Pentecostali - Apologetica Chiesa Cattolica | Studi biblici Catechesi

Cerca

Vai ai contenuti

Battesimo - Purgatorio - Limbo - Prove e studio biblico

Frà Tommaso - Apologetica

I testi che trovate nelle varie pagine, rappresentano solo una minima parte dell'intero e relativo studio, per leggerli tutti è consigliabile scaricarli gratuitamente sul proprio computer, cliccando sull'apposito pulsante. Vi ricordiamo di leggere il testo sul BATTESIMO molto più approfondito, che trovate nella sezione Confutazioni al protestantesimo.

Clicca qui per scaricare il testo completo

BIBBIA E CRISTIANI A CONFRONTO
Fascicoli dal n° 45 al n° 59

Sintenticamente il limbo non è un dogma di fede cristiana, è solo una ipotesi teologica, discussa, ma mai approvata dalla Chiesa. (vedi mappa sito)


INFERNO, LIMBO E PURGATORIO
A cura di frà Tommaso Maria di Gesù dei frati minori rinnovati
Via alla Falconara n° 83 - 90100 Palermo - Tel. 0916730658

A - Inferno - Limbo
Occorre premettere una distinzione. Il significato abituale della parola "inferno" corrisponde al luogo e allo stato di punizione di coloro che muoiono nei peccati personali.
Nel senso ebraico, inferno corrisponde, alla parola greca "ade", con cui i "Settanta" tradussero l'ebraico "sheol" che, genericamente e confusamente significa dimora dei morti.
Nell'inferno così inteso Gesù discese per partecipare, alle anime dei giusti dell'A. T. il frutto della redenzione, per introdurle così nella beatitudine celeste (vedi Credo o Simbolo Apostolico).
Poichè tra i morti prima della redenzione,vi erano giusti e peccatori, così nell'inferno (sheol) gli Ebrei solevano distinguere i peccatori dai giusti e per i peccatori solevano parlare di geenna, (cf Mt 18,9), per i giusti invece di "seno di Abramo". Infatti, in:
Lc 16,22-23 abbiamo: "un giorno il povero morì e fu portato dagli Angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell'inferno tra i tormentì, levò gli occhi e vide da lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui…"
1-Pt 3,19: "…E in spirito (Gesù) andó ad annunziare la salvezza anche agli spiriti che attendevano in prgione"
Pt 4,6:, “ ... Infatti, è stata annunziata la buona novella anche ai morti, perchè pur avendo subìto - perdendo la vita nel corpo - la condanna comune a tutti gli uomini, vivano secondo Dio nello spirito".
Il seno di Abramo si può immaginare come il margine, l'orlo, il lembo - il limbo appunto - dell'inferno.
Gesù dunque discese per liberare i giusti "nel seno di Abramo", cioè nel Limbo. Quale era la loro condizione? Non godevano la beatitudine celeste, perchè non avevano la visione dì Dio, ma non soffrivano punizione.

Analogamente molti teologi pensano il limbo dei
bambini morti senza battesimo. Sarebbe troppo lungo dissertare sulla teoria del Limbo e delle varie ipotesi, opinioni e speculazioni teologiche.
Spero che questi pochi accenni saranno. sufficienti a portare una "schiarita" sulla questione del Limbo. Essa è e rimane allo stato di teoria e non è completamente immaginaria, come qualcuno afferma, ma ha il suo fondamento su una tradizione e su dati scritturistici, come si è detto sopra.
B - " II-Purgatorio è il luogo dove le anime dei defunti sono accolte dalla Divina Misericordia allo scopo di purificarsi e rendersi atte ad entrare nel Santo Paradìso.

Molti fratelli non cattolìci rifiutano questa verità dì fede perchè pensano e dicono che non risulta dalla Bibbia l'esistenza del Purgatorio.
Eppure che cosa ci dicono le prime pagine della S. Scrittura quando ci parlano dell'uso degli Ebrei di far sacrifici e di piangere il trapasso dei defunti?
Alla morte di Aronne (Nm 20,29) e a quella di Mosè (Dt 34,8) gli Israeliti piangono per 30 giorni la loro morte.
Non si può escludere che il pianto e le suppliche fossero rivolte a Dío perchè usasse clemenza nel giudizio verso i due grandi personaggi.

La dottrina del Purgatorio si fonda su., basi bibliche, fa parte dell'insegnamento ordinario del Magistero ed è anche sancita in solenni documenti.
Nella vita della Chiesa la riflessione sull'annuncio della penitenza e sul sacramento della riconciliazione ha fatto sempre più approfondire la dottrina sul Purgatorio.
Nella Chiesa, tanto Orientale che Occidentale, fu sempre in onore la preghiera per i defunti.
La testimonianza della tradizione è molto massiccia e risale, ininterrotta, sino ai primissimi tempi della Chiesa. La storia di altre religioni, anche le più antiche, ci assicura che i popoli hanno sempre creduto in un luogo di purificazione dopo la morte.
Il Concilio Tridentino (1546), ricollegandosi a quello di Firenze (1439) dice: "Quanto ai fedeli che davvero pentiti sono morti nell'amore di Dio, senza però aver fatto frutti di penitenza adeguati ai loro peccati e alle loro omissioni, le loro anime vengono purificate dopo la morte con pene purificatrici.

Al sollievo di queste loro pene giovano i suffraggi dei fedeli viventi, come le SS. Messe, preghiere, elemosine e altre opere pie..." (D.B.,. 693). Ai decreti del Fiorentino e del Tridentino si richiama esplicitamente il Conc. Vat. II nel riproporre la dottrina (L.G., 51).
Abbiamo detto che molti fratelli non cattolici rifiutano la dottrina e la realtà del Purgatorio, eppure di essa parlano chiaramente diversi testi biblici. Il più esplicito di tutti è il seguente:
1) 2 Macc 12,38-45: "... Poi fatta una colletta ... la inviò a Gerusalemme perchè fosse offerto un sacrificio espiatorio, compiendo così ungazione molto buona e nobile, suggerita dal pensiero della risurrezione. Perchè se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti ... Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perchè fossero assolti dal peccato". Il testo parla di soldati morti "piamente" e che ad essi era preparata una grande ricompensa (il Paradiso). Le preghiere si fanno perchè le anime, purificate, possano raggiungere la "grande ricompensa".

D. A questo punto devo dire "alt" , perchè ì Libri dei Maccabei appartengono a scrittura apocrifa, e quindi, non fanno testo.
R. Rispondo subito sulla differenza che c'è tra questi e gli apocrifi. I libri 1 e 2 Maccabei appartengono ai Libri Canonici, ossia sono Libri ispirati.
Per maggiore chiarezza e brevità, ricordo che i libri deuterocanonici (Tobia, Giuditta, 1 e 2 Maccabei, Sapienza, Siracide e Baruc con la lettera di Geremia, e alcune parti di Ester e Daniele), furono chiamati così dopo il Concilio Tridentino per distinguerli dai "Protocanonici", sui quali dai rabbini e, dopo, dai protestanti, non c'erano mai state discussioni. E' bene ricordare pure che gli Ebrei mossero obiezioni ai libri suddetti soltanto nel primo secolo dopo Cristo; mentre Gesù, gli Apostoli e gli Ebrei stessi avevano ereditato tutto l' A.T. così come risulta dalla traduzione dei "settanta".
I protestanti, nel secolo 16° , per avversione alla Chiesa Cattolica, imitarono gli Ebrei e rifiutarono anch'essi i librí deuterocanonici chiamandoli "apocrifi".
Ma tra i libri canonici e i deuterocanonici non esistono differenze, in quanto e gli uni e gli altri sono stati sempre - anche dagli Ebrei stessi fino a Gesù e oltre - ritenuti ispirati.
Dopo questa precisazione, riprendo la dimostrazione della realtà del Purgatorio, cosi come ci viene insegnata esplicitamente o implicitamente, dai Sacri Testi.

2) 1 Cor 3,12-15: S. Paolo sta parlando della predicazione del Vangelo, e mette in guardia circa il pericolo di introdurre nella parola divina quella umana, sentimenti di vanità e simili.
Questi sono come "legna, fieno e stoppie" invece di "oro, argento e pietre preziose". Ma il giorno del Signore (= giudizio) chiarirà "per mezzo del fuoco, quale sia stato il lavoro di ciascuno
Se l'opera resisterà, l'artefice ne avrà giusta ricompensa; ma "se l'opera prenderà fuoco, egli ne soffrirà danno. Però sarà salvo come attraverso il fuoco".
Anche qui dobbiamo rifarci al principio fondamentale della esegesi: i testi presi da soli (come spesso fanno tanti fra telli non cattolici) possono dar luogo a varie interpretazioni: solo nella dottrina e nella vita della Chiesa bimillenaria, ossia solo nel seno della sana e santa tradizione evangelica ed Apostolica della Chiesa di Gesù essi acquistano il loro autentico significato.

) Mt 12.31-32: "... Ma la bestemmia contro lo Spirito Santo non gli sarà perdonata nè in questo secolo nè in quello futuro".
Anche in questo passo di Matteo la sentenza sembra chiara. Gesù, dimostrata l'infondatezza della maligna insinuazione dei farisei, pronuncia un giudizio particolarmente duro nei loro riguardi: la loro volontaria e ostinata cecità dí fronte all'azíone dello Spirito di Dio nelle opere del Messia è definita un peccato o una bestemmia che non trova perdono nè presso gli uomini nè presso Dio, nè nel tempo presente nè nel futuro (cf "Parola di Dio" - N.T., Ed, Paoline, p. 160, in nota).
) Mt 5, 25-26: “Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via... perchè l'avversario non ti consegni al giudice... In verità ti dico: non uscirai di là (dalla prigione) finchè
non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo”.

N.B. E' facile vedere in queste parole di Gesù l'allusione alla vita eterna che può essere raggiunta da chi ha pagato tutti i debiti contratti col peccato.

5) 2 Tm 1,18: “... Perchè il Signore gli doni (al defunto Onesiforo) di trovare misericordia presso Dio in quel giorno...".
N.B. S'implora misericordia per Onesiforo "che ha reso tanti servizi in Efeso”. Qui secondo l'esegesi sia di Cattolici che di Protestanti (per esempio, Nabembauer, Spicq, Plummer, ecc.) avremmo un accenno, sia pure vago, a preghiere d'implorazione e di suffraggio per i defunti. (Vedi “Parola di Dio”, Vol. 2°, pag. 764, Ed. Paoline),

6) Ap 21.17: " ... Ma nulla d'impuro entrerà in essa (nella Cìttà celeste).
E' chiaro che per entrare in Paradiso bisogna essere completamente purificati.
) Mal. 3,3: “ Il Signore purifica col fuoco le anime dei figli di Levi... Anche qui si può vedere almeno implicitamente qualche riferimento alla purificazione delle anime.

8) Rut 2,20: " ... Noemi disse alla nuora (Rut): "Sia benedetto dal Signore, che non ha rinunciato alla sua bontà verso i vivi e verso i morti”.
N.B. :
a) Anche in queste ultime parole, il riferimento alla bontà di Dio verso i morti fa supporre, indubbiamente, che ci sia un luogo di purificazione dopo la morte in cui la bontà di Dio si riverserà sui defunti.

b) Non possiamo accettare le obiezioni di quelli che rifiutano la dottrina del Purgatorio perchè ci sarebbe la "sovrabbondanza della Redenzione". Si vede, cioè, la giustificazione come qualche cosa di giuridico, operata dal Cristo solamente, senza partecipazione attiva dell'uomo, della fede come fiducia totale.
A smentire questa interpretazione occorrerebbe citare moltissimi passi del N.T.
Mi contento di citarne due soltanto, che ricordo mentre scrivo:

a) Gc 2,14.17: "Che giova, fratelli miei, se uno díce di avere la fede ma non ha le opere?..."... Così anche la fede: se non ha le opere è morta ín se stessa".

b) Col 1,24: "Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo Corpo che è la Chiesa.
N.B.: La redenzione operata da Cristo è certamente completa, ma Paolo con la sua adesione e condivisione alla passione di Cristo, aiuta la Chiesa che è il Corpo mistico di Cristo.

In conclusione:
a- La dottrina sul Purgatorio è definita ed è verità dogmatica.
b- Sempre 1a Chiesa ha creduto alla esistenza del Purgatorio. Dopo S. Paolo (vedi quanto detto in 1 Cor 3,15), i grandi Padri e Dottori della Chiesa, S.Agostino, S.Giovanni Crisostomo, S.Efrem, S.Cipriano, S.Tommaso d'Aquino, e così via hanno a mano a mano chiarito la dottrina sul Purgatorio.
c- Nel Purgatorio si soffrono le pene della purificazione secondo il bisogno di ciascuno. L'intensità e la durata sono su misura perfetta perchè regolate dallo stesso Giudizio di Dio.
d- Le anime del Purgatorio possono intercedere per noi e noi per loro. Perciò possono essere suffragate con S. Messe, elemosine, penitenze, opere buone e con la nostra preghiera. La Madre di S.Agostino, S.Monica, sul letto di morte, a quelli che la circondavano, diceva: “Pregate per me! Non vi prendete cura del mio corpo, ma soltanto dell'anima mia!".
e- Se si commette un grave delitto, l'autorità giudiziaria punisce il delinquente con pene gravi, se invece le mancanze sono di minore gravità le pene sono più leggere. C'è la pena di morte, c'è l'ergastolo, e ci sono pene più miti. Tutto ciò risponde ad una logica che promana dalla stessa vita e dalla coscienza dell'uomo. Il Purgatorio non è soltanto una emanazione della Divina Giustizia, e, quindi, argomento di fede, ma è anche argomento di stretta ragione.
Voglio dire che se non ci fossero stati riferimenti biblici, la stessa ragione e la coscienza umana ci avrebbero indotto a credere ad un luogo intermedio tra il Paradiso e l'Inferno.

f- Si potrebbe comodamente scrivere un grosso libro (e ce ne sono molti già scritto se si volessero raccontare i fatti avvenuti nella vita della Chiesa di Gesù nei confronti delle anime purganti.
Ne sò diversi, ma chi vuole credere alla S. Scrittura, o chi vuoi credere soltanto a modo suo, non crederà neppure a tanti episodi miracolosi, anche se inoppugnabilmente e storicamente provati. Ne cito uno solo - ammesso, come credo, che esista ancora intatto e che possa essere da chiunque ancora oggi osservato. Ho chiesto documenti in merito e, quando mi perverranno, spero di darne notizia successivamente - :in Foligno (Perugia- Italia), in un monastero di suore, ci sono delle impronte digitali lasciate dalla superiora morta e comparsa alle suore in "coro" mentre erano in preghiera.

Non sono in grado di fornire dettagli perché ci sono stato personalmente circa 40 anni fa. Ricordo solo che la superiora defunta chiedeva alle suore di pregare per lei per suffragarne l'anima che penava ancora in Purgatorio: aveva mancato in maniera lieve al voto di povertà ner aver dato qualche volta, alle suore che gliene avevano fatto richiesta due fazzoletti al posto di uno solo, come avrebbe dovuto. Le suore, che la credevano una Santa, la guardavano meravigliate, e impaurìte... Ella disse loro: "perché non pensiate che si tratti di un'allucinazione, vi lascio su questo legno ( su uno stallo del coro) l’impronta della mia mano".
Oggi si possono vedere tali impronte " a fuoco" che la mano impresse sul legno. Le impronte sono conservate sotto una lastra di vetro, dove si possotto leggere le brevi notizie a ricordo del fatto straordinario. Andando a Foligno, basterà domandare alle autorità ecclesiastiche o anche civili ( forse anche al popolo), per sapere in quale monastero il fatto e' avvenuto.

POSTILLA CONCLUSIVA
D. Perché la Chiesa Cattolica somministra il battesimo con un pò d'acqua sulla testa e non con l'immersione completa?
R. Perché la parola battesimo venne, dopo la venuta di Cristo, usata per significare l'effetto dell'immersione che e' il purificare.
Già nel mondo ebraico aveva assunto il significato tecnico - spirituale di “purificazione". Nel Cristianesimo il signficato suddetto andò sempre meglio precisandosi come “segno e causa” del LAVACRO INTERIORE.
Tutto ciò è confermato dagli stessi scritti cristiani. Leggiamo infatti: “siamo battezzati nel Cristo" e con Lui " possiamo camminare in novità di vita " (cf Rm 6,3-4).
Tutto ciò risulta inoppugnabile da un libretto preziosissimo dei primi cristiani, la DIDACHE' (=Dottrina) del secolo stesso di Cristo, la quale così si esprime: “Battezzate così nel Nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo con acqua corrente, calda o fredda; se non hai quantità sufficiente spargi tre volte sul capo.

D. Tutte queste parole sembrano scuse, in quanto dalla Bibbia risulta che il battesimo è solo un rito e, perciò, non necessario, (cf Lc 23,42; Lc 18,16).
R.
a) Il passo citato (Lc 23,42) ci reca l'episodio del ladrone pentito al quale Gesù promette il Paradiso. E' facile comprendere che le parole del ladrone pentito rivolte a Gesù, includevano un atto di contrizione e di fede perfetta: da tale fede non si può escludere la volontà di accettare tutto ciò che Gesù gli avrebbe proposto e, quindi, anche il battesimo.
b) I bambini (passo citato Lc 18,16) sono proposti da Gesù a modello degli adulti, perchè questi si sforzino di conquistare quelle doti che i piccoli posseggono naturalmente. Non si tratta di innocenza assoluta perchè in essi c'è il peccato originale.

D. Il peccato originale è solo l'inclinazione della natura umana, non si tratta di qualche cosa di cui siamo infetti fin dalla nascita.
R. Certamente Il peccato originale non è un peccato personale, ma una macchia contratta "per generazione" da chiunque nasce come discendente di Adamo ed Eva. Nessuno (neppure il bambino) è escluso da tale "macchia" che è appunto detta “originale".
Infatti: - "Se UNO (=chiunque) non nasce da acqua e da Spirito (=Battesimo) non può entrare nel Regno di Dio" (Gv 3,5).
"Chi nasce dalla carne è carnale (=macchiato di peccato), chi nasce dallo Spirito (= col battesimo) è spirituale (=purificato)" (cf Gv 3,6).
"Ecco, nella colpa sono stato generato, nel Peccato (=originale) mi ha concepito mia madre" (Cf Sal 50,7).
"Dio ci ha salvati non in virtù di opere... ma... mediante una lavacro di rigenerazione nello Spirito Santo". (Cf Tt 3,5).
“... Come dunque per la colpa di uno solo (=Adamo) è riversata su TUTTI gli uomini la condanna (=il peccato originale), così anche per l'opera di giustizia di uno solo (Gesù) si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà la vita” (cf Rm 5,1 e ss.)
"Nulla ci urta più rudemente di questo mistero (= il peccato originale); e tuttavia senza questo mistero, il più incomprensibile di tutti, noi saremmo incomprensibili a noi stessi ...
L'uomo è più inconcepibile senza questo mistero, che questo mistero non sia inconcepibile per l'uomo" (Biagio Pascal). - Infatti: " ... per la disobbedienza di uno solo Adamo) tutti sono stati costituiti peccatori” (Rm 5,12.18.19).

D. Tutte queste risposte mi lasciano ancora perplesso perchè ci sono diversi punti del N.T. in cui è chiaro che:
a - "Dei bambini è il Regno dei Cieli" (cf Lc 18,16: Mt 19,14; Mc 10,14);
b - “...Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo..." (cf Mc 16,15-16; cf anche Gv 3,36; Mt 28,19). Da tutti questi passi appare chiaro che il rito del battesi mo non può essere somministrato a chi non emette "prima" un atto di fede. Il bambino non è in grado di emettere un atto di fede, quindi anche lui deve essere escluso dal battesimo finchè non sia in grado di emettere responsabilmente
un tale atto.
R. Nelle verità cristiane bisogna attenersi sempre scrupolosamente al dati della S. Scrittura, corroborata dalla sana e santa tradizione apostolica. Il sentimento e i punti di vista personali, spesso frutto dei nostri pregiudizi, ci possono portare lontano dalla Verità.

- Per quanto riguarda i bambini sarà bene leggere i seguenti passi:

- Col 2,11-13. Qui S. Paolo fa un parallelo tra la circoncisione, amministrata ai bambini ebrei all'ottavo giorno dalla nascita, e la vera circoncísione in cui il cristiano è circonciso in Cristo col battesimo che lo fa risuscitare dal peccato.

- Perchè, mi domando, il bambino ebreo all'ottavo giorno dalla nascita può essere anagrafato come appartenente, al popolo di Dio e il bambino nato da cristiani non può essere "schedato nel Nuovo Israele di Dio che è la Chiesa? La Sacra Scrittura e la ragione ci rispondono abbondantemente. Infatti:

- "Tutte le genti possono essere battezzate (Mt 28,19), e tutti, anche i bambini, possono e devono essere battezzati, perchè “Se uno non rinasce da acqua e da Spirito Santo, non può entrare nel Regno dei Cieli" (cf 1Gv 3,5).

- S. Pietro fa battezzare nella casa del Centurione Cornelio, lui, tutta la sua famiglia ed altri congiunti ed amici (cf At 10,48).

- La scena si ripete quando Paolo fa battezzare il carceriere e tutti quelli della sua casa (At 16,33); quando battezza direttamente Stefania e famiglia (1 Cor 1,16); quando fa battezzare Lidia e tutta la famiglia (At 16,14-15). E' naturale pensare che fra "quelli della famiglia" ci f ossero anche ragazzi e bambini.

Sembra dunque di poter concludere che i testi del N.T. non escludano il battesimo degli infanti, mentre la più volte ripetuta frase di Gesù “Chiunque ( o Se uno ) non nasce da acqua e da Spirito Santo” (Gv 3,5) è decisiva, perché chi è nato è già persona. E si sa che tanto il diritto pubblico, come qualunque altro diritto di Stati antichi e moderni, assegnano ai genitori la completa responsabilità e, in qualche modo anche la proprietà dei propri bambini. Se il bambino dovesse aspettare l’età della ragione per decidere tante cose della sua vita, gli inconvenienti sarebbero tali e tanti che i genitori non dovrebbero prendere nessuna decisione o provvedimento che riguardi i loro piccoli…; neppure dovrebbero accettare una eventuale eredità in attesa che il figlio cresca e decida da sé. Come si vede si andrebbe incontro a diversi fastidi ed assurdi se si dovessero attendere le decisioni di ogni bambino per la propria vita. E il caso del battesimo non è un caso speciale. Quindi, nulla di più logico, di più coerente e di più legittimo. Che se poi il bambino, divenuto adulto, non dovesse riconoscere il battesimo come un gran bene ricevuto dasi genitori, allora per lui il battesimo non fu altro che un po’ d’acqua versatagli sul capo. Che deve importagliene?

A quanto detto si può aggiungere che nella Chiesa la prassi di battezzare i bambini è antichissima, ossia della Chiesa primitiva. "Ce ne parlano S.Agostino che dice: "perchè si battezzano i nati, ancora prima che possano peccare, se non perchè nascono col peccato originale dal quale appunto debbono venire mondati? Anche S.Cipriano, Tertulliano, S.Ippolito, S.Ireneo (2° sec.) ci dicono la stessa cosa. Origene scrive senz'altro che "la Chiesa ha ricevuto DAGLI APOSTOLI la tradizione di battezzare anche i piccoli".

D. Le tradizioni sono condannate da Cristo, quindi non sono attendibili e non possono costituire delle prove.
R. Cercherò di rispondere brevemente pregando il lettore di andare a controllare tutti i passi biblici che citerò.
a- Quattro volte troviamo nel N.T. che Gesù si scaglia contro le tradizioni, e lo fa con ragione perchè gli Ebrei, Scribi, Farisei e Dottori della Legge, spesso trasgrediscono la Legge di Dio per seguire precetti umani. In tutti e quattro i casi, le parole di Gesù sono uguali o simili, e cioè: " ... Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini" (cf Mt 15,1-19);
In Mc 7,1-13 abbiamo quasi le stesse parole di Matteo:
in Col 2,8.22, San Paolo dice: "Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con i vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo"..."...Tutte cose destinate a scomparire con l'uso: sono infatti prescrizioni e insegnamenti di uomini". Queste umane tradizìoni condannate da Gesù e dalla Sua Chiesa, spesso ingannano gli ignoranti ai quali vengono mostrate come quelle di cui vive la Chiesa.

E, invece, sono proprio quelle tradizioni umane che, corrompendo la Parola di Dio, hanno dato luogo a falsi "gruppi religiosi" che presumono di essere nella verità.
Ci sono però anche le vere, sane, sante, apostoliche tradizioni che fanno vivere la Chiesa di Dio sempre nelle Verità Cristiane ed apostoliche. Esse costituiscono la vita evangelica della Chiesa Cattolica e ci vengono caldamente raccomandate diverse volte nel N.T.
Ne do un fugace accenno:
1 Cor 11,2: "Vi lodo poi perchè in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni, cosi come ve le ho trasmesse";
1 Cor 15,3: "Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto....";
- Lc 1,1-2: "Poichè molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che furono testimoni fin dal principio e divennero ministri della parola...";
2 Tes 3 6-1 "Vi ordiniamo pertanto, fratelli, nel Nome del Signore Nostro Gesù Cristo, di tenervi lontani da ogni fratello che si comporta in maniera indisciplinata e non secondo la tradizione che hanno ricevuto da noi";
2 Tes 2,15: "… Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete apprese così dalla nostra parola come dalla nostra lettera".

Quindi, la tradizione vera, apostolica è la Parola di Dio vissuta nella Chiesa, la vita stessa della Chiesa apostolica, una unica come ci ricorda S.Paolo: "Un solo Corpo, (=la Chiesa di Cristo), un solo Spirito .... una sola speranza ...; un solo Sìgnore, una sola fede, un solo battesimo".
E chi si allontana dall'unica fede professata dalla Chiesa di Cristo naufraga nell'errore (cf 1 Tm 1,18-19). E' la fede che da Cristo è stata trasmes sa agli Apostoli e lasciata in deposito
alla Chiesa da Lui fondata e che essa deve custodire gelosamente difendendola dalle obiezioni razionalistiche e scientiste per le quali alcuni si sono allontanati dalla Verità evangelica. (cf 1 Tm 6,20.21).


D. Ho ascoltato la giustificazione per il battesimo dei bambini, le chiarificazioni in merito alle false e alle vere tradizioni, ma aspetto ancora una risposta più precisa sulla necessità o meno
di dover credere prima di estere battezzati. I passi che ci mostrano questa necessità sono diversi, come:
" ... ma chi non crederà sarà condannato" (cf Mc 16,15-16);
" ... ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole...e insegnando loro" (Mt 28,18-20) ;
" ... Ma prima é necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le genti" (Mc 13,10);
"...non vi lasciate allontanare dalla speranza promessa nel Vangelo che avete ascoltato.." (Col 1,23);
sul Giordano Gesù faceva battezzare degli adulti (cf Gv,4,.1-3);

"... E Pietro disse: "Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare..." (At 2X -41), ecc.
Da quanto detto, risulta.chiaro che chi non crede non può ricevere il battesimo; che prima bisogna essere ammaestrati e poi si viene battezzati e si riceve l'insegnamento; che dopo aver ascoltato il Vangelo proclamato, si può ricevere il battesimo; che sul Giordano Gesù faceva battezzare chi aveva prima ascoltato; che prima bisogna pentirsi dei peccati e poi si può ricevere il battesimo.
R. Mi sembra di aver chiarito abbastanza che per i piccoli può bastare la fede dei genitori o di chi per essi (padrini, la stessa Chiesa) per essere validamente battezzati. I casi citati sopra ci dicono evidentemente che quando Gesù comandava di andare a predicare non voleva indicare come ascoltatori i bambini.
Nessuno va mai a convertire, a predicare, a convincere degli infanti. In Nee.8,2.4. 5-6.8-10 è detto che il sacerdote Esdra legge la Legge nella Sinagoga soltanto "a quelli (uomini e donne) che possono capire". I bambini come vanno in chiesa con le mamme o con altre persone, così andavano anche nelle Sinagoghe, ma la parola del sacerdote non era rivolta ad essi, bensì agli adulti presenti. Non mi sembra di dover aggiungere altre chiarificazioni perchè quelle già date
sono più che ovvie. Spesso la impreparazione, unita ad una buona dose di ignoranza, di ingenuitá e di irriflessione sono la causa delle nostre incertezze e dei nostri errori.


D. E allora perchè Gesù si fece battezzare da Giovanni all'età di 33 anni?
R. Ben altre sono le ragioni per cui Gesù chiese a Giovanni di essere battezzato.

D. Quali sono queste ragioni e differenze?
R. Eccole:
a) Il battesimo di Giovanni non era il battesimo cristiano. Esso era un semplice rito per disporre i cuori alla penitenza, al perdono e alla venuta del Messia;
b) esso fu voluto dal Padre e da Gesù come circostanza per la presen tazione ufficiale del Messia (cf Mt 3,13-17; Gv 1,29-31);
c) " ... Colui che viene dopo di me ... vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco“ (Mt 3,11), " ... nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo..." (Mt 28,19);
d) Giovanni vi ha battezzato con acqua, voi Invece sarete battezzati in Spirito Santo... (At 1,5);
e) Il battesimo cristiano imprime il carattere e non può essere rinnovato: "... un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo" (Ef 4,5; Cf Rm 6,10);
f) Gesù, Agnello senza macchia, non avea bisogno di conversione nè di remissione dei peccati (Cf 1 Pt 2,22), anzi Egli prese su di sè il peccato del mondo (Cf Gv 1,29-31);
g) Il battesimo cristiano, diversissimo da quello di Giovanni Battista, fu istituito da N.S. Gesù Cristo quale Sacramento efficace della grazia per la remissione diretta dei peccati, come possiamo vedere nel seguenti passi:
col battesimo "ríceverete il perdono dei vostri peccati e il dono dello Spirito Santo" (At 2,38);
- " ... Quest'acqua (del diluvio) era un'immagine del battesimo che ora salva voi" (1 Pt 3,21);
- " ... purificandola (la Chiesa) per mezzo del lavacro dell'acqua (=battesimo)" ... al fine di farsi comparire davanti la Chiesa...gloriosa... senza macchia.. ..santa e immacolata (Ef 5,25-27;
- E tali eravate, ma siete stati lavati ... santificati..." (1 Cor 6,11);
- ".. accostiamoci, nella pienezza della fede, purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura (=battesimo)" (Eb 10,22);
- "La Legge (ci dà) piena coscienza della caduta, ma laddove è abbondato il peccato ha so vrabbondato la grazia...” (Rm 5,20);
così anche voi (battezzati) consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù;
(Rm 6,11),
"Ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati" (At 22,16);
- ”...chi sarà battezzato sarà salvo" (Mc 16,16).

D. Dopo queste risposte, ho ancora altre obiezioni da fare:
) A leggere certe cose scritte nei libri - catechismi - Istruzioni della Chiesa cattolica, sembra che tutti si possano salvare con estrema facilità;
2) Non credo che dopo la morte ci sia un Limbo. Esso sembra un'invenzione del Cattolicesimo;
) Altra Invenzione dei Cattolici sembra il Purgatorio. Nè del Limbo, nè del Purgatorio ci parlano le S. Scritture.
R. Al n. 1: La Chiesa, modellandosi sulla Divina Misericordia e Provvidenza, ha cercato sempre di recepire e guardare con occhio piuttosto ottimista il messaggio della salvezza. Non si tratta di superficialítà ma di maggi.ore comprensione e approfondimento della Divina Parola. La Chiesa ha sempre ritenuto valida l'ammissione di un triplice battesimo, quello di:
a) acqua: "Se uno non rinasce da acqua e da Spirito Santo non può entrare nel Regno dei Cieli" (Gv 3,5);
b) sangue: “Chi avrà trovato la sua vita la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà" (Mt 10, 39; 16,24-25; Mc 8,34-35; Lc 9,23-24; 17,31; Gv 12,25);
c) desiderio: "Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui" (Gv 14,21; cf anche 10,30; 16,27; 17,21- 22.26).
Bisognerá concludere, col Vat. II, che “Dio ebbe assidua cura del genere umano, per dare la vita eterna a tutti coloro i quali cercano la salvezza con la perseveranza nella pratica del bene. (Costituz. sulla Rivelazione, 3).
Già Pio IX aveva detto: “Coloro i quali senza colpa ignorano la nostra santa religione. .. possono, con l'aiuto della luce e della grazia divina, ottenere l'eterna salvezza" (D.B.1677).,

Ancora prima di Pio IX, già S.Tommaso d'Aquino e, molto prima di lui, S.Giustino (2° secolo) ammettevano largamente che anche i pagani si siano potuti salvare. S. Agostino ammise la stessa cosa. Sappiamo, dai Sacri Testi, che la Divina Provvidenza "ha racchiuso tutti gli uomini nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia" (Rm 11,32).
Dio "vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verità” (1 Tm 2,4).
"Dio non permette che venga punito con la pena eterna chi non ha commesso colpa volontaria” (Papa Pio IX).
A sua volta il Conc. Vat. II (Costituz. sulla Chiesa, 16) dice: " ... Quelli che senza loro colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la Sua Chiesa.... possono conseguire l'eterna salute".
Questi testi si accordano con:
Eb 11,6: "Senza la fede è impossibile piacere a Dio, perchè chi si accosta a Lui deve credere che Dio esiste e che remunera quelli che Lo cercano";
At 10,30: " ... I pagani che per natura agiscono secondo la legge... sono legge a se stessi ... e dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori”.
Sono dunque due le condizioni essenziali per essere graditi a Dio: la fede e le opere.
E tutto ciò perchè la salvezza passa per il Cristo che è venuto per redimere tutti gli uomini. La Chiesa dì Gesù è strumento dí salvezza, "colonna e sostegno della Verità” (cf 1 Tm 3,15). L'approfondimento scrítturistico e teologico ci fa oggi meglio comprendere il mistero del Corpo Mistico di Cristo, per cui anche i non cristiani fanno parte dell'anima della Chìesa, se non del Corpo.
Nella Enciclica "Mistici Corporis", 102, Pio XII (1943) parla di “un certo desiderio inconscio", per il quale i pagani si trovano ordinati al Corpo Mistico del Redentore".
La teologia presenta una logica continuità sul problema che stiamo trattando.
Oggi si tiene molto conto della già citata affermazione (Eb 11,6) secondo la quale la fede che salva è almeno la fede in Dio rimuneratore.
In base a ciò possiamo dire che ogni religione contiene - per tutti gli aderenti in buona fede - in embrione gli elementi della fede: credere a ciò che Dio rivela, perchè Egli lo rivela (cf “Dottrina della fede" di Franco Amerio, pag. 451 e ss., ediz. S.E.I.).
Certo, questa dottrina della Chiesa Cattolica, che riceve luce dalla S. Scrittu ra, dalla continua presenza di Cristo, e dall'assistenza permanente dello Spirito Santo, contrasta, con quei "gruppi religiosi” e con le varie sette che - proprio perché professano delle dottrine "personali", e quasi sempre in contrasto con i S.Testi - assumono atteggiamenti rigidi e di condanna per quelli che non la pensano come loro.

Intendiamoci bene e non facciamo confusione. Non è che "ogni acqua ci lavi e ogni fede ci salvi”, ossia non tiriamo come conseguenza che una fede vale l'altra o che tutte le fedi siano buone. Questo è un principio
ERRATISSIMO TEOLOGICAMENTE, OGGETTIVAMENTE, SOGGETTIVAMENTE E LOGICAMENTE.

Non sono le varie fedi o religioni a salvare anche i pagani, gli eretici e forse anche certi atei, ma
E' LA GRAZIA DI CRISTO che trova in alcune verità, più o meno chiaramente presenti in esse e penetrate nell'animo ben disposto, l’occasione o l'appiglio per portare l'individuo alle condizioni di conoscenza e di fede necessarie per la giustificazione e la salvezza.
Concludo: su questo argomento vano è pretendere di sapere più di quanto Gesù ha voluto farci conoscere. Egli ha istituito la
CHIESA COME UNIVERSALE SACRAMENTO DI SALVEZZA (S. Cipriano). E chi si salva, si salva perché in qualche modo - col battesimo di acqua, di desiderio o di sangue - è incorporato in essa e, per essa, in Cristo. Perciò Cristo è il solo Mediatore e l'unico Salvatore di tutti.
La parola “Chiesa” non ammette plurali: ammettere più Chiese significa ammettere più Cristi (Dal discorso di Paolo VI dell'1.6.1965).


R. al n. 2. Inferno e Limbo.
Nel senso ebraico “inferno” corrisponde alla parola greca "ade", con cui la traduzione dei "settanta" ci rende "ade" uguale a "sheol",che genericamente e confusamente significa dimora dei morti. Nell'inferno così inteso, Gesù discese per partecipare alle anime dei giusti dell'A.T., il frutto della redenzione, e per introdurle nella beatitudine celeste (vedi Credo o Simbolo Apostolico).
Per i peccatori, degni di condanna, gli Ebrei solevano parlare di “geenna" (Cf Mt 18,9), per i giusti invece indicavano il “seno di Abramo” (confrontare la parabola del ricco Epulone e di Lazzaro Lc 16,22-23).
Anche S. Pietro ci dice che Gesù andò "in ispirito ad annunciare la salvezza anche agli spirìti che attendevano in prigione" (1 Pt 3,19; vedi anche 1 Pt 4,6).
Il seno dì Abramo si può immaginare come il margine, l'orlo, il lembo - il limbo appunto – dell’inferno, dove discese Gesù a liberare i giusti, i quali non godevano ancora della beatitudine celeste, ma nep pure soffrivano punizione.
Analogamente molti teologi pensano il limbo dei bambini morti senza battesimo. Credo che questi pochi accenni sul Limbo siano sufficienti a portare una “schiarita”,su di esso.
Preciso però che la questione del Limbo è e rimane allo stato di teoria e non è completamente immaginaria, come qualcuno afferma, ma ha il suo fondamento su una tradizione e su dati scritturistici.


R. al n.3 - Il Purgatorio
E' il luogo dove le anime vanno a purgarsi per rendersi degne di comparire alla presenza ineffabile di Dio per godere l'eterna beatitudine.
Qui non siamo tra ipotesi e teorie, ma su realtà rivelate oltre che strettamente logiche e di sana ragione.
In merito, la testimonianza della tradizione è molto massiccia e risale, ininterrotta ai primissimi tempi della Chiesa. I concili di Firenze (1439) e quello di Trento (1546) hanno sancito la dottrina del Purgatorio dichiarandola verità di fede.
Da molte religioni antiche si apprende che, generalmente, tutti i popoli hanno creduto ad una vita felice eterna e che le anime per raggiungerla avrebbero dovuto prima purificarsi dopo, la morte.
La stessa antropologia biblica, presenta l'uomo come 1ibero, responsabile delle sue azioni ... Inoltre dalla Bibbia viene sottolineata 1a stretta solidarietà nel bene e nel male che lega ogni uomo agli altri uomini. In questi vari contesti si capiscono sia l'esigenza di completa purificazione prima di giungere alla visione beatifica, sia la possibilità di suffragi .

Già nell'A.T., sono indicativi i pianti prolungati degli Israeliti alla morte di Aronne (Nm 20.29) e a quella di Mosè (Dt 34,8): lutto e sacrifici di suppliche lasciano capire che erano rivolti alla divina clemenza perchè usasse misericordia nel giudizio dei due grandi scomparsi.
Tra i passi biblici che citerò, certamente il più esplicito e convincente è il seguente:
Giuda Maccabeo “...fatta una colletta... la inviò a Gerusalemme perchè fosse offerto un sacrificio espiatorio... per i morti perchè fossero assolti dal peccato” (cf 2 Mac 12.38-45).
Per quanto riguarda l'obiezione che molti non cattolici fanno ad alcuni libri dell'A.T. ritenendoli non canonici, rimando il lettore a leggere in precedenza, dove è abbondantemente risolta la questione. 1° e 2° Mac sono libri canonici a tutti gli effetti, ed è, quindi, un grave errore denominarli “apocrifi”.
Il Concilio Tridentino condanna tale errore.
Cor 3.12-15: in questo passo S. Paolo precisa che il bene e il male fatto da ognuno sarà giudicato dal Signore, e “se l'opera prenderà fuoco, egli ne soffrirà danno. Però sarà salvo come attraverso il fuoco”.
Mt 12.31-32: “... Ma la bestemmia contro lo Spirito Santo non gli sarà perdonata nè in questo secolo nè in quello futuro”.
- Mt 5 25-26: “Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via... In verità ti dico: non uscirai di là (dalla prigione) finchè non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo”.
2 Tm 1.18: “…Perchè il Signore gli doni (al defunto Onesiforo), di trovare misericordia presso Dio in quel giorno..”
- Ap 21.17: “ ... Ma nulla d'impuro entrerà in essa" (nella Città Celeste).
Ml 3,3: “ ... Il Signore purifica col fuoco le anime dei figli di Levi”.
Rut 2.20: “... Noemi disse alla nuora: "Sia benedetto dal Signore, che non ha rinunciato alla sua bontà verso i vivi e verso i morti”.
Gc 2.14-17: “Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere?”.
Col 1.24: “...Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto... a favore del suo (di Cristo) Corpo che è la Chiesa”.


Continua... Abbiamo preferito interrompere qui il testo per accelerare il caricamento della presente sezione;
naturalmente cliccando su continua potete scaricare l'intero testo in formato Word e quindi leggerlo tranquillamente sul vostro
computer.

 
 
 
 

creazione siti web

Home Page | Informazioni | Contatti | Aggiornamenti Studi biblici | Confutazioni al Protestantesimo | Frà Tommaso - Apologetica | Spiritualità | Ascetica | Catechesi | Gruppi Protestanti e loro dottrine | Errori dei Protestanti Moderni | Esorcismo e lotta contro Satana | Patristica | Questioni Morali e Sociali | Questioni Storiche | Risposte Veloci | Santi | Servizi | Testimoni di Geova | Testimonianze conversioni cristiane | Testimonianze di guarigione | Testimonianze Cristiane | Links | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu