Horus e Gesu' miti egizi Mitra cristianesimo egiziani - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

Vai ai contenuti

Menu principale:

Horus e Gesu' miti egizi Mitra cristianesimo egiziani

Gesù ed Horo (poi Mitra) e la presunta scopiazzatura del cristianesimo dai miti egizi

Clicca qui per scaricare il testo completo

Secondo alcuni detrattori del cristianesimo, gran parte degli eventi riguardanti la vita di Gesù sono stati copiati dai miti egizi, per cui Gesù sarebbe una sorta di Horo in chiave moderna (si fa per dire) se infatti leggiamo superficialmente i miti egizi e le teorie del massone Gerald Massey.
Molti non danno peso al significato del  termine “teoria” facendolo diventare una sorta di prova scientifica inoppugnabile. E’ un po’ come accade per la teoria di Darwin, che trattasi appunto di pura teoria, senza uno straccio di prova scientifica, che a furia di essere ripetuta, anche nelle scuole è diventata una verità.

Questa teoria quindi mira a dichiarare "una presa in giro" tutto il cristianesimo, frutto di una scopiazzatura dai miti egiziani antichi, ma per noi cristiani Gesù Cristo è Dio, non ci interessa chi era o chi rappresentava Horo, è un pò come la croce di legno usata dai romani prima della crocifissione di Gesù, era un simbolo di morte miserabile, ma per noi cristiani è simbolo di salvezza.
I protestante ad esempio additano sempre l'albero di Natale, o il  Natale stesso come simboli pagani, usanze pagane, l'albero ad esempio era associato al dio Thor, dai barbari svedesi e limotrofi, ma per noi cristiani l'alberto simboleggia l'albero della vita posto nel giardino dell'Eden.
Quindi noi cattolici non adoriamo affatto nè l'albero, nè il dio Thor, bensì lo usiamo solo come simbolo cristiano.
Oltre alla fede in Gesù Cristo, che potrebbe far storcere il naso ad alcuni esistono delle prove documentate di famosi storici come Giuseppe Flavio, che non era cristiano, oppure Svetonio, e altri che parlano di Gesù, veramente esistito.
E, non credo che i primi cristiani sapendo che avevano inventato la storia di Gesù (loro stessi, assieme agli apostoli) si sarebbero fatti uccidere pur di non rinnegare Gesù!

Ormai per molti l’uomo discende dalla scimmia, e l’universo sarebbe frutto del caso, tramite una serie di combinazioni è spuntata la terra e ogni forma di vita che troviamo in essa, guai a mettere queste teorie in dubbio. Eppure sono e restano teorie, senza prove, basta leggere qualche libro serio come “Processo a Darwin” ed alcuni altri per rendersene conto.

Se dunque le storie cristiane riguardanti Gesù, sono state copiate dai miti egizi, e che per logica conseguenza siano stati gli apostoli a inventarle o copiarle, ritorna difficile da capire è come mai moltissimi primi cristiani, tra cui gli apostoli, si siano fatti torturare e ammazzare piuttosto che rinnegare Gesù Cristo.


Strano, proprio gli “inventori” di queste favole dovevano essere i primi, di fronte alla minaccia della morte, a dire: “fermi, non c’è bisogno che ci uccidete, ci siamo inventati tutto…” invece assistiamo a dure persecuzioni, e moltissime uccisioni di cristiani, che non rinnegavano Cristo nemmeno in punto di morte.

I casi sono due, o tutti i cristiani (perché i martiri li troviamo in ogni secolo) erano e sono cretini, oppure erano e sono talmente sicuri della verità che danno la loro vita per difenderla e testimoniarla, a partire dagli apostoli che furono testimoni oculari di quegli avvenimenti.

Qui di seguito riporto il testo che Wikipedia mette a disposizione, e che come noterete parla solo di teorie e tesi, non di prove scientifiche, né archeologiche.

Il culto di Horus è attestato dall'epoca romana quando il suo culto viene unito a quello della madre. In epoca predinastica si ebbero, con molta probabilità, diverse divinità falco. La più importante delle quali era il dio-falco venerato nell'.Quando i sovrani delBasso Egitto
leDue Terre, Horus assume il carattere diUnificatore dell'Alto e Basso Egitto.Ilsovrano egizioè considerato la personificazione di Horus, ossia l'Horo vivente; la prima tra le moltetitolatureidentificano un sovrano dell'Egitto è ilserekhtil nome-Horo caratterizzato appunto dal falco.

Nel caso del parallellismo tra Gesù e Horo, dio egizio figlio di Osiride e Iside, non ci sono altre fonti se non quella di Gerald Massey.
La teoria si basa sugli studi compiuti da  Gerald Massey. Le teorie di Massey ispireranno anche il teosofo  Alvin Boyd Kuhn. Massey fu esponente della  massoneria e le sue opere sono ancora oggi testi di riferimento della  Società Teosofica [1], movimento religioso-filosofico fondato da  Helena Blavatsky. Poeta e appassionato di civiltà egizia, Massey apprende da autodidatta l'arte di decifrare i geroglifici. La sua teoria che vuole instaurare un parallelismo tra la vita di Horus e quella di Gesù si basa su un rilievo che si trova a  Luxor, che lui esamina e interpreta nell'opera The Historical Jesus and The Mythical Christ, anche se per affermare questa tesi non vi sono altre fonti di riferimento.

L'unica fonte di riferimento per questa tesi resterebbe quindi l'iscrizione di Luxor, sopra indicata, in una traduzione e interpretazione considerata dagli egittologi moderni totalmente fallace [5], che non trova altri referenti se non il succitato Massey.


L'autrice sostiene di aver ritrovato questi motivi nel corso dei suoi studi e di averli poi riordinati in una specie di racconto evangelico per mettere in luce le somiglianze di fondo.

Ecco alcune delle analogie individuate dalla Murdock nel suo libro
[6]:
fu annunciata la sua nascita alla madre Iside dall'angelo Thot, che le comunicò anche che il figlio sarebbe stato concepito verginalmente, fatto analogo all'annunciazione dell'arcangelo Gabriele a Maria;
nacque in una grotta il 25 dicembre dalla vergine Iside, annunciato da una stella d'oriente;
venne adorato nella grotta da pastori e da tre saggi che gli offrirono in dono oro, incenso e mirra;
da bambino insegnò in un tempio;


ebbe 12 discepoli;
all'età di 30 anni fu battezzato da una figura nota come Anup, che venne in seguito decapitato, fatto analogo a Giovanni Battista;
combatté 40 giorni nel deserto contro Seth, allo stesso modo in cui Gesù combatté contro Satana;
compì miracoli, come la resurrezione dei morti e la camminata sulle acque;
fu chiamato il "Santo Bambino" ed era noto con molti nomi, tra cui: "La Verità", "La Luce", "La Vita", "L'Unto

Figlio di Dio", il "Buon Pastore", "L'Agnello" e "La Stella del Mattino";

Sapeva volare e cantare;

fu crocifisso tra due ladroni e dopo tre giorni risorse dai morti;
viene rappresentato da una croce;

assieme a Iside e Osiride, Horo costituisce un membro della trinità egizia, fatto analogo alla trinità tra Gesù, Giuseppe e Maria.

Basta notare quest’ultimo punto per capire come l’autore di questo testo sia un perfetto ignorante riguardo al cristianesimo, infatti è risaputo che la SS. Trinità è formata da Padre Figlio e Spirito Santo, non da Gesù, Giuseppe e Maria.
Come fanno a essere considerati “studiosi”, quando perfino mio figli di 6 anni sa da chi è composta la SS. Trinità, non riesco a capirlo.


Secondo alcuni detrattori del cristianesimo, gran parte degli eventi riguardanti la vita di Gesù sono stati copiati dai miti egizi, per cui Gesù sarebbe una sorta di Horo in chiave moderna (si fa per dire) se infatti leggiamo superficialmente i miti egizi e le teorie del massone Gerald Massey.
Molti non danno peso al significato del termine "teoria" facendolo diventare una sorta di prova scientifica inoppugnabile. E’ un po’ come accade per la teoria di Darwin, che trattasi appunto di pura teoria, senza uno straccio di prova scientifica, che a furia di essere ripetuta, anche nelle scuole è diventata una verità.
Ormai per molti l’uomo discende dalla scimmia, e l’universo sarebbe frutto del caso, tramite una serie di combinazioni è spuntata la terra e ogni forma di vita che troviamo in essa, guai a mettere queste teorie in dubbio. Eppure sono e restano teorie, senza prove, basta leggere qualche libro serio come "Processo a Darwin" ed alcuni altri per rendersene conto.

Se dunque le storie cristiane riguardanti Gesù, sono state copiate dai miti egizi, e che per logica conseguenza siano stati gli apostoli a inventarle o copiarle, ritorna difficile da capire è come mai moltissimi primi cristiani, tra cui gli apostoli, si siano fatti torturare e ammazzare piuttosto che rinnegare Gesù Cristo.
Strano, proprio gli "inventori" di queste favole dovevano essere i primi, di fronte alla minaccia della morte, a dire: "fermi, non c’è bisogno che ci uccidete, ci siamo inventati tutto…" invece assistiamo a dure persecuzioni, e moltissime uccisioni di cristiani, che non rinnegavano Cristo nemmeno in punto di morte.
I casi sono due, o tutti i cristiani (perché i martiri li troviamo in ogni secolo) erano e sono cretini, oppure erano e sono talmente sicuri della verità che danno la loro vita per difenderla e testimoniarla, a partire dagli apostoli che furono testimoni oculari di quegli avvenimenti.

Qui di seguito riporto il testo che Wikipedia mette a disposizione, e che come noterete parla solo di teorie e tesi, non di prove scientifiche, né archeologiche.

Il culto di Horus è attestato dal periodo predinastico fino all'epoca romana quando il suo culto viene unito a quello della madre Iside. In epoca predinastica si ebbero, con molta probabilità, diverse divinità falco. La più importante delle quali era il dio-falco venerato nell'Alto Egitto. Quando i sovrani del Basso Egitto unificano le Due Terre
, Horus assume il carattere di Unificatore dell'Alto e Basso Egitto. Il sovrano egizio è considerato la personificazione di Horus, ossia l'Horo vivente; la prima tra le molte titolature che identificano un sovrano dell'Egitto è il serekht ossia il nome-Horo caratterizzato appunto dal falco.
In alcuni miti, Horo è considerato figlio della dea-vacca Hathor, il cui nome significa letteralmente casa di Horo
. Il mito però maggiormente famoso è quello che lo vuole figlio di Osiride ed Iside e vendicatore del padre nei confronti di Seth, il quale gli tolse un occhio durante lo scontro. Durante il lungo periodo della civiltà egizia l'Horo di Hierakonpolis assorbe, con un meccanismo
di sincretismo, svariate altre divinità locali aventi caratteristiche simili che infine divennero aspetti diversi di una sola figura.

Le forme sincretiche più comuni erano:Harakhti, Hornedjitef, Harsiesi, Harmakhis, Haroeris, Harpocrates, Harsomtus e Hurum ma ve ne sono anche con gli dei solari Ra, Atum e Aton di cui la più conosciuta è quella di Ra-Harakhti.
I figli di Horo sono quattro divinità protettrici dei vasi canopi
, i contenitori delle viscere nel processo di mummificazione.
Presso i Greci e i Romani fu noto con il nome di Arpocrate e rappresentato come un bambino con un dito in bocca, gesto interpretato come un invito al silenzio.
Dall'etimologia del nome e dal suo aspetto di uccello, si deduce che Horo fosse una divinità del cielo: i suoi occhi simboleggiano luna e sole, il cui viaggio nel cielo è dovuto al volo di Horo. Inoltre il mito dello scontro tra Horo e Seth spiega la minore luminosità della luna rispetto al sole col fatto che l'occhio lunare sarebbe quello staccato da Seth in combattimento e in seguito riposizionato dal dio della magia Toth.

Mezza verità" è quella sulla nascita di Mitra
. Mitra non nacque da una vergine in una grotta, ma (secondo il mito) nacque da una roccia, presumibilmente lasciando una grotta dietro di sè. La roccia non può certamente essere definita "una vergine", e inoltre Mitra nacque già adulto [MS.173].
L'idea secondo cui Mitra sarebbe nato da una vergine è fondata su un uso arbitrario della terminologia. Mitra sarebbe nato dalla "materia primordiale", chiamata anche "prima madre" o "materia vergine"
. È evidente che la differenza tra la materia inanimata e una donna vergine è abissale.
il discorso dei pastori, e anche questo non ha niente a che fare col vangelo, in cui i pastori non assisterono al parto. I pastori del mito di Mitra, invece, presenziarono alla sua nascita, e fecero anche di più: lo aiutarono a "uscire" dalla roccia, e gli offrirono alcuni elementi dei loro greggi.
Si consideri poi che la nascita di Mitra avrebbe avuto luogo quando gli uomini non erano ancora stati creati [Cum.MM, 132]. Come potevano allora esserci dei pastori ad aiutarlo a nascere?

Mitra sarebbe stato un grande maestro.

Questo naturalmente potrebbe essere detto di qualunque leader, specialmente in un contesto religioso, e dunque non è un riferimento cristiano. In ogni caso, bisogna chiedersi: cosa insegnò Mitra, a chi, e quando? Nella letteratura mitraica non c'è alcun riferimento all'idea che Mitra fosse un "maestro".

Mitra avrebbe avuto 12 compagni o discepoli.
Quest'affermazione viene fatta molto spesso, e quasi sempre senza alcuna documentazione che possa sostenerla.

Il Mitra iraniano aveva un solo compagno, Varuna
. Il Mitra romano invece aveva due aiutanti, due piccole creature simili a lui e che forse simboleggiavano l'alba e il tramonto, o la vita e la morte.
Mitra aveva anche una quantità di animali suoi compagni: un serpente, un cane, un leone, uno scorpione - ma non erano affatto 12, e non erano persone.

Alcuni atei affermano che durante l'iniziazione a Mitra, i devoti romani si vestivano secondo i segni zodiacali e formavano un cerchio attorno all'iniziato. Queste idee non provengono dalla letteratura mitraica, e nessuno studioso di mitraismo le ha mai confermate. Esse si basano sulle affermazioni di un singolo occultista (Godwin). E in ogni caso, si tratterebbe ancora di insegnamenti introdotti nel mitraismo molto tempo dopo che il Cristianesimo era comparso.

Ai seguaci di Mitra veniva promessa l'immortalità e la salvezza.
Il mitraismo prometteva agli iniziati solo la "liberazione dal fato che attende tutti gli uomini" [MS.470]. L'unica idea di una "salvezza" è un affresco del 200 d.C. su cui è scritto che Mitra avrebbe salvato gli uomini versando il sangue del toro che, secondo il mito, Mitra avrebbe ucciso. Questa "salvezza", secondo l'interpretazione mitraica "astrologica", non indica l'immortalità ma solo un livello di iniziazione più elevato.
Anche qui, si tratta di un'idea di ben due secoli successiva al Cristianesimo, e quindi è evidente che il mitraismo ha importato il concetto dal Cristianesimo.

Mitra avrebbe sacrificato se stesso per la pace del mondo.
Secondo il mito, Mitra non sacrificò se stesso, ma piuttosto compì il gesto eroico di uccidere il "grande toro del Sole". Non esiste niente nella letteratura mitraica che giustifichi l'idea che Mitra si sia sacrificato. E non è neanche possibile paragonare la morte di un toro "per la pace del mondo", con Gesù Cristo che venne nel mondo dando la sua vita per salvare gli uomini dal peccato (e non per una generica "pace").

Lo studioso Punkish ha commentato che l'autore che sostiene questa tesi, O'Hara, non era affatto un'autorità o uno studioso, ma era un gran sacerdote wicca (un culto stregonesco neopagano che avversa il cristianesimo).

Mitra sarebbe stato sepolto e sarebbe risorto dopo 3 giorni.
Nella letteratura mitraica non esiste alcun riferimento né alla morte né alla sepoltura di Mitra. Lo studioso Gordon dice apertamente che nel culto di Mitra non esiste "nessuna morte di Mitra" [Gor.IV, 96], dunque non si può neppure parlare di resurrezione.

Il mito non dice affatto che Mitra risorse. Dice piuttosto che non Mitra, ma gli dèi, dopo aver cercato gli umani, salirono al cielo, e Mitra attraversò l'Oceano con il suo carro. L'Oceano cercò di inghiottirlo e fallì, e infine egli raggiunse la dimora degli immortali.

Altri dicono che gli iniziati credevano alla risurrezione di Mitra, e per dire questo si basano sulle parole di uno scrittore del IV secolo dopo Cristo. Ancora una volta, dunque, si parla di idee che i sacerdoti di Mitra introdussero nel loro culto copiandole dal Cristianesimo che già esisteva da ben quattro secoli.

Mitra sarebbe stato considerato "la via, la verità e la vita", il "messia", e il "mediatore".
Nelle opere degli studiosi di mitraismo non c'è alcun riferimento a questi titoli. Sono titoli di Gesù, e non sono mai stati attribuiti a Mitra.

L'unico titolo che ricorre anche nel caso di Mitra, come abbiamo visto precedentemente, è "mediatore", ma non nel senso cristiano (mediatore tra noi e Dio), bensì nel senso di mediatore tra "il dio del bene e il dio del male".

Il giorno sacro di Mitra era la domenica, e la festa principale era quella che oggi cade di Pasqua.
Al Mitra iraniano si offrivano delle celebrazioni speciali: un festival l'8 ottobre, un altro tra il 12-16 settembre, e uno il 12-16 ottobre [MS.59]. In primavera esisteva solo un festival, all'equinozio, per un totale di quattro festival, uno per stagione.
In ogni caso, la scelta di una data arbitraria per celebrare la Pasqua da parte della chiesa cattolica non ha nulla a che fare con la Bibbia, che non dice nulla al riguardo.

Riguardo alla domenica, è vero che esso era il giorno sacro per Mitra [Cum.MM, 190-1], ma solo nel mitraismo romano, che, come abbiamo visto, attinse diverse idee proprio dal Cristianesimo.


9. Mitra avrebbe insegnato la "cena del Signore" (eucarestia) con i segni del pane e del vino, proprio come Cristo.

Quest'idea si basa su un testo medievale (dunque scritto moltissimo tempo dopo la nascita del Cristianesimo), che peraltro non riguarda Mitra, ma Zarathustra!
La cosa che più si avvicina (solo lontanamente) a una "cena" nel mitraismo, era una comunissima celebrazione di un pranzo che gli iniziati facevano insieme. Non era una pratica unica del mitraismo, ma una pratica comune in tutto il mondo romano dell'epoca.


Il Cristianesimo non attinge né è influenzato da alcun altro culto
, poiché tutte le sue dottrine sono presenti nell'Antico Testamento delle Sacre Scritture (affidato al popolo giudeo), compilato molto tempo prima della nascita di Cristo - tra il 2000 a.C. e il 400 a.C. - e la cui autorevolezza storica è confermata da solide prove archeologiche.

L'Antico Testamento racchiude sotto forma di simboli la dottrina Cristiana spiegata nel Nuovo Testamento, e contiene oltre 330 profezie su Gesù Cristo, il figlio di Dio (Zac. 12:10) che sarebbe dovuto venire nel mondo nascendo da una vergine (Is. 7:14), essendo poi crocifisso (Sal. 22), risuscitando (Sal. 16:10), ecc. Ogni particolare della sua vita fu profetizzato molti secoli prima della sua nascita, e si è verificato con assoluta precisione.

Non fu dunque il Cristianesimo ad attingere ad elementi pagani, ma il contrario: diversi culti pagani, tra cui il culto di Mitra, durante il loro sviluppo nel 1° e 2° secolo, cominciarono ad adottare vari elementi della teologia cristiana, per facilitarne la diffusione tra i cristiani. Lo stesso avvenne nel 9° secolo per il culto di Zoroastro.

R. Nash, nel libro Cristianesimo e Mondo Ellenistico
, spiega: "Le asserzioni di una dipendenza del Cristianesimo dal Mitraismo sono state rigettate per diversi motivi. Il Mitraismo non aveva concetti di morte e risurrezione del suo dio e in esso non aveva luogo il concetto di rinascita - almeno durante le sue fasi iniziali... Inoltre, il Mitraismo era essenzialmente un culto militare. Pertanto, bisogna guardare con scetticismo all'idea che esso possa essere stato accolto da persone pacifiche come i primi Cristiani".

B. Wilson aggiunge: "Sebbene vi siano diverse fonti che suggeriscono che il Mitraismo includesse la nozione di rinascita, esse sono tutte post-Cristiane. La più antica risale al secondo secolo d.C."

Michael Grant conferma: "I metodi critici moderni non danno sostegno alla teoria del 'Cristo mitico' [Osiride, Mitra, ecc.]. Tale teoria è stata ripetutamente ribattuta e demolita da studiosi fra i più eminenti".

Pertanto, considerando che il Nuovo Testamento fu redatto da Ebrei che rigettavano le filosofie pagane, e che l'Antico Testamento conteneva già tutte le nozioni del Cristianesimo molti secoli prima del Mitraismo e della venuta di Cristo, è evidente che furono i culti pagani ad attingere alla teologia Cristiana per poter resistere durante il periodo di nascita ed espansione del Cristianesimo.

RIASSUMENDO:

Horus

"Nato da una vergine"- Falso - Iside partorì Horus dopo un rapporto sessuale con Osiride che era in stato vegetativo. Anche traducendo male la leggenda non si può certo parlare di concezione virginale.
"Annunciato da una stella cometa e camminava sulle acque"- Falso - Non esiste alcun riferimento a stelle apparse durante la nascita di Horus, né alla sua capacità di camminare sulle acque.
"Guariva gli ammalati" - Horus bambino è associato alla guarigione dai morsi di serpente e dalle punture di scorpione.
"Fu crocifisso e resuscitò dopo 3 giorni"- Falso
- Uno dei miti su Horus racconta che dopo il morso di uno scorpione, il bambino fu riportato in vita dal dio Thot.

Mitra

"Nato da una vergine"- Falso
- Mitra nacque da una roccia già ragazzo. Non si ha notizia sul giorno preciso della sua nascita, né vi sono prove che essa venisse celebrata il 25 dicembre. La notizia trae origine dalla celebrazione in quella data di un'altra divinità solare ( il Sol Invictus), giorno anticamente corrispondente al solstizio invernale. Nella letteratura mitraica non si riscontra alcun riferimento ad una stella cometa.
"Nato il 25 Dicembre e annunciato da una stella cometa"- Falso
- Non vi è alcuna documentazione sul fatto che Mitra avesse 12 discepoli. Il Mitra iraniano aveva un solo compagno, quello romano due aiutanti. L'origine di questa idea potrebbe essere un'incisione raffigurante Mitra che uccide un toro con 12 persone intorno che assistono.
"Faceva miracoli" - Si riteneva che Mitra avesse fatto diversi miracoli (come è normale per una divinità).
"Morì per 3 giorni"- Falso
- Nella letteratura Mitraica non si fa alcun riferimento alla morte (né quindi alla risurrezione) del dio.
I presunti paralleli del mitraismo con il Cristianesimo sono nati almeno un secolo dopo la stesura del Nuovo Testamento, troppo tardi quindi per dire che il Cristianesimo ha "copiato" qualche idea dal mitraismo. É invece molto probabile contrario.

Krishna

"Nato da una vergine"- Falso - Krishna era l'ottavo figlio di sua madre, che quindi non era vergine.
"Annunciato da una stella cometa"- Falso - Nella storia della nascita di Krishna non è menzionata alcuna stella cometa.
"Faceva miracoli" - Come la maggior parte delle divinità, Krishna fece molti miracoli.
"Era chiamato figlio di Dio"- Falso - Benché figlio del dio Vishnu, nel mito Krishna non viene mai chiamato "figlio di Dio". L'espressione "figlio divino" compare nel '900 in un libro E. Shurè sull'esistenza di una "religione universale".
"Figlio di un falegname"- Falso - Non vi è alcune fonte in cui si dice che il padre di Krishna era un falegname, infatti la famiglia di Krishna era una famiglia nobile e ricca del tempo e Krishna era l'ottavo avatar (reincarnazione) del dio Visnu.
"Risuscitò"- Falso - Krishna morì colpito al piede da una freccia avvelenata. Alla morte, il suo spirito divino lasciò il suo cadavere (mentre Gesù è risorto con tutto il suo corpo).

Dioniso

"Nato da una vergine"- Falso
- La cosa è discutibile. La madre di Dioniso fu ingravidata da Zeus attraverso una folgore accecante. Nessun mito si riferisce a lei come una vergine, al contrario in più di uno si parla di lei l'amante di Zeus. La sua nascita si ricordava in diverse feste da dicembre fino ad aprile.
"Maestro itinerante" - Secondo alcune versioni del mito, Dioniso errava per insegnare la coltivazione della vite e la preparazione del vino. Il culto di Dioniso, dio dell'ebbrezza, è infatti legato al consumo del vino e a particolari varietà di edera contenenti sostanze psicotrope.

"Trasformava l'acqua in vino"- Falso - Durante i riti celebrati in onore di Dioniso, per realizzare la piena comunione con il dio, ci si ubriacava, si squartavano vittime e si mangiava la loro carne cruda. Durante l'epifania del dio si dice accadessero molte cose sensazionali: forza fisica eccezionale, invulnerabilità al fuoco e alle armi, acqua, vino e latte scaturivano dal suolo, ecc.

"Era chiamato Bambino santo"- Falso
- In nessun mito Dioniso è chiamato "bambino santo".




Riferimenti ai principali documenti consultati:

(Beck.PO) - Beck, Roger. Planetary Gods and Planetary Orders in the Mysteries of Mithras. London: Brill, 1988.
(Cum.MM) - Cumont, Franz. The Mysteries of Mithra. New York: Dover, 1950.
(Gor.IV) - Gordon, Richard. Image and Value in the Greco-Roman World. Aldershot: Variorum, 1996.
(MS) - Mithraic Studies: Proceedings of the First International Congress of Mithraic Studies. Manchester U. Press, 1975.



Continua...

Torna ai contenuti | Torna al menu