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GLI INSOSTITUIBILI RUOLI DI PADRE E DI MADRE
Nella conferenza a Staggia Senese, Costanza Miriano propone una visione al contempo antifemminista e molto femminile
di Giano Colli

Venerdì 9 novembre, alla 56° conferenza del Centro Culturale "Amici del Timone" di Staggia Senese, Costanza Miriano, giornalista del Tg3, ha presentato il suo nuovo libro "Sposala e muori per lei. Uomini veri per donne senza paura", seguito del grande successo "Sposati e sii sottomessa". Finalmente una persona capace di ridare positività al matrimonio, di dare una scossa al mondo contemporaneo in cui ormai spadroneggiano soltanto frasi del tipo "il matrimonio è la tomba dell'amore", o, "abbiamo divorziato per incompatibilità di carattere", come se esistessero un uomo e una donna perfettamente compatibili.

Costanza, con molta semplicità, mostra come uomini e donne siano diversi ma complementari e come all'interno del matrimonio si possa giungere alla felicità. Basta impegnarsi: ad esempio noi donne possiamo sforzarci di abbandonare la nostra tendenza all'ipercontrollo e al dominio che mette in crisi l'uomo, e l'uomo deve impegnarsi a lasciare il suo egoismo che lo attrae verso le comodità, piuttosto che renderlo pronto a dare la vita per la moglie e la famiglia.

Ad introdurre la serata era presente Padre Giorgio Carbone, docente di bioetica e teologia morale alla Facoltà di Teologia dell'Emilia-Romagna e direttore delle Edizioni Studio Domenicano, il quale ha spiegato molto bene le cause che stanno all'origine della crisi del matrimonio.
Una prima causa è la convinzione acriticamente accettata che siamo frutto del caso: l'amore viene spesso chiamato colpo di fulmine o cotta, come se fosse il risultato di un incontro fortuito. Se il motivo dell'amore è soltanto casuale, l'amore non avrebbe senso, quindi neanche il matrimonio ne avrebbe. L'essere umano infatti non può vivere senza un senso; tutto il nostro intelletto è predisposto all'atto del pensare, che significa mettere in relazione le realtà esistenti. Ma se l'incontro con la persona che amiamo è avvenuto a caso, vivremo tutta la nostra vita a caso, compreso l'eventuale matrimonio.

Vivendo a caso non si riuscirà mai a sopportare il dolore, quindi neppure le sofferenze che inevitabilmente ci saranno, anche con il coniuge. Se invece consideriamo l'amore come frutto di un progetto, tutta la nostra vita cercherà di esservi in sintonia e vivremo le difficoltà con il coniuge dandovi un senso e riuscendo così a superarle.

È chiaro che se consideriamo il matrimonio come frutto del caso, crederemo anche che dopo il matrimonio c'è il nulla e vivremo tutta la nostra vita come se andasse verso il nulla; mentre se consideriamo il matrimonio una meta verso la pienezza e la felicità eterne, questa pienezza sarà già ora presente fra gli sposi.

Un terzo dilemma, cioè una questione che ammette solo due soluzioni contrapposte, riguarda se ciò che conta all'interno del matrimonio sia solo ciò che è misurabile, cioè visibile, o anche l'invisibile. Nel primo caso dovremmo essere pronti ad esplorare tutta la realtà che ci circonda per dimostrare che l'invisibile non esiste e ciò sarebbe possibile solo ad un essere onnisciente. Ma se crediamo anche in ciò che non è visibile e misurabile, siamo pronti ad accettare perfino qualcosa che ci supera: il mistero. Infatti, non conosciamo con chiarezza il progetto ultimo della nostra vita matrimoniale, siamo insufficienti a dare delle risposte, ma l'unica ipotesi ragionevole è quella di fidarsi di un disegno superiore alle nostre capacità percettive e intellettive. È come nel caso di un incendio di un palazzo molto alto; un uomo è rimasto intrappolato al quarto piano e guardando giù dalla finestra non vede nient'altro che il fumo, ma sente una voce che gli grida: "C'è il telone, buttati!" Saranno davvero i pompieri? E ci sarà davvero il telone? In quel caso buttarsi non è facile, né è la condizione più comoda, ma è l'unica possibilità ragionevole. Allo stesso modo Dio ci chiede di fidarsi di Lui. Egli ci ha creati donando un senso alla nostra vita e quindi anche il matrimonio è regolato da un progetto che Lui ha su di noi. Non è facile, come nel caso dell'incendio, ma è l'unica via ragionevole.

Il nostro telone è la Rivelazione di Dio: in tutta la Sacra Scrittura Dio ci parla dell'amore fra un uomo e una donna. Nella Genesi la complementarietà fra uomo e donna è il riflesso dell'amore trinitario; nell'Apocalisse le nozze tra Cristo e la Chiesa, sua sposa, prefigurano la pienezza dell'amore che sarà solo in Paradiso.

L'altro fattore di crisi del matrimonio è l'interscambiabilità dei ruoli fra maschio e femmina e poi fra papà e mamma.
Ciò è la risultanza delle teorie del genere, nate negli anni '60, che mirano all'abolizione delle differenze di sesso, anche quelle più evidenti, come quelle biologiche, somatiche e genetiche, in favore di una scelta libera. Sostengono che il sesso deve poter essere scelto dall'individuo esattamente come si sceglie di che colore vestirsi. E così si deve poter scegliere il proprio orientamento sessuale, etero, omo, transessuale, o addirittura tutti e tre nel corso di una sola vita... Ecco perché questa teoria non riconosce la specificità dell'essere maschio e femmina, che pur è evidente anche nei comportamenti dei bambini molto piccoli. Mira all'abolizione dei ruoli all'interno del matrimonio, dei termini come mamma e papà, da sostituire con genitore 1 e genitore 2, dato anche che i genitori potrebbero essere dello stesso sesso. Lo scopo ultimo è la disgregazione della famiglia, all'interno della quale si trasmettono dei valori, si dona protezione e si impara a tessere relazioni, perché si sa che un individuo "atomizzato", cioè che vive da solo senza relazioni significative e quindi incapace di relazionarsi è più facilmente predisposto alla manipolazione. Tale modo di pensare è inoltre appoggiato anche da certe multinazionali per scopi puramente commerciali: è studiato che 100 single consumano molto di più di 100 persone che compongono 60 famiglie. Verranno acquistate infatti 100 case, 100 frigoriferi, 100 lavatrici ecc. anziché solo 60.

Scardinare questa ideologia che si sta insinuando nel mondo moderno, è possibile: parola di Costanza Miriano. Non dobbiamo far altro, sostiene l'autrice del libro presentato a Staggia, che riscoprire le differenze fra maschio e femmina e smettere di considerarle un limite perché invece sono una vera ricchezza. Ci donano la possibilità di creare una realtà ben ordinata: la famiglia, all'interno della quale educare dei figli all'amore. Se prendiamo atto di queste differenze saremo più capaci di smussarle e venirci incontro. La donna imparerà che non sposa un uomo per poi formattarlo a suo piacimento, ma per accettarlo ed accoglierlo con i suoi atteggiamenti tipicamente maschili. Così l'uomo capirà che deve essere una guida amorevole e sicura per la sua donna che ha bisogno di protezione e certezze. Egli è il più idoneo a prendere le decisioni con lucidità perché meno impulsivo e più calcolatore, così sarà suo il ruolo di capofamiglia, una responsabilità che lo renderebbe davvero virile, da cui l'uomo moderno fugge, perché implica il sacrificio della propria vita. Costanza mostra nel suo libro come sia un compito della donna quello di tirar fuori dall'uomo questa sua virilità, facendolo sentire accolto, dandogli spazio e fiducia, perché è tipica delle donne la capacità di adattarsi, portare su di sé pesi e plasmare con pazienza.

Con la Grazia di Dio noi sposi cristiani possiamo mostrare la bellezza del matrimonio e la gioia che ne può scaturire, seppure in mezzo alle difficoltà normali della vita. Con un po' di impegno il matrimonio può trasformarsi da tomba dell'amore al rifiorire dell'amore, che con l'unione stabile del sacramento viene ogni giorno alimentato e raggiunge le vette più alte.


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