Come ape di fiore in fiore - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

Vai ai contenuti

Menu principale:

Clicca qui per scaricare il testo completo


COME APE DI FIORE IN FIORE

«Tu parti per il Cielo, ma la tua grazia, le tue virtù restano sulla terra: è profumo che si estende su tutta l'umanità.
Tu parti per la Patria e resti con Me nell'Eucaristia:
sarai la colombina eucaristica che non abbandona il suo nido.
È come colombina e pastorella delle anime che ti voglio dipingere sulle porticine e sulle cortine dei Miei Tabernacoli. Così io voglio, figlia Mia, regina del mondo, regina dei cuori.
Voglio, figlia Mia, ho fretta, molta fretta che la tua vita sia conosciuta: il mondo necessita di questo. È grazie a te, è attraverso te che lo mostro il Mio Amore, la Mia Misericordia, le ansie che ho di vesalve le anime». (S p. 185)
Gesù ad Alexandrina il 2 marzo 1945



PRESENTAZIONE


Il 12 gennaio 1996, la Chiesa ha proclamato venerabile AlexandriMaria da Costa, membro dell'Associazione dei Cooperatori di S. Giovanni Bosco. Nata a Balasar (Portogallo) il 30 marzo 1904, morì il 13 ottobre 1955.
Ad un anno di distanza, per ricordare questo, felice giorno nella stodella Chiesa e della Famiglia Salesiana, abbiamo pensato di pubblicare una parte degli scritti relativi alla Missione dei Tabernache Gesù aveva affidato ad Alexandrina con queste parole:

«La Missione che ti ho affidata sono i Miei Tabernacoli ed i peccatori. Sono stato lo ad elevarti a così alto grado. E’ stato il Mio amore!». (20 dicembre 1934) (L p. 51)

Questa iniziativa vuole essere anche il nostro «grazie» alla SantisTrinità che ci ha donato Alexandrina per la felicità delle nostre anime.
Figlia povera di una terra povera, ma ricca di fede, Alexandrina sotl'influsso della Grazia e delle lezioni del Divino Maestro, divenà un' anima altamente eucaristica, vittima di espiazione in ripasia delle profanazioni e degli oltraggi contro l'Eucaristia, sia in riparazione di tutti i peccati, per la salvezza delle anime.
La risposta generosa e senza riserve di Alexandrina alle richieste del Salvatore di essere «amato, consolato e riparato nel Santissimo Sacramento dell'Amore», non può che aiutarci ad abbandonare le nostre freddezze, le nostre indifferenze e negligenze verso questo dono immenso della Santissima Trinità. Quanto Ges\'f9va richiedenad Alexandrina e via via manifestando nella Missione dei Tasi rivela drammaticamente attuale ancora ai nostri giorni. Basti qui ricordare le Chiese vuote se non addirittura chiuse, con l'abbandono e la solitudine che ne conseguono per Gesù continuamente presente ed orante per noi in tutti i Tabernacoli del mondo, l'indifferenza e l'irriverenza diffusa per la Presenza reale del CorSangue, Anima e Divinità di Gesù nell'Ostia consacrata, gli oled i sacrilegi che ancora vengono commessi contro di Essa.
Nell'indifferenza per il Tabernacolo e nell'indifferenza per il Crocefisso Gesù, possiamo oggi ravvedere l'offesa più diffusa vernostro Signore, ovvero la mancanza d'amore che maggiormente colpisce sia i cristiani che tali si professano, sia i cristiani che lo sono in virtù del Battesimo ricevuto, ma che non si riconoscono taper una scelta personale di allontanamento dalla Chiesa. Le conche ne derivano riguardano l'indebolimento della fede stessa che si protende verso un Dio lontano nei Cieli e non vicino a noi, presente nel Tabernacolo della Chiesa accanto a casa nostra; viene resa così vana ed inutilizzata la Sua Presenza viva tra di noi. L'altra conseguenza si riflette sull'indebolimento della coscienza stessa del peccato ovvero delle offese arrecate a Dio e al prossimo, col rischio di rendere vana la morte di Cristo sulla Croce, ed il Suo perenne Sacrificio reso attuale nella Eucaristia; ne conseguono scelte di vita e di valori che non si radicano nell'Umanità di Cristo, ma che sono espressione dei valori predominanti del tempo.
L'invito di San Paolo nella lettera ai Romani, risuona ancora ai nogiorni, con tutta la forza della sua validità:

«Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter dila volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto».

Ma ancora una volta, Gesù risorto, ci viene incontro attraverso le animeche, come Alexandrina, Egli sceglie per Sue portavoce e che per noi associa alla Sua missione di Redenzione. L'amore per Gesù Eucaristia e per Alexandrina, ci spinge a non far cadere nel silenzio gli insegnamenti e gli inviti che ancora oggi Gesù rivolge a noi, atla Sua portavoce, Alexandrina da Costa.
La Missione dei Tabernacoli, l'opera d'amore e di riparazione a Gesù Sacramentato, continuerà attraverso quanti la accoglieranno e la faranno propria nel silenzio del proprio cuore. Anche noi, coAlexandrina, saremo così accompagnati da Gesù, alla scuola dei Tabernacoli e là introdotti nel Cuore sempre pulsante d'amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Dal Tabernacolo Gesù continua ad essere il Divino Maestro per la sua Chiesa e per quanti desiderano ed amano essere ancora suoi discepoli.
Ciò corrisponde anche al desiderio di Gesù espresso ad Alexandriil 24.3.1938:

«Di' che Mi trovino anime che Mi amino nel Mio Sacrad'Amore le quali ti suppliscano nella adorazione ai Miei Tabernacoli, alla tua partenza per il Cielo». (AIex. p. 89)

Ci aiuti Alexandrina e ci guidi Maria Santissima affinché la lettura e la diffusione di queste pagine, facciano fiorire intorno ai Taberdi tutto il mondo, tanti eucaristici fiori che consolino il Cuodi Gesù con il loro profumo di amore e di adorazione.

Milano, 12 gennaio 1997
COOPERATORI SALESIANI DI LOMBARDIA
Centro di Bonvesin de la Riva Milano


Il Tribunale ecclesiastico della diocesi di Braga iniziò il processo sulle virtù e fama di Santità della Serva di Dio Alexandrina Maria da Costa il 14 gennaio 1967.
Interrogati 48 testimoni ed approvati gli scritti, fu chiuso felicemente il 10 aprile 1973.
Nel maggio seguente tutta la documentazione passò alle Congregazioni romane.
Nel dicembre 1975 i teologi specializzati in dogma, morae mistica diedero il loro voto positivo sugli scritti della Serva di Dio.
Il 31 gennaio 1983 il Promotore generale della Fede, mons. A. Petti, firmò il Decreto di Introduzione della Causa.
Il 12 gennaio 1996 la Chiesa ha proclamato Alexandrina Maria da Costa Venerabile.


PREMESSA


Penso che per ciascuno di noi esista un mistico pozzo di Sicar, doGesù lo attende.
L'esperienza e la storia di questo incontro, è quanto di più personaed irripetibile possa accadere all'essere umano: personale ed unicome ciascuno di noi è per il Padre che, solo, conosce i segreti dei nostri cuori ed invia il Figlio Gesù ad attenderci là dove passead attingere l'acqua della vita quotidiana.
Egli attende nell'amore, e all'incontro, rivela la Sua sete, il desideintenso che ha di vivere con me, con te...

«Dammi da bere», ripete al nostro cuore.

E l'unica acqua che ora lo può dissetare è il nostro amore così come è, povero, fragile, infedele.
Sì, con nostra sorpresa, come lo fu per la Samaritana, Gesù vuole il nostro amore. Vuole il nostro cuore umano per potervi versare Lui l'acqua del Suo Amore, l'acqua del Perdono: la Grazia, unica sord'acqua viva che ci disseterà per sempre restituendoci la «gioia piena della Sua Presenza».
Sì, come davanti alla Samaritana, Gesù legge nei nostri cuori: sa che per amare come Lui e il Padre ci amano, non bastano i nostri cuori umani, ci vuole un cuore nuovo, il Suo Cuore: l'Eucaristia.
Ritorneremo così sulle strade della vita, ma ora le ripercorriamo con Lui, e nella nostra vita di comunione, nuovi percorsi e nuove finalità mai intraviste, si dischiudono ai nostri occhi.
Alexandrina da Costa è stata il mio mistico pozzo dove Gesù mi ha attesa e dove è avvenuto e si è sviluppato il mio cammino di conLa Sua pazienza nell' attendermi è stata veramente infinie desidero per questo ringraziarLo, offrendogli, attraverso le Mani Sante di Maria, le pagine di questo lavoro scritte per la Sua gloria.
Aveva detto Gesù ad Alexandrina:

«Voglio che tu, Figlia Mia, appaia come una fontana d'acon uno stormo di colombine che bevono in essa:
significano le anime che tu infiammi nell'amore Divino e quelle che tu purifichi e salvi».(S p. 334)

Ad Alexandrina, fontana viva d'amore anche per me, tutto il mio grazie riconoscente.
Desidero inoltre ringraziare in modo particolare i coniugi Proff. Eugenia e Chiaffredo Signorile, che con il loro libro «Figlia del dolore, madre di amore», hanno contribuito a preparare il mio ined inoltre li ringrazio per aver messo a mia disposizione ulmateriale per la preparazione di questo lavoro.
Un grazie affettuoso a don Ettore Bonaldi, Salesiano del Centro di Bonvesin de la Riva, per aver letto queste pagine fornendomi presuggerimenti.
Ed infine, ma non ultimo per importanza ed affetto, un grazie a tuti fratelli che in Gesù Eucaristia hanno contribuito alla nascita di questa iniziativa, con la loro preghiera silenziosa e nascosta.

Milano, 24 maggio 1997 Festa di Maria Ausiliatrice
MARIA RITA SCRIMIERI PEDRIALI
Cooperatrice Salesiana



VITA DI ALEXANDRINA
«Ti ho scelta per la felicità di molte anime»
Gesù ad Alexandrina il 4 ottobre 1934


Alexandrina nacque a Balasar, un piccolo paese agricolo situato a Nord del Portogallo, il 30 marzo 1904, mercoledì della Settimana Santa.
Trascorse la sua infanzia a Balasar con la mamma Maria Anna e la sorella Deolinda, maggiore di lei di 3 anni, nella frazione dal nome profetico Calvario. Il padre, emigrato in Brasile, alla ricerca di laal suo ritorno abbandonò la famiglia per sposare un'altra donna, venendo così meno alle promesse di matrimonio fatte in precedenza alla madre di Alexandrina. Da quel momento Maria Anna si occupò da sola della famiglia, continuando a lavorare in campagna; durante tutta la sua vita si prodigò per le persone ame povere del paese e benché vivesse in condizioni econoristrette, aiutò generosamente chiunque avesse bisogno.
Fin da bambina, Alexandrina amava aiutare la mamma nei campi, perché questo lavoro le permetteva di restare per ore ed ore a concon la natura: si alzava all'aurora ed il sorgere del sole, il cinìo degli uccelli ed il mormorìo del fiume, la lasciavano con il fiato sospeso nella contemplazione della potenza di Dio.

«Quanto più crescevo, scrive nella sua autobiografia, tanpiù aumentava in me, il desiderio della preghiera». (A p.4)

Il raccoglimento nelle profondità del cuore, non tolsero ad Alexanla vivacità e la spensieratezza giocosa che la contraddistinanche tra le sue compagne. Le piaceva giocare, inventare scherzi come quello di annodare tra di loro le frange degli scialli delle donne durante la funzione in Chiesa, le piaceva farsi trainare dai carretti ed arrampicarsi sugli alberi, dai quali più di una volta cadde. Frequentò la scuola fino alla seconda elementare, a Povoa do Varzim, paese distante 7 Km da Balasar, ospite con la sorella presso una famiglia. Quando Deolinda tornò a casa, a conclusione del ciclo delle elementari, anche Alexandrina volle seguirla perché la lontananza da casa le procurava una grande sofferenza emotiva. Continuò a lavorare nei campi fino all'età di 14 anni, quando iniziò ad accusare dolori alla schiena e all'addome. Nello stesso periodo, si verificò un fatto traumatico: Alexandrina si gettò dalla finestra di casa, da un'altezza di 4 metri circa, per sfuggire a tre uomini male intenzionati che si erano introdotti in casa con forza. Da allora la sua salute andò peggiorando: fece sempre più fatica a camminare ed i dolori nel corpo divennero molto forti.
A 18 anni, il dottor Giovanni de Almeida di Oporto, formulò l'ipoche si trattasse di una mielite alla spina dorsale, e per la prima volta Alexandrina fu messa al corrente del rischio che questa malatcomportava, quello cioè di non poter più camminare. La previdel medico non fu azzardata, ed infatti tre anni dopo, nell'adel 1925, Alexandrina non si alzò più dal letto, rimanendo per sempre paralizzata: aveva 21 anni. Ma non si arrese.
Aveva voglia di vivere, di ritornare nei campi per poter sentire nelbellezze della natura, il Cuore pulsante del Dio CreaAveva voglia di perdersi ancora con lo sguardo nell'immensità del cielo stellato, aveva sognato di sposarsi per poter allevare tanti bambini nell'amore di Dio, voleva continuare a cantare con le amie la sorella, nel coro parrocchiale. Non si arrese e sperando nel miracolo, pregò intensamente e fece diversi voti a Dio.

«Se un giorno mi sentirete cantare per le strade - diceva alle amiche - sappiate che sono io a ringraziare il Signore per il dono della salute». (A p. 14)

Per il dono della salute, rinunciò a tutti i suoi sogni, promettendo che sarebbe andata missionaria in terre lontane. Trascorsero alcuanni senza che la guarigione avvenisse; Alexandrina comprese, allora, che la volontà del Signore era un'altra, ed in questa consaincominciò per lei la trasformazione del cuore: accettò la sua malattia rinunciando al desiderio di guarigione, desiderò sempre più immergersi nella preghiera, e nella preghiera intuì l'inlegame che la univa a Gesù nel Tabernacolo: entrambi erano prigionieri, lei nel suo letto di dolore e Gesù nelle sue Prigioni d'a
Si consacrò ai Tabernacoli Eucaristici per riparare l'abbandono in cui è lasciato nostro Signore. Al mattino iniziava la sua giornata unendosi a Gesù Eucaristia con questa preghiera:

«Mi unisco spiritualmente ora e per sempre a tutte le Messe che, giorno e notte, si celebrano sulla terra. O Geù, immolami ogni momento con Te sull'altare del Sacrifioffrimi all'Eterno Padre secondo le Tue intenzioni». (A p. 16)ò tutta se stessa alla Madonna, facendo della consacrazionon soltanto la recita di una preghiera, ma un quotidiano vivere con la Mamma del Cielo, dalla quale dipendeva totalmente per compiere la volontà del Signore.

«Madre di Gesù e Madre mia. Ascoltate la mia preghiera. lo consacro il mio corpo e tutto il mio cuore a Voi. PurifiMadre Santissima, riempitemi del Vostro Santo amore. Collocatemi proprio Voi presso i Tabernacoli di Gesù, affinché serva da lampada finché durerà il mondo. Beneditemi, santificatemi, o mia cara Mamma del Cielo». (AIex. pp. 53-54)

In questo periodo, 1930/31, ogni volta che chiedeva al Signore che cosa desiderava che lei facesse, si sentiva sempre ripetere «soffrire, amare, riparare». È l'intimo invito di Gesù all'immolaal quale seguirà nel 1934 quello di essere crocifissa a Sua somiglianza, per la salvezza dei peccatori e per ricordare al monla Sua Passione. In questo stesso anno Gesù le affidò i suoi Tarendendole così esplicita la missione per la quale era stata creata e scelta. Il 3 ottobre 1938, venerdì, per la prima volta dalle 12 alle 15, Alexandrina visse la Passione di nostro Signore.
Da allora questa esperienza mistica si ripeterà ogni venerdì fino alSettimana Santa del 1942. Durante la Passione, Alexandrina riacquista i movimenti del corpo e attraverso lei diventano visibili le sofferenze vissute da nostro Signore dal Getsemani al Calvario fino alla Crocifissione.Oltre a voler essere un richiamo alla conper tutti gli uomini, la Passione di Alexandrina, fu anche

Nota:  Da tredici anni Alexandrina viveva paralizzata a letto, senza poter compiere alcun movimenNessuno mise in dubbio la sua malattia fino al 3 ottobre 1938, quando per la prima volta, si alzò dal letto vivendo la Passione di nostro Signore, dalle 12 alle 15. Ritornava poi completaparalizzata. Nuove sofferenze morali iniziarono per Alexandrina che, per questo fatto straordinario, da alcuni venne sospettata di essere una isterica grave. vi furono diversi consulmedici, esami radiografici, fino a che, il 15 luglio 1941, il referto del dottor Gomes de Araùjo, il più illustre neurologo del Portogallo, confermò la diagnosi di «paraplegia spastica per compressione midollare alta, sola o complicata da altri focolai compressivi più bassi». Da questo momento, 1941, sarà sempre accanto ad Alexandrina, il medico dott. Emanuele Dias de Azevedo che la seguirà fino alla sua morte. Uomo di scienza e di fede, sollecitò a più riprese sia le Autorità Diocesane che le autorità mediche, affinché il caso di Alexandrina venisse studiato con tutta l'attenzione che meritava, sia dal punto di vista della teologia mistica, che da quello medico. La documentazione relativa alle commissioni ecclesiastiche, ed i referti medici, vensuccessivamente acclusi nella causa di beatificazione di Alexandrina.
Il segno dato da Gesù per avvalorare la sua richiesta, fatta perveal Papa, circa la Consacrazione del mondo al Cuore Immacodi Maria, inoltrata dal direttore spirituale di Alexandrina, paMariano Pinho, gesuita. La Passione del venerdì terminò innel 1942 quando il Papa Pio XII, nell'ottobre di quell'anno, consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria, Regina di tutte le vittorie.

Da allora in poi, Alexandrina, nelle estasi del venerdì visse la Pasintima di Gesù, l'agonia dell'anima, senza i movimenti del corpo e contemporaneamente cessò di nutrirsi e di bere, fino al giorno del suo passaggio in Cielo avvenuto il 13 ottobre 1955. Geù la fece vivere di sola Eucaristia per 13 anni, per dimostrare al mondo il valore dell'Ostia consacrata che è Vita e Salvezza per l'umanità.
Privata del primo direttore spirituale nel '42 venne successivamenseguita dal 1944 al 1948 da don Umberto Pasquale, sacerdote salesiano che la iscrisse tra le Cooperatrici Salesiane e tra le LamViventi di Milano. Negli ultimi anni visse la vita pubblica di Gesù, ricevendo migliaia di persone che uscivano da quella cametoccate nel cuore dal sorriso di Alexandrina e dalle parole che, nelle estasi, Gesù rivolgeva a tutti attraverso di lei. Il segreto di quel sorriso era racchiuso in due nomi: Maria Santissima e Gesù Eucaristia. La Madonna, che ogni primo sabato del mese non mandi apparirle visibilmente, le aveva donato il Suo sorriso: dalla bellezza e dalla dolcezza di quel sorriso, Alexandrina trasse la fornon solo per sostenere le sofferenze del corpo e dell'anima, ma ancor di più, per nasconderle, come era desiderio di Gesù.
Scriveva nel suo diario:

«La Madonna non mi lasciò tutta sola nel mio martirio:
mi soavizzò il dolore con la Sua Santissima presenza. Quanto era bella! Ebbe per me un tenero e dolce sorriso. Alcuni di questi momenti danno forza all'anima per sopmolto dolore». (Sp. 118)

E Gesù le aveva fatto comprendere quanto Lui desiderasse, e quanamasse il suo sorriso, trasfigurazione del suo dolore.
Le diceva:
«Voglio che il tuo sorriso abbia lo splendore del sole, i fadelle stelle. Io voglio, si lo voglio, che la Mia Vita trada te; lo voglio che il Mio amore, grazie a te, vada a penetrare nei cuori come i raggi del sole attraverso la ve
Offrimi il tuo dolore nascosto nel sorriso e nell'amore. Sorridi al dolore, perché io possa sorridere quando giudii peccatori.
Tutto quanto hai ricevuto dallo Spirito Santo, passerà alle anime attraverso i tuoi sguardi, attraverso i tuoi sorrisi, attraverso la tenerezza e la dolcezza del tuo cuore.
lo sto nel tuo cuore con il Padre e con lo Spirito Santo:
parlo con le tue labbra e sorrido sulle tue labbra».(S pp. 108, 150, 216, 10)

L'Eucaristia fu la fonte dalla quale Alexandrina ricevette la forza necessaria per sorridere al Redentore nella missione di vittima per la salvezza dei peccatori.
Fu solo la forza dell'amore di Dio Padre, riversato nel cuore della sua creatura, e l'amore della creatura che volle riamare con lo stesamore, che fece del Calvario di Balasar un nuovo Tabor e delle tenebre del Venerdì un'alba di Resurrezione. E il miracolo delche in Alexandrina si compì perfettamente, facendo del suo cuore un solo cuore con quello del Padre, del Figlio Gesù e dello Spirito Santo, diventando così Tabernacolo vivente, dove la Santissima Trinità aveva stabile dimora. Amava con il Cuore di Dio, l'amore e la vita divina si irradiavano da lei su quanti la avvi
Gesù volle sigillare questa profonda assimilazione a Sé nell'amocon il dono delle mistiche stigmate ai piedi, alle mani e al costa(1954): doveva infiammare il mondo con l'amore di Gesù e di Maria ora, nel tempo, e poi nell'eternità. Per desiderio di Alexanle stigmate rimasero occulte, non visibili all'occhio umano, ma sempre dolorose.
Il 6 maggio del 1955, la Madonna le preannunciò:
«Tra poco vengo a prenderti», ed il 13 ottobre dello stesso anno Alexandrina raggiunse il Cielo.

«Sono felice perché oggi vado in Cielo!»
andava ripetendo fin dal mattino ed alle 8 di sera baciò per l'ultima volta il suo Crocifisso.

«Desidero essere sepolta, se sarà possibile, con il viso riverso il Tabernacolo della nostra Chiesa. Come in videsiderai sempre unirmi a Gesù Sacramentato e guarquanto più spesso mi fosse possibile il mio Tabernavoglio, dopo la mia morte, continuare a vegliarlo mantenendomi rivolta verso di Esso. So che con gli occhi del mio corpo non vedrò più Gesù, ma voglio essere colloin quella posizione per dimostrargli l'amore che nuper la Divina Eucaristia». (A p. 49)

La compiacenza e l'amore del Signore verso questa umile e genefiglia del Portogallo, andarono ben oltre il suo semplice desidal 1978, infatti, il corpo di Alexandrina riposa nella Chiesa Parrocchiale di Balasar, accanto al Tabernacolo.
Il capolavoro della Grazia in quest'anima, ci è stato tramandato dalle migliaia di pagine che costituiscono il suo diario, scritto in obbedienza ai direttori spirituali: «Documenti di autentico valore letterario, ascetico e persino teologico di tale interiorità che non è facile eguagliare» scriverà il suo primo direttore spirituale P. MaPinho.




L'ESPERIENZA MISTICA IN ALEXANDRINA
COME VIENE DESCRITTA DA P. DE BERNARDI S.J.


La condizione mistica è un fenomeno noto nella Chiesa. Essa comuna dilatazione di percettività che, a differenza delle espeparapsichiche, sempre contenute nella sfera dell'umano, si immerge più o meno profondamente nel mondo soprannaturale, con manifestazioni esterne inconfondibili sempre improntate a sanà.
A differenza delle manifestazioni pseudo-mistiche provocate ad arcon varie tecniche di tipo orientale, e delle manifestazioni proda vari stati di psicosi, le esperienze mistiche autentiche non dipendono dall’iniziativadi chi ne è soggetto, il quale rimane purecettivo, passivo. Il panorama divino che si schiude al mistico, astraendolo spesso dal mondo sensibile, provoca in esso una dilatazione delle facoltà spirituali, cioè di personalità, e, di riun accrescimento sovrumano di gioia e di dolore.
La prima esperienza mistica di Alexandrina fu come l'immersione di un metallo nel fuoco: ne uscì rovente d'amore, con un senso di pesantezza per tutto ciò che è terreno.

«Quale confusione prova l'anima nel ritornare in sé stesscrive in quell'occasione. Quali ardenti desideri di imnel servizio di Dio in qualunque modo egli desiSi vorrebbe avere mille vite per impiegarle tutte per Dio, e si desidera che tutte le cose della terra siano altretlingue che lodino per noi. Vivissimi i desideri di pebenché non si soffra molto per la gran forza d'ache impedisce di sentire ciò che si fa» (8 settembre 1934).

Al dileguarsi di queste impressioni mistiche, tuttavia, la capacità di soffrire ritorna in tutta la sua ampiezza, e Alexandrina si inoltra in quell'incessante alternarsi di gioie indicibili e di dolori sovrumani che sono caratteristici di uno stato mistico prolungato: per lei sino al termine della vita, secondo una spirale sempre più avvolgente. Ora lo Sposo Divino l'avvolge con abbaglianti fiammate d'amore che la fanno gemere per lo spasimo d'essere tutta di Lui; ora la imnella desolazione e nell'oscurità, col dubbio che tutto sia un'illusione, un inganno satanico.

«Ho stabilito in te la mia dimora, le dice Gesù, colmandodi gioia. O figlia mia cara, lo voglio che tu sia tutta mia e che viva solo per Me, e ami solo Me e cerchi Me solo... lo sono il tuo Maestro: te felice se imparerai bene le mie lezioni e le metterai in pratica». (L p. 40)

Alexandrina rimane talmente presa da queste visite Divine, che quasi non riesce più a distrarsi da questa presenza. Poi Gesù l'aballa prova. Scrive al suo direttore spirituale:

«Da parecchio tempo sentivo agonie nella mia anima, e sovente ero sull'orlo di cadere in abissi spaventosi. Ma nei giorni di ritiro le mie sofferenze si raddoppiarono. Gli abissi erano minacciosi. La giustizia dell'Eterno Padre casu di me, aumentando i miei dolori dell'anima e del corpo». (A p. 39)

Continua...

Abbiamo preferito interrompere qui il testo per non appesantire ulteriormente il caricamento della pagina, potete scaricarlo per intero cliccando sopra l'apposito pulsante ad inizio pagina, o sulla scritta Continua.







Torna ai contenuti | Torna al menu