poi una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, che ci è stato dato
1.

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