Vademecum sull'Islam - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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Vademecum sull'Islam

Sotto riporto solo una parte della traduzione in italiano di "Islam 101" che é una sintetica guida che si propone di aiutare il pubblico a conoscere le verità fondamentali dell'Islam e ad aiutare chi è già esperto, a trasmettere meglio agli altri i fatti.
http://homepage.mac.com/pvmantel/Mai...tm#Conclusioni

Domande Frequenti

Ci sono alcune domande che ricorrono sempre quando si conclude che l'Islam è violento. La maggior parte di queste domande sono fuorvianti o irrilevanti e non contraddicono l'evidenza o le argomentazioni che la violenza è insita nell'Islam. Ciò non ostante, si sono dimostrate efficaci nell'evitare artificiosamente una seria valutazione critica dell'Islam, e quindi è opportuno esaminarne alcune.
a. Che dire delle Crociate?
L'ovvia risposta è: "E allora, che dire?". La violenza commessa nel nome di altre religioni è logicamente indipendente dalla questione se l'Islam è violento. Ma, menzionando le Crociate, la speranza degli apologeti dell'Islam è quella di allontanare l'attenzione dalla violenza Islamica e dipingere le religioni in genere come moralmente equivalenti.

Sia nelle Università che nei media Occidentali come nel mondo Islamico, le Crociate sono considerate guerre di aggressione combattute da Cristiani assetati di sangue contro pacifici Musulmani.

Se le Crociate furono sicuramente sanguinose, sono più accuratamente definibili come una tardiva risposta Occidentale a secoli di jihad piuttosto che come un attacco unilaterale senza provocazione. La dominazione Musulmana cominciò in Terra Santa nella seconda metà del settimo secolo, durante l'ondata Araba della jihad, con la conquista di Damasco e Gerusalemme da parte del "secondo Califfo Ortodosso", Omar. Dopo l’iniziale sanguinosa jihad, la vita dei Cristiani e degli Ebrei era tollerata, entro le rigide regole della dhimma e i Musulmani Arabi, in genere permettevano ai Cristiani all'estero di continuare i pellegrinaggi ai loro luoghi sacri, una concessione che si dimostrò economicamente molto vantaggiosa per lo stato Musulmano. Nell'undicesimo secolo, l'Amministrazione Araba della Terra Santa, relativamente benigna, fu rimpiazzata da quella dei Turchi Selgiuchidi, a causa della guerra civile nell'Impero Islamico. Durante la seconda metà dell'undicesimo secolo, i Turchi mossero guerra all'Impero Cristiano Bizantino e lo spinsero via dalle sue fortezze di Antiochia e in Anatolia (oggi Turchia). Nel 1071 le forze Bizantine subirono una pesantissima sconfitta nella battaglia di Manzicerta, in quella che è oggi la Turchia orientale. I Turchi ricominciarono la jihad in Terra Santa, devastando, saccheggiando, riducendo in schiavitù e uccidendo i Cristiani di quella regione ed in tutta l'Asia Minore. Essi minacciarono di separare la Cristianità dal suo luogo più sacro, la Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, ricostruita sotto la sovrintendenza Bizantina dopo che fu distrutta nel 1009 dal Califfo Al-Hakim bi-Amr Allah.

Fu in questa circostanza di rinnovata jihad in Medio Oriente che il Pontefice Romano, Urbano II, proclamò nel 1095 un appello ai Cristiani Occidentali per correre in aiuto dei loro cugini Orientali (e sembra anche che avesse coltivato la speranza di reclamare Gerusalemme per il Papato, dopo il grande scisma con la Cristianità Orientale nel 1054). Questo "pellegrinaggio armato", cui parteciparono, oltre ai militari, anche molti civili, fu poi ricordato, anni dopo, come la prima Crociata. L'idea di una "Crociata", come noi oggi intendiamo questo termine, cioè, una "guerra santa" Cristiana, si sviluppò molti anni dopo, a seguito della nascita di organizzazioni cavalleresche, come i Templari, che fecero della "Crociata" un modo di vivere. E' utile ricordare che i più ardenti Crociati, i Franchi, erano proprio quelli che avevano dovuto affrontare per secoli la jihad e le razzie, lungo il confine Franco-Spagnolo, e conoscevano molto meglio degli altri gli orrori a cui i Musulmani sottoponevano i Cristiani. Al tempo della prima Crociata, le popolazioni dell'Asia Minore, Siria e Palestina, benché dominate dai Musulmani, erano ancora in stragrande maggioranza Cristiane. Le guerre "Crociate" degli eserciti Cristiano-Occidentali erano giustificate a quel tempo come guerre di liberazione dei Cristiani Orientali, le cui popolazioni, terre e cultura erano state devastate da secoli di jihad e dhimmitudine. Conquistare nuovi territori per Dio alla maniera della jihad era un concetto estraneo alla Cristianità e non deve sorprendere che alla fine si estinse in Occidente e non acquistò mai importanza in Oriente.

Dopo la cruenta conquista di Gerusalemme nel 1099 da parte degli eserciti latini e la creazione degli Stati Crociati a Edessa, Antiochia e Gerusalemme, le forze Cristiane e Musulmane combatterono una alternante serie di guerre in cui entrambe le parti si macchiarono della consueta serie di immoralità tipiche dei periodi bellici. Col tempo, nonostante il sostegno di nuove Crociate inviate dall'Europa, gli Stati Crociati, distribuiti lungo vie di comunicazione molto precarie, soccombettero lentamente alla superiore potenza Musulmana. Nel 1271, l'ultima roccaforte Cristiana, Antiochia, cadde in mano Musulmana. Non più obbligati a dividere le forze per sottomettere la testa di ponte Cristiana nel Mediterraneo Orientale, i Musulmani si riorganizzarono per una nuova jihad di 400 anni contro l'Europa Sud-Orientale, che arrivò per due volte fino a Vienna, prima di essere fermata. In termini geostrategici, le Crociate possono essere interpretate come un tentativo dell'Occidente di prevenire la sua distruzione a seguito della jihad Islamica, portando la lotta in casa del nemico. E per un pò ha funzionato.

E' significativo che, mentre l'Occidente ha considerato le Crociate come errori ormai da qualche tempo,
non c'è mai stata, da parte di una sola seria autorità Islamica, alcuna menzione di rammarico per i molti secoli di jihad e dhimmitudine perpetrata contro le altre società. Ma questo non ci deve sorprendere in quanto, mentre la violenza religiosa contraddice i principi fondamentali del Cristianesimo, la violenza religiosa è incisa nel DNA dell'Islam.

b. Se l'Islam è violento, perchè ci sono così tanti Musulmani moderati?

Questa domanda è come chiedere:"Se il Cristianesimo insegna l'umiltà, la tolleranza ed il perdono, perchè ci sono così tanti Cristiani arroganti, intolleranti e vendicativi?". La risposta in entrambi i casi è ovvia: in ogni religione od ideologia ci sono molti che credono ai principi, ma non li praticano. Proprio come è spesso più facile per un Cristiano restituire il colpo, essere presuntuoso o disprezzare il prossimo, così è spesso più facile per un Musulmano restarsene comodo a casa, piuttosto che imbarcarsi nella jihad. Gli ipocriti si trovano dappertutto.

Inoltre, ci sono anche persone che non comprendono a fondo la loro religione e così non agiscono entro i limiti da essa prescritti. Nell'Islam, ci sono probabilmente molti Musulmani che non conoscono la realtà della loro religione proprio per l'importanza di recitare il Corano in Arabo, senza avere l'obbligo di capirlo. Sono le parole e i suoni del Corano che attraggono l'attenzione misericordiosa di Allah più che la comprensione del Corano da parte del supplicante. Specialmente in Occidente, è più probabile che qui i Musulmani siano attratti dagli usi Occidentali (che spiega anche perchè sono venuti qui) e quindi meno inclini ad agire con violenza contro la società in cui si sono rifugiati, fuggendo da una tirannia Islamica all'estero.
Tuttavia, in ogni dato contesto sociale, più l'Islam prende piede -- con la crescita del numero di fedeli, la costruzione di sempre più moschee e "centri culturali", ecc. -- maggiore diventa la probabilità che un certo numero di seguaci prendano seriamente i suoi precetti violenti. Questo è il problema che oggi l'Occidente deve affrontare.
c. Che dire della violenza nella Bibbia?
Primo, i brani violenti della Bibbia sono irrilevanti rispetto alla questione se l'Islam è violento.
Secondo, i brani violenti della Bibbia certamente non significano un ordine permanente di usare violenza contro il resto del mondo. A differenza del Corano, la Bibbia è un’imponente raccolta di documenti scritti da persone diverse, in tempi diversi e in diversi contesti, che consente una grande libertà di interpretazione. Il Corano, invece, proviene da un'unica fonte: Maometto. E' attraverso la vita di Maometto che il Corano deve essere interpretato, come dice lo stesso Corano. Sia le sue guerre che i suoi omicidi riflettono il Corano, ed informano sul suo significato. Inoltre, la rigida interpretazione letterale del Corano significa che non c'è spazio per l'interpretazione quando si tratta delle sue ingiunzioni alla violenza. Così come attraverso l'esempio di Cristo, il "Principe della Pace", i Cristiani interpretano le loro scritture, così, è attraverso l'esempio del signore della guerra e despota, Maometto, che i Musulmani interpretano il Corano.
d. Una "Riforma" Islamica potrebbe rendere l'Islam pacifico?

Come dovrebbe essere chiaro a chiunque abbia esaminato le fonti Islamiche, per rimuovere la violenza dall'Islam, sarebbe necessario eliminare solo due cose: il Corano, come parola di Allah e Maometto, come Profeta di Allah. In altre parole, per rendere pacifico l'Islam sarebbe necessario trasformarlo in qualcosa che l'Islam non è. La Riforma Cristiana dell'Occidente, che è spesso usata come un esempio, fu un tentativo (riuscito o no) di recuperare l'essenza del Cristianesimo, e in particolare l'esempio e gli insegnamenti di Cristo e degli Apostoli. Cercare di tornare agli esempi di Maometto avrebbe conseguenze molto diverse. Difatti, si potrebbe dire che oggi l'Islam sta attraversando la sua "Riforma" con un aumento di attività "jihadiste" in tutto il mondo. Oggi i Musulmani della scuola Salafita ("le prime generazioni") stanno facendo proprio questo, concentrandosi sulla vita di Maometto e dei suoi primi successori. Questi riformatori sono definiti dai loro detrattori col termine spregiativo di Wahabiti. Traendo la loro ispirazione direttamente da Maometto e dal Corano, sono invariabilmente disposti alla violenza. La brutta notizia è che oggi l'Islam è quello che è stato per quattordici secoli: violento, intollerante ed espansionista. E' pura follia pensare che noi, nel corso di pochi anni, o di pochi decenni, saremo capaci di cambiare l'atteggiamento di fondo di una civiltà estranea. La natura violenta dell'Islam deve essere accettata come un dato di fatto; solo allora riusciremo a dotarci di politiche capaci di risposte appropriate ad aumentare le nostre probabilità di sopravvivenza.

e. Che dire del Colonialismo Occidentale nel mondo Islamico?

Dopo la sconfitta dell'esercito Ottomano alle porte di Vienna l'11 Settembre 1683 da parte dell'esercito Polacco, l'Islam entrò in un periodo di declino strategico durante il quale fu completamente in balia delle potenze Europee. Gran parte del dar al-Islam fu colonizzata dalle potenze Europee che utilizzarono la loro supremazia tecnologica e si avvalsero delle rivalità entro il mondo Musulmano, per imporre la dominazione coloniale.
Mentre molte delle attività delle potenze imperialiste Occidentali nel governare le loro colonie erano chiaramente ingiuste, è assolutamente ingiustificato considerare l'imperialismo Occidentale -- come viene fatto molto spesso -- come una intrinseca attività criminale che sta alla base del moderno risentimento contro l'Occidente. E' dovuto soltanto al positivo ruolo delle potenze Occidentali se nacquero, in primo luogo, i moderni stati-nazione, come India, Pakistan, Israele, Sud Africa, Zimbawe ecc. Senza l'organizzazione Occidentale, queste aree sarebbero rimaste caotiche e tribali come erano state per secoli.
Quando si considera il mondo post-coloniale, è evidente che le nazioni post-coloniali di maggior successo hanno un attributo comune: non sono Musulmane. Stati Uniti, Australia, Hong Kong, Israele, India e le nazioni Sud Americane chiaramente sopravanzano le loro controparti post-coloniali Musulmane -- Iraq, Algeria, Pakistan, Bangladesh, Indonesia ecc. -- da ogni punto di vista.

f. Come può, una ideologia politica così violenta, essere la seconda religione al mondo e tra quelle che crescono più rapidamente?

Non dovrebbe sorprendere che un’ideologia politica violenta si dimostri così attraente a gran parte del mondo. Il potere attrattivo delle idee fasciste è stato dimostrato dalla storia. L'Islam combina il conforto interiore garantito dalla fede religiosa con il potere esteriore di un’ideologia politica di trasformazione del mondo. Come la violenza rivoluzionaria del Comunismo, la jihad offre una giustificazione altruistica per causare morte e distruzione. Tale ideologia naturalmente attira a sè le persone inclini alla violenza mentre incoraggia i non violenti a partecipare od almeno a favorire indirettamente la violenza. Il fatto che qualche cosa sia popolare, difficilmente la rende anche giusta.
Inoltre, le zone in cui l'Islam cresce più rapidamente, come l'Europa Occidentale, sono state largamente spogliate delle loro radici religiose e culturali, il che lascia l'Islam come la sola vibrante ideologia disponibile a quelli in cerca di significati.

g. E' giusto definire "violente" tutte le scuole di pensiero Islamico?

Gli apologeti dell'Islam spesso sottolineano che l'Islam non è un monolito e che ci sono differenze di opinioni tra le varie scuole di pensiero Islamico. Questo è vero, ma, come esistono differenze, ci sono anche elementi comuni. Proprio come tra Cristiani Ortodossi, Cattolici e Protestanti esistono differenze su molti aspetti del Cristianesimo, tuttavia tutti accettano importanti elementi comuni. Lo stesso avviene nell'Islam. Uno degli elementi comuni a tutte le scuole di pensiero Islamico è la jihad, intesa come l'obbligo per la Umma di conquistare e sottomettere il mondo nel nome di Allah e di governarlo secondo la Sharia, la legge Islamica. Le quattro Madhhab (scuole di fiqh, o giurisprudenza religiosa Islamica) Sunnite -- Hanafi, Maliki, Shafi'ai e Hanbali -- tutte concordano che c'è un obbligo collettivo per i Musulmani di combattere col resto del mondo. Inoltre, anche le scuole di pensiero esterne all'ortodossia Sunnita, includendo il Sufismo e la scuola Jafari (Scita), concordano sulla necessità della jihad. Quando si tratta di jihad, le varie scuole divergono su questioni del tipo: se bisogna chiedere agli infedeli di convertirsi prima di iniziare le ostilità (Osama bin Laden chiese all'America di convertirsi prima degli attacchi di Al-Qaeda); come si debba distribuire il bottino tra i vincitori della jihad; se una strategia temporeggiatrice a lungo termine contro il dar al-harb sia preferibile a un attacco frontale totale; eccetera.

h. Che dire delle grandi conquiste della Civiltà Islamica?

I successi Islamici nei campi dell'arte, della letteratura, della scienza, della medicina ecc. non smentiscono in alcun modo il fatto che l'Islam è intrinsecamente violento. Anche le civiltà Greca e Romana ottennero grandissimi risultati in questi stessi campi, pur coltivando, allo stesso tempo, importanti tradizioni di violenza. Mentre regalava al mondo lo splendore di Virgilio e Orazio, Roma fu anche la culla dei combattimenti dei gladiatori, dei massacri dei Cristiani e, a volte, di un militarismo incontrollato.
Inoltre, le realizzazioni della civiltà Islamica sono piuttosto modeste, a fronte dei suoi 1300 anni di storia, in confronto con le civiltà Occidentale, Indiana e Confuciana. Molte conquiste Islamiche furono in realtà i risultati di non Musulmani che vivevano entro l'Impero Islamico o di neo convertiti all'Islam. Uno dei più grandi pensatori Islamici, Averroè, entrò in conflitto con l'ortodossia Islamica a seguito dei suoi studi sulla filosofia non Islamica (Greca) e della sua preferenza per il modello di pensiero Occidentale. Quando poi le popolazioni dhimmi diminuirono verso la metà del secondo millennio AD, l'Islam iniziò il suo "declino" sociale e culturale.

Marco Tosatti
Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Agostino Nobile qualche giorno fa ci ha mandato un articolo. Ed è straordinario notare, come dice l’autore stesso alla fine della sua riflessione, che era stato compilato prima che cominciassero a circolare le notizie dell’orrenda strage in odium fidei condotta da militanti islamici, sì quelli della religione che qualcuno ostinatamente continua a definire di “pace”. Quanto siano pacifiche le radici e i modelli di quella confessione ce lo spiega Agostino Nobile.
ν ν ν
          A proposito del Concilio Vaticano II e del terrorismo islamico
A chi non li avesse letti, consiglio “Concilio ecumenico Vaticano II – Il discorso mancato”  Ed.Lindau, del compianto Monsignor Brunero Gherardini e “Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta” dello storico prof. Roberto de Mattei, Ed. Lindau. Non sono un teologo (ce ne sono già troppi) e non ho nessuna intenzione, oltre a non averne i numeri, di discutere con autorevoli studiosi sul prima e dopo il CVII.   Ma voglio riportare alcuni passi che forse faranno riflette in maniera oggettiva su una particolare ambiguità che ha illuso milioni di cattolici. Papi inclusi.
Nostra Aetate – La religione musulmana
“La Chiesa guarda anche con stima i musulmani che adorano l’unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra […]  Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano tuttavia come profeta; onorano la sua madre vergine, Maria, e talvolta pure la invocano con devozione. […] Se, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani, il sacro Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà”. L’intenzione per creare la pace è buona ma, a mio modesto parere, non avrà nessuna possibilità di realizzarsi perché fondata sull’ambiguità.
I precetti di Allah contraddicono in maniera macroscopica quelli del Dio cristiano, dunque è inesatto scrivere “che adorano l’unico Dio”. Come vedremo, non si tratta di “dissensi e inimicizie” nati nella travagliata storia umana, ma di dottrina fondamentale dell’islam, espressa mirabilmente fin dal suo avvento. Vediamo alcuni passi dei testi sacri, tratti da alcuni appunti buttati giù negli anni ’90, durante la mia lunga permanenza nei paesi musulmani.
Corano – Sura 4:89: Vorrebbero fare di voi dei kafiruna (non musulmano) come loro, vorrebbero che voi vi abbassaste al loro livello. Fate attenzione a non crearvi tra loro degli amici, se prima non emigrano nel sentiero di Dio. Se si girano, prendeteli, fateli morire ammazzati ovunque essi si trovano.
Sura 5:33:”Quella sarà la ricompensa dovuta a coloro che fanno guerra al Dio e al suo Profeta (Maometto): Moriranno di morte violenta. Saranno crocefissi: Gli sarà tagliata una mano e amputata la gamba della parte opposta alla mano. (…) Vergogna qui in terra, tremendo castigo nell’aldilà”
Sura 8:65: “Esorta i musulmani a combattere nella via di Allah. Sappi che venti di noi saldi nella fede, saranno in grado di sconfiggere duecento miscredenti e cento musulmani sconfiggeranno mille di quelli che non capiscono i nostri segni”.
Sura 9:29: (…) Combattete tra le genti della scrittura [Antico e Nuovo Testamento] quelli che non praticano la religione verace [islam]. Combatteteli pure fino a che non abbiano pagato, uno ad uno, il tributo e non siano umiliati”.
Sura 9:39: “Se non vi lanciate in campo di battaglia [Dio] vi castigherà con doloroso castigo (…) Dio può davvero tutto”.
Tra i massacri, le distruzioni e centinaia di migliaia di cristiani fatti schiavi durante XIV secoli, nell’agosto dell’846 i musulmani saccheggiano le basiliche di S. Paolo e S. Pietro. Tra l’848 e l’852 papa Leone IV fa erigere la cinta muraria a protezione del Colle Vaticano e della basilica di San Pietro. Per saperne di più sui “dissensi e inimicizie” tra musulmani e cristiani, rimando alla breve cronologia delle invasioni musulmane pubblicata in questo sito.

Maometto e società
Sura XVI: 71: Il Dio ha favorito con doni di fortuna alcuni rispetto agli altri. Coloro che sono stati preferiti non devono riversare ciò che è stato donato sui loro schiavi fino al punto di farli salire sulla scala sociale e renderli eguali. Negheranno i benefici di Dio?
Sura XVI: 75: Il Dio propone un esempio ed è questo: ci sono due uomini, uno è incapace di tutto, è schiavo di un padrone, un altro ha mille risorse che gli abbiamo provveduto, può fare elemosine segrete o anche pubbliche. Forse saranno uguali? No, no, lodato sia il Dio. Ma la maggior parte di essi non lo sa.
Sura XLIII:32: (…) Siamo noi che provvediamo al loro sostentamento, in questo basso mondo, siamo noi che eleviamo in dignità alcuni sopra gli altri, affinchè alcuni di essi rendano altri schiavi, obbligati al lavoro senza salario. E la misericordia del Signore è meglio assai di quello che accumulano!
Maometto e le donne
Oltre a una ventina di concubine, il Profeta sposò circa 15 donne.
Salhi Muslim, Libro 8. Numero 3310: “A’isha (che Allah sia compiaciuto di lei) ha riportato: l’Apostolo di Allah (che la pace sia su di lui) mi ha sposata quando avevo sei anni, e sono stata ammessa in casa sua quando ne avevo nove”. Sahid Bukhari, Volume 7, Libro 62, Numero 88: “Narrato da ‘Ursa: Il Profeta scrisse il contratto di matrimonio con Aisha quando lei aveva sei anni e consumò il suo matrimonio con lei quando ne aveva nove e lei rimase con lui per nove anni (fino alla morte del Profeta)”.
Sura IV:15: Se ci sono femmine vostre che si rendono colpevoli di scandalo, cercate fra voi quattro testimoni contro esse. Se in realtà la loro testimonianza è vera, tappatele in casa, nei recessi segreti, fino a che morte non sopravvenga, o che il Dio porga loro una via di uscita.
Sura IV:16: Se si tratta di due maschi, sotto con la tortura!
Sura LXVI: 5: S’egli vi darà il libello del ripudio, è molto probabile che il Signore lo faccia innamorare di altre donne, certamente migliori di voi. Saranno musulmane, piene di fede, devote, col cuore pentito (…).
Hadith – Pensieri e atti di Maometto di Al Tabari (testo sacro)
Se durante il namaz (preghiera) un cane o un asino, un maiale o una donna passa davanti a voi, il namaz viene interrotto.
(Buhari II Vol. / Muslim III vol. – 242)
Nella guerra di Banu Mustalik, dopo la vittoria, i fedeli chiesero al Profeta il permesso di poter violentare le donne dei soldati sconfitti. Maometto dette loro il consenso ma li ammonì di non ingravidarle altrimenti sarebbe stato difficile venderle come schiave.
(Buhari I vol., 13 / Muslim, hadith 1438)
E’ meglio avere in casa un tappeto di paglia che una donna sterile. E’ meglio avere una donna nera fertile che una donna bianca sterile.
(Gazali vol. 2 – hadith 61)
Abdullah ibn Abbas riferisce: L’Inviato di Dio (Maometto) ha detto “Ho veduto l’inferno e mai fino ad oggi avevo visto nulla di così orribile. Era popolato in gran parte da donne”.
(Buhari LXVII cap. 88, 1)
Paradiso musulmano
Sura LXXVIII: 31-34 Ma per gli osservanti ci sarà il successo! Parchi e vigne, vergini dal seno turgido, coetanee, e calici ricolmi.
Da “Maometto” di Francesco Gabrieli, ed. DeAgostini
Capitolo: Maometto lascia la Mecca
“Sei tu quel Maometto di cui parla l’Evangelo, dove si dice che Dio t’invierà agli abitanti della Mecca che ti cacceranno dalla loro città. Ma Dio ti ricondurrà per sottometterli con forza e la tua religione regnerà sul mondo?”. “Certamente!” disse il Profeta.
Capitolo: L’emigrazione del Profeta
Il Profeta fece loro ripetere lo stesso giuramento. L’impegno di combattere i suoi nemici, di proteggerlo come se stessi, di sacrificare la loro vita e i loro beni fino a che la loro religione non fosse diffusa dappertutto. Essi accetteranno la clausola del giuramento che è chiamato il “Giuramento della guerra”.

Sentenze e massime di Maometto
– Martire è colui che dà la propria vita per una causa che non sia quella delle proprie ricchezze.
– Gettate pietre al leone e alle adultere.
– Il paradiso è all’ombra delle spade.
– Onorare le donne che non si tolgono il velo.
– La menzogna è vicina alla fede.
Il Corano riprende la teoria di alcuni gruppi eretici preislamici, tra i quali la setta dei docetisti  fondata dallo gnostico Basilide, il quale afferma che sulla croce non c’era Gesù ma Simone di Cirene. I musulmani, avendo letto probabilmente solo i vangeli apocrifi, prendono in prestito le teorie dello gnostico vissuto nel II secolo d. C. per sostenerela non divinità di Gesù Cristo, negando la crocifissione e la redenzione. Non conoscendo il personaggio Simone di Cirene, il Corano si limita a definire sosia colui che ha preso il posto di Gesù sulla croce. Il testo islamico, come sottolinea la Nostra Aetate, non riconosce Gesù come vero Dio, ritenendolo un profeta.Ma per mettere in rilievo la vicinanza con “i nostri fratelli musulmani”, ricorda Maria Vergine onorata nel Corano. La verità, anche qui, contraddice questa tesi. Nella Sura ali-Imran, 3:42, leggiamo: “E quando gli angeli dissero: In verità, o Maryam, Allah ti ha eletta, ti ha purificata ed eletta tra tutte le donne del mondo”. Sura ali-Imran, 3:37 “Ogni volta che Zakariya entrava nel santuario trovava cibo presso di lei. Disse: O Maryam, da dove proviene questo? Disse: Da parte di Allah. In verità Allah dà a chi vuole senza contare”. Dunque, la Vergine Madre e Gesù erano musulmani. Infatti per l’islam i profeti, a partire da Abramo, erano tutti musulmani.  I relatori del CVII, menzionando l’islam, non dicono niente sulla Prima lettera di san Paolo ai Corinzi, 15:14, dove ammonisce: “Ma se Cristo non è resuscitato allora è vana la nostra predicazione ed è vana pure la nostra fede”. Che facciamo, tarallucci e vino con chi nega il fondamento della nostra fede solo per raggiungere un’illusoria pace terrena?

Appena terminato di scrivere questo articolo, aprendo le pagine dei quotidiani, leggo dell’attacco musulmano contro alcune chiese e hotel dello Sri Lanka. Un orrore diventato consuetudine che conferma quanto scritto sopra. Centinaia di donne, uomini e bambini massacrati mentre pregavano. Il quotidiano Avvenire riporta l’attentato senza menzionare una sola volta la matrice islamista. Al termine della benedizione Urbi et Orbi, Bergoglio ricorda le vittime cristiane ma, anche qui, non una parola sugli islamisti. In compenso quasi tutti i discorsi del papa, perfino durante la Via Crucis, sono centrati sull’accoglienza senza se e senza ma, ingiuriando spesso i cattolici che non condividono la sua politica suicida.
Dato che il 90% degli immigrati in Europa è costituito da musulmani, non è difficile intuire il profondo dolore che Bergoglio prova per i massacri operati quasi quotidianamente dagli islamisti contro i cristiani. È talmente dispiaciuto che il suo immigrazionismo è molto più determinato e, oserei dire, asfissiante, di quello dei partiti cosiddetti progressisti.
Agostino Nobile
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