La Cresima
o confermazione è il sacramento che sigilla e rafforza la nostra fede in Cristo
Gesù.
Nella società odierna questo sacramento è stato da molti
declassato a semplice formalità, utile per potersi sposare nella Chiesa
cattolica. Molti vogliono cresimarsi, ma ne farebbero volentieri a meno, se non
fosse obbligatorio per sposarsi in Chiesa.
La secolarizzazione ha prodotto tiepidezza in molti
cristiani, che si definiscono cattolici solo perché da bambini sono stati
battezzati.
Innanzitutto quindi bisogna riscoprire che significa essere
cattolico?
Significa forse poter usufruire della Chiesa parrocchiale
per invitare parenti ed amici nel giorno del battesimo, prima comunione,
cresima e matrimonio?
Spesso chi si trova a passare davanti una chiesa in quei
giorni, assiste a scene vergognose, che vedono gli “uomini” o alcuni
appartenenti a questa categoria, restare fuori, davanti la Chiesa, nei pressi
dell’entrata magari.
Costoro relegano alle donne la funzione religiosa, loro
hanno altro di cui discutere, la
Messa è “roba da donne”. Poi magari se gli chiedi se sono
cattolici, ti rispondono con un secco e convinto SI’?
In questo ambiente pseudo-cristiano, la Cresima, così come gli
altri sacramenti hanno un valore pagano, comodista, più che sacramentale. A costoro
infatti importa più la sala banchetti che la cerimonia religiosa.
Quando a questo accostiamo la scarsa sensibilità del
parroco, si assiste ad un progressivo intiepidimento dei fedeli, alcuni si
allontanano dalla parrocchia, per ritornarvi solo a Natale e Pasqua, altri
preferiscono abbandonare la
Chiesa cattolica per approdare verso lidi protestanti.
Di chi è la colpa? Bé, devo dire che la tendenza di
addossarla ai soli preti è forte e dilagante, ma in effetti le colpe sono da
dividere, i preti che non sanno adeguatamente coinvolgere i fedeli hanno delle
forti responsabilità, ma anche questi ultimi devono ammettere le proprie.
In fondo la fede, la Parola, non la si riceve forzatamente, non si va
in Chiesa come in Ospedale, a farsi fare un’iniezione di fede e poi via per le
vie del mondo.
Cristo richiede partecipazione sentita, amore per Lui e per la Chiesa, i cristiani di
passaggio non lo amano veramente, amano più se stessi e i piaceri del mondo. Lo
sposo non ama la sposa, di passaggio, ma vive assieme a lei, sopportando a
volte anche il suo brutto carattere, per amore. In fondo nessuno di noi è
perfetto, manon sopportiamo il vedere
un prete poco simpatico, nei preti vogliamo vedere solo perfezione,
dimenticando che in fondo sono uomini anche loro, ognuno con i propri pregi e
difetti. Ecco perché gli addossiamo facilmente la colpa della nostra
tiepidezza.
Tuttavia per coinvolgere in maniera adeguata i fedeli più
restii servono preti dal carattere coinvolgente, con un forte carisma
trascinante, e non è facile averli a porta di mano.
Ad di là di ragioni e torti, di antipatie e simpatie, Dio ci
chiama in prima persona, è a Lui che dobbiamo guardare. La Cresima è il sacramento
che continua ad essere chiesto dalla quasi totalità dei genitori per i loro
figli, ma, forse, è il meno “amato”, perché il meno capito. Ci sono ragazzi che, molto spesso, non vedono
l'ora di fare la Cresima
per chiudere con la catechesi epurtroppo, anche con la Messa..
Da un lato, insomma, Cè la Chiesa consapevole di
celebrare un avvenimento - la
Pentecoste - e di ricevere in dono lo Spirito Santo,
dall’altro ci sono genitori che apprezzano la bella cerimonia, ma che, in molti
casi, faticano a cogliere il significato di quel momento e di quei segni perla
vita dei loro figli. Viene da chiedersi se la Cresima sia veramente
considerata il sacramento del dono dello Spirito, dato in pienezza, per
illuminare e sostenere la scelta di un progetto di vita fondato sui valori
vissuti da Cristo o non sia piuttosto "un certificato" che è bene garantirsi in vista del matrimonio
Per fare un po' più di chiarezza, prendiamo alcuni spunti da ciò
che è scritto nella introduzione al rito della Cresima: “Con il Sacramento
della Confermazione i battezzati proseguono il cammino dell'iniziazione cristiana. In forza di questo sacramento, essi
ricevono l’effusione dello Spirito Santo, dono che rende i fedeli in modo più
perfetto conformi a Cristo e comunica loro la forza di rendere testimonianza
per l’edificazione del suo corpo nella fede e
Nella carità. Essi ricevono inoltre il carattere o segno indelebile
del Signore.
“Sarete miei
testimoni", è il titolo del catechismo dei ragazzi che si preparano alla
Cresima. Lo Spirito Santo ci è donato nella Cresima con la pienezza dei suoi
doni, perché possiamo testimoniare Cristo morto e risorto, cioè viviamo da
“uomini nuovi" che considerano la vita come un dono da mettere a servizio,
per costruire con Cristo una comunità di amore. Testimoniare significa saper
indicare in mezzo alle tante "ombre e contraddizioni della nostra società
i segni della presenza di Dio, saper affrontare la vita con coraggio,
consapevoli che Dio è all'opera; significa dare un senso, una direzione giusta
all’esistenza personale, grazie alla luce che viene dalla parola di Dio;
significa contestare, senza paura di pagare di persona, tutto ciò che è contro
il Vangelo e la vera dignità di ogni vita umana. La Cresima segna quindi
l'inizio di un nuovo cammino, in cui Cristo deve essere sempre più presente
come persona viva, capace di rispondere alle domande più profonde che salgono
dalla vita concreta, capace di indicare l'unico e autentico criterio che aiuta
a discernere ciò che è veramente bene o male per l'umano che è in noi e in ogni
altra persona.
Questa è la storia della prima Cresima: Gli Apostoli, in
quel giorno di Pentecoste, erano nel Cenacolo in preghiera insieme alla Vergine
Santa. "Venne all’improvviso dal Cielo un rombo come di vento che si
abbatté gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro
lingue come di fuoco che si dividevano e si posavano su ciascuno di loro; ed
essi furono tutti pieni di Spirito Santo."
Cristo ci ha donato il suo amore, prima ancora che noi lo
amassimo, e ha stabilito un colonna a sostegno della verità. Questa colonna è la Chiesa cattolica. Vediamo
dunque nei particolari cosa significa “cresima” e che valore ha per il
cristiano.
1. LA CRESIMA È UN VERO E GRANDE SACRAMENTO istituito
da Gesù e promulgato dagli Apostoli.
Pietro e Giovanni l’amministrarono a Samaria ove molti si erano convertiti:
"Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; era
infatti ancora disceso sopra nessuno di loro; ma erano stati soltanto
battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli
ricevevano lo Spirito Santo" (2).
S. Paolo, ad Efeso, l’amministrò a 12 uomini seguaci di S. Giovanni
Battista: dopo averli battezzati li cresimò: "non appena Paolo ebbe
imposto loro le mani, scese su di essi lo Spirito Santo e parlavano in lingue e
profetizzavano" (3).
Giovanni Paolo II spiega molto bene questo Sacramento: "La Confermazione
completa il Battesimo, perfeziona il cristiano. L’imposizione delle mani e
l’unzione con il sacro crisma – l’olio santo di Cristo – sono i segni efficaci
del dono dello Spirito Santo. Prima di segnare la vostra fronte col sacro
crisma, stenderò le mani su tutti i cresimandi. È il gesto che ci viene da Gesù
mediante gli apostoli. Con questo gesto
è il Signore che prende possesso di voi, che vi protegge con la sua mano; è
lui che vi guida, che vi manda in missione, come se vi dicesse: Non aver paura,
Io sono con te. E per ciascuno di voi io pronuncerò le parole: Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che
ti è dato in dono. Voi partecipate alla grazia di Gesù che a Nazaret
diceva: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con
l’unzione. Lo Spirito vi è stato dato perché tutto il vostro essere cristiano
sia illuminato e fortificato. Sì, lo Spirito completa la vostra somiglianza con
Cristo: vi segna profondamente con la sua impronta (con il segno della croce)
come il bambino porta la somiglianza dei suoi genitori e voi sapete che la
croce è il segno di Cristo. Esso (lo Spirito) diventa il vostro maestro
interiore che vi apporta costantemente la luce di Cristo per guidarvi verso la
verità tutta intera". Tutto questo non avviene passivamente, ma richieste
la fede, la partecipazione sentita del cresimando.
2. È IL SACRAMENTO DEL CAMMINO, DELLA
CRESCITA, DELLA LIBERTA’.
Mentre il Battesimo è il Sacramento della partenza, questo è il Sacramento del
cammino spirituale. E perché possiamo camminare più speditamente, lo Spirito ci
elargisce i suoi doni: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza,
pietà, timor di Dio: essi sono per
l’anima come i remi per la barca, come il pedale per la bicicletta. Lo
Spirito ci elargisce pure una nuova e piena effusione delle virtù teologali:
fede, speranza, carità, che sono per l’anima come la vela per la barca, come il
motore per l’automobile. E per camminare più gioiosamente, ci viene infuso
"il frutto dello Spirito che è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza,
bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sè" . Così nel nostro cammino saremo
segno di gioia ai fratelli, distribuiremo un sorriso a chi è triste e vivremo
le beatitudini evangeliche.
3. È IL SACRAMENTO DELLA FORTEZZA, DEL
CORAGGIO CRISTIANO.
Gesù ci assicura: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di
voi". S. Paolo afferma: Lo Spirito Santo viene per rivestirvi di tutta
"l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo e restare in
piedi dopo aver superate tutte le prove". Anche il Vaticano II dice:
"Per mezzo della Cresima i battezzati sono arricchiti di una speciale
forza dello Spirito Santo" .
È chiamato il "Sacramento del fuoco": infatti lo Spirito
che è amore del Padre e del Figlio, ci infiamma di amore divino e fraterno,
affinché tutti gli ostacoli possano cadere e tutte le difficoltà possano essere
superate vittoriosamente poiché omnia vincit amor: l’amore tutto vince.
Gli Apostoli dopo la
Pentecoste, che fu la loro Cresima, furono completamente
trasformati: da timidi e vili divennero forti e coraggiosi come leoni.
Giosuè Borsi (per citare un caso del nostro secolo scegliendo tra migliaia),
dopo una giovinezza sperperata nell’incredulità e nell’impudicizia, riceve la Cresima con fervore, e
subito (come garanzia d’impegno) chiede e ottiene di entrare nelle file
dell’Ordine francescano secolare, e da quell’istante, mai una sola caduta nel
peccato, neppure nelle colpe veniali, e, come dice il card. Maffi, vive e muore
sul fronte di guerra da eroe e da santo.
4. È IL SACRAMENTO DELLA TESTIMONIANZA.
Gesù, prima di salire al Cielo, dice: "Io pregherò il Padre ed egli vi
darà un altro Consolatore, lo Spirito di verità; egli mi renderà testimonianza
e anche voi mi renderete testimonianza" .
"Mi sarete testimoni a Gerusalemme e fino agli estremi confini della
terra" . Oggi questa testimonianza a Cristo Dio è di estrema necessità e
urgenza; lo Spirito per mezzo di S. Paolo ci grida: "Siate irreprensibili
e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e
degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo tenendo alta la
parola di vita".
Gli uomini non vedono Gesù, ma te; non odono la sua voce, ma le tue parole;
perciò nel tuo modo di parlare e di vivere tu devi ovunque manifestare Gesù: il
Vangelo che il mondo ancora prende sul serio è quello che portiamo scritto
nelle nostre opere. La gente segue più i santi che i maestri.
5. È IL SACRAMENTO DELL’APOSTOLATO DEI
LAICI.
Il Vaticano II afferma: "Con il Sacramento della Confermazione i
fedeli, arricchiti di una speciale forza dello Spirito Santo, sono più
strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola e con l’opera
la fede come veri testimoni di Cristo" .
Gesù (dice il Vangelo) non ha inviato soltanto gli Apostoli, i Sacerdoti a
evangelizzare il mondo, ma ha inviato pure i laici rappresentati nei 72
discepoli: "Il Signore designò altri 72 discepoli e li mandò a due a due
dinanzi a sé in ogni città e luogo". Gli ebrei di quell’epoca credevano
infatti che le popolazioni del mondo erano 72, quel numero dunque non era
casuale. Perciò, soprattutto "oggi – come ripeteva il B. Orione – chi non
è apostolo di Gesù Cristo e della sua Chiesa, è apostata".
Oggi lo Spirito Santo ripete a ogni battezzato e cresimato le terribili
parole del profeta Ezechiele: "Se tu non parli per distogliere l’empio
dalla sua condotta, egli, l’empio, morirà (ossia andrà dannato) per la sua
iniquità, ma della sua morte chiederò conto a te".
Lo Spirito ripete pure le consolanti parole di S. Giacomo: "Se uno di
voi si allontana dalla verità e un altro ve lo riconduce, costui sappia che chi
riconduce un peccatore dalla sua via di errore, salverà la sua anima dalla
morte e coprirà una moltitudine di peccati".
Lo Spirito della nostra Cresima è il Sole dell’anima che vuol portarci luce
di fede, calore di amore, energia per la santificazione e per l’apostolato. Se
al sole si chiudono le finestre, si rimane nel buio e nel freddo. Apriamo allo
Spirito le finestre della mente e del cuore. Trionferà in noi come ha trionfato
in schiere di vergini, in folle di martiri, in milioni di Santi.
È il Sacramento della pienezza della libertà (se trova in
noi corrispondenza), poiché ci dona la pienezza dello Spirito Santo, e Dio ci
dice: "Dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà". Lo Spirito
diventa la nostra guida, la nostra luce, il nostro dolce ospite, la nostra
forza: ci rende liberi e forti.
Di fronte a questa presa di coscienza, che cosa significa per il laico
essere confermato? Che cosa significa nella chiesa il fatto di celebrare la
confermazione dei suoi battezzati? Nella confermazione del battesimo, il
battezzato è chiamato a prendere coscienza personalmente di ciò che significa
essere cristiano e degli impegni che deve vivere.
Qual è il senso del sacramento della confermazione? Che cosa aggiunge al
battesimo?
Riassumiamo le principali risposte date nel corso della storia:
- "La confermazione è per il battesimo ciò che la crescita è per la
nascita" dice s. Tommaso d’Aquino;
- è il sacramento dell’apostolato;
- è il sacramento della forza, del coraggio, del martirio;
- è il sacramento dello Spirito Santo, una nuova pentecoste.
Il battesimo dona già lo Spirito Santo, lo Spirito che fa vivere della vita
di Dio. La confermazione lo dà in pienezza: fa del battezzato un cristiano
perfetto. Battesimo e confermazione: due tappe inseparabili di una stessa
santificazione;
-è il sacramento della comunione ecclesiale. La presenza
del vescovo o del suo delegato esprime l’unità di tutti i cristiani, di cui il
vescovo è il legame e il garante.
La confermazione è il sacramento che ci dona la pienezza dello Spirito, il
sacramento della pentecoste.
<Sacramento> (al singolare), etimologicamente significa: l'azione
che si compie, mediante un mezzo-strumento, per rendere sacro qualcosa o
qualcuno; infatti sacra-mentum è
composto dal verbo sacrare [=
l'azione per rendere sacro] e dalla parola mentum
[= il mezzo per ottenere un certo scopo].
Nella Bibbia il termine latino sacramentum
traduce la parola greca mysterion che
sta ad indicare il piano divino salvifico di Dio, il suo proposito di salvare
l'uomo. San Paolo, in Efesini 3,3-12,
definisce se stesso come ministro del mistero del Cristo: far conoscere il mistero che era nascosto alle precedenti
generazioni, ma che ora è stato rivelato per mezzo dello Spirito [cf anche 1 Corinzi 2,7-10; per l'AT cf Daniele 2,18-19].
Praticamente Cristo stesso, nato-morto-risorto, e la sua missione, sono
il primo e grande <sacramentum>
di salvezza: <davvero grande è il
mistero-sacramento della pietà: Egli si manifestò nella carne, fu giustificato
nello Spirito, apparve agli angeli, fu predicato in mezzo alle genti, fu
creduto nel mondo, fu assunto nella gloria> (1 Timoteo 3,16).
Il dono della salvezza, nell'attuale economia voluta e stabilita da Dio,
viene all'uomo per mezzo di Cristo e in Cristo (sacramento di Dio), attraverso la Chiesa (sacramento di
Cristo), mediante i segni sacramenti (i sacramenti di Cristo e della Chiesa).
Cristo, sacramento di Dio.
Se <sacramento> significa rivelazione-dono della salvezza di Dio in
e attraverso una forma esterna-visibile, Cristo con la sua incarnazione (cf Gv
1,14) è il primo grande sacramento: <il
sacramento di Dio non è altro che Cristo> (S. Agostino); <Cristo è per noi, nella sua umanità, il sacramento
di Dio> (H. de Lubac).
L'Umanità di Cristo è l'unico, singolare e straordinario
mistero-sacramento dell'incontro salvifico del Padre con gli uomini nello
Spirito Santo. E' piaciuto a Dio infatti salvare l'uomo mediante la carne di
Cristo assunta dalla divinità (caro
salutis cardo: la carne è cardine della salvezza). Questa carne santissima
e ripiena di Spirito Santo è manifestazione della potenza e della sapienza del
Padre. Parlando del Verbo di Dio fatto uomo e venuto ad abitare in mezzo a noi,
san Giovanni dice: <Noi abbiamo
contemplato la sua gloria (doxa), gloria come di unigenito dal Padre, pieno di
grazia e di verità> (Gv 1,14); le sue opere ed i suoi miracoli, cioè i
<segni> da lui compiuti, sono espressione della vita che era in lui,
bagliori della <luce che venendo al
mondo illumina ogni uomo> (Gv 1,4.9; 3,19s; 8,12) che vuole credere, che
vuole scoprire il senso di questa luce.
Cristo realizza in senso assoluto la presenza di Dio fra noi, presenza
personale e piena, della quale l'abitazione di Dio nella tenda o nel tempio
dell'antica alleanza non erano che figure (cf Esodo 25,9; Geremia
7,4-10.12-15; 26,1-9). A questo proposito così si esprime la costituzione Dei verbum su la divina rivelazione:
<Gesù Cristo, Verbo fatto carne,
mandato come uomo agli uomini, parla le parole di Dio, e porta a compimento
l'opera di salvezza affidatagli dal Padre (cf Gv 5,36; 17,4). Perciò egli,
vedendo il quale si vede anche il Padre (Gv 14,9), col fatto stesso della sua
presenza e con la manifestazione di sé, con le parole e con le opere, con segni
e con miracoli, e specialmente con la sua morte e con la sua risurrezione di
tra i morti, e infine con l'invio dello Spirito di verità, compie e completa la
rivelazione e la corrobora con la testimonianza divina, che cioè Dio è con noi
per liberarci dal peccato e dalla morte e risuscitarci per la vita eterna>
(DV 4).
La Chiesa
sacramento di Gesù Cristo.
Dopo Cristo e inscindibilmente legata a lui, anche la Chiesa è mistero-sacramento
di salvezza per tutte le genti, cioè lo strumento eletto, intelligente e
sensibile con il quale Dio fa giungere la sua Parola, la sua Sapienza e il suo
Spirito fino ai confini della terra. Questo permette ad Agostino di scrivere:
<La Chiesa
dei battezzati è il mistero-sacramento dell'arca di salvezza>; e S.
Cipriano: <La Chiesa è l'indistruttibile sacramento dell'unità>.
La Chiesa
porta in questo mondo la Parola
ed i sacramenti della salvezza. In essa si fa presente <tutti i giorni fino alla fine del mondo> (Mt 28,20) il Cristo
glorioso. Animata e sorretta dallo Spirito Santo essa estende e comunica a
tutte le generazioni e a tutti i popoli la salvezza compiuta dal suo Sposo e
Signore. Essa è qui in terra il sacramento di Gesù Cristo, come Gesù Cristo è
per noi, nella sua umanità divinizzata, il sacramento di Dio[1]. E come nessuno ha accesso a una conoscenza del
Padre senza passare per Colui che resta sempre e per tutti la <via> e
<l'immagine del Dio invisibile> (Gv 14,6; Col 1,15), così la Chiesa tutta intera,
visibile e invisibile, terrestre ed eterna, ha per fine quello di mostrare il
Cristo, di condurre a lui, di comunicare la sua grazia. Essa non esiste che per
metterci in rapporto con lui.
Solo essa può farlo e mai ha finito di farlo. Mai viene un momento, nella
vita degli individui e nella storia dei popoli, nel quale il suo ruolo dovrà o
anche solo potrà cessare. Giustamente è stato scritto che se il mondo perdesse la Chiesa perderebbe la Redenzione. Infatti
<la Chiesa è
in Cristo come un sacramento o segno e strumento dell'intima unione con Dio e
dell'unità di tutto il genere umano>.
Perciò la Chiesa
non è solo segno visibile di salvezza, ma anche <sacramento> del Cristo
glorioso. Come sacramento del Cristo risorto essa ha la missione di rendere
presente la salvezza operata da Cristo, mediante l'annuncio della Parola, i
sacramenti, la testimonianza. Essa deve annunciarlo, donarlo, mostrarlo a
tutti: essa è sempre, e in tutta verità, la Chiesa di Cristo. Ma ciò che è in se stessa, deve
divenirlo in noi.
Ciò che essa è per noi, deve esserlo anche per mezzo di noi. Occorre che
Cristo, anche per mezzo nostro, continui ad essere annunciato, celebrato,
testimoniato.
Scaturita quale mirabile sacramento dal costato del Cristo dormiente
sulla croce (s. Agostino citato in SC 5), in virtù di quel <sangue ed
acqua> (Gv 19,34) essa rende presente ed attuale il mistero pasquale di
Cristo ed offre agli uomini la possibilità di inserirsi nell'organismo vivo del
suo corpo.
Secondo SC 59: * esprimono la fede
della Chiesa. La Chiesa
crede nell'efficacia dei segni sacramentali che essa compie nel nome e con
l'autorità di Cristo; ecco perché, per la validità di un sacramento, si
richiede sempre di fare ciò che intende fare la Chiesa;* esprimono
la fede del soggetto che li riceve: la presuppongono (senza la fede in
Cristo e nella sua opera di salvezza non esiste neppure l'azione sacramentale
salvifica: cf Mc 16,15; At 8,37s; è dunque lecito e doveroso dare l'unzione dei
malati anche a chi è in coma, presupponendo che, se fosse stato in coscienza,
l'avrebbe lui stesso liberamente richiesta; nel battesimo dei bambini si
presuppone la fede dei genitori e della Chiesa stessa); la esprimono (tutti i
sacramenti sono una professione-confessione di fede in Cristo Signore); la
nutrono e la irrobustiscono (<credo, ma aumenta la mia fede> Mc 9,24).
Senza la fede i santi segni non riusciranno ad essere letti al di là della loro
sfera <mondana>, non potranno indicare il distacco verso Colui che è il
<totalmente Altro>, sempre inaccessibile in se stesso e mai pienamente
comunicabile; senza la fede, invece che <santo> il segno diventa
<magico>, quasi un pretendere di carpire la potenza divina e dominarla
per i propri fini (cf l'episodio di Simone il mago in At 8,19-25; anche
l'episodio di cafarnao in Gv 6,26-28).
Nei sacramenti è Cristo stesso che agisce, per mezzo dei suoi ministri.
Gesù nostro Redentore è dunque l'unico autore della Chiesa e dei
sacramenti della Chiesa. Egli è il <sacramento> che si prolunga nei
<sacramenti> per poter ragiungere tutti gli uomini di tutti i tempi e
salvarli e ricondurli al Padre.
La Bibbia è esplicita sull'istituzione da parte di Gesù di
alcuni sacramenti: il Battesimo (Mt
28,19; Mc 16,15; Gv 3,4); l'Eucaristia
(Lc 22,19; 1 Cor 11,26); la Penitenza (Gv
20,23). Di fatto però anche gli altri sacramenti vanno ricondotti a Cristo, dal
momento che gli Apostoli si sono considerati solo <ministri> di Cristo e
<amministratori> dei misteri di Dio (1 Cor 4,1); in quanto fedeli
amministratori nulla inventano, ma fin dall'inizio applicano ben precisi gesti
sacramentali che fanno risalire alla volontà di Cristo Salvatore, quali la
Confermazione (At 8,7; 19,6); l'Unzione (Giacomo 5,14); il
matrimonio (Ef 5,25; Mt 19,3-9); l'Ordine
(2 Tim 1,6; 2,2; ma già in Lc 22,19: fate questo...). Nei brani evangelici
citati vediamo come i sacramenti vengono raccomandati dagli apostoli, vengono
presi ad esempio di vita santa e giusta. Chi immagina nell’istituzione dei
sacramenti solenni cerimonie è fuori strada. Non bisogna mai dimenticare
infatti il significato di sacramento, cioè mistero. Mistero è il come discenda
lo Spirito Santo per imposizione della mani sui cresimandi, mistero è come il
matrimonio vincoli per l’eternità due persone eterosessuali, mistero è
l’unzione degli infermi che guarisce, mistero è l’Ordine che conferisce il
potere di legare e di sciogliere le anime su questa terra.
Viene tuttavia da chiedersi: qual è la potestà della Chiesa sui
sacramenti? Per analogia con la liturgia, anche dei sacramenti si può dire che
essi constano di una parte immutabile (di istituzione divina) e di parti
suscettibili di cambiamento, che nel corso dei tempi possono o anche devono
variare (SC 21). E' in questo ambito rituale e mutabile che la Chiesa, con quel processo
chiamato <inculturazione>, di fatto è sempre intervenuta per regolare la
disciplina sacramentale (CIC 841).
I sacramenti cristiani hanno la forza di santificare perché non sono
segni vuoti o sterili, ma sono carichi della realtà significata: contengono e
comunicano, con la forza dello Spirito Santo, la grazia trasformante e
deificante a coloro che li ricevono con le dovute disposizioni del cuore. Vuoti
lo diventerebbero se chi li riceve non crede.
Dicono i Padri: <Il corpo viene
lavato affinché l'anima sia purificata; il corpo riceve l'unzione affinché
l'anima venga consacrata> (Tertulliano). Pertanto: i sacramenti
contengono e coferiscono la grazia; non solo nutrono e irrobustiscono la fede,
ma contengono e comunicano la grazia di Dio all'uomo che li riceve con le
debite disposizioni.
Nella sua umanità Cristo è dunque il
sacramento primordiale del Padre, il sacramento dell'incontro con Dio.
Che cosa produce in noi lo Spirito Santo? Leggiamo nella lettera ai Galati:
"Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza,
bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé" (Gal 5,22).
La confermazione è la pentecoste continuata. È il segno che la pienezza
dello Spirito Santo è data a tutto il popolo di Dio.
"Effonderò il mio spirito sopra ogni uomo" (Gl 3,1) aveva
promesso il Signore: ecco la confermazione. La confermazione è un sacramento
ben distinto, anche se non veramente separabile, dal battesimo e
dall’eucaristia.
Tutti i sacramenti ci comunicano lo Spirito Santo. Ogni sacramento viene
dalle tre persone divine; ogni sacramento dà la vita, il perdono e lo Spirito. Ciò
non impedisce che un determinato sacramento sia "specializzato" al
dono della vita, o del perdono, o dello Spirito. Così ogni battesimo è
immersione nello Spirito; ma è la confermazione che ci dà il dono pieno dello
Spirito.
Chi è lo Spirito Santo?
Ne abbiamo parlato diffusamente nella spiegazione del credo. Qui vorrei
ricordare un episodio che illustra in modo squisito quanto vogliamo dire dello
Spirito. È accaduto ad un missionario francescano, padre Cormac. Un giorno
comincia la primissima istruzione di un indiano della tribù dei navajos,
analfabeta, che chiede il battesimo. Non aveva ancor detto tre parole del
"Padre nostro" che il vecchio indiano lo interrompe e recita d’un
fiato tutta quella preghiera, nella sua lingua e senza errori. Il missionario
rimane stupito e gli chiede: "Chi ti ha insegnato questa bella
preghiera?". E il vecchio: "Ascolto il vento che parla!"; Ogni
domenica i navajos, radunati attorno a una radiolina nelle riserve
dell’Arizona, ascoltavano, nel più grande silenzio, il vento che parla".
"Il vento che parla": meravigliosa immagine dell’inafferrabile
Spirito Santo. A coloro che lo ascoltano egli insegna il "Padre
nostro" perché li rende pienamente figli di Dio, dall’interno, come dice
san Paolo: "Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro
sono figli di Dio... E voi avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per
mezzo del quale gridiamo: Abbà, papà! Lo Spirito stesso attesta al nostro
spirito che siamo figli di Dio" (Rm 8,14-16).
Lo Spirito è una persona senza volto. Gesù lo paragona al vento: "Il
vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va"
(Gv 3,8). Lo Spirito è il vento che parla. Come il vento, così gli altri
simboli dello Spirito - l’acqua, il fuoco, l’aria, il respiro - non comportano
figura: evocano soprattutto l’irruzione di una presenza, una espansione
profonda. Lo Spirito di Dio è uragano, tempesta, potenza irresistibile, amore
inarginabile. È il vento impetuoso che aleggiava sulle acque nel primo giorno
della creazione; è il soffio che scende sulla vergine Maria nel primo giorno
della redenzione: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà
la sua ombra la potenza dell’Altissimo" (Lc 1,35).
Su Gesù appena battezzato scende lo Spirito (Mt 3,16). È lo Spirito che lo
conduce nel deserto per essere tentato dal diavolo, dove supera vittoriosamente
ogni specie di tentazione (Mt 4,1). Gesù inizia la sua predicazione applicando
a sé il passo di Isaia: "Lo Spirito del Signore è sopra di me"
(Is 61,1; Lc 4,18).
Lo Spirito di Dio è forza e potenza d’amore perché Dio è amore. Leggiamo nel
libro degli Atti degli apostoli: "Dio consacrò in Spirito Santo e
potenza Gesù di Nazaret,il quale passò beneficando e risanando tutti
coloro che stavano sotto il potere del diavolo" (At 10,38).
Gesù comunicherà questa potenza d’amore irresistibile a tutto il suo popolo:
"Avrete forza dallo Spirito Santo" (At 1,8). E lo Spirito
produrrà in tutti uno straripamento di carismi profetici e creerà dei cuori
fedeli a Dio e amorevoli verso il prossimo.
Leggiamo nei profeti: "Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e
diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno
sogni, i vostri giovani avranno visioni. Anche sopra gli schiavi e sulle
schiave, in quei giorni, effonderò il mio spirito" (Gl 3,1-2); "Vi
darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi
il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di
voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in
pratica le mie leggi...; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio"
(Ez 36,26-28).
Questa era la promessa del Padre che si realizzò puntualmente a pentecoste.
Leggiamo nel libro degli Atti degli apostoli: "Mentre il giorno di
pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.
Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte
gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come
di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono
tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo
Spirito dava loro il potere di esprimersi" (At 2,1-4).
Gesù aveva detto: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su
di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli
estremi confini della terra" (At 1,8).
La pentecoste è veramente l’invio della chiesa ad "ogni nazione che
è sotto il cielo" (At 2,5). E non per parlare in latino o in lingue
astruse, ma in tutte le lingue e i dialetti, e in modo comprensibile.
Lo Spirito Santo, che è amore, raduna le genti nella loro diversità, nella
varietà delle lingue, delle culture e dei paesi. La chiesa è universale,
cattolica: in essa "ogni nazione che è sotto il cielo" vi si trova a
casa sua e ascolta la propria lingua. La forza dello Spirito Santo rende i
cristiani testimoni rinfrancati e sicuri. Lo aveva preannunciato Gesù: "Non
siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi"
(Mt 10,20); "Egli (lo Spirito) vi insegnerà ogni cosa e vi
ricorderà tutto ciò che io vi ho detto" (Gv 14,26); "Egli vi
guiderà alla verità tutta intera" (Gv 16,13).
Lo Spirito Santo è promessa del Padre e del Figlio, dono del Padre e del
Figlio. Gesù aveva detto: "Io pregherò il Padre ed egli vi darà un
altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che
il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo
conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi" (Gv 14,16-17).
Un sacramento non è mai una devozione privata: è un atto ecclesiale, cioè
della comunità universale. E deve essere un "segno" per il mondo. La
confermazione è il sacramento di quella pentecoste che strappò i discepoli dal
chiuso del loro cenacolo per gettarli come testimoni in mezzo ad una folla di
persone "di ogni nazione che è sotto il cielo".
La confermazione è un gesto di Cristo, nella sua chiesa, per il mondo. I
sacramenti non sono innanzitutto degli eventi spirituali nella storia personale
di ciascuno; sono invece degli eventi della storia della salvezza per il popolo
di Dio e per l’umanità. Tutti i sacramenti celebrano l’evento pasquale di Gesù
salvatore che è sorto sul mondo come un sole senza tramonto ed è vivente nella
chiesa.
La chiesa ha avuto origine da un evento fondamentale che si chiama Gesù
Cristo; dalla sua vita, morte, risurrezione e ascensione al cielo da dove
effonde lo Spirito. La chiesa resta fondata, radicata in questo evento che
continua e si propaga come un’unica onda nella moltitudine di fratelli di cui
Gesù è il primogenito. "Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; il
principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti" (Col
1,18). Perciò, quando la chiesa "fa memoria" del mistero pasquale
nella liturgia, specialmente nei sacramenti, non vive di ricordi; vive di
quell’evento fondamentale come l’albero trae vita dalle sue radici. È come
l’ultimo vagone di un treno che avanza, qui e ora, per la trazione attuale
della locomotiva che pure è lontana e alla quale siamo uniti da duemila anni di
celebrazione ininterrotta del mistero pasquale nella storia della chiesa e del
mondo. La chiesa pone la comunità che celebra un sacramento in una situazione
attuale di salvezza; la colloca sul binario di Gesù Cristo, nell’orbita di Gesù
Cristo, che, davanti a noi, è "elevato da terra e attira tutti a
sé" (Gv 12,32). Egli è sempre presente e attivo in questo cammino in
cui la chiesa e l’umanità intera mette i passi nei suoi, ricalca le sue orme.
La confermazione si riferisce a quell’evento preciso della storia della
salvezza che è la pentecoste e lo rende attuale.
) O.
SEMMELROTH, La Chiesa sacramento di salvezza, D'Auria, Napoli
1965.
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