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Apologetica. La presente INTRODUZIONE,
si stende su circa settanta pagine, vi consigliamo
vivamente di scaricarla. Presenta riflessioni
ed esperienze personali con i pentecostali,
oltre a valutare i frutti che scaturiscono
dalle dottrine protestanti. Per qualsiasi
problema di scaricamento e/o di leggibilità dei presenti
testi, vi preghiamo di segnalarcelo, provvederemo ad
aiutarvi gratuitamente. Diverse
Pagine di questo sito contengono molto testo, quindi
per i modem 56k risultano un pò pesanti da visualizzare,
abbiate pertanto un pò di pazienza e attendete il completamento
della pagina che vi interessa.
Tutti gli studi presenti in
questa sezione sono curati e redatti dal sottoscritto
Incardona Salvatore. Alcuni degli studi presenti in
questa sezione sono in continuo aggiornamento, quindi
vi consiglio di riscaricarli con cadenza semestrale
in alcuni troverete delle differenze significative,
in senso migliorativo, senza per questo snaturare il
testo stesso, o le verità dottrinali.
RIFLESSIONI E
TESTIMONIANZA PERSONALE
E’ giusto cominciare spiegando il perché di questo mio
lavoro, ad alcuni sembra -e me l’hanno pure detto- che io scriva per ataviche
antipatie verso il protestantesimo, o rancori mai sopiti verso i pentecostali.
Non è così. Scrivo per la gloria di Dio, per difendere la vera fede, nel mio
piccolo, senza aspirazioni velleitarie. Non mi sento un paladino della verità,
ma solo un uomo che ha vissuto un percorso di fede, avendo ricevuto da Dio un
grande dono. Il percorso che mi portò a ricevere questo dono fu lungo e
tortuoso, pieno di insidie e delusioni, dolori e sofferenze varie. Tutto questo
ha contribuito ha produrre gli studi che qui troverete suddivisi nei vari temi
dottrinali, oggetto della discordia tra cattolici e protestanti. Piuttosto che
ringraziare con un arrivederci e grazie il Signore, ho preferito mettere i miei
studi a disposizione dei fratelli che vivono esperienze simili alla mia, o
comunque nutrono dei dubbi dottrinali, impegnandomi a migliorarli, conscio che
in taluni punti sono limitati e sicuramente migliorabili. Capisco che occuparsi
di apologetica non è semplice, spesso, troppo spesso, si dà l’impressione di
voler fare solo polemica, di mascherare odio e risentimento verso gli
“avversari” con l’amore dipinto fintamente sulle varie pagine apologetiche. E’
difficile far apologetica, a qualsiasi livello, compreso quello basso come il
mio, senza inciampare nella polemica o nell’equivoco. Il confine tra polemica e
disprezzo rimane sottile, sempre. Bisogna stare molto attenti a non
oltrepassarlo. Rispetto, questa è la parola che deve accompagnare ogni dialogo
tra credenti. Spesso però aldilà delle apparenze diplomatiche sotto cova il
disprezzo.
Ricordo che un sorella protestante, leggendo i miei studi li
definì “frutto di una mente deviata”,
pazienza, ormai dopo lunghi anni d’impegno online, me ne
hanno scritte di tutti i colori, ricevere commenti così disprezzanti mi dispiacciono ma
non mi colpiscono più di tanto, ormai, come si suole dire “ci ho fatto il
callo”. Sintetizzando, considero i protestanti come fratelli che conoscono frammentariamente
il Padre ma ripudiano la Madre, la Sposa.
Non dimentico mai la preghiera che Gesù rivolse al Padre
affinché tutti i suoi discepoli siano UNO. Uniti quindi e non divisi. E’ sempre
utile focalizzare l’attenzione su ciò che unisce i cristiani, come il credere
che Gesù sia l’unigenito Figlio di Dio, che è morto e risorto per noi e per la
nostra salvezza eterna. La creazione dovuta all’azione di Dio creatore, che
tramite il Suo Figlio e la potenza dello Spirito Santo, ha creato tutto
l’universo. L’uomo creato da Dio, e non frutto dell’evoluzione animale, la
reale umanità-divinità di Cristo Gesù, vero Dio e vero uomo, la
SS.Trinità, la speranza della vita eterna, spoglia da
sofferenze, e ricca di gioiosità.
Ci sono poi alcune verità dottrinali che ci dividono ma, per
arrivare all’alba, non c’è altra via che la notte. Tuttavia bisogna esporre la
verità, tentando di correggere il fratello che sbaglia, nel rispetto della sua
persona, della sua dignità personale, e della sua buona fede.
Amore per il fratello, che si traduce nell’evitare offese
gratuite verso la persona, non dimenticando mai che nella maggior parte dei
casi ogni interlocutore è in perfetta buona fede.
Il rispetto diventa difficile da mantenere quando si sentono
o si leggono ragionamenti contorti, faziosi, e spesso calunniosi. Spesso quando
cerchiamo risposte, di qualsiasi tipo, per qualsiasi vicenda umana, non
dimentichiamo mai che Cristo è la risposta alle nostre domande.
Bisogna però conoscerlo il nostro salvatore, la Bibbia è la strada migliore
per farlo.
Consiglio subito, a scanso di equivoci, di scaricare il
presente testo, piuttosto che leggerne alcune righe qui sul sito. Chi non è
interessato alle mie personali riflessioni e cerca le prove bibliche circa la
sana e vera dottrina, può saltare questa introduzione-testimonianza, che si
sviluppa su circa settanta pagine, e che riporta appunto solo le mie personali
considerazioni sui pentecostali, andandosi a scaricare i singoli capitoli a
tema selezionabili dal menù che si trova nella parte alta della presente pagina
Internet. La versione più aggiornata di ogni studio, infatti, è quella
scaricabile, in formato Microsoft Word o PDF visualizzabile con Acrobat Reader,
visualizzatore gratuito e liberamente scaricabile con qualsiasi motore di
ricerca. Molti fratelli, infatti, non leggono per intero i testi presenti nella
sezione protestantesimo, limitandosi a dare una sbirciata alla sintesi che è
leggibile all’inizio delle varie pagine a tema del sito, pretendendo poi di
criticare il mio lavoro, o interpretare il mio pensiero sconoscendone molti
aspetti. Dalla corrispondenza che mi arriva noto pure che molti pentecostali
leggono solo la presente
introduzione, che si sviluppa in diversi capitoli, ma che non vuole approfondire
i singoli temi dottrinali, accusandomi poi di superficialità. La presente è
appunto una introduzione, ecco perché consiglio a costoro di non leggerla, e di
andare al sodo con i singoli temi selezionabili dal menù del sito, cliccandovi
sopra comparirà un menù a discesa, dal quale poter scegliere l’argomento che
più interessa. Preferisco che non leggano la mia testimonianza e le mie
osservazioni, ma che almeno leggano le prove bibliche che evidenzio negli studi
di cui sopra. Non si può criticare un’intera casa conoscendone una sola stanza.
Accetto ogni tipo di critica, alcune delle quali spesso sono utili per
migliorami, ma almeno leggete per intero ciò che magari poi criticherete.
Ripeto, questa che state leggendo è un’introduzione contenente mie osservazioni
sui protestanti, le loro dottrine, e il loro modus operandi; le prove bibliche riguardanti le divergenze
dottrinali con la Chiesa
cattolica vengono fornite nei relativi studi a tema. Magari a chi legge per la
prima volta queste righe, sembrerà strano che ripeta per due volte la stessa
raccomandazione, rimarcando che la presente è solo una mia testimonianza (e
sono tre), contenente numerose osservazioni sui frutti dei protestanti e
pentecostali, consigliando a chi cerca prove bibliche di scaricare gli altri
studi a tema, ma per esperienza personale il 90% dei fratelli protestanti che
mi scrivono, si limitano a leggere solo la presente, o perché non si accorgono
del menù (riga orizzontale con sfondo bianco, che si trova a inizio pagina
della sezione protestantesimo), o perché convinti che in queste pagine ci siano
le prove dottrinali e bibliche di quanto da me studiato. Sarò noioso, ma lo
ripeto ancora, preferisco che la ignoriate, leggete piuttosto gli studi che
sono selezionabili dal menù nella parte alta della pagina Internet. Scrivendo
sul sito, infatti, col tempo ho imparato a considerare i modi di approccio e
lettura di diverse persone, ognuno con la propria cultura e abitudini, e non
tutti si accorgono del menù dal quale scegliere i diversi temi. Guardano la
prima pagina della sezione protestantesimo, la scorrono, magari la scaricano, e
poi mi scrivono che non hanno trovato prove bibliche in queste pagine. Sembrerebbe
paradossale, ma mi è capitato spesso, quindi preferisco peccare di ripetitività
piuttosto che non mettere, chiunque, come ad esempio le persone anziane, in
grado di trovare i testi tematici.
Io scrivo semplicemente perché ho vissuto una vicenda personale
che mi ha fatto incontrare i pentecostali (pur rimanendo sempre cattolico),
frequentandoli, dialogando e confrontandomi con loro mi sono lentamente accorto
di alcune incongruenze in quello che predicano e insegnano. Tuttavia sono grato
a loro per avermi insegnato l’amore per la parola di Dio, l’amore per la Bibbia, nonostante poi mi
sia accorto che conoscono solo una sua parte. Purtroppo in molte parrocchie
cattoliche questo oggi non accade. Mi dispiace ammetterlo, ma è così.
Conosco molti pentecostali che preferiscono essere chiamati
semplicemente cristiani.
“Fra gli studiosi di religione, è un’attività piuttosto
diffusa cercare di definire chi sia e chi non sia evangelico. Tutti concordano
su almeno tre caratteristiche importanti: gli evangelici hanno una forte
considerazione dell’ispirazione e dell’autorità delle Scritture, una specifica
esperienza di rinascita e un forte impegno nell’avvicinarsi a coloro che non
conoscono Gesù Cristo come loro <<personale Signore e Salvatore>>”
(cfr, Lo Splendore della verità, perché sono diventato cattolico, Richard J.
Neuhaus) ed. Lindau)
Alcuni punti dei loro insegnamenti però non mi convincevano.
Le domande alle quali non trovavo risposta presso di loro
erano e sono:
1)
E’ possibile che ci fu un tempo in cui la Chiesa di Gesù Cristo sia
morta per poi rinascere con Valdo o Lutero?
2)
Se ciò non è possibile, giacché Cristo ha promesso di
assistere sempre la Sua
Chiesa, e che le porte degli inferi non prevarranno mai su di
Essa, quale fu e, qual è, la vera Chiesa di Cristo?
3)
Poiché secondo voi protestanti la vera Chiesa di Cristo
non fu e non è la Chiesa
cattolica romana, potete indicarmi i nomi dei veri cristiani che hanno fatto
parte della Chiesa terrena di Cristo?
4)
E’ possibile che Cristo abbia fondato una Chiesa
astratta, universale, ma non identificabile con nessuna denominazione esistente
sulla terra, lasciando in balia di discussioni, liti, incomprensioni e
scissioni i suoi discepoli, senza provvedere a dare loro un organo bene
identificabile, che sovraintendesse sulla disciplina dottrinale dei fedeli
cristiani?
5)
E’ possibile che lo Spirito Santo, sia tirato per la
“giacca” da questo o da quell’altro gruppo cristiano, usato e nominato a
garanzia di questa e quell’altra dottrina, che spesso si contrastano l’un
l’altra?
6)
Come mai lo Spirito Santo è UNO, eppure a ben guardare
le realtà dottrinali dei cristiani protestanti, sembrerebbe più uno spirito di
confusione che di unità?
7)
Come mai i protestanti che si vantano di capire la Bibbia da soli, con l’aiuto
dello Spirito Santo, poi usano i commentari, e seguono volentieri corsi
biblici?
8)
Perché tutte le volte che un protestante non sa
rispondere a qualche mia domanda, corre ad informarsi dal pastore? Non sarebbe
più coerente chiedere solo allo Spirito Santo?
9)
Come si spiega, partendo dal concetto protestante che la Bibbia non s’interpreta,
l’attribuzione di spiegazioni diverse agli stessi versetti?
10) Nel
disperato tentativo di dimostrare la vera cristianità, e considerando il
concetto biblico “dai frutti si riconosceranno gli alberi…” siamo proprio
sicuri che i frutti dei pentecostali e/o protestanti, siano migliori di quelli
dei cattolici romani?
11) Chi
ha scelto i Libri ispirati e, accantonato quelli apocrifi? Chi ha vigilato
sull’integrità dei testi biblici per molti secoli?
12) Possibile
che Cristo Gesù per la custodia terrena dei Suoi libri Sacri si sia servito di
gente infedele, che covava intenzioni di alterazione della verità?
13) Se
per almeno quindici secoli la
Bibbia era accettata da tutta la Cristianità, e
comprendeva anche i 7 libri deuterocanonici, attualmente contenuti nella Bibbia
cattolica romana, vuol dire che i cristiani che li hanno letti e/o seguiti
dottrinalmente sono stati tutti deviati e quindi condannati all’inferno?
14) Possibile
che per quindici secoli Cristo Gesù abbia permesso la diffusione di una Bibbia
alterata contenente i 7 libri deuterocanonici?
15) Affidarsi
agli ebrei, i quali hanno lungamente calunniano Cristo e i cristiani, per
estromettere dalla Bibbia i 7 libri deuterocanonici, è prudente?
16) Come
mai gli apostoli e tutti i primi cristiani usavano la Bibbia dei Settanta che
comprendeva i 7 libri in questione?
17) Come
mai non troviamo nessun avvertimento nel Nuovo Testamento circa questi 7 libri,
ma anzi ne troviamo alcune citazioni?
18) Siamo
sicuri che il dono delle lingue sia una sorta di cartina tornasole del vero
cristiano?
19) Possibile
che per far rinascere di nuovo gli uomini Cristo abbia aspettato per ben venti
secoli i pentecostali? Prima di loro gli altri cristiani non erano “nati di
nuovo”?
20) Nei
primi secoli del cristianesimo chi erano i nati di nuovo, potete indicarmi
alcuni nomi e cognomi?
21) Dove
sta scritto nella Bibbia che serve esclusivamente la Sola Fede per essere
salvati?
22) Dove
sta scritto nella Bibbia che l’unica autorità per i cristiani è la Sola Scrittura?
C’è pure da considerare che “nel Credo di Nicea non diciamo
<<Credo che esista la Chiesa
una, santa, cattolica e apostolica>>, ma <<Credo la Chiesa una,
santa, cattolica e apostolica>>. Dal momento che credo in Cristo, credo
anche nella sua Chiesa e mi affido completamente a lei. Cristo-testa e
Chiesa-corpo costituiscono il totus
Christus, il Cristo intero. Anche se può accadere che la Chiesa sia
presente nelle altre comunità, non c’è n’è nessun’altra che sia preparata, che
oserebbe, e che dovrebbe osare, chiedere e accogliere la mia assoluta fiducia.”
(cfr, Lo Splendore della Verità)
I pentecostali che frequentai non hanno dato risposte
soddisfacenti a queste domande, che gli feci gradualmente e in diverse
circostanze. Quello che però mi riesce difficile da capire, ancora oggi, è che
nonostante ci tengano a precisare che loro capiscano la Bibbia per mezzo dello
Spirito Santo, e non gliela insegni nessun uomo, tutte le volte che trovandomi
a fare delle domande su alcuni versetti biblici, alle quali i miei interlocutori
pentecostali non sapevano rispondere, mi dicevano “di questo m’informerò meglio
con il pastore…e ti saprò dire”. Strano, mi sarei aspettato una risposta del
tipo “chiederò allo Spirito Santo e ti saprò dire…”. Lasciano l’amaro in bocca
risposte del genere, sentite pronunciare da gente che fa del libero esame
biblico il baluardo del “vero cristiano”.
Anche questo contribuì a farmi allontanare dottrinalmente da loro.
Dall’altro lato, in troppe parrocchie, oggi, si trascura
l’insegnamento biblico, contribuendo a creare delle abitudini lascive,
sonnecchianti, che portano a un’estrema ignoranza in campo biblico, e
conseguentemente a uno scarso amore per la Parola di Dio e quindi per Cristo. Mi è piaciuto
un articolo apparso su Famiglia Cristiana n.12 del 23-03-2008 nel quale un parroco
lettore, che scriveva al redattore dell’angolo della posta, esprimeva le sue
perplessità circa la tiepidezza della fede nei giovani, e la loro ignoranza
cronica sugli argomenti biblici. Leggiamo una sintesi di questo articolo per
capire meglio. “Caro padre, le scrivo in merito alla riflessione di don Mazzi
sul rinvio della Cresima di sessantadue ragazzi da parte del viceparroco di
Finale Emilia. Non mi pare che questo “fatto” debba essere sminuito: la Cresima
è il momento della scelta cosciente nell’impegnativo percorso di fede dei
nostri ragazzi, un punto di arrivo e, insieme, di partenza. Il gesto del
giovane prete emiliano non può che essere approvato (e applaudito), soprattutto
da chi, ogni giorno, è immerso nei problemi di una parrocchia. Non si può
giustificare tutto con l’immaturità “esplosiva” degli adolescenti, e pensare
che il rimedio consista nel lasciare che “i puledri esauriscano la loro
vivacità”, in attesa che maturi il “terreno predisposto a recepire i messaggi evangelici…”,
come dice don Mazzi. Ne è sicuro? Quanti giovani, superata l’adolescenza,
seguono ancora la Chiesa? Non gli viene il dubbio che le loro “tempeste” li
porteranno a dimenticare i valori della vita, e a subire il fascino di tanti
cattivi maestri? E che dire dei genitori che invece di preoccuparsi della
preparazione ai sacramenti dei loro figli, hanno come unica preoccupazione la
scelta del ristorante e dei vestiti griffati per il giorno di festa? Anche se
per tradizione, abitudine o scaramanzia, molti genitori chiedono ancora i
sacramenti: perché non cogliere questa opportunità per coinvolgerli nel cammino
di fede, assieme ai loro figli? Inutile illudersi: se non c’è una qualche
presenza di Dio nelle famiglie, la fede dei ragazzi difficilmente crescerà;
ricevuti i sacramenti, non frequenteranno più la Messa e la parrocchia.
Paradossalmente, la Cresima è diventata il sacramento dell’abbandono della
fede!
E senza fede, l’esistenza di tanti giovani si trascina e si
dissipa nella nausea di vivere, nella ricerca affannosa di nuove e forti
sensazioni, o nella droga…Che ne sarà di queste generazioni? Ma anche il
cristianesimo rischia d’essere percepito solo come un fenomeno folcloristico.
E’ pessimismo il mio? No, siamo già su questa strada, basta aprire gli occhi
per accorgersene. Servono direttive chiare a precise da parte dei vescovi, per
coinvolgere maggiormente le famiglie nei percorsi di fede.” Organizzare e
seguire parrocchie di tremila fedeli non è lo stesso che seguirne trecento come
spesso fanno i pastori protestanti, ma comunque qualcosa va fatta, molti “cattolici”
oggi purtroppo sono come “pagani”. Questo perché non ho le fette di salame
sugli occhi che mi impediscono di vedere certe realtà cattoliche. Esiste il
cristianesimo di elite, e quello di massa. Il primo si trova nei tanti gruppi
organizzati, come il Rinnovamento nello Spirito, focolarini, neo-catecumeni,
ecc., il secondo coinvolge la maggioranza dei cattolici. Molti gruppi
protestanti, sono affetti dagli stessi (o quasi) mali, nelle nazioni dove sono
in maggioranza, come ad esempio in Inghilterra o Germania.
In nazioni come l’Italia, dove sono in minoranza si
comportano come cristiani di elite, nei quali conta più la qualità della fede che
la quantità dei fedeli. Lo stesso accade ai cattolici che si trovano in
minoranza nelle nazioni protestanti. Un pastore qualsiasi, di qualsiasi gruppo
religioso, segue facilmente trecento fedeli, quando questo numero diventa dieci
volte superiore, la cura e le attenzioni per ogni singolo fedele non possono
essere più gli stessi. E allora “mal
comune mezzo gaudio”, non è affatto così, la fede in Gesù Cristo deve
essere di qualità, sempre!
Tuttavia non bisogna dimenticare che la vera e unica maestra
biblica è la Chiesa
cattolica romana, che lungo tutti i secoli, e nonostante i numerosi errori
umani, ha sempre insegnato la sana e vera dottrina, avendo ricevuto l’incarico
direttamente dagli apostoli, e quindi da Cristo. I protestanti e/o pentecostali
in questo e, non solo, mancano di obiettività e, spesso, peccano di
presunzione.
L’Abbè Pierre, ci dice che “per essere credibili, i credenti
non devono essere semplici credenti, ma credenti nonostante tutto. Le storie
bibliche, se lette con gli occhi bene aperti, ci coinvolgono in modo talmente
profondo, da tagliare in due il nostro cuore.”
Ecco perché preferisco tenermi la mia Chiesa, che pur con i
suoi difetti mi convince in pieno circa la sua discendenza apostolica, e mi è
quindi di garanzia dottrinale, essendo veramente identificabile come colonna e
sostegno della verità. Cristo ha istituito la Sua Chiesa, l’unica che
può provare di discendere direttamente da Lui, è quella di Roma, assieme alle
Chiese d’Oriente, anch’esse discendenti dagli apostoli. I battezzati nel nome
della SS. Trinità nascono di nuovo è vero, ma la storia non può nascere di
nuovo, non si può reinventare. Esistono dati e prove storiche inconfutabili,
che indicano la Chiesa
cattolica romana come la vera Chiesa terrena voluta da Cristo. Perciò, mentre
tutti godiamo di larghissima disponibilità di libri sacri, dobbiamo insistere
perché si passi dalla conoscenza dei testi, alla conversione ai testi.
La Scrittura non va intesa come Legge, precetto, ma
piuttosto come ritorno alle origini, per dare senso alla propria e altrui
storia. Sappiamo tutti che nella rete di Pietro c’erano pesci di tutte le
misure, e che assieme al buon grano è sempre cresciuta la zizzania, quindi i
difetti che alcuni papi, vescovi, presbiteri e discepoli vari, hanno
manifestato e manifestano, non precludono la genuinità della Chiesa di Roma,
che in molti altri suoi militanti, ha espresso ed esprime vette altissime di
santità.
Non dobbiamo nemmeno dimenticare che anche i protestanti
sbagliano, e in passato hanno commesso le loro atrocità, come le inquisizioni
nei Cantoni svizzeri ad opera di Calvino. Non è con gli elenchi degli errori
umani che si arriva a capire dove sta la verità! Non è l’uomo che salva l’altro
uomo, il mio redentore è Cristo, che mi guida tramite la Sua e la mia Chiesa! Bisogna osservare che è tipico di un protestante
dire di essere un buon protestante,
mentre è tipico di un cattolico affermare di essere un cattivo cattolico.
Tuttavia è bene chiarire che rispetto i pentecostali come
cristiani, zelanti e impegnati nel difficile compito dell’evangelizzazione, anche
se ignorano alcune verità bibliche. In pratica li considero cristiani che
credono in una verità incompleta. A differenza loro, che considerano tutti i cattolici
come i pagani, da evangelizzare completamente. Tutti coloro che dicono “Padre
nostro che sei nei cieli…” sono nostri fratelli. Ammiro i pentecostali per il
loro impegno, ma ciò non vuol dire condividerne le dottrine, che pur contengono
frammenti di verità.
Non è poi vero, che i protestanti non seguono nessuna
tradizione, perché tanto per cominciare hanno La Sola Scrittura e la Sola Fede,
di cui nella Bibbia non troviamo riscontri, ma a ben guardare non li troviamo
nemmeno in quello che fanno i protestanti.
E’ chiaro che la Sola Scrittura non è mai sola. Altrimenti
perché, tanto per cominciare con l’inventore di tale teoria, Il piccolo catechismo di Lutero? E i
tanti manuali si supporto? E i commentari biblici?
Un altro punto dove non trovavo
(e non trovo accordo) è che all’interno delle realtà protestanti, ogni comunità
è autonoma, il pastore è maestro, vescovo, papa, e non rende conto a nessuno
del suo magistero. I risultati di simili autonomie sono sotto gli occhi di
tutti, non esiste un organo supremo che regoli la dottrina e la disciplina per
tutti i protestanti, ma ognuno fa come vuole, e forma nuove comunità, talvolta
con dottrine differenti.
“Il presunto pastore autonomo, che non riconosce altra
autorità se non se stesso è miserabilmente prigioniero della razionalità
illuminista che alla fine sprofonda nell’incoerenza. Tutti i cristiani credono
che Dio si sia rivelato nella storia d’Israele e nel suo apogeo, Gesù Cristo,
che è il Verbo di Dio. Tutti credono, poi, che questa rivelazione sia stata
autorevolmente interpretata dalla testimonianza degli apostoli e che nei secoli
questa testimonianza è stata raccolta e <<canonizzata>>,
perpetuando l’autorità apostolica in quello che poi fu chiamato Nuovo
Testamento, parola scritta di Dio. Il punto non è il <<sentito bisogno di
autorità>>, ma dove si ritrova
questa autorità e come viene esercitata. Qui si va a toccare un terreno di
disputa familiare a protestanti e cattolici che si tramanda dal XVI secolo. Di
solito la disputa viene presentata come autorità della Bibbia contro autorità
della Chiesa, o della <<tradizione>>. Ma questo modo di presentare
la questione per me è profondamente incoerente. Le posizioni protestante e
cattolica sono due tradizioni rivali in conflitto. Quando Gesù promise che
avrebbe mandato lo Spirito Santo a guidare gli apostoli, lo promise alla
Chiesa. E questa promessa ha trovato compimento, in parte nel dono delle
Scritture ispirate dallo Spirito Santo che costituiscono il Nuovo Testamento.
Ma la guida dello Spirito Santo avrebbe guidato la Chiesa fino alla fine dei
tempi. Lo Spirito guidò la Chiesa nella stesura dei testi ispirati, nel capire
quali testi fra tutti quelli che all’epoca rivendicavano questo status erano
davvero quelli ispirati, nel determinare quale sarebbe stato il canone del
Nuovo Testamento, e nel dichiarare l’unica autorità dei testi canonici per
sempre. In definitiva, lo Spirito guida la Chiesa dall’inizio alla fine, e la
fine non è ancora giunta. In questa prospettiva sono cruciali il fondamento
apostolico e il carattere di continuità apostolica della Chiesa. Noi cristiani
proclamiamo nel Credo di Nicea che crediamo <<in una Chiesa, una, santa,
cattolica e apostolica>>, non una, santa, cattolica e biblica. ” (cfr, Lo Splendore della
verità ed. Lindau)
Nonostante mi accorga dei tanti cattolici che non conoscono la Bibbia, non sto per nulla
dicendo che non ne esistono di preparati in questo campo. Io da laico, non sono
certo una rarità in ambito cattolico, anzi, ci sono bravissimi teologi (io non
lo sono) e studiosi vari che sono ammirevoli ed eccellenti dottori biblici. Del
resto se io scrivo, è perché leggo libri di esegesi e/o apologetici scritti da
illustri dottori della Chiesa, che non sono certo protestanti. Per ben sedici
secoli (e non solo) la Chiesa
di Roma non ha avuto bisogno dei maestri e dottori protestanti, e non credo che
la conoscenza biblica, sia cominciata con Valdo o Lutero.
C’è poi da considerare la scarsa coerenza di alcuni studiosi
protestanti, che influenzano coloro che leggono i loro libri, compresi molti
pastori.
E’ fazioso citare alcuni brani, estrapolandoli dal contesto,
ve ne mostro (e vi invito a controllare di persona) alcuni tratti dal libro “La Chiesa cattolica romana
allo specchio, di Jacques Blocher, tradotto dall’originale Le Catholicisme à la
lumiere de l’Escriture Sainte”:
In questo libro pieno di accuse anticattoliche troviamo a
pag. 21 che “Ireneo dice: <<…Le Scritture tutte, i Profeti, gli Evangeli…
possono essere chiaramente comprese senza ambiguità e armoniosamente da tutti,
quantunque tutti non le credano>> (Adv Haereses, XXVII, 2).
Dimentica però di citare altri passi scritti da Ireneo nella
stessa opera, “Contro le Eresie, s. Ireneo di Lione, a cura di p. Vittorino
Dellagiacoma, terza edizione, ed. Cantagalli Siena. Si ricorda che Ireneo
scriveva proprio contro gli eretici dell’epoca (circa 170 d.C.), come Valentino
e Marcione ad esempio, entrambi di corrente ariana, ricordiamo pure che alcune
delle loro dottrine sono oggi riprese da Testimoni di Geova.
Dicevo, delle frasi “dimenticate…” dall’autore protestante,
ma questa abitudine la riscontro in quasi tutti gli autori protestanti.
Controlliamo quale è il vero pensiero di s.Ireneo, a pag.87
del secondo volume, di “Contro le eresie” Ireneo scrive: “Quelli che sono della
Chiesa devono obbedire ai presbiteri che
succedono agli apostoli, come abbiamo dimostrato; essi hanno ricevuto con
l’episcopato il carisma certo della verità per beneplacito del Padre; i fedeli devono, invece, avere in sospetto
gli altri, separati dalla successione
principale che in qualunque luogo si radunano, come eretici ed erranti e
come principio di divisione, superbi, orgogliosi, o ancora come ipocriti
che ciò fanno in ricerca di favore o di
vanagloria. Gli eretici che all’altare di Dio offrono fuoco estraneo, cioè
dottrine estreme, saranno bruciati dal fuoco celeste come Nadab e Abiud (Lv
10,1s)…quelli che spezzano l’unità della Chiesa avranno da Dio la pena di
Geroboamo (1 Re 14,10ss).”
A pag. 237 del primo libro di “Contro le eresie” leggiamo:
“E se sorgesse
qualche questione di dettaglio non si deve forse ricorrere alle chiese più antiche, fondate dagli
Apostoli, per sapere da loro quello
che è certo e quello che è da abbandonare? E se gli Apostoli non ci avessero
lasciato le Scritture, non si sarebbe forse dovuto seguire l’ordine della
tradizione da essi trasmessa a quelli ai quali affidavano le chiese?
A questi principi si attengono molte genti illetterate che
credono in Cristo: senza carta né inchiostro esse portano la salvezza scritta
nei loro cuori dallo Spirito e custodiscono diligentemente l’antica
tradizione.”
Vediamo come Ireneo vivendo in un epoca molto vicina a
quella degli apostoli, aveva molto
rispetto per la tradizione, quella vera.
E’ importante ricordare pure come fin dai primi anni del
cristianesimo sorsero molte correnti eretiche, a cominciare da Simon Mago,
menzionato nella stessa Bibbia.
Era facile per i dotti eretici confondere e far traviare il
popolo analfabeta, o poco colto e, spesso alcuni cristiani finivano per deviare
dalla sana dottrina, proprio in virtù delle forti doti di predicazione e
convincimento di cui disponevano alcuni eretici. Se non sarebbe stato così, né
Ireneo né nessun altro vescovo avrebbe scritto opere contro le dottrine
eretiche. Del resto appare logico che il popolo cristiano, spesso composto da
gente semplice, e con scarsa cultura, dovesse avere un punto di riferimento per
non cadere vittima dell’eresia.
Stupisce pure come sia sfuggito a James Blocher il consiglio
che Ireneo rivolge ai cristiani dubbiosi,
“E se sorgesse qualche questione di dettaglio non si deve forse
ricorrere alle chiese più antiche…?”
Il lettore a questo punto si chiederà quali siano le chiese
più antiche alle quali si riferisce Ireneo.
Ebbene leggiamo sempre da Adversus Haereses (nome originale
latino di Contro le eresie) a pag. 234 dell’edizione da me citata:
“Ma poiché sarebbe troppo lungo enumerare in un volume come
questo le successioni di tutte le chiese, ci limiteremo alla chiesa più grande e antica, a tutti nota,
fondata e costituita in Roma dai
gloriosissimi Apostoli Pietro e Paolo e, indicando la sua tradizione,
ricevuta dagli Apostoli e giunta fino a noi attraverso la successione dei suoi
vescovi…Con questa Chiesa infatti, in
ragione della sua autorità superiore, deve accordarsi ogni chiesa, cioè i
fedeli di tutto il mondo, poiché in essa è stata conservata la tradizione apostolica
attraverso i suoi capi.”
Fa riflettere dunque, il modo di citare i padri della
chiesa, che usa J. Blocher, definirlo fazioso è riduttivo. Purtroppo questo
modo di citare, astuto e fazioso, è in uso in quasi tutte le chiese
protestanti, esse tengono i fedeli nella
parziale ignoranza dei fatti e della verità.
Oltretutto nel libro di Blocher, oltre ai padri viene citato
il manuale di S.Pio X che non è il catechismo ufficiale della Chiesa cattolica,
ma una sorta di sintesi, fatta con domande e risposte.
A pag. 26 del “Chiesa cattolica romana allo specchio” viene
citato, tra gli altri, anche s.Agostino, in particolare uno stralcio della sua
opera “De doctrina cristiana” che così recita: “Io mi sottometto all’autorità
dei Libri Canonici e a nessun’altra.
Tutto ciò che è necessario alla fede e alla condotta della vita si trova nelle
dichiarazioni chiare della Scrittura”
Anche qui l’autore lascia intendere che anche s.Agostino non
si sottometteva all’autorità della Chiesa, ma a quella della Sola Scrittura.
Ma è davvero così? Chi conosce s.Agostino sa che egli
rispettava e seguiva il parere della Chiesa, in materia dottrinale, essendone
vescovo illustre.
Sant'Agostino di Ippona (†nel 430), nel suo Contra epistulam
fundamenti, 5, scrive:
«Non crederei al vangelo se non mi spingesse l'autorità della
Chiesa cattolica»
Dalla Società Biblica di Ginevra, protestante, che è un po’
più obiettiva di Blocher leggiamo:
http://www.sbgi.it/sito/articoli/canone_cnt4.htm (potete
cliccare qui a fianco, per verificare su Internet)
“Agostino (convertitosi nel 387, morto nel 430), che alcuni
definiscono "il più importante dottore della chiesa tra Paolo e
Lutero", diede queste risposte: "Perché quei libri attestano la loro ispirazione per il loro carattere
intrinseco; perché essi hanno riscosso
il consenso generale dei Cristiani; perché le chiese che li hanno sostenuti
erano quelle che avevano mantenuto integra la tradizione apostolica".
Leggendo s.Agostino, ci rendiamo conto di quanto attuali siano i suoi assunti,
egli scriveva contro le eresie della sua epoca, eppure le modalità e le
invettive usate dagli eretici per attaccare la sana dottrina cattolica erano e
sono sempre le stesse.
Essi dicevano e dicono di capire la Bibbia da soli, con l’aiuto
dello Spirito Santo, calpestando la ragione umana e la loro stessa coerenza, ho
fatto notare infatti che in un contesto simile i corsi e commentari biblici
sono fuori luogo, eppure tutti i protestanti ne usufruiscono. Dov’è la coerenza
tra quello che affermano e quello che fanno?
Leggiamo cosa scriveva s.Agostino agli eretici che
pretendevano di capire la
Bibbia da soli, tanto per delegittimare la Chiesa, sola colonna e
sostegno della verità:
(Dottrina cristiana -Prologo- s.Agostino)
“Qualcuno forse riterrà false tutte queste cose; né
io voglio accanirmi in senso contrario. In effetti la disputa è con dei cristiani che hanno la soddisfazione di
conoscere le Sacre Scritture senza
bisogno di uomini che li guidino, e pertanto, se così è, posseggono un bene
vero e di non poco valore. Tuttavia debbono ammettere che ciascuno di noi ha imparato la
propria lingua nella sua infanzia a
forza di ascoltarla e, quanto alle altre lingue, - supponiamo il greco,
l'ebraico o altra - l'hanno apprese o ascoltandole come sopra o mediante
l'insegnamento di qualche persona. Inoltre, se fosse davvero così, potremmo esortare i fratelli a non insegnare
queste cose ai loro piccoli, poiché in
un batter d'occhio, alla venuta dello Spirito Santo, gli Apostoli ripieni
del medesimo Spirito parlarono le lingue di tutte le genti , ovvero, se di tali
effetti non beneficiano, diciamo loro che non si ritengano cristiani o dubitino
d'aver ricevuto lo Spirito Santo. Viceversa, ciascuno apprenda con umiltà
quanto deve essere imparato dall'uomo, e colui, ad opera del quale viene
impartito l'insegnamento, senza insuperbirsi e senza provarne invidia,
comunichi all'altro ciò che egli stesso ha ricevuto. Né tentiamo colui nel
quale abbiamo creduto, come faremmo se, ingannati dalle astuzie e dalla
malvagità del nemico, non volessimo andare in chiesa ad ascoltare e apprendere
il Vangelo o non volessimo leggerne il testo o ascoltare chi ce lo legge e lo
espone predicando, attendendo d'essere rapiti al terzo cielo, sia col corpo
sia senza il corpo - come dice l'Apostolo - e lassù ascoltare parole
ineffabili, di cui all'uomo non è consentito parlare, o magari vedere,
sempre nel cielo, il Signore Gesù Cristo e ascoltare da lui stesso, piuttosto
che dall'uomo, l'annuncio evangelico.
Guardiamoci da tali tentazioni frutto di grande superbia e assai pericolose. Pensiamo piuttosto
all'apostolo Paolo. Sebbene abbattuto e istruito da una voce divina proveniente
dal cielo, egli fu mandato da un uomo
per ricevere i sacramenti ed essere inserito nella Chiesa. Così il centurione Cornelio. Un angelo gli annunziò che le
sue orazioni erano state esaudite e le sue elemosine gradite a Dio; tuttavia, per essere catechizzato fu mandato da
Pietro, dal quale non solo avrebbe ricevuto i sacramenti ma anche udito
cosa avesse dovuto credere, sperare e amare. E in realtà tutte queste cose avrebbe potuto farle l'angelo stesso, ma se Dio
avesse fatto capire di non voler dispensare la sua parola agli uomini per mezzo
di altri uomini, la dignità dell'uomo ne sarebbe risultata sminuita.
E qui, ovviamente, ricordiamo anche quell'eunuco che leggeva
il profeta Isaia ma non lo comprendeva. L'Apostolo non lo mandò da un angelo, e
ciò che non comprendeva né gli fu spiegato da un angelo né gli fu rivelato alla
mente da Dio stesso senza l'intervento dell'uomo. Al contrario, per ispirazione
divina, fu mandato a lui Filippo, che conosceva il profeta Isaia. Sedutosi con
lui, Filippo con parole e linguaggio umano gli rese manifesto quanto si celava
in quel passo scritturale. O che forse Dio non parlava con Mosè? Eppure costui,
uomo sommamente avveduto e per nulla superbo, accettò il consiglio di reggere e
governare il suo popolo, divenuto troppo numeroso, dal suocero che pur era uno
straniero. Quell'uomo esimio infatti sapeva che, da qualunque persona fosse
venuto un consiglio verace, lo si doveva attribuire non a quella persona ma a
colui che è la verità, cioè a Dio che non è soggetto a mutazioni. Un'ultima
parola a tutti coloro che si gloriano di comprendere tutte le parti oscure
della Bibbia per dono di Dio e senza essere istruiti con norme umane. È
certamente retta la loro opinione quando ritengono che tale facoltà non è
risorsa loro, quasi derivata da loro stessi, ma elargita da Dio. E pertanto
essi cercano la gloria di Dio e non la propria: leggono e capiscono senza che altri uomini vengano a spiegare. Ma
allora perché loro stessi si industriano di spiegare agli altri e non piuttosto
li lasciano all'azione di Dio, affinché anch'essi apprendano non tramite l'uomo
ma da Dio che li illumina interiormente? Senza dubbio temono di sentirsi dire
dal Signore: Servo cattivo, avresti dovuto dare il mio denaro ai banchieri.
Come dunque costoro, o scrivendo o parlando, comunicano agli altri le cose
comprese, così (la cosa è ovvia) neanche io debbo essere messo sotto processo
se paleserò non solo cose da comprendersi ma anche quelle che, una volta
comprese, debbono essere praticate.”
Leggendo queste righe di s.Agostino oltre a notare che non
dà affatto ragione al metodo protestante della Sola Scriptura, mi sembra di sentire l’eco delle frasi dei
pentecostali o protestanti in genere, che pretendono di capire la Bibbia da soli, nascondendo
inconsciamente la superbia. Purtroppo vengono abituati dai loro pastori a
pensare così.
Ma ancora una volta notiamo il modo fazioso di citare
addirittura i padri della Chiesa che di sicuro non vanno a favore delle tesi
protestanti, per “provare” come “l’ingannatrice” chiesa cattolica romana
“prenda in giro” i suoi fedeli. Come abbiamo visto Blocher a pag. 26 del suo
libro cita s.Agostino per avvalorare la sua tesi della Sola Scrittura, a
sfavore della Tradizione, peccato che come suo stile “dimentica” di citare il
paragrafo della stessa opera in cui Agostino dice:
“Quanto a noi, riportiamo la considerazione a quel terzo
gradino del quale avevamo stabilito di approfondire ed esporre ciò che il
Signore si fosse degnato di suggerirci. Pertanto sarà diligentissimo
investigatore delle divine Scritture colui che, prima di tutto, le legge per
intero e ne acquista la conoscenza e, sebbene non le sappia penetrare con
l'intelligenza, le conosce attraverso la lettura. Mi riferisco esclusivamente alle Scritture cosiddette canoniche,
poiché, riguardo alle altre le legge con tranquillità d'animo chi è ben radicato
nella fede cristiana, per cui non succede che gli disturbino l'animo debole e,
illudendolo con pericolose menzogne e fantasticherie, gli distorcano il
giudizio in senso contrario alla retta comprensione. Nelle Scritture canoniche segua l'autorità della maggior parte delle
Chiese cattoliche, tra le quali naturalmente sono comprese quelle che ebbero l'onore di essere sede di
un qualche apostolo o di ricevere qualche sua lettera.”
Quanti fra quelli che hanno letto il libro “La chiesa
cattolica romana allo specchio” sono andati a controllare gli scritti dei
padri, compreso quello appena visto di s.Agostino, citati dall’autore?
Notate come alcuni citano faziosamente gli scritti
patristici? Cosa producono nel fedele che legge in buona fede? Antipatia verso
la Chiesa cattolica “ingannatrice”, e la falsa illusione di trovarsi nella
verità cristiana.
La lunga tradizione esegetica, dottrinale, pastorale,
liturgica, ascetica, che possiede la
Chiesa cattolica non si riscontra in nessun’altra chiesa. Il
folto numero di studiosi cattolici, molto più bravi di me, mi è da stimolo per
migliorarmi, con l’indispensabile aiuto di Cristo Gesù. In me coesistono
diverse sfumature caratteriali, alcune delle quali spesso mi portano a peccare,
ad esempio criticando troppo il mio prossimo, innervosendomi eccessivamente
quando qualcosa non va per il verso giusto, a litigare con qualcuno che non la
pensa come me, o a giudicare il mio prossimo credendo senza nemmeno farci caso.
Altri miei lati caratteriali mi portano invece a rendermi conto dei miei
errori, e a chiedere perdono a Dio, impegnandomi a migliorarmi. E’ ovvio che
questo senso del peccato me lo suscita lo Spirito Santo, in ogni uomo esistono
pregi e difetti. “Tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio” (Rm
8,28). L’autore Randy Alcorn offre uno spunto su questo famoso verso. Egli
sottolinea che la Bibbia non dice che ogni singola cosa sia buona, ma che Dio
le fa cooperare insieme per il nostro bene.
Ricordando i giorni della
sua infanzia, Randy racconta di come spesso osservasse la mamma
preparare la torta. Un giorno, quando tutti gli ingredienti erano sulla tavola:
farina, zucchero, lievito, uova, vaniglia, li assaggiò di nascosto. Zucchero a
parte, gli altri avevano un sapore cattivo. Poi la mamma li mescolò insieme e
mise l’impasto nel forno. “Non riuscivo a capire” ricorda “come la combinazione
di ingredienti sgradevoli potesse risultare in un prodotto tanto saporito”.
Randy conclude che allo stesso modo: “Dio prende tutte le
pressioni indesiderabili della nostra vita, le mescola insieme, le mette sul
fuoco della crisi e ottiene un risultato perfetto”.
Guardiamo oltre le circostanze immediate e ricordiamoci che
Dio ha uno scopo finale buono.
Io Incardona Salvatore, non scrivo perché mi sento un
maestro, ma semplicemente per fare il mio dovere di cristiano, ben conscio dei
miei limiti e dei miei difetti.
Io conosco la
Bibbia a livello medio, non oso paragonarmi agli studiosi di
mestiere, non m’illudo di essere “arrivato”, e non aver più nulla da imparare.
In campo biblico, e non solo, c’è sempre da imparare, ma le verità dogmatiche
le ho ben chiare in mente. La mia media preparazione biblica, la riscontro
rispetto ai laici credenti e, non rispetto agli studiosi di mestiere. Studio la Bibbia e mi avvalgo di tanti
libri e commentari per cogliere meglio il significato profondo della Parola di
Dio. Il problema però esiste per il grande pubblico, che spesso non ha né il
tempo né la voglia di andare a cercare testi difficili da trovare e, molto
impegnativi da leggere. Su Internet diventa tutto più facile, più immediato,
basta un motore di ricerca per trovare quello che si cerca. Anch’io nel 1999 mi
trovai a cercare su Internet, non trovando però testi adeguatamente
dettagliati, che mi potessero essere d’aiuto per meglio capire dove stava e,
qual era la Verità. Ecco
perché rendo disponibili gratuitamente i miei studi, su Internet. Il valore
dell’uomo sta nelle poche cose che crea, non nelle molte cose che accumula. Il
mio Signore Gesù Cristo, mi dà la voglia e la forza di sopportare anche le
critiche che mi arrivano via e-mail dai tanti fratelli pentecostali che mi
scrivono, criticando spesso pesantemente quello che scrivo circa le dottrine
pentecostali, e i frutti che ne scaturiscono. C’è a chi viene da vomitare
leggendomi, ad alcuni si drizzano i capelli, ad altri gli cadono le braccia,
altri ancora mi ingiuriano accusandomi di dire bugie sui pentecostali, e via di
questo passo. Spesso noto con dispiacere in coloro che mi scrivono una sorta di
licenza per condannarmi, o meglio, per condannare la Chiesa cattolica,
accusandola d’idolatria, e in ultima analisi additandola come madre di
perdizione per tutti coloro che seguono la sua dottrina. Non vi è cosa più
desolante di chi prova a mascherare l’odio degli occhi con il sorriso delle
labbra.
“Pensare la con la Chiesa inizia dal pensare. Il consenso
della fede non significa scattare sull’attenti, battere i tacchi e fare il
saluto davanti a ogni documento che giunga da Roma. E’ piuttosto questione di
pensare da sé così da poter pensare con la Chiesa, un ragionamento in cui il
presupposto di base è che la Chiesa possieda il carisma e l’autorità
dell’insegnamento a garanzia del consenso. Io penso con la mia testa non per
uscirmene con un mio insegnamento, ma per far mio l’insegnamento della Chiesa.
E non è una cosa sempre semplice da fare. La gente dice di avere difficoltà con
un insegnamento e con un altro, ma questo non è necessariamente in problema. Il
problema sorge quando si ritiene che l’errore stia nell’insegnamento e non in
noi stessi.” (cfr, Lo Splendore della verità, ed. Lindau)
E’ interessante notare l’importanza dell’imitazione nella
formazione del carattere e del pensiero umano dal punto di vista
dell’antropologia contemporanea. Come segnala Renè Girard, gli esseri umani non
nascono con desideri determinati a priori, come succede per gli animali con
l’istinto. Se così fosse, <<gli uomini non sarebbero in grado di
scegliere il loro desiderio più di quanto possano fare le mucche che pascolano
in un prato>>. L’uomo ha anche aspirazioni innate, ma nella maggior parte
dei casi impara a desiderare imitando gli altri. Il fatto che qualcosa sia
approvato dal prossimo scatena un meccanismo imitativo naturale, che può, anche
non essere assecondato, ma che in taluni casi è così forte a livello inconscio
da rivelarsi efficace. L’essere umano può decidere chi imitare, ma non può
evitare di essere influenzato dalle scelte degli altri. Non siamo indifferenti
alle azioni di coloro che ci circondano. Questo meccanismo facilita moltissimo la
sopravvivenza; non è un male ma comporta una serie di pericoli, come
sottolineato dal proverbio <<Chi va con lo zoppo impara a
zoppicare>>. E’ importante scegliere i modelli da imitare, altrimenti si
finisce per seguire quelli del momento, visto che l’attrazione per un modello
dipende dalla rilevanza sociale di chi lo incarna. Il modo peggiore per
lasciarsi guidare da modelli di pensiero o di azione è pensare che possediamo
spontaneamente i tratti che li caratterizzano, che siamo estranei a ogni condizionamento
e ci avviciniamo agli altri solo per autodeterminazione. <<L’uomo è la
creatura che ha perduto parte del suo istinto animale per accedere a quello che
si chiama desiderio. Saziate le proprie necessità naturali, gli uomini
desiderano intensamente, ma senza sapere con esattezza che cosa, dato che
nessun istinto li guida. Essi non hanno desideri propri. Ciò che è proprio del
desiderio è di non avere nulla di proprio. Per desiderare veramente, noi
dobbiamo ricorrere agli esseri umani che ci circondano, dobbiamo prendere in
prestito i loro desideri. Tale prestito viene spesso fatto senza che né il
prestatore né il ricevente se ne rendano conto. Non è solamente il desiderio
che prendiamo in prestito da coloro che abbiamo scelto come modelli, ma
un’intera serie di comportamenti, atteggiamenti, conoscenze, pregiudizi,
preferenze e cosi via>> commenta Girard. Se non stiamo attenti, il
meccanismo dell’imitazione ci fa assumere inconsciamente comportamenti e
pensieri. E’ il modo in cui si diffonde una moda.” (cfr, Giosè Antonio Ullate
Fabio, Contro il codice da Vinci, ed. Sperling & Kupfer).
In campo cristiano molti fedeli scelgono i loro modelli da
imitare nella cerchia delle loro conoscenze consolidate ma anche da quelle
occasionali. E’ il caso dei diversi “cattolici” che abbandonano la loro Chiesa
per abbracciare le ideologie pentecostali, lasciandosi affascinare dal
messaggio “Noi non seguiamo nessuna religione, seguiamo solo Cristo, per noi
l’unica autorità è la Bibbia”
finendo coll’identificare il pastore di turno come loro personale modello da
imitare. Ogni comunità protestante ha il proprio modello da imitare, auto-convincendosi
che sia riconducibile a Cristo, ma nella realtà vediamo come esistano tante
dottrine diverse. Chi ripete cose che non capisce, è come un asino carico di
libri.
Nella stragrande maggioranza dei protestanti si forma una
nuova mentalità in perfetta sintonia con quella del pastore, che li porta a
rigettare a priori qualsiasi tesi contraria alla loro, rispondendo con un
atteggiamento di sufficienza, a chiunque osi fargli notare che sbagliano in
diversi punti dottrinali. Per i ferventi cattolici romani, il modello da
imitare oltre a Cristo è la
Chiesa cattolica, colonna e sostegno della verità, incarnata
nei presbiteri che ci guidano, con i loro pregi e difetti.
La Bibbia
inoltre è l’unico libro che porta alla salvezza, le Scritture non sono
inferiori o assoggettate alla Chiesa, ma vengono servite e tutelate da Essa.
Puoi scoprire il segreto del mare meditando su una goccia di rugiada.
E’ corretto che io parli in terza persona riguardo ai
meccanismi imitativi che l’uomo subisce?
Gli altri imitano, in particolare i pentecostali imitano e
seguono i modelli comportamentali proposti dal loro pastore e, io, chi imito?
Da chi vengo condizionato?
Ovviamente anch’io non sono esente da modelli
comportamentali proposti dalla mia cerchia di conoscenze, che direttamente o
indirettamente mi condizionano. Ad esempio sono stato condizionato dai miei
genitori che mi hanno fatto nascere in Italia, e nella fattispecie in Sicilia.
Mi sono visto imporre la lingua italiana come prima lingua,
il mio nome non l’ho scelto io, l’asilo, e le prime scuole non le ho scelte io,
neppure il mio battesimo ho scelto, come nemmeno la Chiesa dove i miei genitori
mi mandavano al catechismo.
Eppure tutte queste cose non scelte da me hanno formato la
prima parte della mia esistenza. C’è una serie impressionante di fatti che
condizionano la nostra esistenza, anche in età adulta.
Incontri, eventi e mutamenti fanno parte della nostra vita,
portandoci in età matura a fare delle scelte apparentemente libere. La nostra
libertà è assoluta o condizionata?
Continua.........
abbiamo preferito interrompere qui il testo per non
appesantire ulteriormente il caricamento, potete scaricarlo
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Incardona
Salvatore
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