E voi chi dite che io sia - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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IL SIGNIFICATO DEL NOME “CRISTIANO”

1 - La testimonianza della Bibbia. Il significato del nome cristiano si deduce dalla sua origine. Ce lo dicono gli
Atti degli Apostoli, capitolo 11, versetto 26. “Ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani”.
Antiochia è oggi un villaggio della Siria nel vicino oriente. D'importanza ha solo il suo passato. Infatti, al tempo a
cui si riferiscono gli Atti - verso gli anni 40 dopo Cristo - era una grande città con circa mezzo milione di abitanti, la
terza dell'impero, dopo Roma e Alessandria d'Egitto. Ed era pagana nel culto e nei costumi. Ma contava tra la sua
popolazione un discreto numero di Ebrei, in mezzo ai quali si ebbero le prime conversioni al Vangelo.
Negli  anni  40 d.C. vi giunsero dalla Giudea alcuni zelanti discepoli, che coraggiosamente “cominciarono a
parlare anche ai Greci (ossia ai pagani), predicando la buona novella dei Signore Gesù. E la mano del Signore era con
loro e così un gran numero credette e si converti al Signore” (Atti 11, 20-21).
Questi nuovi credenti non rimasero a lungo sconosciuti. Parenti, amici, conoscenti vennero a sapere che
avevano abbandonato il culto di dèi e semidèi pagani e riconoscevano il Signore Gesù come unico e vero Dio. Per
designarli li chiamarono cristiani.
Stando dunque alla Bibbia, cristiano è colui che riconosce Gesù come Signore, ossia come unico e vero Dio.
Infatti Signore era un nome divino equivalente a Tahve. I primi cristiani, invocando e confessando Gesù come Signore,
professavano la sua divinità od uguaglianza con Dio.
2 - La testimonianza della storia. Circa mezzo secolo dopo i fatti ricordati dagli Atti, un funzionario romano nella
stessa regione di Antiochia dovette fare un'inchiesta giudiziaria sulle credenze e le pratiche dei cristiani. Si chiamava
Plinio (il Giovane) ed era un uomo colto e coscienzioso.
Fatta l'inchiesta accurata e severa, Plinio espose i risultati all'imperatore Traiano in una lettera lunga e dettagliata. La
lettera è giunta fino a noi. Vi si legge tra l'altro,: “Questa gente (ossia i cristiani) usa radunarsi in giorni determinati
all'alba, e dire inni a Cristo come a Dio”.
Dunque dal rapporto ufficiale dell'autorità romana risulta che i cristiani del primo secolo adoravano Cristo come
Dio. Non erano atei, come alcuni li accusavano, perché avevano abbandonato il culto degli dèi. Per essi l'unico vero Dio
era Cristo, il Signore. Non si rivolgevano a Jahve, e tanto meno a Geova. L'unico vero Dio si era rivelato,
immedesimandosi, nel Cristo, il Signore.
Il giudizio del funzionario romano collima con quello del popolo di Antiochia. Cristiano è solo colui che crede
nella divinità di Gesù il Cristo ed invoca il Cristo come l'unico Signore e Dio.
Continua...

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