Anna Iacoponi testimonianza - Cristiani Cattolici: Pentecostali Apologetica Cattolica Studi biblici

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Da cattolica a pentecostale, ma grazie a Dio ritorna ad essere cattolica

Testimonianza di Anna Iacoponi

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Ero nella chiesa cattolica da più di venti anni, frequentavo   regolarmente la Messa della domenica e anche durante la settimana, se ne avevo le possibiltà. Le mie manzioni erano diverse nella mia  parrocchia, dal catechismo per i bambini, ai lavori più umili, come pulizie, preparativi per le cerimonie importanti, aiuto al parroco e ai  sacerdoti che avevo avuto occasione di conoscere. Iniziai poi ad avere dei dubbi sul celibato sacerdotale e di conseguenza approfondii il tema  tramite le Scritture e facendo ricerche. In effetti san Paolo ne parla  chiaramente nelle sue lettere: "Il vescovo deve avere una moglie sola, educare bene i figli...ecc..." e leggendo la storia della chiesa fino al 1100 i preti si sposavano. Non riuscivo ad accettare questa regola celibataria che mi sembrava una crudeltà da parte di chi l'aveva istituita. Anche dopo colloqui con i miei preti, non mi convinsi affatto. Fu così questa contraddizione che mi portò a deviare e ad interessarmi di altre confessioni religiose. Per caso alla TV mi imbattei in un canale frequentato per la maggior parte da pastori evangelici, pentecostali e anche cattolici ed ero molto attratta dal loro modo di lodare il Signore con tanti bei canti, un modo di pregare diverso dal nostro e fu così che cercai una chiesa pentecostale nella
mia città. Fui accolta con grande entusiasmo, fui letteralmente circuita di attenzioni, che, a dire il vero, mi facevano anche piacere.

Le assemblee molto numerose composte per lo più da ex-cattolici, da neo-convertiti, da stranieri e da tanti curiosi che si aspettano ogni volta
il miracolo. A proposito di miracoli, quasi tutte le domeniche, prima della predica del pastore, c'erano le testimonianze di avvenute guarigioni, o che si credevano tali...il tempo poi, è quello che da' conferma del vero miracolo, ma purtroppo proprio pochi giorni fa, ho saputo che due presunti miracolati sono morti. Comunque certe testimonianse servono per creare un clima di euforismo simile all'esaltazione che coinvolge i presenti. Spesso sentivo intorno a me parlare in lingue, ma erano parole insignificanti ripetute a pappagallo, sempre uguali che, a dire il vero, mi creavano disturbo, forse erano anche bestemmie. Secondo gli insegnamenti di Paolo, nessuno nell'assemblea dovrebbe parlare in lingua, se non c'è un interprete; ma anche questo serve a fare scena, perché, secondo loro, è il segno della rinascita in Cristo. Altre sceneggiate sono quelle della caduta a terra, dopo l'imposizione delle mani, fatta da persone che fanno parte dell'equipe, caduta provocata da una spintarella, c'è sempre dietro qualcuno che regge e aiuta a cadere all'indietro. Poi l'esaltazione porta a vere e proprie manifestazioni psicotiche, c'è chi urla, chi si contorce, chi piange, chi salta....un vero e proprio manicomio.

Le persone pseudo possedute dal maligno, che danno manifestazioni di squilibrio, vengono portate in una stanza in privato ed "esorcizzate".  Ora, sappiamo che l'esorcismo lo può fare solo un sacerdote e, fra l'altro che sia di grande preghiera. In quelle chiese l'esorcismo lo possono fare quelle persone dell'equipe, anche convertiti da poco, basta che abbiano fatto il corso di demonologia e sono pronti a cacciare tutti i demoni (errori madornali). Cosa dire della dottrina. Dunque, per iniziare Maria per loro è morta, in attesa di redenzione, come qualsiasi persona. Sì, perché per loro Maria è una persona qualsiasi, quindi se è morta, come dicono loro, neppure intercede per noi. E neppure i santi sono in cielo, sono tutti morti. In cielo c'è soltanto Gesù alla destra del Padre. Altra grossa contraddizione: la Cena del Signore da loro considerata solo un ricordo, una memoria. Allora iniziai a chiedermi il perché venga letto quel passo di san Paolo dove dice: Chiunque mangia il pane, o beve il calice del Signore indegnamente, ... e beve senza discernere il Corpo, mangia e beve la
propria condanna (1 Cor 11,27-29).

Iniziai a capire che c'è tutto un  inganno. Conobbi poi degli evangelici fanatici qua su Facebook, con i quali ebbi grosse discussioni riguardo alla dottrina, perché in me era rimasta la dottrina cattolica e chiaramente il Signore mi fece capire che il mio posto era nella mia chiesa, quella che avevo lasciato. Non me l'aveva detto a parole, ma facendomi sentire nuovamente quell'amore per la mia chiesa e di nuovo per i sacerdoti che avevo abbandonato. Pentita tornai e mi confessai in lacrime. E' un'esperienza, che il Signore mi ha permesso, perché mi convincessi che l'unica Verità si trova nella chiesa cattolica.

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